Mag 262016
 

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Dopo le lenti a contatto smart di Samsung, un altro brevetto, di un altro gigante della tecnologia viene svelato sui siti che si occupano di innovazione. E’ infatti della Sony, il colosso giapponese, un nuovo brevetto che ricorda molto da vicino tecnologie avveniristiche viste nei film di fantascienza. La Sony, ha registrato il brevetto di una lente a contatto che incorpora al proprio interno una microscopica telecamera, dotata di tutte le componenti necessarie come il sensore di immagine, processore, ottica, memoria e soprattutto un modulo wireless necessario per trasferire le fotografie scattate ad un dispositivo collegato.

La tecnica messa a punto per riuscire a scattare volutamente una foto con questa nuova lente fotografica, è quella di schiacciare un occhiolino volontario o sfiorare l’occhio con la mano. Attraverso il movimento delle palpebre è poi possibile controllare lo zoom e l’apertura dell’obiettivo.

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Sono diversi i brevetti del genere presentati, ma questo è il primo che include all’interno di un modulo così piccolo tutte le componenti già citate oltre a un sistema di stabilizzazione dell’immagine capace di ridurre il movimento involontario del bulbo oculare. Inoltre, un mini display consente di vedere il risultato della foto direttamente dall’occhio sulla lente. Insomma, una vera e propria fotocamera come quelle indossate da Tom Cruise in Mission Impossible.

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Il brevetto ha sollevato non poche perplessità in merito sia alla realizzabilità, ma soprattutto al fatto che se un tale dispositivo dovesse esser messo in produzione, tutte le attuali norme per la riservatezza e la protezione della privacy non potrebbero più assicurarla.

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Apr 202016
 

Albero dei ricordi2


Finalmente dopo tanto tempo sono riuscito a realizzare la pagina che raccoglie tutti i ricordi a scuola, gli anni passati soffrendo o ridendo, raccontati in cortometraggi che con foto e video che narrano quanto accaduto. Divisi per anno troverete i vari video prodotti in estemporanea durante gli eventi oppure quelli che raccontano le classi alla fine dell’anno.

Una pagina per ricordare, per rivedere piccoli e grandi momenti insieme, un “albero” genealogico che racconta dai suoi lunghi rami quello che ogni giorno abbiamo condiviso nelle lunghe e intense giornate scolastiche.

Schermata 2016-04-20 alle 16.43.31Potete accedere alla pagina attraverso il widget sulla barra laterale oppure attraverso l’apposito menu “NOI DELLA DANTE” sulla barra dei titoli.

Schermata 2016-04-20 alle 16.54.38I video li potete consultare anche sulla mia pagina Youtube.

Anche in questo caso non mi resta che augurarvi buona lettura o meglio buona visione “sfogliando” l’Albero dei Ricordi del nostro sito.

Cliccando l’icona dell’albero qui sotto, si aprirà direttamente la pagina dei video:

Albero

Giu 282014
 

Videos-2-iconUn altro anno è finito, e SUCCEDE che alcuni di voi ci hanno lasciato per iniziare l’esperienza delle scuole superiori.

SUCCEDE che altri continueranno la magica esperienza nella nostra scuola, in terza e in seconda classe.

SUCCEDE che tanti ricordi, tante immagini, tanti momenti ci hanno visto lavorare, impegnarci, divertirci insieme, noi insegnanti e voi alunni e alla fine alcuni di questi resteranno impressi nelle immagini dei “corto” che ho realizzato per ricordarvi e per ricordarci.

SUCCEDE che in un modo o in un altro resteranno momenti indelebili del tempo passato insieme, per voi attimi per ricordare nel bene o nel male i vostri insegnanti, e per noi istantanee per conservare per sempre il ricordo dei vostri volti spensierati.

Vi auguro tanta fortuna e vi dedico questi piccoli filmati.

Buona visione a tutti, prof. Betto.

Clicca sulle anteprime sotto, sarai indirizzato sul mio canale Youtube per vedere il video relativo:


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Lug 172013
 

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Una società americana, la Serveball, ha presentato Squito e Darkball due fotocamere panoramiche sviluppate e progettate per essere lanciate in aria, in modo da poter catturare immagini e video durante il volo, con la possibilità di effettuare spettacolari riprese estese fino a 360°.

Ovviamente, il corpo della telecamera è avvolto in un guscio resistente agli urti, è Squito è dotata di sensore di orientamento, obiettivi grandangolari di cattura, sensori di posizionamento e di velocità. La fotocamera è in grado di calibrare la rotazione e di ridurne l’eccesso durante il volo e le riprese, adattandosi alle condizioni di lancio e cercando di riprendere al meglio l’area circostante.

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Le applicazioni attuali di un tale dispositivo, non sono al momento tante, anche se i possibili impieghi in futuro posso essere molteplici. Attualmente, gli impieghi si limitano a poche e estreme condizioni in campo documentaristico e professionale, nonchè quelle del puro divertimento, ma in seguito, grazie anche alla sua evoluzione in Darkball, un’altra videocamera lanciabile, questa volta notturna, dotata di sensori di rilevamento e ricognizione capace di riprese termiche e ad infrarosso. Questa ultima è pensata per un utilizzo al buio, nella nebbia o in condizioni di difficile visibilità.

Come tutti i progetti di questo genere, frutto di ricerca e sperimentazione, questi prototipi non sono in vendita, per cui è inutile recarsi in un negozio per cercare quest’articolo. Il progetto del prof. Steve Holliger è parte di una ricerca molto più estesa e ambiziosa che porterà alla realizzazione di una piattaforma di ripresa più complessa ed evoluta, integrata con altri dispositivi e abbinata ad un software capace di sfruttarne ogni potenzialità. O semplicemente potrebbe diventare il gingillo di qualche video amatore che ha sempre sognato o realizzato riprese particolari e fuori dal comune.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito della SERVEBALL di Boston.

Video1

[youtube //www.youtube.com/watch?v=VoogLcawabg&w=560&h=420&rel=0]

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Giu 112013
 

Lenti-a-contatto_Scroll

Su indicazione di un mio alunno, propongo oggi un articolo interessantissimo che tratta di una novità tecnologica di grande rilievo. Ispirato forse dai Google Glass, Fabrizio scandagliando la rete ha trovato un blog che parla di un’innovazione che ci richiama ad altri argomenti già affrontati su queste pagine. Vi ricordate il grafene? Ebbene, un team di ricercatori di tutto il mondo ha sviluppato una tecnologia per la realizzazione delle lenti a contatto del futuro.

Si tratta di un mix altamente conduttivo ed elastico realizzato da fibre di grafene e da nanofili di argento trasparente. Questi, fissati ad un obiettivo off-the-shelf permettono la realizzazione di un dispositivo molto simile ai Google Glass, ma sotto forma di lente a contatto.

Lenti a contattoI ricercatori hanno testato per lungo tempo queste nuove lenti sull’occhio dei conigli in quanto molto simili a quello umano. Nei test condotti per cinque ore consecutive di applicazione della lente sull’occhio del coniglio, questi non hanno tentato di strappassero strofinandosi e non avuto neanche ricavato arrossamenti percepibili sulla cornea.

Il capo della ricerca Jang Ung-Park, ingegnere chimico presso l’Istituto Nazionale di Ulsan della Scienza e della Tecnologia, ha affermato di voler realizzare un dispositivo che svolga le stesse funzioni dei Google Glass solo senza tutta la struttura esterna, quindi adattandoli direttamente alla forma dell’occhio umano.

Riusciranno i ricercatori a realizzare questo ambizioso progetto?

Grazie Fabrizio per la consulenza.

Articoli1

Gen 112013
 

La tecnologia, si sa corre, e in quest’ultimo periodo, grazie anche a grandi manifestazioni quali il C.E.S. di Las Vegas, la tecnologia fa sfogio di se. Una delle maggiori tecnologie, dove lo scontro è particolaarmente vivace tra i diversi competitor mondiali, è quello dell’intrattenimento da salotto, con TV sempre più piatte, SMART e interattive. Anche la stessa Apple pare sia intenzionata ad inserirsi in questo segmento di mercato. Però, uno dei maggiori difetti che vengono imputati a questa tecnologia, è la mancanza di un 3D vero, ossia senza  sussidi o apparecchiature aggiuntive quali occhialini o quant’altro. Però, pare che il problema sia in via di risoluzione definitiva, grazie al lavoro di un gigante dell’audio quale i Dolby Labs. I Dolby Labs, infatti, pare stiano lavorando da tempo ad una nuova tecnologia nel campo visivo e pare che in questa ci siano tutti i presupposti per il superamento degli attuali limiti tecnologici. La soluzione proposta, prescinde dal dispositivo e può essere applicata anche a tablet e computers con schermi ad alta risoluzione.

E’ stata sviluppata, come detto, dai laboratori della Dolby in collaborazione con la Philips in Europa. Il progetto è quello di rendere la tecnologia fruibile anche ad altri marchi e funziona con un sistema che migliora le immagini che arrivano ai due occhi attraverso un layer proprietario e un particolare decoder che effettua la autoconversione e il rendering 3D in tempo reale.

Il risultato è eccezionale ed è di gran lunga superiore a tutte le altre sperimantazioni viste fino ad oggi. Non vi sono le tipiche distorsioni di immagine e le limitazioni sull’angolo di visualizzazione. Questo è possibile anche grazie ai nuovi schermi 4K di prossima generazione (risoluzione 4 volte superiore ai normali fullHD) che eliminano di fatto problemi classici legati a fenomeni quali il crosstalk (interferenza elettromagnetica che si genera tra due cavi vicini di dispositivi elettronici) e migliorano la visualizzazione attraverso occhiali di tipo passivo.

 [ occhiali di tipo passivopermettono di ottenere l’effetto stereoscopico scomponendo le righe che compongono un fotogramma a schermo in modo che le righe pari siano visibili solo da un occhio e quelle dispari dall’altro. In questo modo la frequenza d’aggiornamento percepita rimane costante per ogni occhio e la visione risulta più confortevole. Inoltre, questo tipo di occhiali non ha alcun ruolo “attivo” nel ricreare le immagini 3D, dato che tutto il lavoro è svolto dal televisore. ]

//www.youtube.com/watch_popup?v=p7L1AOXt9HI&w=560&h=420&rel=0

Giu 032012
 

Dal Giappone una innovazione tecnologica per costruire modelli tridimensionali al computer. Il vecchio modellino del manichino, utilizzato dai disegnatori nel passato per simulare i movimenti umani e costruire le scene dei cartoni o dei manga, oggi viene sostituito da QUMARION, un modellino snodabile, collegato direttamente ad un pc, interfacciato con i software della Celsys, ditta specializzata nella realizzazione di animazioni manga giapponesi. La società CELSYS propone delle moderne figure costruite per aiutare chi ha la necessità di creare personaggi 3D. I modellini sono alti 30 centimetri e pesano 255 grammi; possono essere snodati per assumere le pose volute che, attraverso una connessione USB, vengono trasmesse al software attivo sul computer che registra tutti i movimenti.
Questi modelli rendono possibile un’accelerazione nella produzione di animazioni di vario tipo, sfruttando tecniche avanzate tipiche del cinema. E’ possibile tradurre, poi, questi movimenti in filmati da sovrapporre a scene e ambientazioni al fine di completare la scena. Il software sarà disponibile sia per Mac che per Windows nel mese di giugno e al momento è solo in lingua giapponese. Sarà dotato, inoltre, di plug-in per la realizzazioni di mani e altre parti del corpo e infine si potranno trasferire i lavori tridimensionali ad altri software specifici dell’animazione e del 3D come Maya e 3D Studio.

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