LA TECNOLOGIA ULTRASONICA PER LE IMPRONTE

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Lug 232017
 

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Al fine di rendere l’esperienza d’uso sempre più coinvolgente e mantenere un alto livello di sicurezza, diversi costruttori di smartphone stanno lavorando a soluzioni alternative a quelle fino ad ora utilizzate.

Lo scopo è quello di avere schermi sempre più grandi e definiti e di integrare sempre più funzioni tra la quali riconoscimento delle impronte, pagamenti digitali, realtà aumentata.

I maggiori competitor, ossia Apple e Samsung, sono sempre alla ricerca della soluzione innovativa che potrebbe far conquistare nuove fette di mercato, ma l’introduzione di alcune novità porta sempre dietro grandi difficoltà realizzate e di assemblaggio.

L’eliminazione del tasto fisico per il riconoscimento delle impronte sugli smartphone è sicuramente una delle strade più seguite, perché questo permetterebbe di risparmiare una discreta quantità di spazio da poter utilizzare integralmente per la navigazione touch screen.

Qualcomm, il colosso tecnologico che collabora con i costruttori di smartphone, ha forse realizzato lo strumento finale per la realizzazione di questa innovazione tecnologica. Si tratta di nuovi sensori di impronte ultrasonici, capaci di funzionare sotto la maggior parte delle superfici, sia esse metalliche, che plastiche o di vetro.

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La soluzione presentata da Qualcomm al Mobile World Congress di Shanghai, consente di rilevare le impronte sotto superfici in vetro  dallo spessore fino a 800 micrometri, ma la cosa innovativa, non è quella di aver superato il precedente limite, ma quello di aver reso possibile tale operazione anche attraverso superfici non trasparenti. Infatti, il sensore ultrasonico, consente di rilevare le impronte digitali attraverso uno spessore di 650 micrometri di metallo ma soprattutto consente di rilevare gesture direzionali e di leggere le impronte anche sott’acqua, superando i limiti delle attuali tecnologie.

Ma se ciò non bastasse, i nuovi sensori ultrasonici, consentono anche una lettura del battito cardiaco e del flusso sanguigno diventando indispensabili per quei dispositivi fitness e medicali e per garantire un riconoscimento e una sicurezza ancora superiori.

Per la commercializzazione e l’utilizzo nei dispositivi mobili, Qualcomm rimanda il tutto all’estate del 2018, quando i sensori saranno completati e predisposti per una produzione di massa.

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UNA SUPER BATTERIA DALLE NANOTECNOLOGIE

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Nov 272016
 

Abbiamo parlato molte volte di nuove tecnologie per la realizzazione di batterie per prodotti indossabili e per gli smartphone. Le batterie rappresentano oggi proprio per questi ultimi il vero tallone di Achille. I moderni cellulari, infatti svolgono una quantità enorme di funzioni e vengono usati in modo continuativo dai loro proprietari. Questo purtroppo si traduce in un consumo della batteria molto rapido che richiede continue ricariche anche giornaliere.

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Le nueve batterie cercano di far fronte a questi limiti e anche i produttori ottimizzando i software e l’hardware cercano di limitare i danni, ma la realtà è che bisogna ricaricare il proprio cellulare almeno una volta al giorno e serve del tempo affinché questa non raggiunga un livello accettabile. Inoltre, le batterie sono soggette a un lento ma progressivo decadimento dovuto all’uso; cioè man mano che le si utilizza, la durata diminuisce e i tempi di ricarica crescono.

Dagli studi condotti sulle nanotecnologie all’Università della Florida Centrale dal ricercatore Yeonwoong ‘Eric’ Jung forse si apre uno spiraglio per una soluzione definitiva.

Si tratta di un sistema che utilizza super condensatori flessibili che rispetto alle normali batterie utilizzate oggi, riescono a mantenere la propria stabilità per almeno 30.000 cicli di ricarica, ossia molto di più delle attuali. La loro struttura, inoltre, consente di immagazzinare l’energia molto più rapidamente di quelle al litio potendo così ridurre drasticamente i tempi di ricarica da qualche ora a pochi secondi.

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In pratica, questi condensatori sono composti da milioni di microscopici filamenti rivestiti da materiali bidimensionali capaci di far fluire gli elettroni molto più velocemente così da avere tempi di ricarica inferiori e sono rivestiti da nanomateriali capaci di fornire una superiore densità che consente un maggior accumulo di energia e potenza.

Si tratta è vero di un progetto ancora in fase sperimentale, ma i risultati fin qui ottenuti fanno ben sperare che si sia imboccata finalmente la giusta strada per realizzare la batteria definitiva, sia per gli indossabili che per le auto elettriche. Staremo a vedere.

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FUNGHI PER RICICLARE METALLI

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Set 202016
 

L’uso di terminali mobili, quali smartphone e tablet ha richiesto e sempre più richiederà l’uso di batterie di lunga durata e soprattutto ricaricabili. Molti sono gli studi in tal senso per riuscire a trovare la batteria perfetta per questi terminali e di molti ho scritto anche su queste pagine.

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In questo caso, l’idea è nata da uno studente della University of South Florida il quale è riuscito per la prima volta a estrarre alcuni tipi di metalli dai residui di batterie esauste.

Sulla base di questo esperimento, un team di ricercatori guidato da Jeffrey A. Cunningham, ha combinato insieme tre diversi funghi, il Penicillium simplicissimum, l’Aspergillus niger e il Penicillium chrysogenum, che hanno permesso loro di estrarre i metalli sopra citati.

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Questo processo consentirebbe alle case produttrici enormi risparmi, dato che è già possibile estrarre questi metalli dalle batterie esaurite ma a costo di impiegare sostanze acide e corrosive e costosi processi termici ad alte temperature.

In pratica la procedura è semplice; le batterie esauste vengono raccolte e i catodi (poli positivi) vengono polverizzati. Queste polveri vengono sottoposte all’azione combinata dei tre funghi che consentono, sviluppando acidi organici di estrarre i metalli.

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Il vantaggio è quello di essere totalmente “green”, consentendo un recupero importante dei metalli senza processi inquinanti.

I risultati sono molto incoraggianti, infatti con i funghi si estraggono il 48% del cobalto e l’85% del litio, ma il team mira ad ottenere la migliore combinazione possibile sia per quanto riguarda la percentuale di recupero dei metalli che per quanto riguarda l’aspetto ecologico.

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HERO, LA SCARPA CHE RICARICA IL CELLULARE

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Mar 092016
 

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Vibram, nota azienda italiana specializzata nella realizzazione di scarpe e suole smart, in partnership con InStep Nano Power e in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Centro per MicroBioRobotica di Pontedera hanno sviluppato un prototipo di scarpa capace di produrre energia.

Il progetto prende il nome di Hero acronimo di Harvesting of Energy in Rubber Outsole e altro non è che un sistema integrato nella suola di una scarpa capace di convertire forme di energia.

La tecnologia inserita nella scarpa, infatti, è in grado di convertire l’energia cinetica del movimento in energia elettrica sufficiente a ricaricare dispositivi mobili. La scarpa è in grado di generare fino a 3Watt di potenza in caso di corsa, ma durante la classica camminata sviluppa costantemente circa 1 Watt di potenza e quindi circa 8 Watt/ore per una camminata di 8 ore. Questa energia, è sufficiente a ricaricare o comunque non far scaricare la maggior parte dei nostri dispositivi mobili, smartphone e tablet.

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La scarpa è dotata di una porta micro USB per il collegamento dei dispositivi da ricaricare, una connessione bluetooth per trasmettere all’App sul terminale il numero di passi e l’energia accumulata oltre che la posizione GPS di chi le indossa.

Tutto questo sistema è ben sigillato nell’intersuola della scarpa per evitare contatti con l’acqua, polvere, sabbia o ogni altro elemento potenzialmente dannoso per i dispositivi.

Hero è ancora un prototipo, ma i risultati sono incoraggianti e si spera che presto questa sistema possa essere integrato nelle scarpe outdoor della Vibram e rese disponibili a ciascuno di noi.

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UN CRISTALLO SENSIBILE AL TOCCO

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Mar 032016
 

Molti telefono cellulari, i cosiddetti smartphone, oggi utilizzano una tecnologia per il riconoscimento delle impronte digitali, che consentono l’accesso al dispositivo solo ai proprietari. Queste tecnologie, richiedono l’uso di particolari sensori e dispositivi tecnologici che richiedono spazio, rendendo complesso e costoso il processo di realizzazione del dispositivo.

Una società giapponese, specializzata in vetri ad alta tecnologia e prodotti chimici, è riuscita a realizzare uno schermo in vetro protettivo per i cellulari, composto da diversi strati capace di accogliere sulla sua superficie un incavo dove predisporre i sensori di rilevamento delle impronte rendendo del tutto inutile la predisposizione di un tasto separato per tale scopo.

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Su alcuni dispositivi di brand famosi, viene utilizzato il cristallo zaffiro che crea problemi di design e impermeabilità per la sua realizzazione.

Un sistema del genere, invece, a detta della casa produttrice, garantisce tenuta all’acqua e facilità nella realizzazione essendo parte integrante del vetro.

Le tecnologie touch 3D e touch ID utilizzate nei moderni smartphone di punta attraverso appositi pulsanti, potrebbero essere integrate nel display del dispositivo, eliminando un altro costoso e ingombrante elemento progettuale.

Pare che molti produttori siano interessati alla nuova tecnologia di lettura ottica, ma vedremo fino a che punto questa potrà essere compatibilmente integrata con gli attuali dispositivi. Sicuramente questo consentirà una semplificazione nella progettazione e ingegnerizzazione e soprattutto una riduzione dello spessore caratteristica molto ricercata di chi acquista tali dispositivi.

La ditta che produce questo tipo di vetro è la AGC Asahi Glass che ha sede in Giappone.

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LE BATTERIE CHE NON ESPLODERANNO MAI

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Feb 082016
 

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Le batterie sono sicuramente il tallone di Achille di tutte le apparecchiature elettriche e soprattutto degli smartphone. Tutti i produttori stanno investendo e cercando soluzioni in grado di garantire ai loro dispositivi una maggiore durata e autonomia, consci che chi raggiungerà per primo l’obiettivo acquisirà prestigio e un’enorme fetta di mercato.

Ma la durata è solo uno dei problemi delle batterie di dispositivi elettronici. Infatti, i componenti chimici con cui sono realizzate, possono causare alcune volte l’esplosione delle stesse con gravi conseguenze sia per il dispositivo che per l’utilizzatore.

I ricercatori dell’Università di Stanford stanno sviluppando in questi giorni una tecnologia che mira proprio a garantire un maggiore sicurezza a protezione degli utenti.

Lo studio è condotto sulle normali batterie agli ioni di litio, quelle utilizzate in tutti i dispositivi, composte da due elettrodi e da un gel elettrolita che trasporta le particelle tra i due poli.

In una normale batteria, una accidentale foratura o un sovraccarico, possono provocare un aumento della temperatura fino a oltre i 150°C e l’elettrolita innescare un’esplosione. I ricercatori di Stanford hanno trovato una soluzione ingegnosa ricorrendo alle nano-tecnologie e al miracoloso grafene. Una pellicola di polietilene elastico, viene rivestita con particelle di grafene e nichel e avvolge tutto il corpo della batteria. La pellicola, collegata con uno degli elettrodi consente il passaggio della corrente solo quando le particelle di nichel e grafene si toccano tra di loro. Ma a causa di un corto circuito o di un sovraccarico, la temperatura aumenta e superati i 70°C il polietilene si espande. Le particelle finiscono per allontanarsi tra di loro e non toccandosi più, spengono di fatto la batteria.

Batterie esplosive02

Non appena questa si raffredda, la pellicola plastica si contrae riportando le particelle di nichel e grafene a contatto, riaccendendo la batteria.

Il valore di espansione della pellicola, può essere modificato i base al tipo di polimero utilizzato e al numero di particelle inserite.

L’ulteriore vantaggio deriva dalla reversibilità del sistema. Infatti, altri sistemi già sviluppati in passato consentivano lo spegnimento della batteria prima del raggiungimento dei 150°C, però rendevano la batteria inutilizzabile. Questo approccio consente invece di continuare ad utilizzare la batteria anche dopo diversi cicli di stop garantendo una lunghissima durata alle stesse.

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UNO SCHERMO A ZERO ENERGIA

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Gen 162016
 
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SCHERMO01

Si susseguono tutti i giorni notizie in merito a batterie e sistemi in grado di ricaricare molto rapidamente e di mantenere la carica per tempi molto prolungati rispetto alle 24 ore massimo cui siamo abituati oggi con i nostri smartphone.

La notizia giunge dal giornale inglese Telegraph e riporta i risultati di una ricerca condotta all’Università di Oxford. I ricercatori, hanno evidenziato come la maggior parte dell’energia assorbita da un cellulare dipende dallo schermo (circa il 90%). I produttori stanno cercando delle soluzioni attraverso artifici software che mettono in standby parti hardware del telefono, per allungare al massimo la durata delle batterie, ma tutto questo non riesce comunque a far superare a queste ultima una durata giornaliera.

La società di informatica Bodle Technologies, sta infatti sviluppando il progetto di uno schermo capace di ridurre drasticamente i propri consumi anche in piena operatività.

Il dottor Peiman Hosseini, amministratore della società, ritiene che con questa scoperta, si possa creare un nuovo mercato e aprire prospettive incredibili all’innovazione.

SCHERMO02

Utilizzando una tecnologia laser già sperimentata e utilizzata nella creazione di DVD riscrivibili, Hosseini ha sviluppato degli schermi molto luminosi, che non richiedono energia per mostrare le immagini, dai colori molto vivaci e estremamente visibili anche alla luce del sole.

L’applicazione di questo tipo di tecnologia trova la sua naturale applicazione proprio negli strumenti che più utilizziamo quotidianamente, i nostri smartphone, realizzando in questo modo una enormemente estensione nella durata della batteria.

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UNO SCHERMO INDISTRUTTIBILE

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Gen 122016
 

Iniziano a vedersi le prime applicazioni pratiche nell’uso del GRAFENE, il miracoloso materiale scoperto da poco tempo, le cui caratteristiche e proprietà lo rendono a dir poco straordinario.

Schermo grafene

Questo materiale, spesso circa 1/100.000 di un foglio di carta può essere stirato e piegato all’infinito senza mai rompersi, è assolutamente impermeabile e presenta una resistenza meccanica superiore a quella del migliore acciaio e una durezza ancora superiore a quella del diamante che nella scala di Mohs risulta essere il materiale più duro sul nostro pianeta.

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Scala di Mohs

Una delle prime applicazioni del grafene per uso pratico è stata da poco dimostrata al CES di Las Vegas, la fiera dell’informatica e dell’Innovation Technology più importante al mondo.

Alcuni produttori di pellicole di vetro per smartphone, sono riusciti a sviluppare una miscela di vetro e grafene capace di resistere ad urti terribili e stress test infiniti senza subire alcun danno. Sto parlando dell’UU GLASS, un particolare composto che ha resistito a 200.000 urti consecutivi, sollecitazioni di compressione e resistenza a graffi continuati con materiali molto duri e taglienti.

La società produttrice, ha mostrato la speciale pellicola per cellulari, capace di rendere indistruttibile il device a qualunque urto. Un video mostra le proprietà di questa pellicola e la sua capacità di resistere a sollecitazioni ben superiori a quelle cui viene normalmente sottoposto un telefonino. La resistenza è dovuta alla presenza del grafene appunto impiegato per la prima volta in un prodotto del genere.

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L’INCREDIBILE CRISTALLO “ZAFFIRO” DELL’IPHONE 6

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Lug 082014
 
iphone-6-concept

iPHONE 6 concept

Sulla rete girano spesso filmati incredibili, che raccontano in anteprima di prodotti tenuti ben segreti e dei quali conosceremo le caratteristiche solo in seguito. Molte informazioni cominciano già a pervenire circa le nuove caratteristiche dell’iPhone 6, ma questa se vera, confermerebbe ancora una volta la qualità straordinaria e la maniacale cura nei dettagli con la quale Apple costruisce i suoi dispositivi.

Dal filmato che vedrete, non si può avere la certezza che il prodotto utilizzato sia realmente il cristallo che verrà montato sul nuovo iPhone 6 ma, dalle torture a cui viene sottoposto è sicuro che nessun materiale conosciuto assomiglia neanche lontanamente a questo. Il nostro commentatore sottopone quello che lui sostiene essere il vetro che sarà utilizzato il nuovo iPhone 6, a delle pratiche e a delle sollecitazioni pazzesche. Ora, che si tratti del Gorilla Glass di nuova generazione o il vetro zaffiro (di cui abbiamo già parlato) di cui Apple ha l’esclusiva, ciò non toglie che questo nuovo materiale apre le porte a grandi innovazioni e alla creazione di nuovi prodotti dalle caratteristiche esclusive e dalla resistenza inusitata.

Vetro zafiro 02

Vetro zafiro 01

Il video è comunque molto divertente e mette in evidenza lo spirito sadico e estremo con cui il nostro speaker conduce le sue prove su questo ipotetico vetro che dovrà ricoprire il touchscreen del nuovo device Apple. Buon divertimento per chi ha lo stomaco forte ;-).

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MDM – MOBILE DEVICE MANAGEMENT

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Giu 202014
 

Mobile device

Gestione dei Dispositivi Mobili, questo vuol dire Mobile Device Management. Ma cos’è l’MDM? Innanzitutto iniziamo con il dire perché esiste.

Oggi, le aziende, ma anche uffici, studi e istituzioni pubbliche tra cui le scuole, hanno sempre più la necessità di configurare, gestire e pilotare flotte di devices mobili tra cui smartphone, tablets e ePC. Keys-iconLa protezione dei dati, la configurazione di intere classi, la condivisione delle informazioni hanno reso necessario l’avvio di programmi in grado di raggiungere questi obiettivi con il minimo sforzo possibile. MDM rappresenta la concretizzazione di questo progetto, un sistema integrato, che consente la gestione in simultanea di migliaia di dispositivi, definiti flotte, da parte di un solo dispositivo chiave detto di controllo. In pratica, il titolare dell’azienda o il docente della classe, potrà configurare in tempo reale e con una sola operazione tutti i dispositivi dei dipendenti o tutti quelli degli alunni di una classe. Significa installare in una sola volta gli stessi software su tutti i dispositivi, condividere le informazioni su tutti i devices e consentire a ciascuno di effettuare la stessa operazione su tutti gli altri, in pratica ognuno potrà leggere le comunicazioni del dispositivo principale o condividere le proprie informazioni con gli altri dispositivi. Il docente, nel nostro caso, deciderà di configurare per una lezione i dispositivi di tutti gli alunni in tempo reale e con una sola operazione. Il docente potrà, inoltre, condividere ogni contenuto su tutti i dispositivi e con questi avviare la lezione. Potrà decidere di bloccarlo o di congelarne l’accessibilità sulla rete, potrà osservare lo svolgimento di un’attività su ogni dispositivo. E’ ovvio che tutto ciò richiederà la presenza di una rete internet wi-fi o in alcuni casi 3G, affinché il device di controllo possa interagire con tutti gli altri dispositivi della flotta scolastica/aziendale.

ratAll’MDM propriamente detto, si associano anche altre funzioni evolute, che hanno nomi simili, ma che rappresentano parti di un unico macrosistema:

MCM (Mobile Content Management) garantisce protezione totale di tutti i documenti e consente agli utenti di continuare a collaborare in modo sicuro e produttivo ovunque si trovino;

MAM (Mobile Application Management) attraverso il quale, forniamo a tutti i nostri utenti della flotta i software aziendali, con protezione dati, creazione delle blacklist per l’eliminazione di software potenzialmente pericolosi o non autorizzati (ad esempio giochi sui dispositivi scolastici);

MEM (Mobile Email Management) attraverso il quale è possibile distribuire impostazioni di posta elettronica, per rendere tutti i vostri utenti operativi in pochi minuti tramite il controllo dell’accesso alle e-mail di posta sicuro, cancellazione selettiva delle e-mail, qualora il discente smettesse di frequentare la scuola, ecc.

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SAMSUNG PRESENTA IL GALAXY S5

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Mar 012014
 

03 - Galaxy S5

In questi giorni si è tenuto a Barcellona il Mobile World Congress una delle manifestazioni più importanti per quanto riguarda il mondo della telefonia mobile e dei cellulari. In questa occasione è stato presentato nel corso di un evento chiamato Unpacked 5 da Samsung uno dei più attesi smartphone. La casa coreana ha infatti presentato il nuovo Galaxy S5 dotato di rilevatore di impronte digitali integrato nel tasto Home, come l’iPhone 5s, aggiungendo la possibilità di effettuare pagamenti con un “touch” grazie ad un accordo con PayPal.

01 - Galaxy S5

Frontalmente il Galaxy S5 è quasi identico al modello precedente tanto che è difficile distinguerlo dal suo predecessore, mentre il retro pur restando in policarbonato, presenta una veste inedita presentandosi con una texture traforata che gli conferisce un effetto tattile tipo alluminio.

Proprio sul retro si evidenzia l’alloggiamento della nuova fotocamera da ben 16 megapixel con funzione di registrazione video 4k HD (Ultra HD) a 30 fps e stabilizzatore d’immagine (quella frontale ha un sensore da 2,1 megapixel). Sotto la fotocamera è stato inserito un sensore mai visto su di uno smartphone, in grado di monitorare la frequenza cardiaca (anticipando Apple in questo che sta già lavorando alacremente per una funzione simile per il suo iPhone 6).

02 - Galaxy S5Purtroppo il sensore non pare posto nella collocazione ideale, in quanto per utilizzarlo, lo sportivo deve tirar fuori lo smartphone di dimensioni generose, girarlo e premere il dito contro il sensore.

Il Samsung Galaxy S5 è dotato di un fiammante e potentissimo processore quad-core da 2,5 GHz, 2GB di RAM e lo schermo è un display Super AMOLED Full HD da 5,1 pollici con 1920 x 1080 pixel.

Anche la batteria è di nuova generazione e nuova capacità: 2800 mAh (contro i 2600 mAh dell’S4) e garantisce 10 ore di navigazione Web e 12 ore di riproduzione video, ma Samsung afferma che l’autonomia può essere maggiore grazie alla funzione chiamata “Ultra Power Saving” che trasforma in bianco e nero lo schermo, e chiude tutte le attività tranne gli elementi essenziali come SMS e telefonate.

Il sistema operativo è l’Android 4.4.2 KitKat con interfaccia TouchWiz UI che porta in dote una nuova serie di funzioni proprietarie tra cui la funzione che rende possibile nascondere da occhi indiscreti immagini, video e applicazioni.

Il cellulare supporta lo standard Wi-Fi 802.11ac, 2×2 MIMO, ed è dotato anche di un sistema “booster” che unisce il Wi-Fi e l’LTE, indipendentemente da dove si trovi l’utente. Inoltre, per chi ha l’abitudine di portarsi il telefono a mare, il Galaxy S5 è resistente all’acqua, oltre che alla polvere.

05 - Galaxy S5

Per quanto riguarda il software della fotocamera consente una messa a fuoco automatica in soli 0,3 secondi e un sistema High Dynamic Range (HDR) avanzato in grado di garantire colori più naturali in ogni condizione di luminosità.

Il prezzo non è stato ancora annunciato anche se si parla di 699 euro per il modello base. Chi lo desidera oltre che in nero, bianco e blu, lo può scegliere anche nella tonalità champagne che, inutile ricordare, è una delle novità dell’iPhone 5s.

Il lancio sul mercato è previsto per l’inizio di aprile.

04 - Galaxy S5

Un allarme è però stato lanciato in queste prime ore da chi ha potuto provare il cellulare. Pare che il sistema operativo, ricco di personalizzazioni e i software a corredo occupino quasi 6 gigabyte di memoria lasciando liberi solo 9 GB sul modello da 16 GB. Una quantità di spazio, si sufficiente, ma di gran lunga inferiore a quella garantita da altri produttori di modelli concorrenti.

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IL PRIMO SMARTPHONE CON FIREFOX OS

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Gen 022014
 

onetouch-fire-01Dalla collaborazione tra Telecom Italia e Mozilla, nasce il primo cellulare con sistema operativo Firefox OS. Si tratta di un cellulare entry level (quelli di fascia bassa e con caratteristiche ridotte) il cui prezzo proposto al pubblico e di 79,90 euro ed è acquistabile direttamente dallo Store di Telecom. Si tratta del OneTouch Fire di Alcatel con display da 3,5 pollici e risoluzione HVGA, un processore da 1 GHz, 256 MB di RAM, 512 MB di memoria per l’archiviazione dei dati (espandibile tramite microSD fino a 32 GB) e una fotocamera con sensore da 3,2 megapixel. Supporta Wi-Fi, Bluetooth 3.0, GPS, radio e UMTS, e integra una batteria rimovibile da 1400 mAh.

Il team Mozilla ha ringraziato Telecom per l’adozione di un cellulare con il loro sistema operativo e Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia ha dichiarato che: “Siamo particolarmente orgogliosi che TIM sia il primo operatore mobile in Italia e tra i primi al mondo nell’adozione di Firefox OS” e inoltre: “la diffusione delle soluzioni basate su HTML5 sarà un grande motore d’innovazione per le Telco e un’opportunità per lo sviluppo del nuovo ecosistema. Abbiamo collaborato con Mozilla fin dall’inizio perché crediamo che l’apertura dei sistemi operativi di smartphone e tablet ai paradigmi del Web sia un percorso virtuoso che migliora l’esperienza del cliente e offre maggiori spazi a tutti gli attori dell’ecosistema Internet”.

alcatel-one-touch-fireAlle parole di Patuano hanno fatto eco quelle di Jay Sullivan, Chief Operating Officer di Mozilla, il quale ha commentato affermando di essere particolarmente felice che Telecom Italia abbia aderito al loro progetto, considerando Firefox OS appunto parte del progetto globale Mozilla che, mira a mettere nelle mani degli utenti smartphone la potenza di internet e dell’HTML5.

Articoli1

COME TI RIGENERO LA BATTERIA

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Nov 262013
 

batteria_autorigeneranteSmartphone, tablets, computer portatili, ecc., tutti strumenti che fanno della portabilità la chiave del loro successo e diffusione. Ma al pari delle caratteristiche software e hardware, il successo di questi dispositivi passa proprio per la loro autonomia, cioè per la capacità di durare il più a lungo possibile senza una fonte di energia in grado di ricaricarli. Fino ad ora ci si è affidati al silicio, materiale in  grado di trattenere l’energia durante le ricariche. Ma il silicio, presenta anche un inconveniente non da poco. Accumulando energia, tende a dilatarsi, provocando delle spaccature sulla sua superficie. Questo ne ha sempre in qualche modo limitato l’uso. Oggi, gli studiosi del laboratorio SLAC di Stanford, stanno lavorando su di un polimero a base di silicio che a causa dei deboli legami che lo caratterizzano, è in grado di indirizzare la particelle a riparare automaticamente queste microfratture, il tutto in poche ore di ricarica.

L’idea è venuta dalle recenti scoperte in tema di pelle robotica, simile per certi versi, alla pelle umana ossia in grado di autorigenerarsi. Il polimero di silicio utilizzato ha dimostrato di essere in grado durante la ricarica di autoriparare le crepe che si generano durante la ricarica e questo è avvenuto circa 100 volte, quindi per 100 ricariche. L’obiettivo ovviamente è molto più ambizioso e il risultato auspicato è quello di riuscire nell’impresa di oltre 3.000 cicli di ricarica.

batteria autorigenerante

Insomma, la capacità di riparare i danni spontaneamente, che in natura è semplicemente conosciuto come il processo di auto guarigione, prerogativa del corpo umano, potrebbe presto raggiungere anche le batterie di smartphone o, più in generale, di diverse apparecchiature elettriche.

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LE CURVE DELLA GALASSIA: SAMSUNG GALAXY CURVE

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Nov 192013
 

Youm-curvo03Abbiamo già parlato sulle nostre pagine degli schermi OLED curvi di LG e quelli YOUM OLED di Samsung. Secondo fonti bene informate, pare che la casa sud coreana, proporrà al mercato smartphone un nuovo dispositivo con schermo curvo avvolgente, in grado di far leggere i contenuti anche in posizioni e secondo angoli non consentiti normalmente.

Youm-curvo01

La tecnologia con cui saranno realizzati questi prodotti curvi (si pensa ad un nuovo smartphone) sarà la già citata Youm OLED, già dimostrata da Samsung in occasione della presentazione al CES di Las Vegas ad inizio anno con tecnologia ddel display.
Nella tecnologia Youm, i transistor per il display sono integrati in un substrato di plastica al posto del vetro e se il recente smartphone presentato da Samsung per il solo mercato coreano che, ha uno schermo da 5,7″ Youm, ne è un esempio, lo spessore di questi schermi sarebbe nell’ordine di 0,12 millimetri.

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Non siamo ancora in grado di dire se gli schermi curvi saranno o meno un indicatore nello sviluppo e crescita degli smartphone del futuro, perché questo dipenderà dai gusti e dai capricci dell’utenza, sempre più attenta ai prodotti acquistati. Pare che anche Apple stia valutando la possibilità di entrare in questo settore o di utilizzare questa tecnologia per i suoi futuri devices. Pare certo, comunque, che l’interesse della casa di Cupertino, sia verso schermi curvi da utilizzare per dispositivi indossabili quali il fantomatico iWatch di cui tanto si vocifera.

Il device sarà presentato nel 2014 ma la Samsung non ha dato riferimenti in merito alla data di uscita.

Come abbiamo visto concretizzarsi lo sviluppo degli schermi Youm, staremo attenti a ciò che questa tecnologia proporrà e saremo pronti a darne notizia su queste pagine.

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iPHONE: 5S vs 5C

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Set 232013
 

iphone_5c_colorIn tanti mi hanno chiesto di parlare delle differenze o di chi sia meglio tra iPhone 5S e 5C conoscendo la mia competenza e la mia passione verso tutto ciò che è Apple. E proprio per venirvi incontro ho deciso di scrivere questo breve articolo che non ha la pretesa di essere una disamina completa ed esaustiva e neanche una scelta tra modelli diversi. Si tratta semplicemente di mie considerazioni in merito alle tecnologie nuove e vecchie che questi telefonini incorporano al loro interno e che fanno da cassa di risonanza per conquistare fette di mercato. Ma partiamo.

Prezzo

iPhone 5C (dove la C sta per color), costerà 100€ meno del fratello maggiore iPhone 5S (dove S sta per style).

Materiali

iPhone 5C utilizza una scocca in uno speciale policarbonato antigraffio, mentre iPhone 5S conserva il superbo case in metallo e vetro Gorilla Glass.

Colori

ColoriiPhone 5C porta per la prima volta il colore puro in stile iOS7 o iMAC sugli iPhone, mentre iPhone 5S si arricchisce della versione champagne che si aggiunge ai classici bianco e nero. Per la cronaca, il nuovo color champagne dell’iPhone 5S attualmente è il più venduto e ricercato tanto che in quasi tutto il mondo è esaurito. iPhone 5C, invece si colora di un caleidoscopio di tonalità che faranno felici tutti quelli che amano gadgets colorati e poco “noiosi“.

Processore

apple-a7-iphone-5s-chipiPhone 5C monta il processore A6 identico a quello dell’iPhone 5, mentre l’iPhone 5S monta un nuovo e fiammante A7 a 64bit (primo processore a 64bit per cellulare) con un coprocessore grafico chiamato M7 che permette di ottenere, con applicazioni ottimizzate, prestazioni doppie rispetto all’iPhone 5.

Tasto HOME

Touch-ID-sensoriPhone 5C conserva il noto tasto Home dell’iphone 5, mentre la novità la troviamo ancora una volta nell’iPhone 5S con il suo nuovo TouchID, il nuovo tasto con il riconoscimento biometrico dell’impronta digitale. Questa innovazione è destinata ad aprire infiniti spazi di attività e potrebbe avere una diffusione pari a quella dei touch screen.

Fotocamera

isightiPhone 5C conserva la fotocamera posteriore da 8Mpx, però acquisisce una nuova fotocamera frontale con funzionalità FaceTime HD. L’iPhone 5S è dotato di una nuova fotocamera che può veramente fare la differenza. iSight sarà anch’essa da 8 megapixel, ma potrà avvalersi del nuovo led doppio “True Tone”, capace di valutare efficacemente le condizioni di luce e di calibrare in maniera ottimale gli scatti del flash per la migliore resa dell’immagine. Inoltre, i pixel del 5S sono più grandi, e ciò consente una maggiore qualità in condizioni di scarsa luminosità. Infine, la iSight è in grado di scattare immagini alla velocità di 10 frame per secondo, quindi in grado di girare video in slow-motion, un vero mostro fotografico.

iOS7

ios7Entrambi i telefonini saranno equipaggiati con il fiammante iOS7 che ha già riscosso un grandissimo successo tra gli utilizzatori del cellulare Apple. Con le sue 200 nuove funzioni, rende davvero entusiasmante l’uso di questo telefonino. Ovviamente alcune funzioni di iOS7 saranno appannaggio solo di iPhone 5S proprio in virtù delle sue caratteristiche e del suo hardware diverso.

Conclusioni

Cosa acquistare? Non lo so, so soltanto che la qualità di entrambi i prodotti è garanzia di lungo termine. Molti sono i parametri che influiscono nella scelta di un telefonino. Caratteristiche, moda, tendenze, passione, uso, ecc. e ognuno di noi sceglie in base a un cocktail di questi aspetti. Quale sceglierei io? Non ve lo dirò neppure sotto tortura  :-D.

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10 SETTEMBRE APPLE CONFERMA UN EVENTO

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Set 052013
 

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Ci siamo, Apple ha diramato gli inviti alla stampa e ai media per martedì 10 settembre. Il luogo è la sede della Apple a Cupertino e come sempre nel messaggio di invito non trapela nulla circa quello che sarà presentato. Ma questo è per i non addetti ai lavori. Apple ci ha abituato che dietro ogni slogan o ogni immagine pubblicata si cela in parte quello che di nuovo bolle in pentola.

Un logo bianco della Mela morsicata campeggia su un trionfo di cerchi multicolore e in fondo una scritta recita: “This should brighten everyone’s today” che dovrebbe significare “Questo dovrebbe rendere più luminosa la giornata di tutti”. Probabilmente la luminosità si riferisce al doppio flash-LED incorporato nel nuovo iPhone 5S che consentirebbe di scattare foto notturne più nitide e luminose, appunto, mentre i cerchi multicolore intorno rappresenterebbero i colori del nuovo iPhone 5C (versione economica con scocca in plastica del 5S) o i colori base con cui è progettato il nuovo iOS7 che sarà probabilmente presentato anche esso nella convention.

iphone_5c_color

Si parla anche di altre novità che potrebbero essere presentate in questo evento. Ad esempio l’annuncio dell’iWatch o anche la presentazione della nuova versione dello scatolotto da salotto denominato AppleTV.

Ma novità popperebbero riguardare anche il nuovo MacPro o il prossimo sistema operativo Maverich.

Vedremo giorno 10 cosa cambierà ancora una volta la nostra vita digitale.

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UN IPHONE TUTTO D’ORO

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Ago 202013
 

iPhone oro1Grandi manovre in casa Apple. Obiettivo recuperare lo svantaggio in termini di uscita che la Samsung con l’S4 ha realizzato. Ma soprattutto realizzare qualcosa di nuovo che possa spingere il mercato nel momento di maggior richiesta, cioè nel trimestre natalizio.

iPhone-oro2Già abbiamo visto come Apple si sta muovendo nella direzione di un iPhone dal costo più basso e dalle cover colorate con il 5C, ma l’evento che oramai tutti danno per scontato il 10 settembre prossimo, vedrà entrare sul mercato due nuovi iPhone, il 5S evoluzione del 5 attuale con processore più potente, batteria con maggiore durata, migliorata fotocamera e videocamera, doppio flash, sensore di impronte, 128Gb di memoria, iOS7 e tante altre caratteristiche più o meno utili. Ma per realizzare qualcosa di facilmente identificabile pare certo che oltre ai classici nero e bianco, uscirà una versione color oro.

Colorazione definita elegante, quindi non il color oro sparato tipico di un gioiello, ma più sobrio come quello dello champagne. La scelta pare sia stata effettuata per semplicità e costi, infatti l’oro è uno dei colori più facili da anodizzare. Alla fine Apple realizzerà qualcosa di nuovo, con costi contenuti, ma che andrà ad integrare una linea già vincente inserendo un nuovo modello e una nuova filosofia da scegliere. Riuscirà Apple nell’intento di bissare il successo dei predecessori di questo nuovo iPhone? Piacerà questa nuova colorazione agli utenti? E soprattutto uscirà un iPhone con questo colore?

Noi saremo sempre qui presenti.

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iPHONE 5C = “COLOR”

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Lug 282013
 

iPHONE-5C

E’ piena estate, ma i rumours sui nuovi smartphone di casa Apple non si fermano mai. Non passa giorno o non c’è sito che non ci comunichi qualche novità in merito. Però, pian piano pare che la nebbia si stia diradando e le notizie che trapelano (oltre alle immagini) sono sempre più foriere di verità e informazioni. L’ultima, e pare sia abbastanza credibile, è che a settembre o al più tardi a ottobre, Apple presenterà al pubblico i suoi nuovi gioielli, l’iPhone 5S che, come il 4S, dovrebbe andare a sostituire l’iPhone 5 come modello di punta e un nuovo cellulare a basso costo, ma dalle caratteristiche interessantissime. Si tratta dell’iPHONE 5C. Si “C”, avete letto bene. Pare che stia per COLOR, e dovrebbe indicare la nuova caratteristica di questo smartphone, cioè le scocche colorate. Si parla tanto di iPhone low-cost e probabilmente sarà così, perché Apple ha intenzione di conservare le caratteristiche software e hardware del prodotto, ma di abbassarne i costi (per necessità di mercato) utilizzando una scocca di policarbonato colorato al posto dell’alluminio.

I prezzi dovrebbero essere interessanti, anche se ancora non si hanno dettagli in merito.

L’indiscrezione è nata da una fotografia (vedi sotto) che è stata messa in giro da un sito cinese e pare sia molto affidabile. Vedremo.

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Scatole che riportano la sigla iPHONE 5C

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