Apr 012018
 
DIDATTICA Area: TRASPORTI Classe: 2
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Gli aeroplani, sono strumenti meccanici in grado di consentire all’uomo di superare la forza di gravità e staccarsi dal terreno volando quasi come gli uccelli. Dai più antichi a quelli ultramoderni, dai più semplici agli ultra-tecnologici, gli aerei sono caratterizzati da alcuni elementi base uguali per tutti. Questo è dovuto a ragioni di stabilità e manovrabilità, per cui avremo, il corpo che prende il nome di fusoliera, le ali, lo piano orizzontale di coda, gli organi di stabilizzazione e controllo come i flaps, slats, trim, alettoni, organi per il decollo e atterraggio come il carrello, la cabina di pilotaggio e il sistema di propulsione.

ROLLIO – BECCHEGGIO – IMBARDATA

Prima di analizzare le parti di cui è composto un aereo, bisogna aver presenti quelli che sono i possibili movimenti che l’aeroplano può compiere in aria. Esso si può muovere lungo una terna di assi chiamati assi corpo o assi velivolo.

Assi corpo o Assi velivolo

Si tratta di una terna fissa che ha origine nel baricentro del velivolo, del tutto simile alle terna di assi cartesiani utilizzati nelle proiezioni ortogonali o nelle assonometrie.

Rollio (roll)

L’Asse X è l’asse longitudinale e coincide con la fusoliera dell’aereo. Attorno a quest’asse avviene quello che è chiamato moto di Rollio (Roll) attraverso il quale l’aereo riesce a virare.

Beccheggio (Pitch)

L’Asse Y è l’asse trasversale e coincide con le ali dell’aereo. Attorno a quest’asse avviene quello che è chiamato moto di Beccheggio (Pitch) attraverso il quale l’aereo cabra o picchia alzando o abbassando rispettivamente il suo muso.

Imbardata (Yaw)

L’Asse Z è l’asse verticale perpendicolare agli altri due assi. Attorno a quest’asse avviene quello che è chiamato moto di Imbardata (Yaw) attraverso il quale l’aereo sposta il muso su un piano orizzontale, a destra o a sinistra.

LE ALI

Le ali sono la parte più importante di un aereo. Ad esse è assegnato il compito di generare la portanza che solleverà l’aereo da terra e in alcuni casi quello di contenere gli organi per il decollo e l’atterraggio, buona parte del carburante e sostenere i motori.

Molti sono, però, i parametri che influiscono sulle sue prestazioni. Tra questi:

  • la forma in pianta
  • le estremità alari
  • apertura e superficie
  • angolo di freccia
  • angolo diedro
  • posizione rispetto alla fusoliera
  • profilo alare
FORMA IN PIANTA

Nel disegnare le ali, i progettisti hanno nel tempo realizzato infinite soluzioni alla ricerca della forma migliore, creando schemi e disegni adatti a differenti tipi di volo, sia supersonico che subsonico.

Da sinistra ali a Trapezio, a Freccia, a Freccia negativa, a Delta, a Geometria variabile

L’immagine qui sopra, mostra alcune delle soluzioni sperimentate su diversi velivoli nel corso del tempo. Ma con gli anni si sono affermate quelle a trapezio e quelle rettangolari con bordi arrotondati perché si sono dimostrate il miglior compromesso tra aerodinamicità e semplificazione costruttiva.

Schema costruttivo di un’ala a pianta trapezia

Esempio di velivolo con ali a freccia negativa: Sukhoi Su-47 Berkut

Esempio di velivolo con ali a delta: Concorde

Esempio di velivolo con ali a geometria variabile: Tornado

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ESTREMITA’ ALARI

L’estremità alare, ha un’importanza fondamentale per la stabilità del volo e la riduzione di consumo di carburante. Anche qui sono molte le soluzioni sperimentate.

Evoluzione dei profili per le estremità alari

Uno dei problemi delle ali trapezoidali usate nei moderni aerei è che, rastremano verso l’esterno riducendo gradatamente la loro superficie e diminuendo così, progressivamente, anche la loro portanza. Questo genera, sull’estremità dell’ala, quelli che vengono definiti vortici d’estremità.

La soluzione al problema viene ancora una volta dall’osservazione della natura.

Remiganti

Winglet d’estremità

Alcune aquile hanno alle estremità delle ali, le remiganti, lunghe e robuste penne inserite a ventaglio. Lo studio nella galleria del vento ha permesso di verificare che queste consentono di ridurre drasticamente i vortici d’estremità offrendo una minore resistenza all’aria. Applicate agli aerei, queste, chiamate Winglet, hanno consentito di avere maggior stabilità nel volo e risparmiare dal 2 al 3% di carburante grazie alla minor resistenza che l’ala offre all’aria.

Estremità alari convenzionali e con Winglet

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APERTURA E SUPERFICIE ALARE

Per apertura alare si intende semplicemente la distanza tra le due estremità alari.

Per superficie alare, si intende l’area in pianta dell’ala, compresa la parte non visibile, quella cioè contenuta all’interno della fusoliera. Se non si considera quest’ultima parte, allora si fa riferimento alla cosiddetta superficie bagnata wetted area.

ANGOLO DI FRECCIA

Si chiama angolo di freccia, la forma che l’ala assume rispetto al corpo dell’aereo. Si dice che la freccia è positiva se l’ala è inclinata verso la coda dell’aereo, mentre è negativa se è inclinata nella direzione opposta.

La scelta dell’angolo di freccia influenza diversi fattori del volo, tra i quali la resistenza all’aria, il peso e il comportamento durante lo stallo.

Approfondisco: lo stallo è una riduzione della portanza dovuto ad un aumento dell’angolo di attacco del profilo alare. In pratica si manifesta quando inclinando in maniera pronunciata l’ala, avviene un distacco tra la corrente d’aria che passa sopra il profilo alare (dorso) e quella che passa invece sotto (ventre).

Condizioni di stallo

ANGOLO DIEDRO

L’angolo diedro è, invece, l’angolo che le ali formano guardandole di fronte, rispetto ad una linea immaginaria orizzontale. E’ positivo quando l’ala è inclinata verso l’alto, mentre è negativo quando è inclinata verso il basso.

Un angolo positivo del diedro alare, rende l’aereo più governabile; infatti, se l’ala subisce una folata di vento per cui l’aereo si inclina da un lato, l’ala più bassa sarà quella più orizzontale e di conseguenza sarà quella che genererà maggiore portanza, quindi maggiore forza verticale. Questo genererà una forza che tenderà a riportare l’aereo in una posizione di equilibrio, il contrario di quello che capiterebbe ad un aereo con diedro negativo che, di fatto, è più instabile.

POSIZIONE RISPETTO ALLA FUSOLIERA

Le ali possono essere disposte, rispetto alla fusoliera, in modi diversi e questo cambia le caratteristiche aerodinamiche dell’aereo e determina anche il tipo di velivolo da realizzare. Queste possono essere disposte in basso, in alto o in posizione mediana oppure ancora più in alto definite a parasole. La posizione di un’ala può essere determinata, ad esempio, per non interferire con la cabina passeggeri, per la visibilità, per la dimensione del carrello oppure per semplificare le operazioni di carico e scarico.

La posizione delle ali influenza la stabilità laterale e la resistenza aerodinamica. Un velivolo con ali in alto è più stabile, perché il baricentro dell’aereo è più in basso e le forze che agiscono sull’ala tendono a riportarlo automaticamente in una posizione corretta, mentre quelli con ala in basso sono più instabili ma più facili da governare.

PROFILO ALARE

Il profilo alare, o la forma dell’ala, determina le caratteristiche aerodinamiche dell’aereo.

Elementi caratterizzanti l’ala

L’ala può essere realizzata con profili diversi, come si può vedere dagli schemi qui a sinistra, ma alcuni elementi sono fissi e indipendenti dalla forma che essa assume. La parte superiore si chiama dorso, mentre quella inferiore ventre. Il punto più anteriore prende il nome di bordo d’attacco, mentre quello posto alla fine dell’ala prende il nome di bordo d’uscita.

Nella progettazione di un’ala gli elementi più importanti sono la corda e gli spessori.

La corda è quella linea che unisce i punti estremi dell’ala, ossia i bordi di attacco e uscita.

Gli spessori sono il modo in cui l’ala cresce o si rastrema, ossia quelli che determinano la variazione di dimensione lungo tutta la sezione.

FUSOLIERA

La fusoliera rappresenta il corpo dell’aereo ed è destinato a contenere i passeggeri o il carico. In alcuni casi può ospitare anche il motore e negli idrovolanti è strutturata in modo da diventare scafo per il galleggiamento in acqua. Su di essa vengono montate le ali e gli altri organi di stabilizzazione dell’aereo.

PIANO ORIZZONTALE DI CODA

La parte finale della fusoliera è completata da quello che prende il nome di Piano Orizzontale di Coda che è costituito dagli organi indispensabili per il volo come la deriva, il timone, gli stabilizzatori e gli elevatori.

La deriva e il timone costituiscono quello che viene chiamato impennaggio verticale o volgarmente coda dell’aereo.

Il piano orizzontale di coda

La deriva è la parte fissa ed è quella che garantisce la stabilità direzionale, mentre la parte mobile, il timone, serve a consentire il cambio di direzione.

Gli stabilizzatori e gli elevatori costituiscono quello che, invece, viene chiamato piano orizzontale di coda. Gli stabilizzatori, come descrive il loro stesso nome, servono a stabilizzare l’aereo durante il volo, mentre gli elementi che sono in esso incernierati, gli elevatori, hanno la funzione di far variare il piano di volo all’aereo facendolo scendere (picchiata) o salire (cabrata).

IPERSOSTENTATORI – DEFLETTORI – ALETTONI

Come per gli uccelli l’ala non è fissa ma cambia conformazione durante le differenti fasi del volo, anche per gli aeromobili questa è dotata di una serie di organi meccanici che ne cambiano la forma in base alle esigenze del volo.

Conformazione ala durante il volo e in fase di atterraggio

Le parti mobili di cui questa è dotata prendono il nome di ipersostentatori, deflettori e alettoni.

Indicazione delle parti mobili dell’ala e loro denominazione

Gli ipersostentatori, sono organi che vengono utilizzati dai piloti durante le fasi di decollo e atterraggio per aumentare la portanza dell’aereo nei momenti di bassa velocità. Questi possono essere posti sul bordo di uscita dell’ala e in questo caso prendono il nome di flaps, oppure sul bordo d’attacco e in questo caso si chiamano slats.

I deflettori o diruttori di flusso o spoiler sono delle parti mobili che, servono ad aumentare la resistenza aerodinamica dell’ala diminuendone la portanza. Vengono utilizzati soprattutto durante la fase di atterraggio, ground spoiler, generando un maggior attrito tra velivolo e aria e facendo in modo che questo tenda a schiacciarsi contro il suolo rallentando. Infine gli spoiler chiamarti diruttori, sono usati in volo come freni, consentendo al velivolo di perdere quota senza aumentare la velocità o perdere velocità senza variare la quota.

Gli alettoni sono delle parti mobili presenti sul bordo d’uscita dell’ala e vengono abbassati o alzati per cambiare temporaneamente l’assetto dell’aereo e permetterne lo spostamento lungo l’asse di rollio. Gli alettoni posti sulle ali apposte sono collegati, in modo che all’alzarsi di uno corrisponde l’abbassarsi dell’altro in modo da aumentare la portanza su un’ala e diminuirla sull’altra. Nei moderni aerei di linea, gli alettoni sono più di uno, alcuni posti nella parte estrema dell’ala, altri più all’interno. Nel primo caso si tratta di alettoni che vengono fatti intervenire a bassa velocità, mentre quelli interni agiscono durante il volo a velocità di crociera.

CARRELLO

Con carrello d’atterraggio, si intende l’insieme degli organi meccanici necessari per la movimentazione a terra del velivolo durante le fasi di spostamento, atterraggio e decollo. Si tratta di un organo composto da ruote, telaio e ammortizzatori che normalmente è retrattile, ossia scompare dentro la fusoliera durante il volo, mentre in alcuni casi è fisso all’esterno dell’aereo.

 

CABINA DI PILOTAGGIO

La cabina di pilotaggio chiamata anche cockpit, rappresenta la parte anteriore della fusoliera e da spazio alla strumentazione di bordo, compresi i comandi di volo, e allo spazio per i sedili per pilota e copilota. La strumentazione è divisa in un pannello superiore ed in una console centrale e in molti casi i comandi sono divisi tra pilota e copilota.

 

SISTEMI DI PROPULSIONE

Esistono molti tipi di motori utilizzati per far volare gli aerei, ma nei moderni velivoli di linea, troviamo principalmente quelli turbocompressi o a pistoni, quelli a getto o motori a reazione e quelli a turboelica.

COSA CI ASPETTA NEL FUTURO:

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Mar 122018
 

E’ stato pubblicato dalla rivista scientifica Science China Physics, Mechanics & Astronomy il risultato di alcuni test svolti nella galleria del vento dalla Chinese Academy of Science di Pechino, in cui è stato provato quello che presto potrebbe diventare il più veloce aereo ipersonico mai costruito.

I-Plane, è questo il nome attualmente conosciuto di questo prototipo che visto in sezione ha la forma di una “i” maiuscola da cui il suo nome rappresenta un grande passo avanti. L’I-plane con la sua forma e la sua innovazione, potrebbe essere in grado di volare alla fantascientifica velocità di Mach 5 – 7 , ossia tra i 6.100 e gli 8.600 chilometri orari e collegare la capitale cinese con New York in sole due ore contro le attuali 14.

La prima innovazione deriva dal design. Com’è facile notare, l’aeroplano è una combinazione di due differenti ali, una superiore a delta e una inferiore a freccia inversa. L’insieme di queste due ali, fornisce una maggiore portanza al velivolo. Questa loro posizione, è studiata per contrastare i fenomeni dovuti al superamento della barriera del suono; questi su ali normali, potrebbero causare turbolenze e resistenze, mentre sulla doppia ala dell’I-plane vengono deviate in modo da aumentare le prestazioni e la stabilità del volo. Questa grande velocità, testata in galleria del vento fino a Mach 7, ha un prezzo. Come lo era stato per il Concorde anglo-francese, tanta velocità corrisponde a dimensioni a carico ridotto. L’I-plane sarà così in grado di trasportare un massimo di 50 passeggeri o solo 5 tonnellate di merci che nell’era del trasporto aereo, dove l’Airbus A380 arriva a portare fino a 853 passeggeri, tale riduzione appare anche un grosso limite nella produzione e commercializzazione.

L’aereo adotterà motori turbo-fan per le basse velocità e scramjet per il volo ipersonico, un sistema che è stato denominato dai ricercatori turbo-aided rocket-augmented ram/scramjet engine (TRRE) che, teoricamente, potrebbe essere operativo dal 2025.

ApprofondiscoScramjet (supersonic combustion ramjet) è un motore che, contrariamente ai motori a turbina convenzionali, non utilizza parti rotanti per comprimere l’aria, bensì l’energia cinetica del flusso d’aria in ingresso e la particolare forma della presa d’aria.

L’esser così poco votato al trasporto, apre scenari inquietanti perché un aereo così veloce,  potrebbe facilmente essere usato in campo militare come bombardiere dall’aviazione cinese per trasportare armi pesanti e rientrerebbe anche nel programma militare che, ha da poco ha completato lo sviluppo di un missile intercontinentale in grado di viaggiare alla velocità di oltre 11.000 chilometri orari e raggiungere così in pochi minuti ogni parte del pianeta.

Resta comunque la grande innovazione delle due ali sovrapposte e invertite che lavorano meglio di una sola, portando il livello del volo su un’altro piano, ed aprendo a sperimentazioni e sviluppi non ancora immaginabili.

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Feb 142018
 

Non un drone qualunque, ma un super drone quello sviluppato da un team di 60 ex diplomati del Massachusetts Institute of Technology, il famosissimo MIT di Boston. Insieme questi ingegneri, hanno fondato nel 2014 una società nominata Skydio, una startup finanziata con 70 milioni da due società americane, la Andreessen Horowitz e Nvidia. Un investimento importante che consentirà alla società di produrre, anche se in quantità limitate, i primi pezzi del loro prodotto. Ma di cosa si tratta?

Il nome è R1, ma anche se il nome evoca alla memoria un robot di Guerre Stellari, si tratta di qualcosa di completamente diverso, un nuovo ed evolutissimo concetto di drone. 4 anni di studio e sperimentazione a Redwood City, in California. Un quadricottero dotato di telecamere in altissima risoluzione, 4K, capace di volare in assoluta autonomia in ambienti complessi come i boschi.

Ma il super gadget tecnologico non è solo questo. Oltre ad essere il primo drone in grado di spostarsi autonomamente, dotato dell’intelligenza artificiale fornitagli da un computer Nvidia Jetson TX1 montato al suo interno, è equipaggiato da 4 sistemi di sollevamento da ben 13 telecamere integrate con qualità video 4K.

Le telecamere appunto, sono capaci di effettuare una mappatura completa dell’ambiente circostante che viene in tempo reale interpretato e rielaborato dal potente processore matematico di cui R1 è dotato. Questo gli consente di superare gli ostacoli e muoversi agevolmente ed in totale autonomia all’interno di ambienti anche molto complessi.

Un’altra delle cose eccezionali che riesce a compiere questo incredibile oggetto volante è il riconoscimento dei volti o il colore dei vestiti, cosa che lo rende in grado di seguire un soggetto durante tutti i suoi spostamenti indipendentemente dalla loro natura.

Il volo è quasi esclusivamente autonomo, a tal punto che il drone non può in nessun modo scontrarsi con oggetti o persone durante il suo percorso. Esiste anche una versione di volo manuale, ma è volutamente limitata al massimo. Infatti, durante il controllo manuale, tutte le funzioni di sicurezza autonoma, restano sempre attive in modo da impedire che volutamente il pilota lo possa spingere a schiantarsi contro qualsivoglia oggetto.

Il volo pilotato avviene attraverso un’app da utilizzare su smartphone o tablet, capace per di fornire al manovratore solo poche opzioni di movimento e per visualizzare le anteprime dei video realizzati durante il volo.

Questa meraviglia, presenta però anche dei limiti. Innanzitutto il costo, non certo alla portata di chiunque; 2,499 dollari, rispondono però all’incredibile dotazione di questo gadget di lusso (13 videocamere 4K, un processore, sistemi di rilevamento). Ma bisogna anche dire che la società si rivolge in questo momento ad una clientela molto specializzata, fatta di filmaker, sportivi e aziende per video pubblicitari di alta qualità. L’altro limite sta nell’autonomia. Ancora, a piena carica, il drone può volare solo per 16 minuti. Vedremo cosa ci riserverà in futuro, questa creativa startup.

Feb 132018
 

Non tutti ricorderanno Jeeg Robot D’Acciaio, il robottone giapponese che si assemblava magneticamente richiamato dalla testa, il protagonista Hiroshi Shiba, che aveva il potere di trasformarsi nell’enorme automa guerriero. Forse sarà stato proprio Jeeg a venire in mente ai ricercatori dell’Università della Pennsylvania, forse no, fatto sta che la loro ultima creazione lo ricorda proprio da vicino.

Si tratta di ModQuad, un nugolo di droni capaci di assemblarsi in volo attraverso potenti magneti, proprio come faceva Jeeg nel cartone animato. Questo consente loro di creare strutture complesse in grado di collaborare per sollevare e spostare oggetti anche pesanti. Ogni modulo è composto da quattro rotori ed è racchiuso all’interno di una gabbia di fibra di carbonio che monta sugli spigoli dei magneti che consentono ai diversi moduli, quando sono vicini di unirsi a formare strutture complesse simmetriche o asimmetriche, mantenendo perfettamente la stabilità di volo.

Il progetto è ancora allo stato iniziale, ma promette già bene. Secondo il capo ricerca Mark Yim, ModQuad, potrebbe essere utilizzato in diverse applicazioni. Ad esempio li dove la forza di un unico elemento non è in grado di spostare l’oggetto, o per arrivare in zone inaccessibili per un unico grande drone, così che tanti piccoli possano diventare un’unico più grande per poi scomporsi e svolgere lavori individuali.

Anche l’affidabilità del sistema dovrebbe essere garantita, perché il danneggiamento o il malfunzionamento di uno dei moduli non dovrebbe pregiudicare il funzionamento dell’insieme. Vedremo quali saranno i futuri sviluppi di questa ingegnosa invenzione.

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Dic 092017
 
Nascono dalla visione creativa di un design russo, Dahir Semenov, fondatore dello studio di progettazione Dahir Insaat, i nuovi dischi volanti da città. Veri e propri UFO che sovrastano il traffico muovendosi in equilibrio su due ruote nel traffico impazzito delle metropoli. Nella visione del designer, la soluzione al traffico asfissiante delle città può trovare soluzione realizzando queste enormi macchine circolari che muovendosi su un sistema di due ruote allineate, come un hoverboard o una bicicletta, superano il traffico congestionato scorrendovi sopra. Queste macchine possono addirittura viaggiare su più livelli passando una sopra l’altra in modo da non intralciarsi.
Nascono con l’idea di trovare una soluzione al traffico, ma possono essere adattate per qualunque altro scopo, come mezzi di soccorso, uffici mobili per la città, ristoranti itineranti, ed ogni altra soluzione possibile.
Tutto questo è possibile attraverso l’applicazione di un giroscopio, dispositivo fisico rotante che, per effetto della legge di conservazione del momento angolare, tende a mantenere il suo asse di rotazione orientato in una direzione fissa (ndr. Wikipedia.org). Questi grandi ma leggiadri mezzi, ne posseggono ben due, capaci di farli stare in perfetto equilibrio su un binario posto al centro delle corsie stradali in modo da superare il traffico ed i semafori.
La visione di Semenov, non è supportata da studi scientifici capaci di dimostrare la reale fattibilità del progetto, ma i video e i dettagli immessi sulla rete li hanno già resi virali, e candidabili per successivi studi e applicazioni nelle complesse realtà urbane. Si sa, a volte dalle visioni più strane e irreali, nascono progetti concreti capaci di affrontare e risolvere problematiche complesse e chissà che questa non possa essere una di quelle. Vedremo.
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Gen 132016
 
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Malloy Aeronautics, ha applicato il concetto di drone alla mobilità sostenibile. L’idea della compagnia inglese è quella di un nuovo concetto di bicicletta capace di spostarsi molto rapidamente e in maniera assolutamente autonoma rispetto al sistema stradale esistente. La sfida è quella di realizzare a partire dal prototipo attualmente esistente, un ibrido tra le attuali biciclette e i droni radiocomandati.

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Da questa idea è nato Hoverbike, il primo drone ciclistico il cui progetto è in avanzata fase di sviluppo e che attende solo la certificazione delle autorità aeronautiche, visto che al posto delle tradizionali ruote, è dotato di un sistema di 4 eliche orizzontali che gli consentono di restare sospeso in aria.

Perché 4 eliche? A detta dei produttori per aumentare las stabilità e la sicurezza in volo.

Si tratta in pratica di un robot volante pensato per il trasporto umano, ecosostenibile, leggero e smart.

HOVERBIKE03

Il progetto è stato sviluppato attraverso una raccolta di fondi con la classica campagna su Kickstarter, ma anche attraverso il lancio sul mercato di un prototipo tre volte più piccolo di quello reale, telecomandato. Si tratta di un vero e proprio drone capace di montare anche una videocamera GoPro per le riprese in FullHD aeree.

HOVERBIKE01

L’Hoverbike dovrebbe essere commercializzato a partire dal 2017 non appena completato lo sviluppo e ottenuto le necessarie certificazioni. Presto quindi vedremo persone viaggiare su questi originalissimi mezzi di trasporto. Ma chi regolerà il traffico di questi mezzi volanti che sfrecceranno a mezz’aria negli spazi urbani delle nostre città?

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Nov 162013
 

Hyperloop001

Il supermiliardario Elon Musk, ideatore di PayPal e proprietario di SpaceX società aerospaziale e Tesla Motors, ambizioso e sognatore, ha presentato il progetto Hyperloop. Di cosa si tratta? Di un rivoluzionario sistema per viaggiare, capace di abbattere distanze enormi in tempi brevissimi e a costi molto più bassi di quelli della concorrenza aerea.

elon-muskNella presentazione di questo ambizioso progetto, Elon Musk, è partito dal presupposto che un sistema di trasporto efficiente deve essere sicuro, veloce, economico da realizzare, autosufficiente dal punto di vista energetico, indifferente ai cambiamenti atmosferici, resistente ai terremoti e rispettoso dell’ambiente. Tutte condizioni corrette da un punto di vista progettuale e concettuale, ma difficili da realizzare tutte insieme senza compromessi. Musk, ha presentato la linea ad alta velocità della California, un progetto corredato anche di soluzioni sperimentali e già sperimentate, con le quali lo spiega. Nella presentazione, Musk dimostra come il progetto risponderebbe a tutti questi requisiti. Una coppia di tubi in acciaio sollevati a 6 metri sopra terra, su piloni di cemento distanti tra di loro 30 metri, al cui interno viaggerebbero delle capsule in alluminio contenenti i passeggeri.

Hyperloop02Questi cilindri metallici, viaggerebbero sospesi in aria alla velocità di 1223 km l’ora lungo il percorso dell’attuale I-5, l’autostrada che collega Los Angeles con San Francisco. Il sistema si autoalimenterebbe in quanto dotato di pannelli solari installati sulla parte superiore dei tubi per l’intera lunghezza del percorso e l’accelerazione verrebbe fornita da magneti presenti sul fondo dei tubi. La ridotta pressione atmosferica realizzata all’interno dei tubi, pari ad un sesto della pressione atmosferica di Marte, ridurrebbe la resistenza al movimento di 1.000 volte, consentendo di raggiungere ai convogli la straordinaria velocità citata prima.

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Musk ha presentato anche un dettagliato piano finanziario per la realizzazione del faraonico progetto. Il costo complessivo del sistema di trasporto supersonico per uomini e merci comprensivo di capsule porta passeggeri e sistema di tubi esterno, sarebbe di circa 6 miliardi di dollari. 5,41 miliardi per la realizzazione del sistema di tubi e del sistema di propulsione autosufficiente, 54 milioni invece, per la realizzazione delle capsule da 40 passeggeri ciascuna. Il sistema progettato E dotato di ogni meccanismo di sicurezza anche in caso di improbabile disastro o di malfunzionamento dei magneti esterni.

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La presentazione del progetto ha scatenato ovviamente un acceso dibattito all’interno della Silicon Valley, area per antonomasia abituata a pensare e ad agire in maniera molto favorevole alle innovazioni e all’hi-tech. Il dibattito maggiore si è incentrato sulla realizzabilità o meno del progetto dal punto di vista dei costi ipotizzati. I più, hanno espresso scetticità sulla fattibilità del progetto ai costi preventivati e non sulla sua realizzabilità tecnica. Le maggiori critiche nascerebbero dal presupposto che Musk non affronterebbe il problema dal punto di vista dell’acquisizione delle aree per la realizzazione dell’opera e dal grado di accoglienza della gente ad un progetto a così alto impatto ambientale. I critici ritengono che queste ultime due condizioni potrebbero far crescere in maniera esponenziale i costi dell’operazione oltre alle eventuali variabili che potrebbero richiedere modifiche al progetto durante la sua realizzazione.

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Secondo quanto ipotizzato da Elon Musk, i tempi di realizzazione dell’opera sarebbe di circa sette anni e proprio per dimostrare quanto egli creda all’idea progettuale presentata, si è dato disponibile a finanziare di propria tasca lo sviluppo del prototipo. Egli ha anche asserito testualmente: “Non mi interessa se riuscirò a trarne un qualche beneficio economico, ma sarebbe bello vedere una forma di trasporto alternativo simile.”.

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Riuscirà il magnate americano a realizzare contro ogni dubbio o reticenza a realizzare questo fantascientifico progetto? Riusciremo, quindi, tra meno di un decennio a viaggiare sul treno ad induzione magnetica supersonico?

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Gen 042013
 

Ancora innovazione e ancora stranezze. Internet è una fonte inesauribile di novità e di scoperte. Questa volta, dal cilindro della rete è uscita un’altra magnifica invenzione che potrebbe rivoluzionare il modo di spostarsi nei centri urbani e non solo risolvendo definitivamente i problemi del traffico congestionato. Di cosa si tratta? Si chiama Pal-V One che significa “Personal air and land vehicle” veicolo personale per terra e aria”. Si tratta di un innovativo veicolo a tre ruote che si guida come uno scooter, solo un po’ più grande. Ma questo scooter ha una caratteristica unica; al suo interno conserva un timone di coda e delle pale montate su di un rotore. E così, il Pal-V One in pochi istanti si trasforma da veicolo terrestre in mini elicottero in grado di volare alla velocità di 180 km/h fino all’altezza di 1200 metri.  Anche a terra il Pal-V One raggiunge la considerevole velocità di punta di 180 km/h e si trasforma in elicottero in pochi istanti. Inoltre, visto che non può volare al di sopra dei 1200 metri, non è soggetto alle regole del volo tradizionale per cui non è necessario stilare un piano di volo come per i tradizionali aerei da turismo.

Il veicolo, ancora in fase sperimentale, dovrebbe essere pronto per la commercializzazione nel 2014 ed è prodotto da un consorzio di ditte olandesi. Si muove sempre grazie allo stesso motore, questo per contenere i costi ed i consumi. Il carburante dovrebbe essere l’ecologico bioetanolo che consentirebbe un’autonomia su strada di circa 1200 km, mentre in aria questa si riduce a 350/500 km.

[ BIOETANOLO – è l’etanolo prodotto mediante un processo di fermentazione delle biomasse, ovvero di prodotti agricoli ricchi di zucchero (glucidi) quali i cereali, le colture zuccherine, gli amidacei e le vinacce. ]

L’idea è davvero originale, ma i risvolti potrebbero essere inquietanti. Immaginate tutti questi velivoli senza un piano di volo che si alzano in aria e scorrazzano liberamente per i cieli. A questo, comunque, pare dare una risposta l’aspetto economico. Infatti, il Pal-V One costa la modesta cifra di 240.000 euro, certamente non alla portata di tutti e certamente non destinato (almeno all’inizio) ad una diffusione di massa. Si tratta ovviamente di un prototipo, ma che apre evidentemente nuovi orizzonti nel campo del trasporto civile. Vedremo quali saranno le future evoluzioni.

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