Dic 102019
 

SPOSTA

Il comando SPOSTA, serve a muovere gli oggetti sul piano di lavoro anche se questa è solo una parte delle sue funzionalità. Rientra nel gruppo degli strumenti di modifica.

Il suo uso è piuttosto semplice. Basta selezionare una entità e trascinarla in una nuova posizione. Cliccando una seconda volta l’oggetto resterà nella nuova posizione. Se si vogliono spostare più oggetti, bisognerà prima selezionarli con lo strumento SELEZIONA, e poi trascinarli.

Funzione COPIA: usando il comando SPOSTA in combinazione con il tasto OPZIONE, questo si commuterà nel comando COPIA, realizzando così duplicati degli oggetti che stiamo spostando.

Comando SPOSTA a sinistra – Comando COPIA a destra

Se vogliamo spostare o copiare un oggetto in una determinata direzione, basta spostarsi in quella direzione e premere il tasto SHIFT, quello della maiuscole; il cursore resterà bloccato e potremo muovere l’oggetto solo nella direzione fissata.

Allo stesso modo, premendo i TASTI FRECCIA, obbligheremo lo spostamento nella direzione di riferimento di ogni freccia come indicato di seguito:

Premendo il tasto FRECCIA SINISTRA il cursore del mouse potrà spostarsi solo lungo la direzione dell’asse Verde.

Premendo il tasto FRECCIA DESTRA il cursore del mouse potrà spostarsi solo lungo la direzione dell’asse Rosso.

Premendo il tasto FRECCIA SU il cursore del mouse potrà spostarsi solo lungo la direzione dell’asse Blu.

Se vogliamo spostare una entità di una distanza nota, basterà semplicemente digitarne il valore nel campo INPUT NUMERICO in basso a destra e premere INVIO.

ALTRI ARGOMENTI DELLA SEZIONE MODIFICA:
Nov 202019
 

Al meno una volta nella vita ci siamo trovati tutti di fronte alla necessità di realizzare una presentazione di un prodotto, di un argomento, di una lezione e subito ci siamo organizzati con fotocopie, fogli di lucido, ritagli di giornale, testi scritti, mappe concettuali per poterla effettuare. Oggi questa operazione, grazie ai media digitali è diventata molto più semplice e accattivante, attraverso l’uso di software molto intuitivi e con effetti finali di tipo professionale. Le presentazioni digitali, prendono il nome inglese di Slide Show, perché sono costituite da un insieme di elementi multimediali quali immagini, video, testo, animazioni e suoni, che scorrono sullo schermo al volere del relatore o automaticamente come fossero un film animato.

L’origine è molto antica, si parla del 1600, quando immagini dipinte a mano su vetro, venivano proiettate tramite l’uso di una candela su di un muro. La necessità di una narrazione continua, di rappresentare la sequenza di eventi oltre i limiti della carta, portarono alla nascita di complesse e costose tecniche fotografiche riservate però ad un ristretto gruppo di professionisti. La vera svolta si ebbe con la diffusione di massa dei personal computer che grazie a specifici software, resero questa tecnica alla portata di tutti. PowerPoint© di Microsoft è sicuramente il più conosciuto e utilizzato, anche se esistono molte altre soluzioni gratuite o commerciali altrettanto valide.
La diffusione di schermi digitali ad alta definizione, la copertura wi-fi degli spazi in cui viviamo, la potenza dei processori, la mobilità degli strumenti (smartphone e tablet) hanno dato la spinta finale alla diffusione e all’affermazione di questa tecnica di rappresentazione.
Ma entriamo nello specifico e vediamo quali sono i criteri da seguire per realizzare una presentazione d’effetto.

Per realizzare una slide show, il software, ci mette a disposizione una sequenza di pagine digitali chiamate template, che possiamo riempire con i contenuti che vogliamo, purché siano anch’essi in formato digitale; quindi immagini (foto o disegni), video (fatti da noi con una videocamera o scaricati dalla rete), testo (poco), grafici e tabelle, animazioni (gif o altro), link ipertestuali (collegamenti a siti internet o files sul proprio dispositivo o cloud), suoni. Tutti questi contenuti possono essere semplicemente caricati sulle pagine messe a disposizione dal software, ordinate secondo i nostri gusti e rappresentate con una precisa cronologia con scorrimento autonomo o tramite input del presentatore. Infine, tutto questo può essere o meno arricchito con effetti speciali e transazioni tra pagine e/o oggetti contenuti nel progetto.

LA SLIDE SHOW COME MAPPA CONCETTUALE

Molti, nell’uso delle presentazioni, presi dalla facilità d’uso e dall’aspetto divertente della composizione sul PC, perdono molte volte di vista l’obiettivo. Un eccesso di immagini, o soprattutto di scrittura, sfondi troppo brillanti o caratteri troppo piccoli, rendono la nostra presentazione, illeggibile, stancante, noiosa a chi la osserva o chi ci deve seguire. Una presentazione per essere realmente efficace ed accattivante per il pubblico, deve essere graficamente molto bella e strutturata alla stregua di una MAPPA CONCETTUALE DIGITALE. In pratica, essa deve riportare quasi esclusivamente immagine dell’oggetto da presentare e una stringatissima descrizione dello stesso, meglio se attraverso la sola parola chiave, proprio come in una mappa concettuale. In questo modo il presentatore segue ordinatamente un percorso logico come leggendolo da una mappa, non distraendo lo spettatore e focalizzando l’attenzione su quanto sta dicendo e non sulla slide. Storiche da questo punto di vista sono state le presentazioni che, Steve Jobs il grande creatore della Apple, faceva dai teatri americani per la presentazione dei nuovi prodotti. Una immagine e a volte una parola, su fondo nero. Massimo impatto, nessuna distrazione, focalizzazione su un prodotto specifico per volta, canalizzazione del pubblico sulla propria figura che correva da un lato all’altro del palco.Per comprendere cos’è una presentazione, bisogna sgombrare il campo da una serie di idee completamente errate. Molti scambiano un programma per presentazioni per uno per video-scrittura, ma la differenza è abissale. In quest’ultimo caso, il testo ha lo scopo di essere letto, quindi non importa quante parole inseriamo per descrivere un oggetto o un avvenimento, perché i supporti digitale o cartaceo hanno scopo di accogliere proprio le parole e in alcuni casi le immagini, ma la descrizione deve essere dettagliata e approfondita, mentre in una presentazione bisogna catturare l’attenzione dello spettatore in tempo reale, carpire il suo sguardo e trasmettergli semplici e immediati messaggi. Quanto più la nostra presentazione risulta carica di contenuti, tanto maggiore sarà la possibilità di non raggiungere l’obiettivo comunicativo.
La prima operazione da compiere, è quella di mettersi nei panni dello spettatore, di chi dovrà osservare il nostro lavoro. In questo modo, sarà più facile comprendere cosa funziona e cosa invece dovrebbe essere rivisto. Essere critici verso il proprio elaborato ed analizzarlo, è un primo ottimo esercizio per produrre una presentazione veramente efficace.
Vediamo, quindi, quali sono i piccoli trucchi che, mi sento di suggerirvi, per realizzare una presentazione particolarmente efficace.

TEMPLATE o TEMI

Si inizia con la scelta del tema o template. Il software ce ne offre tanti già preconfezionati per non perdere tempo e concentrarci sul lavoro, ma nulla vieta di crearne altri personalizzati. I temi sono già strutturati in base all’obiettivo o agli argomenti da trattare, ricorrenti come ad esempio business, festività, matrimoni, viaggi, in cui gli oggetti, i colori, la struttura facilita l’utente nella composizione. Tutti gli elementi sono coerenti con il tema, per cui fonts, colori, sfondi sono già coordinati e perfettamente calibrati tra di loro. Il tema include normalmente una copertina, pagine master, ultima pagina e in alcuni casi anche pagine specializzate come indici o altro.

L’IMPORTANZA DEGLI SFONDI

Volendo personalizzare il proprio lavoro, la prima cosa da scegliere è lo sfondo o background, sul quale proiettare e sovrapporre i contenuti della propria presentazione. Bisogna evitare sfondi con troppe variazioni di colore, perché risulterà difficile se non impossibile sovrapporre un font che risulti leggibile o ben in contrasto su tutta la pagina. Un fondo piatto o con lievi sfumature risulterà ideale al contrario di una fotografia o di un’immagine colorata che renderà difficile la concentrazione e/o la lettura del testo. Lo sfondo non deve mai essere prevalente rispetto al contenuto da mostrare. Colori pastello, tenui e tutti in tinta sono da preferire. Riprendendo l’esempio di prima di Steve Jobs, si può notare come il fondo sia sempre nero assoluto, così da concentrare tutta l’attenzione sull’oggetto in presentazione e non distrarre lo spettatore con altre immagini.

Leggibilità, contrasto, colori in tinta rendono una presentazione più efficace

TESTO o NON TESTO, QUESTO E’ IL PROBLEMA

Anche se poco, il testo in una presentazione è necessario e sempre presente come accompagnamento efficace per alcune immagini. I moderni sistemi operativi, utilizzano decine di font o caratteri, molto diversi tra di loro e tanti altri possono essere scaricati liberamente dalla rete o acquistati. La scelta di un font e la dimensione con cui viene rappresentato, è fondamentale per la realizzazione di una presentazione veramente efficace. Anche in questo caso bisogna avere chiaro qual è l’obiettivo. Se la lettura deve avvenire sullo schermo retroilluminato di un computer è cosa molto diversa dal doverla proiettare su di uno schermo tramite videoproiettore.
Esistono comunque delle regole universali, utilizzabili in ogni occasione.

I font sono classificati in tre grandi famiglie: con grazie, senza grazie e decorativi. Come è possibile vedere dall’esempio qui sopra, i caratteri senza grazie sono molto più essenziali, hanno uno spessore di corpo costante e risultano immediatamente leggibili a qualunque distanza, un po’ come quelli utilizzati dall’oculista durante le visite ai propri pazienti. Helvetica, Arial, Futura, Gill Sans, Optima, Avant Garde e Verdana sono tra i più diffusi font senza grazie. Da sconsigliare vivamente i font di tipo handwriting, cioè quelli che simulano la scrittura umana e i decorativi a volte difficili da comprendere anche da una lettura da PC.
Altri fattori da non trascurare sono la dimensione, utile a dare enfasi ai concetti chiave del discorso (proprio come in una mappa concettuale), lo stile (evitare se possibile il corsivo e preferire un sottolineato), l’interlinea e la giustificazione; più regolare apparirà il testo, maggiore sarà la sua leggibilità e l’attenzione che lo spettatore vi porrà.

VIDEO – FOTO – ANIMAZIONI – GRAFICI – SUONI

Le immagini sono uno dei veicoli di maggiore impatto e comunicazione in una presentazione. La scelta di queste, in combinazione con lo sfondo, rappresenta in alcuni casi la chiave del successo del messaggio che si vuole far passare. La scelta della sua posizione, la proporzione rispetto alla pagina, eventuali cornici o ombre che la staccano dallo sfondo facendola risaltare, rappresentano anch’esse ottime scelte compositive. Ma anche in questo caso è sempre meglio non eccedere. Un’immagine o al massimo due, sono la scelta ideale. Troppe confondono chi guarda, distraggono lo sguardo; differenze evidenti tra le immagini inserite, per colori o dimensioni, finisce per far prevalere l’una sull’altra vanificando parte del messaggio. Se l’immagine è poi scontornata in formato png o con canale alpha (ossia con le trasparenze) accrescerà l’enfasi comunicativa. Organizzare le immagini in sequenza logica aggiungendo brevi descrizioni, accresce il potere comunicativo, guidando lo spettatore lungo il percorso narrativo.
In generale non è una buona idea inserire dei video all’interno di una presentazione. Meglio sarebbe un’icona o un pulsante capace di richiamare un link esterno dai canali video presenti sulla rete o dal nostro computer.
Anche i grafici non debbono sfuggire a queste linee guida. L’essenzialità e la leggibilità debbono essere i criteri fondamentali da seguire durante tutta la composizione: ampi spazi tra i grafici, font ad alta leggibilità, proporzioni tra gli elementi, nessuna distrazione come gif animate, wordart, colori di fondo o altro.

In una presentazione, i suoni non sono così essenziali, ma se questa viene avviata in loop, cioè si riavvia ogni volta che giunge alla fine, come nel caso di un trailer che sponsorizza un prodotto, una colonna sonora di fondo o una voce fuori campo che commenta, sono fondamentali. Effetti sonori che accompagnano le transazioni sono superflui ma se piacciono si possono anche utilizzare per enfatizzare un’azione. In generale, bisognerà proporzionare la nostra colonna sonora alla lunghezza della presentazione. Si possono anche aggiungere dei pulsanti che avviano una riproduzione audio quando si vuol fare ascoltare qualcosa ad un certo punto della presentazione.

PASSAGGI D’EFFETTO e LE TRANSAZIONI

Sono gli elementi che più colpiscono la fantasia degli studenti o dei novizi. Ogni pagina, ogni paragrafo scorre, rimbalza, ruota, sguizza via nel più scenografico degli effetti, ma proprio per questo si commettono gli errori più gravi. Un eccesso di effetti, sposta l’attenzione dello spettatore, distraendolo e distogliendolo dall’efficacia del messaggio. Inoltre, gli effetti, richiedono un tempo per mostrarsi, rallentando la presentazione e rendendola più difficile da seguire. Penso sia capitato a tutti di assistere ad una slide show dove il testo compare come digitato da una macchina per scrivere con tanto di suono del tasto di accompagnamento, facendo apparire il messaggio in un tempo lunghissimo. In questo caso la tempistica tra chi deve guardare e chi deve narrare sono completamente disallineate.
Anche le transazioni, purtroppo, sono soggette a questo ipertrofico sviluppo. Ogni pagina scorre con un effetto diverso sempre più imprevedibile. Se da un lato questa cosa potrebbe apparire divertente, dall’altro crea una assoluta mancanza di omogeneità nella narrazione. Mi spiego; se si sta descrivendo qualcosa, sarebbe opportuno utilizzare la stessa transazione tra le slide fino a quando non si cambia argomento, in modo che anche questa sottolinei la continuità narrativa. Al cambiamento di argomento si può far corrispondere un cambiamento di transazione tra le slide.
La qualità di una presentazione non dipende da quanto sia pirotecnica, o da quanti contenuti vengono inseriti, ma al contrario dalla semplicità, dalla fluidità della narrazione, dall’impatto che nell’insieme questa è in grado di provocare sullo spettatore.

Infine, le transazioni, come gli effetti, sono legati ad un aspetto temporale. Hanno una durata. L’operatore, può stabilire in secondi quanto debba durate il passaggio tra una slide e l’altra o quanto tempo è necessario affinché l’X effetto consenta di mostrare completamente il contenuto a cui essa è associato. L’operatore, può stabilire che tutto questo avvenga autonomamente una volta avviata la presentazione senza interventi o attraverso un click del mouse per scandire a proprio piacimento la rappresentazione. Nel primo caso bisogna avere l’accortezza di stabilire tempi ben precisi che, consentano allo spettatore di osservare e leggere con comodità quanto mostrato.

DURATA E SLIDE

Il numero di slide di cui si deve comporre una presentazione va stabilito conoscendo con esattezza il tempo disponibile per la presentazione Partendo da questo dato sarà possibile, attraverso prove e tentativi, raggiungere un corretto bilanciamento tra tempi ed esposizione. In generale, è buona norma non eccedere con il numero di slide, al limite meglio creare due differenti lavori spezzando la presentazione, considerando il fatto che i tempi attentivi, da parte del nostro auditorio, non sono in genere molto lunghi.

QUALE SOFTWARE SCEGLIERE?

Infine, un cenno ai software in grado di generare presentazioni dai nostri computer. Oggi la differenza tra sistemi operativi risulta superflua perché i software sono multipiattaforma, funzionando inoltre su dispositivi diversi come computer, tablet e smartphone. La scelta, quindi, si riduce a due differenti tipologie: software commerciali, ossia a pagamento, come Microsoft Powerpoint, o software freeware ossia gratuiti scaricabili dalla rete liberamente. I leader del mercato sono il già citato Powerpoint e Keynote della Apple, ma non mancano sulla rete moltissime soluzioni gratuite di pari livello come LibreOffice o OpenOffice.
Da non dimenticare, infine, un particolare importantissimo: il formato di registrazione. Si può lavorare con qualunque software, ma bisogna sapere con quale effettueremo la presentazione e la sua versione in modo da salvare il file in un formato compatibile e comunque leggibile. E’ bene sapere che passando da un software ad un altro verranno persi o modificati buona parte degli effetti creati, quindi potrebbe essere più utile, non sapendo quale sia il programma da utilizzare, salvare il lavoro sotto forma di file video in uno dei formati più diffusi, questo per evitare spiacevoli sorprese nel momento di presentare il proprio lavoro.

I 10 ERRORI DA EVITARE

Prima di chiudere, mi farebbe piacere condividere con voi quanto trovato sulla rete in una delle mie continue navigazioni esplorative. Mi sono imbattuto in una pagina, in cui venivano enunciati i 10 errori più gravi da non commettere realizzando una presentazione digitale; alcuni li ritrovate già in questo articolo, altri mi trovano perfettamente d’accordo anche se non citati, altri un po’ meno, ma ve li condivido senza cambiamenti per stimolare una riflessione e delle considerazioni come quelle che ho fatto io:

  1. PENSARE DI SCRIVERE TUTTO QUELLO CHE SI VUOLE DIRE A VOCE
  2. RIPETERE A VOCE CIO’ CHE E’ SCRITTO SULLA SLIDE
  3. RIEMPIRE LA SLIDE DI CONCETTI E INFORMAZIONI
  4. NON DEVI PRESENTARE, MA “INTRATTENERE”
  5. NON PIANIFICARE
  6. NON AVERE BEN CHIARO COSA VUOI TRASMETTERE
  7. NON AVERE UNO STORYBOARD
  8. NON CATALOGARE IDEE, IMMAGINI E ARTICOLI IN “BOARD”
  9. SOTTOVALUTARE TITOLI E INTESTAZIONI
  10. PARLARE DI SE STESSI (NO “SELFIE”)
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Ago 142014
 

Quante volte ci è capitato di osservare la foto di un paesaggio e pensare: chissà come si presenterebbe quest’ambiente visto d’inverno oppure in primavera, di quali colori si tingeranno le montagne, quale potrebbe essere la luce d’estate con il sole alto sullo zenit, oppure quante volte ci è capitato di vedere la rappresentazione delle stagioni attraverso l’immagine di un albero nei suoi diversi aspetti stagionali come nella rappresentazione di seguito.

algoritmo 1

Bene, da adesso potremo comodamente seduti al nostro computer soddisfare queste curiosità.

Infatti, arriva dai ricercatori della Brown University americana, un algoritmo software, in grado di ricreare sulle immagini di paesaggi, differenti condizioni climatiche. In pratica, si tratterà di scegliere l’immagine e applicare uno degli oltre 40 filtri disponibili ricreando le condizioni che vogliamo. Potremo così vedere il nostro paesaggio innevato o alle prime luci dell’alba, far tramontare il sole e vederlo in notturna, far piovere o nevicare, insomma dare libero sfogo alla fantasia. Il tutto in modo molto semplice, ossia utilizzando il linguaggio umano come ad esempio “più neve” o “meno neve”.

Il software agisce in modo molto intelligente, utilizzando le preferenze dell’utente ed apprendendo attraverso i parametri e le indicazioni che questo andrà definendo. Ci consentirà di scegliere tra parametri oggettivi come: nuvoloso, neve, nebbia, sole, temporale, ecc. o parametri soggettivi del tipo brillante, luminoso, chiaro, cupo, ecc. Definiti i parametri l’utente deve istruire il software indicando il significato che hanno i parametri scelti. Le informazioni derivano da un immenso database con il quale è stato costruito il software dai ricercatori. Questi hanno utilizzato più di 100 telecamere sparse nel mondo che hanno scattato migliaia di fotografie nelle diverse ore del giorno e con condizioni climatiche diverse. A questo punto, questo immenso gruppo di foto è stato sottoposto ad utenti umani che le hanno categorizzate in base a propri criteri. L’insieme di tutte queste valutazioni ha fornito la base di partenza per la scelta corretta dei parametri da applicare alle foto.

algoritmo 2

Ognuno di noi, potrà così per cimentarsi nell’arte della computer grafica stupendo amici e conoscenti modificando in tempo reale le proprie foto o quelle condivise.

È ovvio che non è possibile fare tutto, il software ha evidentemente qualche limite. È infatti impensabile pensare di cambiare le caratteristiche del paesaggio, ossia togliere le foglie agli alberi nella stagione invernale o viceversa farle crescere in quella estiva. Ma comunque nell’insieme, fornisce ottimi e semplicissimi strumenti di editazione che non necessitano grandi capacità o la conoscenza di software molto avanzati come Adobe Photoshop.

Allora, non appena il software sarà disponibile per tutti, diamo voce alla nostra creatività e proviamo a creare i nostri paesaggi virtuali.

Video1

Articoli1

Mag 132014
 

04 - MAPPE
Ammetto di non essere un grande fautore delle mappe concettuali perché non le ritengo “personalmente” idonee al mio modo di svolgere la lezione o di interfacciarmi con la classe, ma registro anche, che molti miei colleghi lavorano produttivamente e con soddisfazione utilizzando tale strumento didattico.

Ma partiamo dalla base: che cos’è una mappa concettuale?

Teorizzate per la prima volta da Joseph Novak (accademico statunitense), si possono definire come uno strumento grafico in grado di rappresentare un’informazione o una conoscenza. L’idea parte dal concetto costruttivista per cui ognuno è autore del proprio percorso all’interno di un contesto e hanno lo scopo di creare modalità di apprendimento non più mnemoniche ma frutto di un preciso ragionamento e pensiero.

Contrariamente alle mie convinzioni, determinate da una profonda e accurata sperimentazione nel passato, insegnando nella classe 2.0, forse per caso, forse per volontà sperimentativa, ne ho riscoperto in parte l’utilità e ne ho rivalutato alcuni aspetti funzionali. Proporre la lezione attiva, comporta diversi cambiamenti sia nella metodologia del docente che nei processi apprenditivi degli alunni. La costruzione della lezione da parte dell’alunno, anche se coadiuvato dal docente-coach e coordinato dal segretario di gruppo (come sperimentato), potrebbe risultare dispersiva e irta di ostacoli, sia per l’alunno che deve costruire un percorso che non conosce, sia per il docente che deve guidarlo. Ragion per cui, la costruzione di una mappa (meglio se interattiva) consente in qualche modo di semplificare la pianificazione e guidare gli alunni all’interno di un percorso obbligato nel senso di aver fissato alcuni punti chiave (è come avere dei tag nella ricerca di contenuti sulla rete). Le mappe in questo percorso diventano strumento attivo della lezione, momento in cui il docente insieme ai discenti costruisce le basi per il futuro lavoro. È come il momento del briefing di un team di progettazione prima di passare alle fasi esecutive di un progetto.

03 - MAPPE

L’aver sperimentato l’uso di tale strumento sulla LIM con gli alunni e l’aver rivalutato questo strumento, mi ha portato ad approfondire il tema “software” per la realizzazione di mappe concettuali o mentali. La rete da questo punto di vista rappresenta il luogo ideale dove approfondire e trovare soluzioni adatte alle singole esigenze. Mi sono così ritrovato a cercare una soluzione che rispondesse a precise esigenze e finalità. Il software doveva soddisfare determinati requisiti che di seguito elenco:

  • MULTIPIATTAFORMA
  • MULTILINGUA
  • FREE
  • MULTIMEDIALE
  • SEMPLICE

Apple-Rainbow-iconMultipiattaforma – lavorando in ambiente misto con soluzioni Mac e PC, non volevo una soluzione diversa per ogni piattaforma, ma un software unico assolutamente trasparente e indifferente al sistema operativo sul quale sta girando.

language-iconMultilingua – fondamentale per il fatto che lo strumento dovrà essere utilizzato da docenti di discipline diverse e anche di lingue diverse.

linux-iconFree – esistono numerose soluzioni sul mercato a pagamento, ma esistono anche delle ottime soluzioni assolutamente gratuite sulle rete. Questo ci avvantaggia nella scelta (soprattutto nella sperimentazione) e non aggrava le nostre tasche e le casse della scuola di oneri aggiuntivi.

multimedia-iconMultimediale – questa è una caratteristica che ho scoperto solo in un secondo momento, ossia la possibilità di inserire contenuti multimediali, quali video, foto, collegamenti ipertestuali, suoni e quant’altro all’interno della stessa mappa rendendola di fatto “viva”.

Semplice – sono convinto che un software è utile e valido quando non richiede una lunga curva di apprendimento. I software debbono facilitarci il compito, non complicarcelo. Non dobbiamo perdere tempo a studiare complesse procedure per realizzare cose semplici che manualmente facciamo in pochi minuti, ma al contrario una applicazione deve rendere immediata e rapida questa realizzazione per poter essere preferita ad un approccio classico. La semplicità d’uso, inoltre, facilità anche quei docenti che non hanno particolari competenze o attitudini con lo strumento digitale.

mindomo iconMINDOMO DESKTOP

Avviata la ricerca, ho trovato molte soluzioni, alcune valide, alcune che soddisfacevano parzialmente i criteri di ricerca, altre completamente lontane da ciò che stavo cercando. In questo navigare, mi sono imbattuto per caso, come sempre capita, in un software che mi ha colpito per la sua interfaccia pulita, semplice e immediata. Approfondendo, ho scoperto uno strumento validissimo, in grado di soddisfare qualunque esigenza, semplicissimo da utilizzare e rispondente a tutti i criteri.

05 - MAPPE

Il programma sfrutta l’Adobe Air di Adobe Software (la casa di Photoshop) che rappresenta un substrato su cui ogni programma può girare indipendentemente dal sistema operativo su cui si lavora (l’installer dell’applicazione è infatti lo stesso). Basta scaricare il software dal sito del produttore (anch’esso localizzato in più lingue tra cui l’italiano) //www.mindomo.com/it/, registrarsi e iniziare il download. Troviamo nello stesso sito il link diretto per il download dell’Air di Adobe. Questo va installato per primo per poi poter lanciare il programma.

01 - MAPPE

L’interfaccia è assolutamente intuitiva e di immediato utilizzo. Dal menu “option” si può configurare il programma modificando anche la lingua (italiano compreso). Al centro del foglio un bottone con scritto “radice“, rappresenta l’inizio della mappa. Menù contestuali e poche semplici icone come menù, consentono di modificare qualunque cosa.

06 - MAPPEPoi la barra laterale ci proietta nell’universo di MINDOMO. Link a pagine internet, inserimento immagini sia dalla rete che dal proprio computer, contenuti multimediali quali video e suoni provenienti da diverse fonti tra cui Youtube, smile, tag e commenti ci permettono di personalizzare totalmente la nostra mappa trasformandola in uno strumento interattivo e dinamico, salvabile sul PC o sul cloud dove possiamo decidere di condividerla e renderla pubblica per tutti gli utenti del software.

Per finire, un browser internet integrato completa la dotazione della nostra barra laterale.

E’ possibile anche svolgere delle presentazioni registrando passo passo quello che stiamo realizzando in modo che ogni elemento si disponga nella sequenza che abbiamo stabilito realizzando così una mini lezione animata.

Le caratteristiche, la semplicità d’uso, la versatilità ne fatto quindi un elemento ideale da suggerire per i docenti 2.0 e per l’uso in classe con la LIM. Troverete nel widget “I Software Consigliati da Educazionetecnica.com” inserito anche il link a Mindomo come gli altri software che già fanno parte della collezione di suggerimenti.

Articoli1

Apr 032014
 
SERIE C.A.D.:
Classe-2.0 DraftSight

LineaIniziamo ad approfondire la nostra conoscenza sugli strumenti della palette DISEGNO e ovviamente iniziamo con i comandi LINEA e POLILINEA. Tracciare linee in un C.A.D., è una cosa relativamente semplice, ma saperne tracciare una correttamente, di una determinata lunghezza o in una specifica direzione non lo è altrettanto. Però, basta soltanto entrare nella logica di questi programmi per rendersi conto di come possa risultare intuitivo e immediato farlo.

Approfondisco: Per prima cosa bisogna sapere qualcosa di coordinate spaziali o piane. Wikipedia in questo caso ci da una mano:

Draftsight coordinate polari

Sistema di coordinate polari

Coordinate Polari: è un sistema di coordinate bidimensionale nel quale ogni punto del piano è identificato da un angolo e da una distanza da un punto fisso detto polo.

Coordinate relative cartesiane: s’intende la lunghezza di un segmento a partire da l’ultimo punto inserito, considerato come origine temporanea del sistema. In pratica si indica la distanza del secondo punto, rispetto al primo, specificando la distanza lungo gli assi X e Y.

Coordinate assolute cartesiane: in questo caso la posizione del punto è data dalle sue coordinate piane X,Y o spaziali X,Y,Z. In pratica per definire la posizione di un punto rispetto ad un altro, si indicheranno le sue coordinate X e Y che sul piano cartesiano ne definiscono la posizione assoluta. E’ un metodo poco agevole che però viene utilizzato in alcuni casi in cui sono note con certezza le coordinate del punto.

LINEA

Proviamo adesso a disegnare con il comando LINEA un rettangolo di dimensioni 7 cm in orizzontale (lungo l’asse X) e 4 cm in verticale (lungo l’asse Y).

DRAFTSIGHT LINEASelezionare un comando in un C.A.D. è possibile in diversi modi. Possiamo, ad esempio, selezionare il comando LINEA direttamente dalla palette DISEGNO oppure selezionando la voce LINEA dal menu DISEGNO o semplicemente digitando sulla tastiera la lettera L (abbreviazione di LINEA) e il tasto INVIO.

In ciascuno dei tre modi ci troveremo all’interno del comando di disegno LINEA e potremo iniziare a tracciarle.

Per iniziare definiremo il primo punto del rettangolo utilizzando le coordinate assolute ossia, immagineremo che esso coincida con lo zero assoluto. Senza cliccare nulla sullo schermo, digitiamo sulla tastiera tre zeri separati da virgole (0,0,0) indicando così in maniera assoluta la sua posizione spaziale.

Approfondisco: in un CAD, la virgola,” serve a separare le coordinate spaziali, mentre il punto.” a separare i decimali. Quindi, se debbo tracciare una retta di sette centimetri e mezzo, scriverò 7.5 e non 7,5 perché in questo caso starei dando al programma le coordinate del punto posto a 7 cm lungo l’asse X e 5 cm lungo l’asse Y e non la sua lunghezza.

DRAFTSIGHT ORTHOIl secondo punto dovrà essere spostato rispetto al primo di 7 centimetri lungo l’asse X e zero lungo Y. Usiamo adesso un piccolo trucco: blocchiamo le coordinate cliccando sull’icona ORTO. In questo modo, il cursore si potrà spostare solo lungo le direzioni degli assi cartesiani, ossia nord, sud, ovest ed est (non sarà quindi possibile disegnare linee inclinate). Spostiamoci verso destra (angolo 0°) e digitiamo con la tastiera il valore 7. Premiamo INVIO. La nostra linea, che partiva dal centro degli assi, si sposterà lungo l’asse X verso destra di un valore pari a 7 (figura 1).

Approfondisco: in un CAD, quando scegliamo una opzione, un comando o un suo sotto-comando, per poterlo rendere attivo, dobbiamo sempre confermarlo premendo il tasto INVIO della tastiera.

Per tracciare la seconda linea, si procede analogamente. Spostiamo il cursore del mouse verso l’alto (90°) e noteremo che una linea elastica (cioè che si sposta legata al cursore), seguirà il nostro mouse (attenzione, non cliccate mai i tasti del mouse altrimenti interromperete il tracciamento della linea). Digitiamo il valore 4 e premiamo INVIO (Figura 2).

Stessa cosa per tracciare la terza linea. Spostiamo il cursore verso sinistra (180°), digitiamo il valore 7 e premiamo il comando INVIO (Figura 3).

Infine, per chiudere il rettangolo si potrebbe continuare nello stesso modo, ma un altro piccolo trucco ci consente di accelerare la procedura e evitare qualunque errore di digitazione (figura 5).

Draftsight linea chiudi

Figura 5 – Sottocomandi del comando LINEA

Tra le opzioni offerte dal comando LINEA, esiste la scelta “Chiudi“. In pratica, ogni sequenza di segmenti di una linea può anche generare una spezzata chiusa, ossia il C.A.D. trova automaticamente il punto iniziale della sequenza e lo unisce con l’ultimo che abbiamo realizzato. Quindi se stiamo disegnando un poligono come il rettangolo, il sotto-comando “Chiudi” unirà il terzo punto con il primo (0,0,0) completando il rettangolo.

Approfondisco: le lettere maiuscole e sottolineate come in Chiudi, sono semplicemente delle scorciatoie; significano che quel particolare comando può essere abbreviato digitando sulla tastiera quella specifica lettera sottolineata. In questo modo selezionare i comandi e applicarli diventerà molto più veloce perché potremo utilizzare tastiera e mouse contemporaneamente.

ALTRE LEZIONI:
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Mar 272014
 
SERIE C.A.D.:
Classe-2.0 DraftSight

layersI C.A.D., lavorano per livelli, ossia come per i cartoni animati, possiamo posizionare oggetti diversi su più fogli trasparenti, costruendo il movimento dei personaggi semplicemente spostando uno o l’altro di questi fogli (l’immagine qui a lato, ci mostra come una planimetria possa essere ottenuta come sovrapposizione di elementi diversi: territorio, mare, strade, curve di livello, ecc.). L’immagine visualizzata sarà l’immagine complessiva della planimetria con tutti gli elementri insieme; il limite consiste nel fatto che potremo disegnare solo su di un LIVELLO, quello posto in primo piano. Ciò significa che se io voglio modificare ad esempio la mappa delle strade, dovrò posizionare in primo piano il livello con le “STRADE”. Ma vediamo praticamente come procedere.

Layer1

LIVELLI

Lanciamo Draftsight e apriamo il menù FORMATO. La prima voce è LIVELLI. Selezionando il comando si aprirà una finestra di dialogo nella quale potremo gestire i Livelli, appunto. Clicchiamo sul comando NUOVO per creare un nuovo Livello a cui daremo il nome “Foglio” assegnandogli come colore, il bianco. Clicchiamo adesso due volte sull’icona a sinistra del nome, nella colonna STATO. Si creerà una icona a forma di freccia; questa ci indica che il LIVELLO attivo in questo momento è proprio il livello “Foglio”, ossia abbiamo posizionato questo livello più in alto di tutti. Possiamo creare quanti livelli vogliamo e assegnare loro anche caratteristiche differenti come ad esempio colori diversi, formati di linee e spessori differenziati.

Possiamo, inoltre rendere i Livelli Visibili o Invisibili. Questo ci permetterà di lavorare sugli altri Livelli senza vedere ciò che sta sul Livello nascosto.

Possiamo Congelare o Scongelare un Livello. In questo caso nulla di ciò che si trova sul Livello sarà disponibile e sarà come se il Livello e gli oggetti in esso contenuti non esistano.

Possiamo, infine, Bloccare o Sbloccare un Livello, ossia pur rimanendo visibile gli oggetti saranno esitabili ma non modificabili, quindi potremo usare i punti di ancoraggio, ma non cancellare o spostare un oggetto su un Livello Bloccato.

 

ALTRE LEZIONI:

DRAFTSIGHT: I PRIMI PASSI

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Gen 052014
 

DraftSight-Avatar2

Nella mia ricerca di software freeware (gratuito) disponibile sulla rete e da utilizzare nella classe 2.0, mi sono imbattuto in una applicazione veramente interessante che mi sento oggi di suggerirvi e proporvi. Cercavo, per avviare la mia didattica sul disegno tecnico, un software in grado di realizzare ogni tipo di progetto, ma contemporaneamente, di fornire agli alunni uno strumento professionale, un’esperienza da poter spendere successivamente nella scuola superiore e nel mondo del lavoro. All’inizio la scelta era caduta su AutoCAD, “programma” di disegno tecnico per eccellenza, quello più utilizzato universalmente negli studi di progettazione e disegno. La versione ovviamente la light, da un lato per le capacità poco performanti dei netbook della classe, dall’altro perché la versione completa è assolutamente sproporzionata per studenti delle scuole medie. Ma ho presto desistito per problemi di licenze, installazioni, dimensioni e richieste hardware del programma. Cercando sulla rete ho trovato diverse soluzioni, ma la scelta è caduta su DraftSight perché è un perfetto compromesso senza i compromessi richiesti dalle altre soluzioni. Il programma è disponibile per tutte le piattaforme, è leggerissimo, compatibile perfettamente con il formato DWG di AutoCAD e dal quale riprende, quasi copiandoli, i comandi ed è in italiano. Il risultato è un software la cui curva di apprendimento non è perduta perché spendibile in seguito con AutoCAD, in grado di realizzare qualunque progetto in 2D, gratutito, multipiattaforma e compatibile al 100% con gli altri C.A.D.


DraftSight-IconDraftSight è un programma di disegno, gratuito, con supporto nativo per il formato .dwg, che è lo standard adottato da Autocad, di cui offre i medesimi strumenti di disegno.

L’unica condizione imposta per l’utilizzo del programma, è il portare a termine la registrazione dello stesso, fornendo un indirizzo email, in cui ci sarà inviata l’email di attivazione.
Anche se attualmente il programma è ancora in versione beta, si è dimostrato molto affidabile ed è stato con la versione V1R1.4 anche risolto un problema che ne impediva l’utilizzo su computer con scheda grafica integrata Intel.
DraftSight è un programma di disegno meccanico “puro”, cioè non integra la capacità di effettuare calcoli FEM di resistenza strutturale dei componenti disegnati; la conseguenza di questo è anche nella sua leggerezza, permettendogli di disegnare anche su computer datati o poco potenti.

Alcuni dei pregi del programma sono che:

  • è gratuito;
  • è prodotto dalla Dassault, un’autorità nel campo dei prodotti per il disegno tecnico e l’elaborazione FEM;
  • i menu sono in italiano;
  • richiede poche risorse hardware, funzionando bene anche sugli Atom dual core;
  • supporta nativamente il formato .dwg;
  • è disponibile nei sistemi Windows, Mac e Linux.

La piena compatiblità al formato .dwg, permette di utilizzare senza problemi su Autocad i file creati in DraftSiht e di utilizzare su quest’ultimo, senza problemi di alcuna compatibilità, i file creati su Autocad.
Potrete così leggere anche su dispositivi iOS7, iPAD, Android, i file creati in DraftSight, utilizzando il player gratuito di Autodesk.

Il programma è molto reclamizzato per il suo potenziale nel bidimensionale, ma è possibile anche disegnare nel tridimensionale; è sicuramente da valutare perché vi si ritrova la stessa filosofia d’uso che si applica (e menu molti simili) nei prodotti Autocad, per cui può esserne un’alternativa o può servire per imparare la mentalità del disegno meccanico e sfruttarne le potenzialità.

La guida è in inglese e fa riferimento alla versione anglosassone; sta alle vostre preferenze se installare la versione inglese del programma o quella italiana.

Il programma si scarica da qui.

Feb 192013
 

Normalmente non parlo di questo o quel software proprio per evitare di fare pubblicità gratuita. Sappiamo esistono tantissime soluzioni sul mercato in grado di soddisfare le esigenze di chiunque, sia commerciali che freeware. Ma ritengo, che proprio in virtù di informazione, in alcuni casi si può contravvenire ad una regola. Voglio,oggi, parlarvi di una suite di programmi chiamata LibreOffice che, prendendo spunto dai programmi di Microsoft, realizza un pacchetto di soluzioni di altissimo livello, in grado di rivaleggiare con la blasonata soluzione della casa di Redmond. Ma perché dovrei preferire LibreOffice a Microsoft Office? Semplice, perché è gratuito. The Document Foundation, la fondazione che ha realizzato LibreOffice, dopo diverse release ha annunciato la versione 4.0. Un progetto che si è nato nel 2001, per dotare la comunità di strumenti idonei e professionali, senza dover ricorrere agli esborsi cospicui richiesti dal software commerciale. LibreOffice 4.0 risponde ai requisiti che la comunità di utenti richiedeva; lo sforzo è stato notevole e l’impegno temporale anche, ma dal 7 febbraio di quest’anno, un nuovo strumento assolutamente free e di alto livello è stato messo a disposizione di tutti noi: codice sorgente agile e pulito, alto numero di funzionalità, sistema aperto e di facile integrazione.

libre_office_1LibreOffice 4.0: la comunità in primo luogo

Il progetto proposto dalla The Document Foundation, grazie alla politica aperta, e alla licenza copyleft, ha permesso in poco più di 30 mesi di coinvolgere oltre 5600 sviluppatori indipendenti che hanno partecipato in maniera assolutamente volontaria alla realizzazione del più grande progetto software presente sul mercato.

Grazie al lavoro di questo progettisti volontari, entusiasti nel collaborare a questo progetto globale, LibreOffice ha raggiunto la piena maturità, diventando uno strumento valido, completo e moderno; inoltre, facile da utilizzare, rispondente alle esigenze esposte dalla moltitudine di utenti, facile da aggiornare con codice moderno e leggero (C++). Nell’ultima versione, sono stati eliminati hnumerosissimi bugs, sono state apportate profonde modifiche al codice sorgente, sono state eliminate milioni di righe di codice inutile, sono stati aggiornate le librerie obsolete, è stato adattato a moltissimi idiomi in modo da renderlo disponibile contemporaneamente in diverse parti del mondo.

In LibreOffice 4.0 sono state aggiunte una moltitudine di nuove funzionalità, il cui elenco completo si trova al seguente indirizzo:  //www.libreoffice.org/download/4-0-new-features-and-fixes.

Alcune delle novità più importanti sono riportate qui sotto:

  • Integrazione con i sistemi di content e document management – Alfresco, IBM FileNet P8, Microsoft Sharepoint 2010, Nuxeo, OpenText, SAP NetWeaver Cloud Service e altri – attraverso lo standard CMIS.
  • Migliore interoperabilità con i documenti DOCX e RTF, grazie a una serie di nuove funzionalità e miglioramenti come la possibilità di importare “ink notes” (scritte a penna su uno schermo touch) e di attaccare i commenti ai campi di testo.
  • Possibilità di importare i documenti Microsoft Publisher, e miglioramento dei filtri di importazione Visio con l’aggiunta del formato 2013 (appena annunciato da Microsoft).
  • Ulteriori miglioramenti incrementali all’interfaccia utente, tra cui l’integrazione con Unity (Ubuntu) e il supporto dei Temi (o Persona) Firefox, per conferire a LibreOffice un aspetto personalizzato.
  • Introduzione della tecnica dei widget per le finestre di dialogo, che semplifica la traduzione, il ridimensionamento, e l’eventuale occultamento, degli elementi della UI, riduce la complessità del codie, e pone le basi per un’interfaccia utente significativamente migliore.
  • Intestazione e pié di pagina diversi sulla prima pagina di un documento Writer, senza la necessità di intervenire sullo stile della pagina stessa.
  • Diversi miglioramenti alla prestazioni di Calc, oltre all’esportazione dei grafici come immagini (JPG e PNG) e all’introduzione di nuove funzioni di calcolo definite da ODF OpenFormula.
  • Prima versione di Impress Remote Control App per Android, supportata solo da alcune distribuzioni Linux (la seconda versione, disponibile nei prossimi mesi, verrà supportata su tutte le piattaforme: Windows, MacOS X e tutte le distro e i binari Linux).
  • Significativo miglioramento delle prestazioni nel caricamento e nel salvataggio di diversi tipi di documento, e soprattutto nel caso dei fogli elettronici ODS e XLSX di grandi dimensioni, e dei file RTF.
  • Migliore gestione dei contributi degli sviluppatori grazie a Gerrit: un sistema di revisione web based che semplifica il lavoro dei progetti che usano Git (anche se questo non è specifico di LibreOffice 4.0, è entrato in produzione quando è stato creato il ramo di sviluppo di LibreOffice 4.0).

LibreOffice 4.0 è scaricabile direttamente dal sito della The Document Foundation, ma di seguito vi inserisco per comodità il link diretto (dovete solo cliccare sull’icona di LibreOffice qui sotto):

49514eb4eecd5d76b-libreoffice_logoIl programma è disponibile per tutte le piattaforme (Windows, Mac OS, Unix) ed è scaricabile dalla stessa pagina il documento di localizzazione nella nostra lingua.

Infine, da questo indirizzo è possibile scaricare le estensioni al programma: //extensions.libreoffice.org/extension-center.

Non mi resta che augurarvi buon lavoro e esortarvi a provare questo prodotto di cui sicuramente non riuscirete più a fare a meno.

Articoli1

Gen 202012
 

Aggiornato con il video ufficiale di un ora per la presentazione di iBook 2 e iBook Author per la creazione e pubblicazione di libri, gratuito da parte di Apple.

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VIDEO CORRELATI

 

//www.youtube.com/watch?v=DO93FpZ4oLE&feature=related

I rappresentanti dell’informazione sono stati invitati dalla Apple a New York al Guggenheim Museum per un evento nel settore educational. Pare sarà presentato un nuovo software per la creazione degli ebook, i libri in formato digitale sia per la lettura su dispositivi elettronici che, per l’uso su Lavagne Multimediali. All’evento di giovedì Apple presenterà nuovi strumenti per rendere più facile la creazione degli ebook e soprattutto per creare libri di testo e manuali scolastici.

Secondo Matt MacInnis, Ceo di Inkling, Cupertino presenterà una programma simile a GarageBand per la musica, al fine di rendere alla portata di tutti la creazione di ebook e libri di testo evoluti.

Tutto sembra pronto per la rivoluzione immaginata e voluta da Steve Jobs la cui memoria si trova sull’autobiografia rilasciata a Walter Isaacson. La distribuzione avverrà, ovviamente, tramite iTunes e iBooks, e sarà possibile distribuire e acquistare per poi consultarli su Mac, iPad e iPhone i libri digitali. Il settore editoriale americano sembra molto predisposto alla ventata di novità che Apple vorrebbe apportare. Secondo MacInnis Apple farà nel settore ebook quello che ha già fatto nel settore della musica e dei film. Non entrerebbe direttamente nella produzione dei contenuti, ma in quella della pubblicazione e distribuzione. Apple mira a espandere l’offerta di ebook proponendo prodotti innovativi, anche per il settore scolastico.

Apple per questi ebook adotterebbe il nuovo formato ePUB 3 in grado di includere di serie diversi strumenti multimediali, oltre che integrare caratteristiche social all’interno delle pubblicazioni digitali.

Sul palco è atteso Eddy Cue, senior vice president Internet software and services e responsabile di iTunes, App Store, iBookstore, iAd e iCloud.