Gen 282016
 
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Li-Fi-technology

Forse la trasmissione dati a distanza sta per cambiare per sempre. Dall’intuizione e scoperta di Harald Haas dell’università di Edimburgo, si sta passando alla sperimentazione sul campo in alcuni uffici a Tallin in Estonia.

Sto parlando del Li-Fi, un nuovo sistema di trasmissioni dati senza fili che dovrebbe sostituire l’ormai obsoleta connessione Wi-fi che tutti utilizziamo a casa e in ufficio.

Si tratta di un sistema che sfrutta la luce visibile nelle frequenze comprese tra 400 e 800 terahertz, e riesce attraverso un codice binario a trasmettere un enorme quantità di dati ad una velocità fino a 100 volte superiore a quella del wi-fi.

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Secondo Haas, l’unica cosa da fare per rendere la rete disponibile in ogni luogo, è quella di inserire un microchip in ogni dispositivo di illuminazione presente negli ambienti domestici e non.

I vantaggi secondo quanto dichiarata dallo stesso ideatore sarebbero molteplici. Innanzitutto la mancanza di interferenze al di fuori dello spettro ottico entro il quale avviene lo scambio dei dati, quindi molta sicurezza nella trasmissione dati.

Si realizzerebbe un notevole risparmio energetico in quanto non sarebbe necessario realizzare dispositivi appositi, ma basterebbe utilizzare le normali lampadine di cui tutti gli ambienti sono dotati.

Si potrebbe diffondere l’uso di questa tecnologia in quegli ambienti in cui è vietata per problemi di interferenze come ad esempio gli ospedali e soprattutto gli aerei, con il vantaggio, inoltre, di poter utilizzare la tecnologia di trasmissione ovunque senza particolari problemi di adattamento o predisposizione utilizzando semplicemente la luce e non le costose e limitate onde radio.

Le promesse sono enormi. Basti pensare che ogni lampadina può diventare un hot-spot di trasmissione e ricezione dati. L’impulso elettrico, trasformato in impulso luminoso viaggerebbe attraverso frequenze non visibili all’occhio umano (infrarossi) raggiungendo gli ipotetici 224 gigsbits al secondo di velocità, inimmaginabili con le normali reti wi-fi.

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Gen 012014
 

Vi ricordate che poco tempo fa abbiamo parlato della fotocamera sferica SQUITO da lanciare in aria? Oggi proponiamo un’altra fotocamera che svolge lo stesso lavoro, ma in maniera leggermente diversa. Infatti, PANONO Camera Ball, questo è probabilmente il suo nome di commercializzazione, altro non è un guscio sferico che contiene al suo interno ben 36 fotocamere ad alta definizione. Un accelerometro contenuto al suo interno, misura la velocità al momento del lancio e calcola l’attimo in cui sarà all’apice della sua corsa. A quel punto un sistema computerizzato, farà scattare contemporaneamente 36 fotocamere contenute al suo interno in modo da realizzare una foto panoramica a 360° ruotabile. Tale foto grazie all’app gratuita Panono, può essere assemblata per realizzare spettacolari immagini.

Panono 01Si tratta, tecnicamente, di una sfera con guscio metallico di circa 11 centimetri di diametro per un peso complessivo di 300 grammi circa, la cui forma agevola il movimento del lancio. Le fotocamere all’interno scattano le foto per un complessivo di 72 megapixel che vengono trasferite immediatamente via wi-fi allo smartphone o al tablet, o in assenza di connessione wireless, vengono immagazzinate nella memoria interna capace di conservare fino a 400 panorami.

Panono 05Sullo smartphone o tablet viene inviata una copia leggera in modo da avere un’anteprima dell’immagine e se questa è soddisfacente, verrà inviata al servizio cloud previsto dal produttore del dispositivo.

La fotocamera è in stato di progetto ed è pubblicizzata sul sito Indiegogo, dove è indetta una campagna per raccogliere fondi per la produzione e la vendita del prodotto. Ad oggi si è quasi raggiunta la quota di capitale necessaria e chi parteciperà economicamente al progetto avrà dei benefit in base a quanto avrà investito. Il budget richiesto è di  900.000 dollari e la quota minima di partecipazione è di 25 dollari. Il contributo, tra l’altro, consentirà un acquisto della fotocamera ad un prezzo di 100 dollari inferiore al prezzo di vendita che è previsto tra i 500 e 600 dollari e la consegna immediata.

Panono 03Sarà utile un simile prodotto? Oramai sono diversi i progetti o i prodotti che iniziano ad affacciarsi sul mercato, sinonimo di una crescente richiesta o comunque di un interesse verso prodotti di questo tipo. Mancano solo tre giorni per poter ancora contribuire e oramai il budget è quasi raggiunto, ragion per cui, presto vedremo sul mercato questo nuovo gadget tecnologico.

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Dic 052013
 

wi-fiForse è giunto il momento nel quale potremo finalmente dire addio agli scomodissimi fili, perlomeno quelli dei carica-batteria dei cellulari. Perché direte voi? Perché Apple (sempre lei!) ha depositato presso l’United States Patent and Trademark Office (USPTO), l’organismo che rilascia i brevetti e i marchi depositati negli Stati Uniti, un nuovo brevetto che presenta una tecnologia di questo genere. Si tratta di un sistema in grado di ricaricare i dispositivi via wireless senza bisogno di ulteriori apparecchiature. Da quanto è possibile comprendere dallo schema tecnico presentato, pare che l’arcano sia possibile attraverso l’uso di una tecnologia denominata NFMR (near field magnetic resonance). In pratica, il sistema sfrutterebbe le onde magnetiche sviluppate da un dispositivo posto all’interno di un futuro iMac o MacPro.

Qualche anno fa, già il MIT di Boston (USA) aveva sviluppato una tecnologia simile denominata Witricity. Con questa tecnologia era possibile trasferire elettricità, attraverso un fenomeno già dimostrato da Nikola Tesla nell’83, tra apparecchiature elettriche poste a breve distanza tra di loro sfruttando il principio della risonanza reciproca. In pratica, un computer acceso sarebbe in grado di ricaricare elettricamente dispositivi diversi quali: mouse, tastiere, trackpad senza usare pile o altri sistemi da scollegare e ricaricare ogni volta.

RicaricaWireless

Alcuni si son chiesti come mai Apple non avesse già nel passato adottato tale tecnologia già esistente, ma la risposta è semplice; questa richiedeva l’uso di un ulteriore dispositivo da collegare alle prese di corrente, rendendo tutto il sistema poco innovativo e poco utile alla bisogna. Quella presentata adesso, è invece una tecnologia matura, che risolve il problema di dover acquistare e utilizzare più dispositivi contemporaneamente.

Staremo, comunque, a vedere cosa succederà, se Apple implementerà questa nuova tecnologia nei suoi prossimi dispositivi o se finirà nel dimenticatoio come tante altre innovazioni e brevetti, depositati e mai utilizzati.

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Apr 192012
 

TELECOM ha presentato a Torino la nuova cabina telefonica intelligente. Già nella forma è originale, consente di entrare al suo interno e telefonare protetti da una tettoia che porta, sulla parte sommitale, celle fotovoltaiche che le forniscono alimentazione. La nuova cabina consente, oltre le normali chiamate, tutta una serie di servizi che il digitale e la connessione ad alta velocità hanno reso possibili.All’interno ci troviamo di fronte ad un touchscreen che consente l’accesso a informazioni e servizi di pubblica utilità, turismo, mobilità, commercio, tempo libero, social network e servizi online per gli studenti del Politecnico di Torino. Avrà anche funzioni di hotspot wi-fi ed è realizzata per essere eco-sostenibile: infatti, oltre al pannello fotovoltaico, ospita una centralina per il rilevamento dell’inquinamento atmosferico, un sistema di videosorveglianza collegabile alla sala controllo della Polizia Municipale. In vista della diffusione delle auto elettriche, sarà dotata di colonnine per la ricarica di bici e scooter elettrici.
Telecom, nell’era dei cellulari, rilancia l’idea della cabina telefonica, ma profondamente rinnovata e lancia un concorso sul sito www.cabinaintelligente.telecomitalia.com con il quale ricerca nuove idee proposte da studenti, utenti web, sviluppatori o semplici interessati.  La prima cabina telefonica era stata installata da Telecom 60 anni fa in piazza San Babila a Milano e con questo concept, si propone di fornire uno strumento antico ma evoluto al contempo, in grado di raccogliere vecchie e nuove esigenze di comunicazione.

Questo test durerà per tutto il 2012 estendendo il progetto anche in altre realtò italiane e sarà realizzato in collaborazione con il Politecnico della città piemontese come sponsor e centro di ricerca. Vedremo cosa produrrà questo esperimento: la rinascita o la definitiva fine della cabina telefonica.

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Feb 212012
 

Al Solid State Circuits Conference di San Francisco, Intel presenterà la nuova generazione di processori Atom. Il progetto, che prende il nome di RosePoint, prevede un’integrazione del trasmettitore wi-fi all’interno dello stesso processore. Con questa integrazione i vantaggi sarebbero molteplici; innanzitutto, Intel, eliminerebbe un chip dalle proprie schede madri, abbassando i costi e riducendo notevolmente i consumi. Inoltre, questo consentirebbe anche una notevole riduzione dei costi di produzione oltre che una riduzione in termini di dimensioni delle schede e quindi anche dei computer e del loro peso relativo.

Qualcomm, già produce per ARM processor non solo dotati di wi-fi ma anche di connessioni 3G e 4G. Intel vuole colmare questo gap e prevede di integrare in seguito anche le connessioni per reti cellulari. Ovviamente l’obiettivo è quello di produrre processori poco ingombranti, costosi e parchi nei consumi per equipaggiare non solo gli smartphone, ma anche i tablets del futuro.

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