SI RITORNA A SCUOLA

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Set 052017
 

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BACK TO SCHOOL, ossia ritorno a scuola. Come ogni anno dopo le lunghe e soprattutto “calde”, in questo caso, vacanze estive arriva settembre e ricominciano Collegi dei Docenti, Dipartimenti Disciplinari, Consigli di Classe e tutte le altre attività propedeutiche all’inizio dell’anno scolastico.

Ma soprattutto si torna tutti a scuola, gli alunni di ogni ordine e grado e i docenti.

Educazionetecnica, come sempre e come ogni anno è pronto ad accogliervi con le sue pagine, ricche di contenuti, semplici da consultare, vicine alla scuola, sempre aggiornate e con rubriche e spazi nuovi e coinvolgenti.

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Anche quest’anno la sezione delle classi è completamente rinnovata, nella grafica e nelle funzionalità. Migliorata l’accessibilità, migliorata la consultabilità, migliorata l’esperienza di navigazione. Tutto è a portata di mano e tutto si trova dove lo studente o il neo-docente lo cerca. Entrate subito per vedere la nuova grafica e le nuove funzionalità:

PrimaD

Base 30Tante novità a partire dai Grandi Articoli, raccolta degli articoli più importanti del sito per approfondimento, argomento trattato, descrizione. Un modo per mettere in luce le pagine più belle e più interessanti pubblicate in questi anni facilitandone la consultazione e la lettura.

video-iconNuove Mappe e un’infinità di nuovi contenuti per le L.I.M. nella sezione Docuteca, dove troverete centinaia di “corto documentari”, con tantissimi argomenti sulle lezioni di tecnologia, sempre aggiornati e pronti da proiettare in classe durante le lezioni.

IoSTUDIOSempre più grande la sezione speciale IoSTUDIO, specifica per alunni con disturbi specifici dell’apprendimento; un modo per semplificare l’apprendimento e la comprensione degli argomenti in quegli alunni che manifestano qualche difficoltà o in quelle occasioni in cui i livelli della classe sono più bassi.

Insomma, come ogni anno tante gustose novità e altre ne verranno. I vostri commenti, i vostri giudizi, i vostri consigli sono sempre graditi e potete farli attraverso lo specifico banner animato:

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Flipboard_iconInoltre, non dimenticate di iscrivervi al nostro canale YouTube, dove potrete trovare tutti i video realizzati a scuola e quelli con finalità scolastiche, di leggerci sulle nostre riviste Flipboard, per un’esperienza di lettura ancora più coinvolgente e soprattutto non dimenticare di votarci e di lasciare un Like.

Infine, grazie al vostro contributo, possiamo arrivare primi anche in una competizione come quella che lo scorso anno ci ha visto trionfare diventando Sito mondiale dell’anno 2016 nella categoria Carriera e formazione. Potete votare cliccando sull’apposito banner qui sotto:
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Non mi resta che augurare a tutti un buon anno scolastico e sperare che siate sempre numerosi come negli anni passati.

Prof. Davide Betto

CONCERTO DI SOLIDARIETA’ ALLA DANTE

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Mag 162014
 

SUCCEDE che alla Dante accada sempre qualcosa. Questa volta grazie agli insegnanti di musica, i cosiddetti “MUSICI” come li chiamo io, SUCCEDE che un grande evento, un grande concerto di fine anno, si svolgerà presso il nostro istituto, un’occasione unica per vedere i nostri ragazzi all’opera, suonare con disinvoltura grandi e piccole opere.

Il concerto ha una finalità; la nostra è una scuola a indirizzo musicale e a causa dei recenti avvenimenti (furti), molti strumenti e attrezzature audio, acquistate con fatica e sacrificio negli anni, sono stati portati via definitivamente. Proprio per consentire alla scuola di continuare a formare i nostri ragazzi nelle ore pomeridiane fornendo loro gli strumenti per apprendere l’arte del musicista, l’evento sarà anche l’occasione per una raccolta fondi al fine di poter riacquistare quanto sottratto. Si chiede, quindi, ai nostri alunni, di non disertare l’evento, ma anzi di promuoverlo e di portare tutti ma proprio tutti i parenti e amici. Dimostriamo che la solidarietà vince su tutto e facciamo veder che queste cose SUCCEDONO proprio alla Dante.

400 brochure SAGGIO

Di seguito i link al sito della scuola per poter avere maggiori informazioni sull’evento.

Mi raccomando, non manchiamo nessuno in Aula Magna giorno 30 di questo mese alle ore 17:30.

Buon concerto a tutti.

Links

LA SETTIMANA SCIENTIFICA CON LA 3D

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Apr 062014
 

SUCCEDE una mattina che il sottoscritto viene coinvolto in una “spedizione” didattica alla volta dell’Istituto Convitto Cutelli, storica struttura scolastica localizzata in una splendida posizione al centro cittadino. E SUCCEDE che è pure una magnifica giornata di sole, calda e piacevole. SUCCEDE che gli alunni della classe 3D (tutti presenti tranne uno), allegri e disponibili come sempre partano alla volta del Convitto guidati e accompagnati da me e dalla prof.ssa Moscato (Matematica e Scienze).

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La Littorina

Giunti a destinazione dopo un allegro viaggio sulla metro cittadina e un breve percorso a piedi, SUCCEDE anche che incontriamo come nostro anfitrione il prof. Grillo di arte e immagine, storico docente della nostra scuola, ma vecchia conoscenza per il Convitto Cutelli e alcuni dei nostri vecchi alunni, ormai avviati nella carriera scolastica superiore.

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Il bellissimo chiostro del Convitto Cutelli

Tra un esperimento e una dimostrazione, uno per uno gli alunni dell’Istituto ci illustrano le magie della scienza e le dimostrazioni di postulati e teoremi. Completata la visita, per altro piacevole, SUCCEDE che troviamo anche il tempo per un po’ di svago all’aperto nella luminosa e rinata piazza Cutelli, dove gli alunni si lasciano andare a goliardici giochi e ad un improbabile LIMBO.

Di corsa sulla metro e ritorno a scuola, i genitori ci aspettano per il suono della campanella. Si conclude così un’altra giornata alla Dante Alighieri tra studio e divertimento, tra cultura e svago.

Rimangono come sempre piacevoli ricordi documentati dalle seguenti immagini:

Galleria

iPAD A SCUOLA? FORSE E’ LA VOLTA BUONA

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Feb 182014
 

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Apple si prepara a rilasciare l’aggiornamento a iOS 7.1 che pare arriverà a metà di marzo. A quanto pare non si tratterà solo di un aggiornamento minore, ma porterà con se una moltitudine di novità, prima fra tutte una che potrà interessare direttamente la scuola o le società. Pare che Apple abbia inserito in questo aggiornamento potenti strumenti MDM (Mobile device management) che permetteranno a scuole, grandi aziende e società di gestire da una postazione centrale intere gruppi costituiti da centinaia o anche migliaia di iPhone e iPad. L’anticipazione dei nuovi strumenti MDM trova una conferma nel fatto che Apple ha da poco registrato un nuovo sito “Volume Services“.

Volume ServiceNella home page un messaggio accoglie i visitatori citando: “Implementare i dispositivi iOS e Mac all’interno della tua organizzazione non è mai stato così facile”. In basso troviamo invece le due funzioni principali: automatizzare la configurazione MDM dei dispositivi e Acquistare app ed ebook in volumi.

Queste nuove funzioni di MDM, rappresentano una grande evoluzione di questo servizio da parte di Apple rispetto all’attuale Configurator sia in termini di utilizzo che di sicurezza. Le scarse capacità di questo sistema di offrire quanto richiesto, hanno fatto proliferare soluzioni di terze parti e sistemi ad hoc al fine di colmare questa lacuna. Dimostrano, inoltre, un nuovo interesse di Apple verso i settori Educational e Office.

mini-ipadTra le caratteristiche innovative del nuovo servizio MDM di Apple troviamo la possibilità di controllare a distanza il gruppo di devices (denominati flotta) sia attraverso la normale rete cellulare che internet o wi-fi. L’amministratore della flotta, in ogni momento potrà constatare lo stato della flotta (iPhone e iPad) e attivare funzioni che vanno dalla sicurezza, alla modifica delle configurazioni globali. In pratica, l’amministratore apportando una modifica al suo sistema, potrà aggiornare in automatico l’intera flotta di dispositivi collegati al suo tablet. Questo significa, che potrà installare un software su tutta la flotta di devices in un colpo solo o stoppare o congelare tutti i sistemi in remoto con un solo gesto.

Conoscendo la qualità e la cura con cui Apple aggiorna i suoi gioielli, possiamo aspettarci qualcosa di sbalorditivo e unico.

Articoli1

CLASSE 2.0 UNA GIORNATA DI LAVORO

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Gen 202014
 

E-LEARNING

In base all’esperienza maturata come docente in una classe 2.0, ho ritenuto fosse utile condividere con voi la mia prima volta in una classe del genere e le strategie adottate in quell’occasione.

Docente 2.0.4Riprendiamo la discussione dall’articolo precedente (Docente 2.0).

Essere un Docente 2.0 significa “cambiare”, dove per cambiamento si intende tutto, a cominciare dal luogo. Le nuove tecnologie consentono la realizzazione di lavori collaborativi (i vecchi lavori di gruppo), rivisti in virtù delle nuove modalità comunicative. Oggi condividere un documento non necessita la presenza fisica sul luogo, ma semplicemente una connessione internet. La delocalizzazione e la dematerializzazione sono il futuro del lavoro e della comunicazione. Molti lo hanno già capito e spostato la propria attività in un ambito virtuale attraverso blog, e-commerce, social o altro. Questo non significa che le lezioni non si dovranno più svolgere in classe, ma che la classe assumerà una nuova identità, dovrà divenire un nuovo spazio creativo in cui le modalità di scambio e interazione tra gli occupanti (alunni e docenti) dovrà svolgersi in modo diverso, così da favorire questo nuovo processo comunicativo. Quindi, la prima cosa da cambiare sarà lo spazio fisico in cui si lavora. La classe, i banchi, i colori delle pareti, la disposizione degli occupanti dovrà essere realizzata in modo nuovo, più consono a questo processo apprenditivo. I banchi potranno essere conseguentemente disposti ad isole, a percorso, aree multimediali di comunicazione e condivisione, trasformabili e riposizionabili per adattarli alle nuove attività. Così come cambiamo la disposizione dei mobili in casa per riadattare lo stesso ambiente (la stanza) alle nuove esigenze abitative, anche la classe deve trasformarsi per accogliere un nuovo modo di fruire la didattica. Lavagne, computer, cablaggio, impianto elettrico suggeriscono e sollecitano questo cambiamento. Alla Dante ci siamo posti da subito questo problema, cercando di immaginare e prevedere possibili ricadute sul funzionamento della didattica. La scelta doveva essere nella direzione del cambiamento, di qualcosa di diverso e più idoneo e dopo diverse considerazioni e prove il miglior compromesso tra problematiche tecnico-logistiche e didattiche è stato quello di adottare una disposizione ad isole (vedi sotto):

Alcune Soluzioni Planimetriche Valutate per la Classe
Prima Soluzione Mappa 2 MAPPA 3
Prima Soluzione Seconda Soluzione Soluzione Finale

Il cambiamento nella forma, destabilizzante all’inizio, diventa ben presto familiare e si impara a gestire questa nuova dimensione. Ai ragazzi questa disposizione piace molto predisponendoli positivamente all’attività didattica. Genera, ovviamente, più confusione e interazione tra loro, però facilità e molto, il processo collaborativo e l’interazione attiva tra loro. È come dare loro l’autorizzazione a dialogare, inizialmente (come prevedibile) in maniera scomposta, ma ben presto questa nuova dimensione diventa familiare e facilmente padroneggiabile sia nelle relazioni interpersonali che in quelle con il docente.

UNA GIORNATA QUALUNQUE NELLA 2.0

ClasseDue01Assegniamo i ruoli. Come qualunque gioco o attività, i partecipanti debbono assumere un ruolo. Ovviamente il docente è il coach, svolgendo la funzione di coordinatore e guida delle attività della classe. La disposizione ad isole evita il problema della formazione dei gruppi (che comunque cambieranno di volta in volta). Giochiamo con gli alunni stabilendo con loro le regole di questo gioco. Per primo dovranno scegliere un nome per il loro gruppo. Visto la disposizione delle postazioni, la scelta che hanno fatto è stata quella di chiamarsi come alcune isole italiane (Sicilia, Sardegna, Favignana e Salina). Questa schematizzazione è stata riportata sulla LIM della classe sotto forma di mappa planimetrica.

Isole

I gruppi così formati, hanno avuto assegnato il compito di nominare un segretario per isola, il cui ruolo era quello di supervisionare e organizzare il lavoro della propria squadra.

A questo punto bisognava dare inizio al gioco (lezione). Stabilito l’argomento, ho messo in evidenza sulla LIM i punti chiave, dividendoli per argomenti verticali (per un solo gruppo) e trasversali (per tutti i gruppi) e facendo scegliere loro quale avrebbero voluto sviluppare.

SIGNORE E SIGNORI, AL LAVORO

TracciaDopo un primo momento di smarrimento in cui la confusione era la protagonista in aula, magicamente tutti (e dico tutti) gli alunni si sono messi a lavorare collaborando tra di loro, suggerendosi, aiutandosi, consultandosi e hanno iniziato a scandagliare la rete senza il mio benché minimo intervento. Anzi ho addirittura filmato parte della lezione senza che loro si accorgessero della mia presenza (vedi alla fine dell’articolo).

Fondamentale in questa fase è la figura del docente-coach, necessaria per fornire loro chiavi di ricerca, suggerimenti, indicazioni utili raggiungere il risultato desiderato. L’abilità del coach sta nel far funzionare il gruppo come squadra, e in quest’ottica l’insegnante deve concentrare la propria attività nel far massimizzare il risultato dei gruppi con il minimo sforzo possibile.

ClasseDue02In un primo momento questo nuovo approccio appare distorsivo, lesivo delle procedure finora adottate nell’insegnamento, ma vi assicuro che la sperimentazione condotta, ha portato a risultati davvero insperati, senza nuocere o intaccare programmazione, apprendimento e obiettivi, tipici del “vecchio” modo di fare didattica. Anzi, nell’esperienza maturata, l’osservazione dei meccanismi e delle dinamiche che si sono sviluppate, mi ha fortemente motivato e spronato a ripeterla. Forse in tutto ciò sfugge inizialmente la valutazione individuale a discapito di quella del gruppo. L’acquisizione dei contenuti sviluppati (e quindi approfonditi) dal discente durante la ricerca e la composizione del puzzle disciplinare, ci consente comunque di effettuare verifiche incrociate e valutare abbondantemente e compiutamente l’alunno in modi differenti (interrogazione orale, controllo del materiale prodotto, elaborazioni o approfondimenti sviluppati, capacità individuali nel gestire lo strumento elettronico).

A testimonianza di quanto descritto, allego foto e video di alcuni momenti di lezione nella 2.0 alla Dante Alighieri. Buona visione.

GALLERIA IMMAGINI:
GUARDA I VIDEO:

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DOCENTE 2.0

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Dic 302013
 

Docente 2.0.3

Le mie personali riflessioni sulla nuova funzione docente nella scuola: prof. Davide Betto.

La Classe 2.0 lo si voglia o no, rappresenta di per se uno momento di innovazione e sperimentazione, non solo per gli studenti, ma soprattuto per gli insegnanti costretti, loro malgrado, a mettere in discussione l’intera procedura operativa finora utilizzata basata sull’esperienza e la pratica quotidiana. Non si tratta di apprendere nuovi contenuti, ma di adattare i vecchi ad una nuova tipologia di comunicazione, di trasmettere il sapere attraverso strumenti diversi e quindi di riprogettare e rivedere l’intero modo di fare lezione. L’elettronica e l’informatica, grandemente diffusi nella società contemporanea, hanno cambiato il modo in cui i ragazzi si relazionano e interagiscono tra loro e con il sapere. L’approfondimento avveniva attraverso la consultazione di vocabolari e enciclopedie; oggi avviene sempre attraverso questi strumenti, ma in formato digitale, e soprattutto attraverso la rete, wikipedia, youtube, googlearth per citarne alcuni. La corrispondenza si invia attraverso le email, la comunicazione passa attraverso Whatsapp, Viber, Skype e i social network. Tutto è stato cambiato dalla rete e dalla sua diffusione. La banda larga, la connettività mobile diffusa, strumenti sempre più piccoli e sempre più potenti consentono di essere connessi con il mondo in ogni istante abbattendo distanze e limiti fisici. Una scuola attuale e in linea con i tempi necessita di infrastrutture che fino a qualche anno fa erano considerate irrealizzabili e impensabili. Connettività wi-fi, laboratori multimediali, lavagne interattive, sono strumenti necessari per realizzare questo percorso. Ma dall’altro lato servono anche operatori aggiornati e capaci di utilizzare questi strumenti. Il docente 2.0 deve essere in grado di padroneggiare questi strumenti, ma soprattutto non deve avere paura di sperimentare e sperimentarsi. Deve svolgere il proprio ruolo di educatore al passo con i tempi, essere in grado di anticipare i propri alunni come è sempre accaduto nel passato in merito ai contenuti e alle modalità di somministrazione. Insegnare in una Classe 2.0 significa essere un docente moderno, aggiornato e capace di trasmettere il sapere in un modo nuovo idoneo ai nuovi alunni, i cosiddetti nativi digitali.

Docente 2.0.4

Il docente 2.0 deve smettere i panni del cattedratico e assumere un nuovo ruolo. In questa nuova dinamica, assumerà le vesti del coach, del team leader, ossia dell’allenatore o della guida di questa nuova squadra di lavoro. Organizzerà, affiderà i compiti, indirizzerà nelle scelte, indicherà gli strumenti con i quali gli studenti si dovranno confrontare. Non deve più fornire i contenuti, ma deve insegnare a costruirli attraverso gli strumenti multimediali che il gruppo di lavoro possiede. Quindi, come si può intuire, un cambiamento totale nelle modalità insegnamento-apprendimento. L’alunno apprende direttamente attraverso la costruzione della lezione di cui diventa parte attiva e integrante, mentre il docente-coach lo aiuta nel difficile compito del discernere tra le informazioni raccolte e nella costruzione di un percorso apprenditivo corretto. Questa operazione può essere svolta sia in classe che a casa attraverso azioni di tutoring a distanza attraverso la condivisione di spazi e documenti sulla rete. Anzi, buona parte del lavoro va proprio svolta lontano dal luogo di lavoro (classe). A casa il discente ha maggior tranquillità e maggior tempo per selezionare le fonti e strutturare il percorso didattico. Può interagire in qualunque momento con il docente, con i compagni, può utilizzare gli strumenti che gli sono più familiari.

Docente 2.0.1A scuola si svolgerà tutto il lavoro di organizzazione e assemblaggio di quanto prodotto a casa. I contenuti raccolti da ciascun gruppo diverranno parte integrante di un documento comune che dovrà essere accessibile a tutti e condiviso sulla rete e efficacemente pubblicizzato.

Sarà come far combaciare i pezzi di un puzzle di cui solo il docente conosce l’immagine finale, facendo in modo che gli studenti giungano da soli al risultato desiderato.

LEZIONE ATTIVA

Seguendo tempo fa un corso sull’uso dell’iPad in classe e della nuova didattica ad esso legata, ho colto degli aspetti e delle informazioni che non mi sarei mai immaginato di trovare in quella sede. L’esperto chiamato a informarci, docente e autore di diversi libri sul tema, ci ha coinvolti in un gioco interattivo, con il quale ha voluto dimostrarci come le modalità di apprendimento e di interazione degli studenti è cambiata e di come questa possa essere pilotata e controllata in modo più efficace di come avviene oggi in classe. Ha definito questo modo di insegnare ATTIVO, contrapponendolo al modo tradizionale di insegnare e spiegare definito, in quella sede, PASSIVO. Ora, non volendo entrare nel merito delle definizioni, che ognuno di noi potrà considerare corrette o meno, mi hanno colpito alcune considerazioni da lui elaborate nel corso del gioco ed avevo piacere di condividere questa esperienza che, per me, è stata illuminante, con voi.

Ha avviato un video di una lezione definita “attiva” da lui tenuta in cui un gruppo di studenti seduti attorno ad un tavolo ragionavano sull’argomento assegnato loro dal docente. Ad un certo punto ha fermato l’immagine e ci ha chiesto di individuare ciò che secondo noi non andava in quel fermo immagine. Dopo qualche tentativo, uno di noi si è accorto che una ragazza del gruppo di lavoro stava scaricando un gioco. Nulla che avesse a che fare con la lezione o il compito assegnatole. 

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L’esperto ha allora esordito con una considerazione che a mio avviso, anche se con qualche riserva, non faceva una piega. L’alunna in questione, durante una lezione tradizionale, ossia frontale, probabilmente si sarebbe distratta lo stesso, di nascosto con il cellulare, o con qualche altro oggetto nella sua cartella o sul banco. A quel punto noi potremmo non esserci accorti di questa sua distrazione (lui l’ha definita USCITA dalla lezione). Uscendo, l’alunna in questione, ha praticamente interrotto l’apprendimento dei contenuti da noi in quel momento somministrati alla classe. Ne è uscita in maniera definitiva, perché noi non spiegheremo più quella lezione o peggio ancora, per chi quel giorno è assente da scuola, perché non potrà mai avere la possibilità di partecipare alla spiegazione del docente. Nel caso di una lezione attiva, invece, l’alunno è parte della lezione, per cui la sua uscita, anche se temporanea, per giocare, scaricare un software o semplicemente per chiacchierare, è solo temporanea; infatti, essendo egli stesso parte della lezione, che dovrà costruire e realizzare, può uscire e rientrare nel processo infinite volte. In questo caso, il messaggio non arriva dal docente, ma lo deve costruire lui; è lui che dovrà completare il tassello del mosaico di cui è responsabile e che, dovrà combaciare e combinarsi con quello degli altri compagni.


Classe-2.0Riprendendo la visione del video, l’alunna, effettivamente, qualche istante dopo era di nuovo all’opera a completare il suo lavoro e la distrazione o l’interruzione non avevano minimamente influito sul suo ruolo o sulla qualità del suo elaborato.

Ora, comprendo che probabilmente l’esperto in questione si possa essere trovato in una condizione ideale, alunni corretti e partecipativi, strumenti idonei, mentre in molte nostre realtà questo non è possibile o non è addirittura pensabile, però apre parecchi spunti di discussione.

Ma,…li scopriremo insieme nel prossimo capitolo dedicato alla Classe 2.0 intitolato: CLASSE 2.0 alla DANTE ALIGHIERI.

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CLASSE 2.0 ALLA DANTE ALIGHIERI

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Ott 072013
 

classe20Signori, si parte. Con un pò di ritardo (ci perdonerete per questo), ma anche nella nostra scuola si avvia la sperimentazione delle Classi 2.0.

Però, prima di entrare nel merito, molti di voi si staranno chiedendo cosa sono le Classi 2.0.

Il Ministero nelle sue note introduttive scrive “L’azione Cl@ssi 2.0 intende offrire la possibilità di verificare come e quanto, attraverso l’utilizzo costante e diffuso delle tecnologie nella pratica didattica quotidiana, l’ambiente di apprendimento possa essere trasformato.“.

In pratica, attraverso l’uso di nuove tecnologie si sperimentano nuovi traguardi di insegnamento più vicini alle nuove generazioni. Azione che mette in gioco soprattutto gli insegnanti di una scuola, quella italiana, che non brilla certo per innovazione. Classe 2.0 non vuol dire soltanto usare il computer in classe; vuol dire sperimentare nuove forme di insegnamento, nuove procedure, nuovi strumenti di lavoro. Vuol dire scardinare il processo comunicativo e se possibile in alcuni casi invertirlo. L’allievo non deve essere più lo spettatore passivo di questo processo, ma una parte integrante della lezione, deve essere lui stesso lezione. La collaborazione con l’insegnante e con i compagni nella costruzione di un percorso apprenditivo, lo lega indissolubilmente a questo, rendendolo una sua parte. L’alunno, non ascolta la lezione, ma la fa, la crea insieme agli altri attori di questo spettacolo che sono i compagni e gli insegnanti. Computer, LIM, tablet, internet, sono non più un corollario a questa attività, ma gli strumenti attraverso cui realizzarla. Social network, programmi di messaggistica, cellulari, sono i mezzi con cui questa generazione interagisce e realizza i propri processi comunicativi e di socializzazione. Ed è attraverso questi strumenti che una scuola moderna e avanzata, deve realizzare il suo percorso di avvicinamento alle nuove generazioni di nativi digitali.

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Nasce così, sulla scorta di altre sperimentazioni già realizzate in Europa, il progetto Classi 2.0. Si tratta di un processo che si attiva a diversi livelli e non soltanto a quello dell’insegnamento/apprendimento. Si tratta di un processo che coinvolge le scuole nella loro autonomia, nel piano dell’offerta formativa che si vuole fornire al territorio. Un’innovazione centrata non tanto sulla tecnologia e i suoi strumenti, ma sulle dinamiche che questo processo è in grado di innescare sul territorio.

Classe20SOSGli insegnanti sono chiamati, perciò, ad un arduo compito. Debbono mettersi in gioco; smontare la propria struttura metodologica e sperimentare. Usare la propria esperienza didattica per imparare la tecnologia avendo sempre in mente lo scopo didattico delle scelte effettuate quando si prova a costruire una lezione con modalità nuove.

Bisogna partire dal principio che quello che si insegna è fondamentalmente sempre uguale, mentre sono sempre diversi i soggetti con cui si interagisce e la realtà che li circonda.

Gli strumenti tecnologici richiesti all’interno di una Classe 2.0, non sono la soluzione a tutti i problemi, ma i mezzi concreti con cui un docente può accorciare le distanze che lo separano dalla società digitale verso cui ci stiamo dirigendo.

2.0 ALLA DANTE

dante2E’ sulla scorta di queste premesse che anche noi della Dante iniziamo quest’anno la sperimentazione. Abbiamo deciso di aggiornare la nostra offerta formativa con strumenti nuovi quali le Classi 2.0, appunto, i registri elettronici e le LIM nelle classi. Come in ogni percorso nuovo e sconosciuto, anche noi siamo consapevoli degli errori e dei ritardi che questo potrà causare, ma era giusto partire e provare sul campo questi nuovi percorsi che tanto successo e risultati stanno dando in altri paesi.

Una classe, la prima H composta da 22 alunni, un cablaggio specifico dell’aula, dei computer portatili in comodato d’uso, una LIM touch, software didattici e tanta buona volontà sono gli strumenti con cui questo Consiglio di Classe si è armato ed è partito. Ci consideriamo dei pionieri, ma speriamo di riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati e di poter, dall’anno prossimo iniziare a condividere con altri colleghi, i risultati di questa sperimentazione.

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GIORNATA MONDIALE DEGLI INSEGNANTI

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Ott 062013
 

Insegnanti 02L’appena trascorso 5 ottobre, rappresenta a livello mondiale, la Giornata Mondiale degli Insegnanti. E’ inutile dire che in Italia, purtroppo, questa categoria non se la passa bene come in passato. I dati mondiali, hanno registrato un continuo aumento degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado e per garantire l’accesso all’istruzione ad ogni bambino nel mondo, si calcola che sarebbe necessario aumentare il contingente di 1.700.000 unità oltre a dover prevederne altre 5.100.000 per sostituire quelli in uscita per sopraggiunto limite di età.

L’Italia non sfugge a questa regola e negli ultimi anni anche da noi il numero di studenti è cresciuto di oltre 90.000 unità, a cui avrebbero dovuto far fronte un numero congruente di insegnanti. La politica del risparmio imposta dagli ultimi governi nel nostro paese, hanno invece portato ad una rapida riduzione di questi per circa 82.000 unità, avendo come prima conseguenza l’aumento degli alunni per classe.

Insegnanti_ScrollInoltre, anche dal punto di vista della formazione, l’Italia non ha brillato. Infatti, dopo la formazione iniziale, la pecca maggiore dei docenti nel nostro paese è l’aggiornamento, previsto dal contratto, ma effettuato con saltuarietà, disorganicità e poca lungimiranza. Un docente ben preparato, incide profondamente sul livello qualitativo della formazione, quindi questo percorso che si articola lungo due binari che dovrebbero correre paralleli, in Italia si è realizzato a tratti e non sempre in mdi coerente e omogeneo.

Insegnanti 01Alcune associazioni di insegnanti, come ad esempio la Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione (CGE-IT), hanno sponsorizzato nel nostro paese questa giornata mondiale che, ha lo scopo di sollecitare i Governi (ed in particolare il nostro) ad attivarsi per il perseguimento degli obiettivi fissati nel 2000 all’Education for All (EFA). Obiettivi che prevedevano un insegnante per tutti i bambini ma soprattutto un insegnante preparato. La CGE-IT, chiede con forza al Governo Italiano di investire risorse adeguate nella formazione e nell’istruzione per contribuire a raggiungere entro il 2015 il secondo Obiettivo di Sviluppo del Millennio per garantire un’educazione di qualità per tutti i bambini. Si chiede inoltre di valutare misure opportune a sostenere la Global Partnership for Education (GPE), in riferimento agli obiettivi strategici definiti per il triennio, tra cui vi è la formazione degli insegnanti nel mondo.

Un capitolo a parte sul quale le CGE-IT sta lavorando per il prossimo hanno è quello relativo alla scuola dell’inclusione e della disabilità.

Da parte mia, operatore del settore, mi auguro vivamente che almeno in parte questi obiettivi siano raggiunti e rispettati al fine di rivalutare una professione e un professionalità di grande importanza per ognuno di noi. E’ indubbio, infatti, che ognuno di noi racchiude dentro di se il ricordo del proprio insegnante, maestro di vita e guida verso scelte che hanno condizionato in qualche modo la nostra crescita.

Auguri a tutti i docenti del mondo.

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STEVE JOBS SCHOOL. LE PRIME IN OLANDA

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Ago 222013
 

steve-jobs-news-2011L’eredità di Steve Jobs inizia ad essere raccolta in diversi paesi e questa volta è la volta dell’Olanda, dove sono stati inaugurati i primi 7 istituti intitolati al grande mentore della Apple. Nelle Steve Jobs Schools gli strumenti tradizionali di insegnamento scompaiono, sostituiti da iPad corredati da applicazioni ad hoc, studiate per facilitare il compito a studenti e docenti.

I fondatori dell’organizzazione Education for a New Era Foundation, siglata O4NT, è partita dalla considerazione e dall’analisi del sistema educativo attuale. Essa afferma, qualcuno contesterà, che i metodi tradizionali di insegnamento vanno bene per le generazioni di studenti del secolo scorso. La riflessione parte dal presupposto che gli studenti odierni vanno preparati ad usare gli strumenti attuali e che il lavoro del futuro passa per l’uso di metodologie e strumenti adeguati.

Education for a New Era Foundation (O4NT), ha aperto la sua prima serie di scuole nelle città di Sneek, Breda, Almere, Emmen, Heenvliet e Amsterdam. Il “Master Steve JobsSchool” a Sneek e la “Steve JobsSchool Breda” incorporeranno tutti i livelli scolastici, mentre gli altri cinque in programma partiranno dai gradi inferiori di istruzione per poi espandersi verso l’alto.

iPad, applicazioni appositamente sviluppate e una profusione di tecnologie Apple pervade le classi delle Steve Jobs School. Enormi schermi piatti sulla pareti, sono pilotati dalle AppleTV che hanno la funzione di far condividere i contenuti delle lezioni tramite AirPlay in wi-fi a tutti gli studenti in classe.

Secondo O4NT, il metodo di insegnamento unico rappresenta un approccio più efficace per raggiungere gli obiettivi fondamentali fissati dal governo olandese (58 previsti dal ministero dell’Istruzione). Utilizzando un rapporto “one-to-one” “studenti-iPad”, le scuole sono in grado di adattarsi alle esigenze dei singoli studenti, piuttosto che costruire lezioni su misura per il gruppo.

Steve Jobs School  02

Ma il punto di forza sono le AppssCoolSpace è il cuore di questo progetto. Crea uno spazio scolastico virtuale disegnato sulla planimetria di ogni scuola, dove gli studenti possono incontrarsi e interagire in questo regno digitale. Insegnanti e studenti hanno i propri avatar personalizzati e comunicano tramite FaceTime, Skype e messaggistica istantanea, mentre la tecnologia della realtà aumentata offre un’esperienza fortemente realistica. Non tutta l’attività didattica è virtuale; infatti una parte si svolge in uno degli spazi attrezzati della scuola: il laboratorio di matematica, la palestra, la stanza della lingua, ecc., dove applicativi ad hoc realizzati dalla O4NT consentono di ricevere indicazioni dai coach. Anche gli insegnanti assumono un nuovo ruolo nelle Steve Jobs School. Sono chiamati coach, ossia istruttori, come quelli delle attività sportive. Organizzano i bambini in gruppi (le classi non esistono più) di età diversa, dai 4 ai 7 anni e dagli 8 ai 12 anni. Si studia in ogni luogo della scuola che è aperta 24 ore su 24.

Steve Jobs School  05I genitori e gli insegnanti possono monitorare i movimenti quotidiani di un bambino con la iDesk Learning Tracker, che fornisce i dati su quanto tempo uno studente ha speso in una certa applicazione, che livello hanno raggiunto e dove hanno bisogno di aiuto. Lo strumento può anche essere utilizzato per confrontare i progressi di uno studente nei confronti di altri individui, o una media per i bambini della stessa età.

Il curriculum iPad-based è disponibile in ogni momento, i genitori possono programmare le vacanze e gli orari scolastici, fissandoli anche a loro discrezione. Il TikTik sCoolTool è un calendario app che aiuta con la pianificazione, automatizzando eventi come la registrazione, tempi di arrivo della scuola, orari di uscita, ecc.. Gli studenti sono in grado di vedere ciò che è previsto per il giorno avanti, non appena si arriva a scuola e possono creare eventi al volo. I genitori e gli insegnanti hanno anche accesso al calendario a scopo di monitoraggio e di gestione.

In Olanda le Steve Jobs School sono una cosa seria e lo Stato sta investendo tantissimo in questa direzione. Entro la fine dell’anno queste scuole raddoppieranno il loro numero e altre sono previste nel 2014. Certo dire che è bello è poco. Soprattutto contrapposto con la visione di tagli e riduzioni di personale (senza parlare degli stipendi!) che l’Italia continua ad operare ciecamente da ormai un decennio, promettendo innovazione e tecnologia per tutti. L’esperienza olandese è un primo passo in questa direzione, speriamo che questo virus innovativo possa contagiare anche il nostro paese.

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INSEGNATI VS ALUNNI: 1-0

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Mar 172013
 

teacher-vs-studentInsegnanti battono alunni 1 – 0. Perlomeno negli Stati uniti. Infatti, da uno studio curato dal Pew Research Center e dal College Board, risulta che gli insegnanti sono più social, più digitali e più avanti tecnologicamente della media nazionale e degli alunni a cui insegnano. La ricerca dal titolo “How teachers are using tecnhology” ha infatti dimostrato che i docenti americani delle scuole superiori e medie, naviga quotidianamente ad alta velocità sulla fibra ottica, smanetta sui tablet o sugli smartphone, guarda i video su YouTube e legge gli e-reader più dei libri cartacei. Quindi dallo studio e dalle interviste viene fuori un nuovo aspetto dell’insegnante che superando le barriere generazionali e mentali, ha aggiornato il proprio curricolo e la propria formazione, diventando sempre più dipendente dalle tecnologia.

Lo studio evidenzia come il 94% dei professori possiede un cellulare (contro il 84% della media nazionale), di questi il 50% ha uno smartphone di ultima generazione, possiede un notebook o un pc e ne fa uso continuativo, uno su due ha una console per gioco e svago e il 47% legge libri su e-reader. Stranamente risulta fanalino di coda il tablet:  solo il 39% lo possiede. Inoltre, il 63% degli insegnanti intervistati con età superiore a 55 anni, ama ascoltare la musica su lettori Mp3 e che molti di loro non sdegnino lo svago su console come la XBox o la Playstation.

Le lezioni vengono preparate attraverso il classico sistema, integrato però con tutto ciò che oggi la tecnologia fornisce. Per cui il docente consulta i social network (percentuale anche in questo caso superiore alla media nazionale) e usa Wikipedia, Google e ogni altro strumento in modo massiccio e sistematico.

Il vero problema nasce dalla veridicità e dal controllo delle informazioni presenti sulla rete. Il parere degli intervistati è che la quantità di informazioni presenti rende, allo studente, difficile distinguere tra informazione corretta e non. Infatti, la maggior parte degli intervistati è convinto che per avere voti alti sarà indispensabile “la capacità di giudicare la qualità delle informazioni” oltre all’abilità nell’uso degli strumenti tecnologici disponibili.

Quindi gli insegnanti battono gli alunni 1 a 0….perlomeno in America. Ma, in Italia?

Qui discutiamo ancora sull’uso o meno del cellulare in classe. Mentre se ne parla, il mondo va avanti e non aspetta. Forse è il momento che oltre a cambiare classe dirigente si cominci anche a cambiare il ruolo della scuola nella formazione. La scuola italiana sta perdendo questo treno, restando alla finestra a guardare il progresso che le passa sotto il naso incapace di coglierne l’essenza e di guidarne l’apprendimento. Peccato, ma faremo di tutto per cambiare questo status.

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SUCCEDE: SAMSUNG SMART SCHOOL

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Mar 142013
 

smart_schoolCome sapete alla Dante SUCCEDONO sempre un sacco di cose. E anche oggi è SUCCESSO qualcosa di particolare. Un grande salto nella tecnologia offerto dal gigante coreano Samsung che con la sua sede italiana, ha presentato a Catania presso l’hotel NH Parco degli Aragonesi, la sua soluzione per la scuola chiamata SMART SCHOOL.

SUCCEDE che, in questa occasione, i rappresentanti di Samsung in Italia hanno illustrato ai presenti in sala, docenti e dirigenti scolastici, le nuove soluzioni che propongono per la scuola italiana. E SUCCEDE anche che il sottoscritto ha partecipato all’evento e in questa sede ve lo racconterà e chissà….forse qualcosa SUCCEDERA’ anche alla Dante.

Cos’è Smart School. Citando le loro stesse parole “…soluzione educativa mobile che consente a studenti, genitori e insegnanti di trarre vantaggio da un’ampia gamma di informazioni correlate all’istruzione dal proprio dispositivo mobile. Esse includono informazioni aggiornate sulla scuola, accesso a risorse di apprendimento fondamentali e indicatori di presenza e partecipazione in tempo reale, tutte informazioni che servono ad aumentare l’impegno e le prestazioni dei tuoi studenti. È possibile definire dei canali di comunicazione tra istituzioni e studenti, producendo un ambiente di apprendimento più interattivo. Migliorando i rapporti e aumentando la flessibilità tra studenti e insegnanti, queste soluzioni possono avere un impatto positivo su un’ampia varietà di istituzioni.” In breve è una soluzione integrata tra hardware e software che affronta tutte le tematiche dell’insegnamento, un passo avanti, nuovo, contemporaneo e digitale di fare scuola, sostituendo alla classica lezione frontale e i classici libri cartacei con grandi quantità di dati digitali, divisi per argomenti e tipologie, modificabili e creabili a loro volta dagli utenti di questo sistema, cioè docenti e studenti.

Ma veniamo al racconto, breve ma intenso di questa giornata teknologica…SUCCEDE anche questo.

Ore 10 apre la sessione di presentazione; sul palco il Network Sales & Marketing Senior Manager di Samsung Giorgio Tencati, che dopo aver fatto gli onori di casa e averci fatto una breve cronistoria di Samsung ha lasciato la parola al Product and Solution Supervisor Ernesto D’Alessandro, manager anche per l’area scuola italiana che ha introdotto l’argomento sui nativi digitali (i giovani d’oggi) e il modo in cui interagiscono e usano i devices che hanno a disposizione. Si è discusso di come i ragazzi siano diventati  multitasking, nel senso che riescono a fare più cose contemporaneamente e con più strumenti insieme e di come oggi il linguaggio di comunicazione e gli strumenti di socializzazione si siamo stravolti.

GalaxyNote

A questo punto SUCCEDE che sono stati presentati alcuni strumenti hardware che Samsung ha progettato e realizzato appositamente per la scuola anche in collaborazione con alcuni partner certificati al fine di creare, non tanti strumenti indipendenti, ma un universo verso cui convergono diversi dispositivi mobili e non. Wacom piccoloHa presentato così il Galaxy Note 10.1 evidenziando le specifiche hardware e sottolineando la caratteristica di supportare la scrittura a mano libera utilizzando una tecnologia chiamata Wacom per il registro elettronico e per la firma grafometrica. Si tratta di una tecnologia sviluppata da Wacom che registra oltre alla posizione della penna, la pressione sulla tavoletta e altri dati biometrici della persona in fase di scrittura, rendendola assolutamente naturale e sicura.

Questo è stato il momento della LED E-BOARD, l’innovativa lavagna interattiva proposta da Samsung. Si tratta di un dispositivo retroilluminato LED con diagonali da 55″, 65″ o 75″, totalmente touch screen di ultima generazione integrato con un software di gestione MagicBoard intuitivo e completo. Permette di scrivere a mano libera, sia con la penna ottica sia direttamente con le dita, permette la visualizzazione di testi e documenti di cui è possibile evidenziare delle parti e su cui è possibile inserire annotazioni. Si possono condividere i contenuti trasmettendoli ai tablets, accedere a internet e interagire con ogni tipo di contenuto multimediale.

Parte il video prono che mostra questa caratteristiche di convergenza e interattività. Un video carino ed emozionante che vi propongo di seguito:

[youtube //m.youtube.com/watch?v=OLlxkQRCJdw&w=560&h=420&rel=0]

E’ la volta di Andrea Russo e Giuseppe Mola che ci illustrano la piattaforma LMS sulla quale saranno depositati tutti i contenuti multimediali di questo sistema integrato. Contenuti che oltre a essere prodotti dalla case editrici, potranno essere scaricati dalla rete, prodotti dai docenti o dagli stessi studenti.


Nella seconda parte della mattinata, sono intervenuti invece docenti di scuole italiane in cui la sperimentazione delle soluzioni Samsung è già iniziata, e a uno ad uno i professori, di ogni ordine e grado hanno mostrato e raccontato le loro esperienze con questi strumenti, evidenziando ancora una volta come questo processo, iniziato e inarrestabile, ha la portata di una vera e propria rivoluzione storica. Sono stati evidenziati anche i gravi problemi in cui versa la scuola italiana visualizzando, con delle slides, i dati appena pubblicati del rapporto sulla digitalizzazione. Impietosi a dir poco! La scuola italiana è agli ultimi posti con Grecia e Romania per digitalizzazione e mentre altri paesi, negli ultimi sei anni, gli investimenti nelle tecnologie e nella scuola sono cresciuti a volte anche di quattro volte, in Italia non vi è stato alcun incremento relegandoci, ancora una volta, all’ultimo posto in Europa.

Alle 13:30 e i rappresentanti della Samsung hanno completato le loro esposizioni e hanno rinviato gli ospiti alla seconda parte della conferenza con programmazione pomeridiana, in cui noi docenti e dirigenti dovremo cedere agli altri fruitori della scuola, cioè gli alunni. Quindi, SUCCEDE che…ma questa è tutta un’altra storia.

Di seguito potete vedere una galleria di immagini scattate durante lo svolgimento della manifestazione.

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Professori: come riuscire a sopportarli

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Gen 302013
 

A volte bisogna saper ridere di se stessi e sapersi mettere in gioco. E’ proprio questo lo spirito di un articolo a firma di una certa Cristina Montini (suppongo sia una studentessa) che scrive sulla pagine di scuola.net un divertentissimo articolo sul rapporto a volte difficile tra studenti e insegnanti. Il titolo dice già tutto, ma il sotto titolo è ancora meglio “7 regole per non commettere una strage a scuola“. Lo pubblico integralmente e spero che anche voi possiate sorridere come ho fatto io leggendolo.

NON UCCIDERE… IL PROF – Consapevoli del fatto che nella mente di ogni buon studente che si rispetti, almeno una volta nella vita, è balenato un istinto omicida nei confronti del proprio professore, oggi proviamo a darvi alcune indicazioni su come provare a mantenere la calma durante le lezioni e contenere la strage dei prof.

COME COSTRUIRE UN BUON RAPPORTO – I buoni risultati a scuola si ottengono anche grazie ad insegnanti che riescono a coinvolgere i ragazzi e a farli studiare, ma molto dipende anche dall’atteggiamento degli studenti stessi che non sempre rendono la “vita facile” ai loro prof. Quindi, ammettendo che i vostri insegnanti siano di quelli “in gamba”, ricordatevi che anche voi dovete fare la vostra parte e impegnarvi a costruire con loro un rapporto quanto più sereno possibile.

1. Pensate come un prof
Innanzitutto pensate che un insegnante non ha un compito facile: riuscire a gestire una classe di studenti, magari numerosa, non è un gioco da ragazzi. Se il professore è nuovo, dategli il tempo di conoscervi e di farsi conoscere, la prima impressione potrebbe non essere quella giusta.

2. Attenti durante le lezioni
Il modo più semplice per piacere ad un professore è quello di stare attenti durante le sue lezioni. Non serve trasformarsi da un giorno all’altro in antipatici secchioni. È sufficiente ascoltare quello che il prof spiega con un occhio sveglio anziché mezzi sdraiati sul banco. Può bastare anche alzare la mano ogni tanto per chiedere dei chiarimenti su quello che è stato spiegato invece di parlare o ridacchiare con il vostro compagno di banco della partita della sera prima (per questo c’è la ricreazione!).

3. Attitudine positiva
Think positive, ovvero non entrate a scuola con il motto “che palle, proprio non mi va”… potrà succedere ogni tanto di desiderare di essere in qualsiasi altro posto piuttosto che a scuola, ma visto che ci dovete andare, almeno cercate un motivo per ritrovare il sorriso (magari è l’occasione buona per assistere a qualche strafalcione memorabile del prof).

4. Rispetto
Se volete che il vostro professore non vi prenda di mira e che vi tratti sempre in modo equo e imparziale, senza subire favoritismi o “ritorsioni”, allora siate i primi a rispettarlo! Comportatevi sempre in modo educato, non rispondete con offese o parolacce, evitate qualsiasi atteggiamento strafottente… ricordatevi, quindi, che si tratta di una persona (anche nel caso non vi sia simpatica) e come tale, ripetiamo, va rispettata. Rispettare gli altri è un grande segno di maturità, chiunque lo apprezza.

5. Studiate e impegnatevi
Cercate di dimostrare al vostro insegnante che studiate regolarmente: evitante quindi di farvi beccare impreparati o di giustificarvi troppo spesso. Se si accorgerà che date il massimo, anche se un giorno doveste andare male ad una interrogazione o ad un compito, sarà più indulgente e vi darà con più facilità la possibilità di recuperare.

6. Non siate polemici
Evitate polemiche e discussioni troppo accese. È giusto confrontarsi e difendere le proprie idee, ma a tutto c’è un limite. Soprattutto non lamentatevi con l’insegnante dei vostri compagni o di altri professori (a meno che non si tratti di qualcosa di veramente serio): ricordatevi che tutti hanno dei “difettucci”, anche voi stessi. Quindi preferite la tolleranza alla polemica.

7. Ammettete i vostri errori.
È facile dare la colpa di quello che non va agli altri: se il compito va male è perché il prof ha sbagliato a correggerlo, se all’interrogazione avete preso una insufficienza è perché le domande che vi ha fatto erano troppo difficili… A volte è necessario fare un esame di coscienza e domandarsi in cosa abbiamo sbagliato noi. Sicuramente ci accorgeremo che la colpa non è sempre e solo degli altri. Ammettere di aver sbagliato non significa fallire, ma crescere.”

Brava Cristina che è riuscita a cogliere alcune divertenti realtà della scuola moderna e a raccontarle in modo ironico, leggero e mai volgare. Ora, però, mi impegnerò a cercare sulla “rete” un articolo analogo, su come noi docenti possiamo sopravvivere all’istinto di lanciare gli alunni fuori dalla finestra…. 😛  

MATERIALE DIDATTICO per la TECNOLOGIA: GUIDA ALL’ACQUISTO

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Set 092012
 

ANNO NUOVO, MATERIALE NUOVO. Arriva settembre e si scatena la corsa all’acquisto del materiale per la scuola. Mamme e figli corrono nei centri commerciali o nella bottega sotto casa per acquistare questo o quel prodotto, per essere pronti all’avvio del nuovo anno scolastico. Cosa dovrò comprare per la TECNOLOGIA? Questa pagina nasce proprio con l’intento di guidarvi all’acquisto del materiale didattico. Si tratta ovviamente del materiale che il sottoscritto chiede per il proprio lavoro, per cui ogni altro docente potrà usarlo come riferimento o cambialo dove necessario.

Ho associato ad ogni elemento una breve descrizione, un’immagine di riferimento, l’anno scolastico in cui bisogna fare l’acquisto e il link con un approfondimento tecnico.

Spero così di aver reso la scelta più semplice e chiara possibile. Ciò non toglie che potete sempre  contattarmi per chiedermi chiarimenti o ulteriori informazioni. Sarò sempre lieto di rispondervi.

Un sommario iniziale mostrerà uno schema di acquisto diviso per anno scolastico. Ovviamente, ciò che è stato acquistato un anno non va comprato nuovamente se ancora a vostra disposizione (esempio: se l’album contiene ancora fogli, può essere utilizzato per l’anno successivo fino al suo esaurimento).

RIEPILOGO ACQUISTI PER CLASSE
MATERIALE CLASSI PRIME
Foglio_icon Matita_icon Gomma_icon Temperino_icon SQUADRETTA45 Normografo_icon Compasso_icon Scotch_icon
MATERIALE CLASSI SECONDE
Matita_icon Gomma_icon Temperino_icon Righello_icon SQUADRETTA45 Compasso_icon Normografo_icon cartoncini Scotch_icon
MATERIALE CLASSI TERZE
Matita_icon Gomma_icon Temperino_icon Righello_icon SQUADRETTA45 Compasso_icon Normografo_icon cartoncini Scotch_icon

CARTELLA IN PLASTICA RIGIDA

La carpetta o cartella è un contenitore di cartone o di plastica, utilizzato per la raccolta di documenti e materiale cartaceo vario. È richiudibile per mezzo di un bottone o per mezzo di un elastico. Solitamente le sue dimensioni sono più grandi di un formato A4 di un foglio di carta e dipendono dalle dimensioni del materiale che la carpetta deve contenere. La dimensione può essere 30 * 40 cm o più. E’ possibile utilizzare la stessa cartella acquistata per Arte Immagine, condividendola, se le due discipline sono nella stessa giornata.

RACCOGLITORE AD ANELLI

Il raccoglitore ad anelli è un grande quadernone plastificato o cartonato che ha la funzione di conservare, ordinare e proteggere i fogli da disegno o per scrittura. In commercio ne esistono molti tipi brandizzati, colorati, stampati…

 

 

BUSTINE TRASPARENTI

Bisogna, inoltre, procurarsi delle bustine trasparenti per raccoglitore da utilizzare per conservare e per consegnare gli elaborati grafici prodotti.

 

 

 

 

FOGLI A QUADRETTI

Ricarica di fogli a quadri per raccoglitore ad anelli. I quadretti devono essere quelli piccoli, pari a 4 millimetri. Se possibile scegliere un tipo di carta con grammatura più pesante (quindi il foglio risulterà più rigido). Meglio se il foglio possiede un rinforzo laterale plastificato per proteggere i fori.

 

 

ALBUM DA DISEGNO F4

L’album da disegno dovrà essere nel formato F4 ossia di dimensioni 33 * 24 cm.

Le caratteristiche fondamentali dell’album da acquistare sono:

  • GRAMMATURA: è un lemma tecnico usato nel campo della tipografia. Rappresenta la “consistenza” del foglio di carta e non va confusa con lo “spessore”. Tecnicamente la grammatura viene definita come “il peso di un foglio di carta di un metro quadro di superficie”. Per fare un esempio concreto, la normale carta per fotocopia ha una grammatura 80. Se pesassimo un foglio di questa carta grande un metro quadrato, infatti, esso peserebbe 80 grammi. La grammatura che gli album da acquistare debbono possedere è 220 grammi o più.
  • TIPO DI SUPERFICIE: i fogli per il disegno tecnico devono essere lisci. L’uso di fogli ruvidi o di altro tipo sono sconsigliati per il disegno tecnico.
  • FOGLI SINGOLI: l’album deve essere a fogli singoli, tenuti insieme attraverso dei blocchi di carta angolari. Non debbono, perciò, essere quelli staccabili a strappo.
  • NUMERO DI FOGLI: infine, gli album sono venduti in confezioni da 20 o 40 fogli. La scelta è libera, ma preferirei 2 album da 20 fogli in modo da poterne lasciare uno a scuola e tenerne uno a casa.
MATITA O PORTAMINE

Esistono diversi tipi di matite, a seconda delle caratteristiche di durezza e di composizione della mina. Le matite da disegno si differenziano in 19 tipologie: EE (morbidissima), EB, 6B, 5B, 4B, 3B, 2B, B, HB (media), F, H, 2H, 3H, 4H, 5H, 6H, 7H, 8H, 9H (durissima). Le matite più morbide permettono di ottenere un nero intenso (spesso indispensabili nei disegni artistici), mentre quelle più dure vengono prevalentemente utilizzate nel DISEGNO TECNICO.

Esiste un tipo particolare di matita chiamato portamine, costituito da una struttura in plastica o altro materiale contenente una serie di sottili mine di grafite. Premendo il pulsante all’estremità del portamine, viene fatta fuoriuscire una mina. In questo modo non è più necessario far la punta alla matita.

La matita o la mina con cui iniziare, è la HB o 2, per poi passare negli anni, aumentando la precisione e il controllo, a matite o mine più dure, ossia verso le H.

Per il primo anno è consigliato l’acquisto della matita HB o 2, mentre già dalla seconda o terza (ma su indicazione del professore), si potrà passare a matite più dure che garantiscono un segno più preciso. L’uso della matita o della mina con il porta-mine è indifferente, mentre è sconsigliato l’uso delle micro-mine con il porta micro-mine, in quanto strumenti troppo professionali e non adatti alla manualità di un apprendista.

Approfondimento: La MATITA

GOMMA PER CANCELLARE

La gomma per cancellare è uno strumento di cancelleria in gomma, naturale o sintetica, atto a rimuovere meccanicamente inchiostri o tracce di grafite da supporti di scrittura o disegno. Si divide in più tipi, dipendentemente dal tipo di tratto da rimuovere:

gommapane, a mescola morbidissima, per disegno a carboncino o matita morbida;

per matita, a mescola morbida di colore bianco;

per penna, a mescola dura, abrasiva;

a rondella ottagonale, per macchine per scrivere, estremamente abrasiva.

Ovviamente il modello da acquistare è il secondo, quello per matita a mescola morbida.

Approfondimento: La GOMMA per cancellare

TEMPERAMATITA O TEMPRERAMINE

Il temperamatite è un oggetto di cancelleria molto comune, realizzato in acciaio, ferro, plastica o altri materiali. La sua funzione è appuntire le matite, affinché queste possano scrivere.

Esistono vari tipi di temperini manuali, e tra questi:

quello a doppio foro, che permette di temperare matite di due dimensioni diverse;

quello a foro singolo, per una sola dimensione di matita;

quelli con serbatoio che permettono di raccogliere i trucioli di legno e la grafite eliminata.

Il temperamine, invece, è un tipo di temperino più piccolo adatto a temperare le mine dei porta-mine. E’ utile sia se si utilizzano mine con porta-mine per disegnare che per temperare le mine dei compassi.

E’ chiaro che acquisterete il temperamatite se utilizzerete per disegnare la matita e il temperamine se invece utilizzerete il porta-mine.

SQUADRETTE IN PLASTICA
Squadretta 30-60°

Squadretta 30-60°

Le squadrette sono strumenti utilizzati per disegnare, tracciare e progettare. Hanno forma triangolare e vengono utilizzate normalmente in coppia. Abbiamo così:

una squadretta detta scalena, nella quale l’ipotenusa forma con i cateti angoli di 30° e 60°;

una squadretta isoscele, nella quale l’ipotenusa forma con i cateti due angoli uguali di 45°.

Possono essere realizzate in materiali diversi, plastica, legno, metallo. Pur essendo più resistenti quelle in metallo, la scelta ideale è per quelle in plastica. Infatti, il plexiglass trasparente di cui sono fatte, pur garantendo una certa resistenza, permette di vedere quello che sta sotto mentre disegniamo.

Squadretta 45°

Squadretta 45°

Assolutamente sconsigliate quelle in legno, ormai obsolete e facilmente soggette alla deformazione per umidità.

Le squadrette, vengono utilizzate normalmente assieme alla riga per poter tracciare segmenti perpendicolari o incidenti oppure utilizzando gli angoli di uso comune.

Le squadrette vanno acquistate entrambe e normalmente sono vendute in confezioni che le contengono tutte e due.

Approfondimento: Le SQUADRETTE

RIGA IN PLASTICA

La riga è uno strumento antico, utilizzato sin dall’albore dei tempi per la tracciatura di linee rette e per la misurazione. La riga poteva essere libera o fissata al supporto da disegno, ma in ogni caso era lo strumento di riferimento per l’allineamento del foglio e delle squadrette.

I materiali più impiegati sono stati il legno, il metallo (ferro o bronzo), l’avorio e l’osso; dalla fine dell’800 si impiegarono anche la celluloide, successivamente l’alluminio e, dalla metà del ‘900, l’acrilico (sostanza sintetica e trasparente).

La riga prende il nome di righello quando la sua lunghezza non supera i 30 centimetri.

La riga consigliata da acquistare è quella da 50 o 60 centimetri, da poter condividere con la disciplina di Arte e Immagine al fine di realizzare un solo acquisto.

Approfondimento: RIGA  e RIGHELLO

COMPASSO

Il compasso è uno strumento geometrico da disegno antichissimo. E’ formato da due aste, solitamente di uguale lunghezza, articolate nella parte alta tramite un semplice sistema a vite. Alla base delle due aste, qualche volta allungabili, sono fissati strumenti tecnici diversi in funzione di quello che bisogna realizzare.

Il balaustrone è un’evoluzione del compasso. Oltre alle due aste formate grossomodo come quelle del compasso, possiede una vite con rotellina al centro che serve alla regolazione dell’apertura.

Balaustrone
La scelta se acquistare il compasso o il balaustrone è del tutto soggettiva, però con qualche avvertenza; il compasso è uno strumento di precisione, per cui conviene sempre comprarne uno di marca, dotato se possibile, di tutti gli accessori a corredo. Inoltre, è meglio che le aste siano estensibili, in modo da poter realizzare cerchi più grandi. Il balaustrone, pur rendendo più semplice la realizzazione di cerchi in quanto le aste sono fisse, è dotato di rotellina che consente una minore apertura e quindi la realizzazione di cerchi di dimensione minore.

Quindi, se dovessi necessariamente esprimere una considerazione in merito a questa scelta, io preferisco il compasso, più difficile da utilizzare ma dotato di più accessori e permette una maggiore libertà nella realizzazione grafica. Il balaustrone, pur essendo estremamente preciso e più facile da utilizzare, non consente di tracciare cerchi sufficientemente grandi.

Approfondimento: Il COMPASSO

NORMOGRAFO

Il normografo è un particolare strumento tecnico, utilizzato dai disegnatori, soprattutto geometri e architetti, per la realizzazione di speciali caratteri tipografici e non. Si tratta di un righello di plastica o di altro materiale su cui sono intagliate le lettere dell’alfabeto o altri caratteri speciali ad esempio cerchi (cerchiografo), quadrati (quadrografo), ecc., che aiutavano il disegnatore a tracciare simboli e caratteri con precisione sui disegni.

La dimensione del normografo da acquistare è quello da 10 millimetri, ossia le scritte da realizzare saranno alte esattamente un centimetro.

Approfondimento: Il NORMOGRAFO

NASTRO ADESIVO

ScotchLo scotch, o nastro adesivo, è uno strumento che troviamo sempre nel mondo del disegno. Ha la funzione di fissare i fogli al piano di lavoro, al fine di poter utilizzare riga e squadrette in modo preciso.

E’ preferibile acquistare quello di carta, perché si stacca con maggiore facilità e senza strappare il foglio.

STAMPA LA SCHEDA PER L’ACQUISTO

Lo schema di seguito in formato stampabile, rappresenta il sommario del materiale da acquistare per l’attività pratica del disegno tecnico. Lo schema riporta in orizzontale l’oggetto da acquistare e in breve le caratteristiche, in verticale la classe di riferimento.

E’ chiaro che non tutti gli attrezzi vanno acquistati ogni anno. Ad esempio se ho comprato il compasso in prima non sarà necessario riacquistarlo a meno che si sia rotto o l’abbia perso.

Alcuni attrezzi andranno comprati dal secondo anno in poi come ad esempio l’album da disegno F4 mentre altri acquistati in prima non saranno più utilizzati gli anni successivi come ad esempio i fogli a quadretti da  4 millimetri.

Materiale didattico

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L’ECCELLENZA nella SCUOLA? SI PUO’

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Ago 012012
 

Da tempo si parla nel bene e nel male della scuola italiana, dei suoi mali e delle riforme che, si susseguono, per lasciare solo un nome (quello del ministro di turno) senza risolvere i problemi.

Da anni si parla anche di scuola d’eccellenza, ci si confronta con l’Europa, ci si sottopone a prove di valutazione comparative (INVALSI, FARO, ecc.). Ma cos’è che fa la differenza oggi? Spesso mi sono interrogato su questo problema e tutte le volte ho sempre trovato la stessa risposta. La scuola non può essere un organo che dall’alto diffonde la conoscenza attraverso dogmi sempre uguali. La società cambia, evolve, si trasforma e la scuola, parte di questa società, deve adeguarsi per diventare strumento efficiente di formazione. Non si può pretendere di insegnare ai giovani qualcosa se la scuola non comprende con chi sta parlando, del mondo in cui vivono, delle difficoltà che affrontano. La scuola per troppo tempo è rimasta a guardare il tempo che passa e la realtà che cambia trovandosi in molti casi impreparata e impotente di fronte a questi cambiamenti. La scuola deve comprendere e metabolizzare questi cambiamenti per ritornare ad essere lo strumento di guida e di filtro per questi fenomeni. Per far ciò deve ricominciare ad aggiornarsi, ad affrontare e studiare i nuovi fenomeni culturali, le nuove forme di comunicazione.

Da tempo cerco, nella didattica, di realizzare questo obiettivo, attraverso un’aggiornamento costante dei contenuti e delle metodologie. Cerco di realizzare la didattica attraverso l’uso di strumenti moderni e di massa che rappresentano oggi il modo di comunicare. Musica (house e pop) durante le lezioni di disegno, uso intensivo di laboratori e tecnologie, uso di email come veicolo di comunicazione in tempo reale tra docente, alunno e famiglia. Ho sviluppato questo sito internet per chiudere il cerchio di questo progetto. L’insegnante diventa così il tutor dello studente anche durante le ore extra-curriculari. L’alunno, ma anche la famiglia, trovano qui l’appoggio alle attività didattiche a casa e la possibilità di dialogare e chiedere informazioni al docente in ogni momento della giornata. Questo, ovviamente, presuppone una diffusione capillare dello strumento digitale, di una connessione internet, di un uso costante del computer, tablet o smartphone e per questo debbo ringraziare il fatto di lavorare in un contesto scolastico che me lo consente. Quindi, diventa fondamentale l’uso della tecnologia, green, economica, immediata. Strumenti quali il cellulare, il tablet o il computer debbono essere considerati come i nuovi strumenti didattici al pari di penna e libro e la scuola deve contribuire alla loro diffusione e utilizzazione. E’ la scuola che deve apprendere che oggi si comunica con gli sms, con i social-network, con le chat e far propri questi strumenti per spiegare il loro uso “buono” e non demonizzarli allontanandosi di fatto dalla realtà.

Questa premessa, mi è servita a presentarvi l’articolo di oggi. Nel mio continuo scandagliare la rete, mi sono imbattuto in qualcosa che mi ha dato grande speranza e mi ha fatto provare un po’ di invidia (quella buona, però). Sul territorio italico, e precisamente al sud, in Puglia nella città di Brindisi, esiste una realtà scolastica che definisce, a mio avviso, il concetto di ECCELLENZA SCOLASTICA. Nell‘Istituto Tecnico Industriale Majorana sta accadendo da qualche anno qualcosa che non ha confronti con il resto della scuola in Italia. Pensate, i libri di testo adottati sono tutti realizzati dai docenti della scuola stessa in formato digitale (stampabili anche in cartaceo su richiesta). I libri sono stati tutti convertiti nel formato iBook di Apple e inseriti nello store della casa della Mela (scaricabili attraverso iTunes). Ma non basta! La scuola ha stretto un accordo con la Apple stessa che, ha consentito alle famiglie di acquistare l’iPad ai propri figli al posto dei libri di testo cartacei pagando un costo scontato di 379 euro rateizzabili. A questo punto gli alunni, tutti dotati di tablet, studiano sui testi digitali prodotti dai propri docenti, quindi molto vicini alla metodologia adottata dall’insegnante durante la spiegazione. Aprendo l’iPad, basta cliccare sul software iBooks e aprire il libro della disciplina in corso e il gioco è fatto. I libri, sono tutti dotati di contenuti multimediali, approfondimenti, video e quant’altro necessario alla lezione e spiegato in classe dal docente. Il progetto è stato possibile grazie a Book in progress, sperimentazione diffusa anche in altre 70 scuole nazionali.

I risultati? Straordinari a sentire il Dirigente della scuola. La media dell’Istituto nelle prove INVALSI è stata di 10 punti superiore alla media nazionale, la scuola è la più informatizzata d’Italia ed è la prima che ha sperimentato una didattica esclusivamente digitale oltre che quasi esclusivamente in lingua inglese. Il Dirigente, Salvatore Giuliano, galvanizzato dai risultati insiste affermando “La nostra esperienza è unica sul territorio nazionale poiché oltre alla tecnologia forniamo i contenuti. La tecnologia al Majorana è un punto di partenza per la nuova didattica e non un punto di arrivo. I libri di testo, sempre realizzati dai docenti, saranno forniti anche in formato cartaceo”.

Valutate voi, ma io i miei figli in una scuola come la Majorana li iscriverei immediatamente. Questa sperimentazione fatta realtà, dimostra che nella collaborazione tra istituzioni, scuola e famiglie, oggi è possibile intraprendere un percorso nuovo, moderno, e formativo. Cosa ne pensate? Aspetto i vostri commenti su queste pagine.

AtHOME eco-sostenibile secondo IKEA

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Mar 282012
 

Scandagliando la rete ho scovato un’iniziativa molto interessante che, dopo aver approfondito, ho deciso di proporvi. Ho coinvolto anche i docenti di tecnologia delle altre sezioni della Dante in modo da proporre questa simpatica iniziativa al maggior numero di classi della nostra scuola. AtHome la casa sostenibile 3.0 è un progetto rivolto alla scuola italiana da parte di IKEA che si propone di promuovere l’educazione ambientale in modo attivo e divertente coinvolgendo docenti ed alunni delle scuole medie, per acquisire conoscenze e per sviluppare comportamenti significativi al risparmio energetico e all’utilizzo delle risorse in ambito domestico. Collegandosi al sito //scuola.hemmaikea.it/ gli studenti possono creare un loro robot-avatar personale che li aiuterà ad approfondire i temi del risparmio energetico e delle fonti alternative. Attenzione all’uso dell’acqua, gestione dei rifiuti, raccolta differenziata, acquisti, stili di vita sostenibili, in riferimento al proprio ambito domestico. I docenti che registrano la classe virtuale, dispongono di una sorta di registro che, permette di approfondire tematiche inerenti e al tempo stesso di verificare l’attività di apprendimento direttamente attraverso il loro interagire con i temi trattati.

Lo scopo dell’attività è quello di far comprendere cosa vuol dire vivere la propria casa in modo sostenibile. E’ importante porre molta attenzione all’ambiente nel quale viviamo e nel quale trascorriamo la nostra giornata. Osservarlo, osservare gli oggetti che lo compongono, spostarli, inserirne di nuovi; tutte queste azioni lo trasformano rendendolo più vicino alle nostre esigenze e al nostro stile di vita. Ma come il nostro stile di vita pesa sull’ambiente e sulle risorse (energetiche, idriche, ecc,) che consumiamo? Attraverso le attività proposte da AtHome i ragazzi avviano un percorso che li guida verso un uso consapevole delle risorse dentro la “casa”, imparando a viverla in modo più sostenibile, evitando sprechi e riducendo i rifiuti.
Attraverso queste attività si fa in modo di approfondire la loro conoscenza dello spazio domestico. Essi, sono convinti di conoscere la propria casa perfettamente, ma è veramente così? Rappresentare la casa come un “immobile essere vivente” che consuma continuamente una grande quantità di energia e di risorse, che mangia e espelle i propri rifiuti. Quest’immagine è utile per far visualizzare ai ragazzi il loro stile di vita, dagli acquisti ai consumi, fino ai rifiuti.
Come una creatura, la casa mangia per mantenersi in forma, trasformarsi e creare nuove cose: consuma energia elettrica per illuminarsi, gas per scaldarsi, le nostre spese per abbellirsi e per creare cibo e divertimento. E poi, come tutti gli esseri viventi, produce degli scarti, che espelle con gli scarichi e i rifiuti. Accanto a lei altre case consumano e producono. Tutte insieme formano città e Paesi, che occupano e modificano l’ambiente in cui viviamo. Tutto questo ha portato, nell’ultimo secolo, a enormi cambiamenti: perfino il clima sta cambiando e alcune risorse rischiano di scomparire definitivamente.

Attraverso AT HOME, l’insegnante, acquisisce strumenti che gli consentono di attivare questo percorso di conoscenza. Valorizzare le esperienze, sviluppare la loro capacità di osservazione, promuovere atteggiamenti e comportamenti responsabili.

Il progetto comprende tre distinte fasi al fine di offrire ai docenti una vera e propria azione di tutoring e la possibilità di strutturare le attività all’interno del programma didattico: la prima che prevede la richiesta del kit per la formazione in aula (già fatto), la seconda che richiede la creazione dei robot-avatar personali dei singoli studenti coinvolti, per terminare con la terza fase che vede i partecipanti impegnati in un vero e proprio gioco a premi, che avrà inizio il prossimo 2 aprile e finirà il 30 dello stesso mese e a cui potranno partecipare tutte le classi iscritte (anche questo già fatto). Ogni alunno sarà così chiamato a rispondere alle domande di un test interattivo tramite il proprio robot-avatar. Il punteggio della classe partecipante sarà calcolato oltre che in base alla correttezza delle risposte anche sulla velocità di compilazione. In palio buoni regalo da spendere nei negozi IKEA di tutta Italia.

Come si preparano gli studenti al gioco a premi?
Per affrontare gli argomenti del test, gli studenti possono leggere il proprio “diario di osservazione” e partecipare alle attività-laboratorio di classe.

Dove sono le informazioni sul gioco a premi?
Si può consultare la pagina del gioco a premi.

Quali sono gli argomenti del test?
Gli argomenti del test sono gli stessi trattati nel kit e nella guida on-line per insegnanti: risparmio energetico e idrico, gestione dei rifiuti e raccolta differenziata, sostenibilità degli acquisti e stili di vita.

Quanto tempo ci vuole per giocare?
2 ore circa, nell’aula informatica, è il tempo in cui tutta la classe può completare il test.

È utile avere il diario di osservazione sotto mano quando si risponde alle domande del test?
Sì, perché il punteggio di ogni studente potrà essere aumentato rispondendo alla “domanda bonus” sulla sostenibilità delle proprie abitudini domestiche, che avrà già affrontato sul diario in suo possesso.

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Io ho già provveduto ad iscrivere le classi di mia pertinenza, ovvero le prime D,H e I, le seconde D, H e I e le terze D, H e I.

Ho già realizzato il mio robot-avatar che vi mostro qui a lato, e ho già provveduto ad eseguire il test di prova (poi vi comunicherò il punteggio ottenuto – risposte tutte esatte) e mi aspetto che tutti, dico TUTTI partecipiate, perché è divertente, istruttivo, diverso e poi se siamo bravi e fortunati, potremmo anche vincere buoni acquisto da IKEA.

Mi raccomando vi voglio GASATI.

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ALLEGATI

IL SOLE A SCUOLA

 Innovazioni  Commenti disabilitati su IL SOLE A SCUOLA
Mar 272012
 
Oggi EducazioneTecnica.com svolge un servizio pubblico-informativo diffondendo una notizia che riguarda da vicino il mondo della scuola e la tecnologia.
Nel progetto di diffusione delle teknologie nelle scuole finalizzate al risparmio energetico, il Ministero dell’Ambiente ha realizzato un bando di concorso rivolto a Comuni e Provincie per la diffusione degli impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici. Il bando mette a disposizione l’importo di tre milioni di euro pari al 100% del costo ammissibile con un limite massimo di 40 mila euro per edificio scolastico Non sono previsti oneri a carico dell’ente locale. Il primo bando diramato dal Ministero, chiamato IL SOLE A SCUOLA prevedeva una copertura economica di 9 milioni e 700 mila euro ed  ha visto la partecipazione di oltre 1.300 scuole. Circa 800 gli interventi approvati, 500 dei quali completati con una massiccia adesione delle scuole siciliane. La seconda edizione di questo concorso prevede di raggiungere altre 1000 scuole pubbliche. Il premio andrà a chi produrrà i migliori elaborati sull’analisi e il risparmio energetico. Sulla pagina del Ministero www.minambiente.it, il testo e tutte le informazioni sul nuovo  bando. Il comunicato relativo al Bando in questione è già stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 2012.

 

Il bando, come detto è rivolto agli enti pubblici, proprietari di edifici che ospitano scuole primarie e secondarie con il coinvolgimento nel progetto  di analisi energetica e interventi miranti alla razionalizzrivolto ai Comuni e alle Province che siano proprietari di edifici ospitanti scuole medie inferiori o superiori ed elementari, è finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici e, simultaneamente, all’ avvio di un’attività didattica volta alla realizzazione di analisi energetiche e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico nei suddetti edifici, tramite il coinvolgimento degli studenti.