Ott 122018
 

LE INFRASTRUTTURE STRADALI

Le infrastrutture stradali sono costruite essenzialmente da strade asfaltate, ossia da percorsi resi uniformi, dove viene steso uno strato compattato di asfalto che rende confortevole la percorrenza ai mezzi su gomma, consentendo anche un’ottima superficie frenante in caso di necessità. Le strade possono essere fatte anche con materiali lapidei, ciottoli o altro. La sezione stradale non è piana, ma leggermente ricurva verso i lati per consentire un rapido deflusso delle acque in caso di pioggia.

Le strade sono divise in corsie in modo da regolare il traffico. Ogni corsia ha una funzione specifica. Quelle a destra prendono il nome di corsie d’emergenza e vengono lasciate libere per il passaggio dei mezzi di soccorso o per le soste d’emergenza in caso di auto in panne. Poi abbiamo le corsie di marcia dove bisogna rispettare degli specifici limiti di velocità e le corsia di sorpasso, dove è possibile effettuare sorpassi delle altre autovetture viaggiando ad una velocità maggiore, ma sempre entro i limiti stabiliti dalla legge.

L’insieme delle corsie prende il nome di carreggiata. Le strade possono avere un’unica carreggiata con uno o due sensi di marcia, come possono avere carreggiate separate come nel caso delle autostrade dove il traffico scorre molto più velocemente perché non esistono incroci o interferenze con altri sistemi di trasporto.

Alcune strade, soprattutto nelle città con terreno pianeggiante, hanno ai lati opportunamente separate, piste ciclabili per le biciclette ed infine, ai margini, delle banchine o marciapiedi per consentire la percorrenza ai pedoni senza avere alcun contatto con la sede stradale dove passano gli autoveicoli.

Le strade il più delle volte, sono separate dal resto del territorio da guardrail, strutture in acciaio che hanno anche funzione protettiva.

Guardrail

Le strade in Italia vengono classificate in base all’articolo 2 del D.L. 285/92 che le divide in:

  1. autostrade;
  2. strade extraurbane principali;
  3. strade extraurbane secondarie;
  4. strade urbane di scorrimento;
  5. strade urbane di quartiere;
  6. strade locali.

Autostrada

Alle strade sono poi abbinate altre infrastrutture. Ad esempio le aree di sosta per gli autoveicoli, le aree di rifornimento per rifornire di carburante le auto, incroci ossia i punti in cui diverse strade si incontrano, rotatorie, realizzate ove possibile per eliminare i rallentamenti dovuti agli incroci, ponti e gallerie che rendono agevole il superamento di ostacoli sul terreno in un percorso tra due punti da collegare.

Area di servizio

Viadotto

Galleria

LE INFRASTRUTTURE FERROVIARIE

Le infrastrutture ferroviarie sono costituite prevalentemente da binari. Questi sono dei profilati metallici, conformati in modo tale da poter essere usati con la particolare sagoma delle ruote dei treni. Sono fissati a coppie attraverso delle traversine di legno o cemento armato. Per cui, le ruote metalliche dei treni, scorrono all’interno di questi percorsi obbligati senza poterne mai uscire e quindi senza poter mai deviare dal percorso stabilito. La distanza tra i binari, è chiamata scartamento ferroviario ed in Italia, come nella maggior parte dei paesi mondiali, è di 1435 millimetri all’interno.

Avere lo stesso scartamento consente ai treni di diverse nazioni di poter percorrere tratti anche al di fuori del loro Paese. Al contrario i treni spagnoli e russi utilizzano scartamenti ferroviari diversi dallo standard per cui non sono omologati per gli altri Paesi.

Il treno, come detto non può mai uscire da questo percorso e le curve sono molto ampie per evitare deragliamenti ad alta velocità. L’unico modo per cambiare rotta, è attraverso gli scambi ferroviari che vengono azionati da terra e mai dal treno.

Inoltre, i binari tra di loro non sono mai attaccati, perché a causa della dilatazione termica cui sono sottoposti d’estate per effetto del Sole, finirebbero per deformarsi e spaccarsi.

Le linee ferrate sono una o più, parallele per dividere i flussi di traffico. Non sono presenti aree di sosta e di rifornimento, incroci o rotatorie, e questo fa si che i treni si spostino molto velocemente in aree protette. Infatti l’alta velocità e l’enorme massa che spostano richiedono lunghissimi percorsi di frenata per cui è vietato l’accesso alle aree ferroviarie e dove questo è impossibile, si realizzano appositi passaggi a livello che bloccano qualunque forma di traffico durante il passaggio del treno.

I treni si fermano solo in prossimità delle stazioni ferroviarie. Si tratta di infrastrutture dotate di biglietteria, servizi, aree ristorazione e riposo, aree informative destinate ai passeggeri, e poi delle lunghe banchine attraverso le quali si può avere accesso alle carrozze del treno.

Freccia Rossa 1000

Le stazioni possono essere di due tipi: di testa e di transito.

Le stazioni di testa sono quelle dove il treno arriva e il binario termina, per cui per ripartire deve invertire la direzione di marcia, come ad esempio alla Stazione Termini di Roma.

Stazione Termini Roma: testa del binario

Le stazioni di transito, sono invece quelle in cui il treno si ferma e riparte nella stessa direzione, sono le più diffuse.

Infine, abbiamo il sistema di pali con i cavi dell’alta tensione per l’alimentazione dei convogli.

Quelle descritte sono le infrastrutture della grande rete ferroviaria nazionale, ma molte volte i mezzi su rotaia li troviamo anche all’interno dei centri urbani. Se in superficie, si tratta di linee tranviarie, mentre se sono in galleria è il caso delle metropolitane. Nel primo caso, la linea ferrata ha continui punti di incontro con la rete stradale per cui anche la velocità è ridotta, mentre nel secondo caso, scorrendo in gallerie sotterranee o in apposite sopraelevate, non vi sono contatti tra i diversi sitemi di traffico per cui le metropolitane sono il mezzo più rapido per gli spostamenti in città.

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Set 122018
 

Quando parliamo di trasporti, ci riferiamo a tutti quei sistemi che consentono la movimentazione di merci e persone. Dico sistemi perché non si tratta solo dei mezzi, ma anche di tutte le infrastrutture necessarie, ad esempio le strade, le ferrovie, gli aeroporti e la logistica, ossia tutta l’organizzazione che semplifica il trasporto e lavora per renderlo rapido e economico.

Il sistema dei trasporti è piuttosto variegato e comprende una grande quantità di tipologie di mezzi a volte molto diversi tra loro, ma perfettamente integrati. Si pensi, ad esempio, alla catena del freddo in cui i cibi vengono trasportati passando da un mezzo ad un altro senza che mai, la temperatura scenda al di sotto di un determinato valore o come nel trasporto intermodale dove le merci passano da un mezzo all’altro senza mai essere sconfezionati, all’interno di container, fino alla destinazione finale.

I MEZZI DI TRASPORTO

In generale i mezzi di trasporto vengono suddivisi in base alla superficie sulla quale operano; avremo così mezzi terrestri, acquatici e aerei.

I mezzi terrestri sono i più diffusi e differenziati; abbiamo mezzi a due o più ruote, si pensi alla bici e alle moto o alle auto, furgoni e camion; abbiamo poi mezzi su molte ruote come i TIR, i grandi camion da trasporto dotati anche di rimorchio, abbiamo mezzi con alimentazioni diverse, dalla benzina all’elettrico, mezzi che procedono su rotaia fuori o dentro i centri urbani come i treni e i tram. E non dimentichiamo seggiovie, funivie, cabinovie che utilizzano cavi in sospensione, ma sono sempre da annoverare tra i mezzi terrestri.

Le parti comuni dei mezzi terrestri su gomma sono il sistema di propulsione, la scocca, la carrozzeria, il sistema di guida e i sistemi accessori.

Per quelli su ferro, invece, il sistema di alimentazione, la locomotiva e le carrozze.

I mezzi navali sono quelli che si spostano sull’acqua, che non deve essere necessariamente quella del mare, ma può anche essere fluviale e lacustre. La categoria include mezzi di ogni genere, dalle piccole barche a remi o le canoe, ai motoscafi a motore, gommoni e lussuosissimi yacht. Sempre per il trasporto delle persone le dimensioni crescono fino ad arrivare ai giganteschi transatlantici, le città del mare capaci di trasportare per il mondo nei paradisi turistici migliaia di persone contemporaneamente. Per le merci solcano i mari le più grandi navi mai costruite, le porta-container, le petroliere e in campo militare le portaerei, gli incrociatori ma anche mezzi subacquei come i sommergibili. Addirittura alcuni riescono a sollevarsi sull’acqua quasi per volare, come gli aliscafi o gli hovercraft.

Le parti comuni dei mezzi navali sono lo scafo, il sistema di propulsione, il sistema di guida e le sovrastrutture.

I mezzi aerei sono quelli più recenti, perché realizzare strumenti capaci di volare per trasportare persone e merci è stato sicuramente il compito più difficile e lungo. Oggi l’aviazione ha raggiunto livelli di sicurezza incredibili, tant’è che l’aereo è considerato da tutti il mezzo di trasporto più sicuro ed è anche il sistema più rapido per gli spostamenti a grandi distanze. I mezzi aerei possono essere classificati facilmente in base al sistema di propulsione utilizzato; avremo sistemi ad aria o gas, come ad esempio le mongolfiere o i dirigibili, che utilizzano differenze di pressione nelle masse d’aria per sollevarsi o i deltaplani che utilizzano la densità dell’aria per mantenersi in volo; sistemi a motore, sia ad elica che a reazione, quindi tutti i tipi di aereo dai piccoli biposto ai giganti dell’aria che trasportano centinaia di passeggeri. Dobbiamo anche considerare quei mezzi che decollano verticalmente come gli elicotteri e i droni, nonché una categoria a parte i razzi e tutti i sistemi in grado di superare la forza attrattiva della Terra per uscire nello spazio come le navicelle e i satelliti artificiali.

Le parti comuni dei mezzi aerei sono la fusoliera, il sistema di propulsione, le ali, la coda e il sistema di atterraggio/decollo.

LE INFRASTRUTTURE

I mezzi di trasporto consentono la mobilità perché sono dotati di infrastrutture specifiche realizzate per consentire loro, il perfetto funzionamento e per integrarsi con gli altri sistemi infrastrutturali e con il territorio, sia urbanizzato che non.

Evidentemente le infrastrutture sono differenti per ciascuno dei tipi di trasporto, terrestre, navale e aereo e per ciascun tipo di mezzo saranno realizzate specifiche strutture in grado di assolvere alle funzioni e alle necessità di quel tipo di trasporto. Vediamole un po’ più nel dettaglio.

Infrastrutture per il trasporto terrestre; dobbiamo evidentemente fare una distinzione tra trasporto su ruota e trasporto su rotaia. Nel primo caso troveremo strade, ponti, gallerie, parcheggi, aree di servizio, incroci. Le strade non sono tutte uguali, avremo strade differenti per differenti livelli di traffico; avremo così strade, superstrade e autostrade con una o più corsie o addirittura più carreggiate.

Approfondisco: una strada può essere divisa in due distinte strade parallele con sensi opposti di marcia, chiamate carreggiate, mentre una carreggiata, se ha larghezza sufficiente, può essere divisa in corsie che possono essere a senso unico o a sensi opposti di marcia.

Incroci o rotatorie consentiranno gli scambi tra strade differenti e regoleranno il traffico in più direzioni, aree di sosta permetteranno di fermare il proprio veicolo quando si è raggiunta la destinazione, aree di servizio serviranno, invece, per il rifornimento di carburante del nostro mezzo. Infine gallerie e ponti consentiranno di oltrepassare ostacoli e di collegare nella maniera più diretta due punti di un percorso. In particolari zone, il sistema viario su gomma si incontrerà con gli altri sistemi in modo da consentire alle persone o alle merci di utilizzare differenti mezzi di trasporto per la destinazione finale.

Per quanto riguarda il trasporto su ferro, invece, pur utilizzando infrastrutture simili al trasporto su gomma, come gallerie e ponti, non sono previste aree di sosta e aree di servizio perché i treni prelevano l’energia per muoversi dalla rete elettrica sospesa sopra di essi. Esistono, invece, le stazioni ferroviarie di testa o di transito dove i convogli si fermano per caricare/scaricare merci e persone. Sono dotate di banchine, aree per la ristorazione, aree per l’acquisto dei titoli di viaggio, servizi.

Approfondisco: una stazione di testa è quella in cui il binario termina, il treno per riprendere il viaggio è costretto ad invertire il senso di marcia, mentre la stazione di transito è quella in cui il treno si ferma, ma poi riprende il suo cammino nella stessa direzione.

Una differenza è fondamentale nei due sistemi di trasporto. I treni non hanno un sistema di guida, nel senso che non possono cambiare direzione. Procedono all’interno di linee ferrate, binari metallici posti a distanza regolare, senza poterne mai uscire. Per questo, sono realizzati in aree isolate, protette da contatti con l’esterno e questo consente loro di muoversi molto velocemente perché non incontreranno mai traffico o incroci. Inoltre, deve essere prevista una struttura apposita che fornisce l’elettricità di cui il treno necessita per potersi muovere, costituita da una serie di pali con i cavi dell’alta tensione.

Infine, sono da considerare un caso a parte i trasporti su fune, come funivie, seggiovie, ski-lift. Pur essendo sospese su cavo, rientrano sempre tra i trasporti terrestri perché i piloni sono ancorati al terreno. Sono necessarie due stazioni, una di partenza e una di arrivo e lunghi sistemi di cavi sospesi su altissimi tralicci che consentono di superare gli ostacoli e le asperità del terreno rendendo semplice il raggiungimento di luoghi altrimenti irraggiungibili.

Infrastrutture per il trasporto navale; le navi operano nei mari o all’interno di grandi e profondi corsi d’acqua. Non necessitano per cui di grandi infrastrutture durante la navigazione, perché questa avviene in immensi spazi in genere privi di ostacoli. Le infrastrutture principali sono i porti, ossia i luoghi dove le navi attraccano lungo immense banchine dalle quali può facilmente avvenire il carico e scarico di merci e persone. I porti, possono poi essere divisi in zone in base al tipo di attività, quindi turistico, commerciale, sportivo. Sono costituiti da moli, che sono delle strutture in calcestruzzo armato realizzate per proteggere la rada, ossia lo spazio interno dove le navi sostano, dalle intemperie e dal mare. Completano le infrastrutture navali, il faro che serve a comunicare la posizione del porto durante la notte e i fanali posti all’ingresso per segnalare i moli.

Infrastrutture per il trasporto aereo; gli aeroporti sorgono normalmente fuori dai centri abitati, sia per ragioni di sicurezza che di rumorosità. Sono dotati di due differenti zone, quella di terra destinata ai passeggeri, con i check-in, dogana, ristorazione, negozi, servizi e gates per l’accesso alla zona aerea. E quella aerea, per la movimentazione dei mezzi, non accessibile alle persone non addette. Comprende le piste per il decollo e l’atterraggio, quelle di rullaggio per l’attesa e lo smistamento degli aeromobili, gli hangar per le riparazioni e controlli e la torre di controllo da cui si gestisce tutto il traffico aereo.

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