Feb 192013
 

Normalmente non parlo di questo o quel software proprio per evitare di fare pubblicità gratuita. Sappiamo esistono tantissime soluzioni sul mercato in grado di soddisfare le esigenze di chiunque, sia commerciali che freeware. Ma ritengo, che proprio in virtù di informazione, in alcuni casi si può contravvenire ad una regola. Voglio,oggi, parlarvi di una suite di programmi chiamata LibreOffice che, prendendo spunto dai programmi di Microsoft, realizza un pacchetto di soluzioni di altissimo livello, in grado di rivaleggiare con la blasonata soluzione della casa di Redmond. Ma perché dovrei preferire LibreOffice a Microsoft Office? Semplice, perché è gratuito. The Document Foundation, la fondazione che ha realizzato LibreOffice, dopo diverse release ha annunciato la versione 4.0. Un progetto che si è nato nel 2001, per dotare la comunità di strumenti idonei e professionali, senza dover ricorrere agli esborsi cospicui richiesti dal software commerciale. LibreOffice 4.0 risponde ai requisiti che la comunità di utenti richiedeva; lo sforzo è stato notevole e l’impegno temporale anche, ma dal 7 febbraio di quest’anno, un nuovo strumento assolutamente free e di alto livello è stato messo a disposizione di tutti noi: codice sorgente agile e pulito, alto numero di funzionalità, sistema aperto e di facile integrazione.

libre_office_1LibreOffice 4.0: la comunità in primo luogo

Il progetto proposto dalla The Document Foundation, grazie alla politica aperta, e alla licenza copyleft, ha permesso in poco più di 30 mesi di coinvolgere oltre 5600 sviluppatori indipendenti che hanno partecipato in maniera assolutamente volontaria alla realizzazione del più grande progetto software presente sul mercato.

Grazie al lavoro di questo progettisti volontari, entusiasti nel collaborare a questo progetto globale, LibreOffice ha raggiunto la piena maturità, diventando uno strumento valido, completo e moderno; inoltre, facile da utilizzare, rispondente alle esigenze esposte dalla moltitudine di utenti, facile da aggiornare con codice moderno e leggero (C++). Nell’ultima versione, sono stati eliminati hnumerosissimi bugs, sono state apportate profonde modifiche al codice sorgente, sono state eliminate milioni di righe di codice inutile, sono stati aggiornate le librerie obsolete, è stato adattato a moltissimi idiomi in modo da renderlo disponibile contemporaneamente in diverse parti del mondo.

In LibreOffice 4.0 sono state aggiunte una moltitudine di nuove funzionalità, il cui elenco completo si trova al seguente indirizzo:  //www.libreoffice.org/download/4-0-new-features-and-fixes.

Alcune delle novità più importanti sono riportate qui sotto:

  • Integrazione con i sistemi di content e document management – Alfresco, IBM FileNet P8, Microsoft Sharepoint 2010, Nuxeo, OpenText, SAP NetWeaver Cloud Service e altri – attraverso lo standard CMIS.
  • Migliore interoperabilità con i documenti DOCX e RTF, grazie a una serie di nuove funzionalità e miglioramenti come la possibilità di importare “ink notes” (scritte a penna su uno schermo touch) e di attaccare i commenti ai campi di testo.
  • Possibilità di importare i documenti Microsoft Publisher, e miglioramento dei filtri di importazione Visio con l’aggiunta del formato 2013 (appena annunciato da Microsoft).
  • Ulteriori miglioramenti incrementali all’interfaccia utente, tra cui l’integrazione con Unity (Ubuntu) e il supporto dei Temi (o Persona) Firefox, per conferire a LibreOffice un aspetto personalizzato.
  • Introduzione della tecnica dei widget per le finestre di dialogo, che semplifica la traduzione, il ridimensionamento, e l’eventuale occultamento, degli elementi della UI, riduce la complessità del codie, e pone le basi per un’interfaccia utente significativamente migliore.
  • Intestazione e pié di pagina diversi sulla prima pagina di un documento Writer, senza la necessità di intervenire sullo stile della pagina stessa.
  • Diversi miglioramenti alla prestazioni di Calc, oltre all’esportazione dei grafici come immagini (JPG e PNG) e all’introduzione di nuove funzioni di calcolo definite da ODF OpenFormula.
  • Prima versione di Impress Remote Control App per Android, supportata solo da alcune distribuzioni Linux (la seconda versione, disponibile nei prossimi mesi, verrà supportata su tutte le piattaforme: Windows, MacOS X e tutte le distro e i binari Linux).
  • Significativo miglioramento delle prestazioni nel caricamento e nel salvataggio di diversi tipi di documento, e soprattutto nel caso dei fogli elettronici ODS e XLSX di grandi dimensioni, e dei file RTF.
  • Migliore gestione dei contributi degli sviluppatori grazie a Gerrit: un sistema di revisione web based che semplifica il lavoro dei progetti che usano Git (anche se questo non è specifico di LibreOffice 4.0, è entrato in produzione quando è stato creato il ramo di sviluppo di LibreOffice 4.0).

LibreOffice 4.0 è scaricabile direttamente dal sito della The Document Foundation, ma di seguito vi inserisco per comodità il link diretto (dovete solo cliccare sull’icona di LibreOffice qui sotto):

49514eb4eecd5d76b-libreoffice_logoIl programma è disponibile per tutte le piattaforme (Windows, Mac OS, Unix) ed è scaricabile dalla stessa pagina il documento di localizzazione nella nostra lingua.

Infine, da questo indirizzo è possibile scaricare le estensioni al programma: //extensions.libreoffice.org/extension-center.

Non mi resta che augurarvi buon lavoro e esortarvi a provare questo prodotto di cui sicuramente non riuscirete più a fare a meno.

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Nov 282012
 

Continuiamo a scoprire gli strumenti che ci potranno risultare utili per un uso professionale e evoluto di Word: gli STILI. Cosa sono? In pratica si tratta di una serie di caratteristiche di formattazione che assegnamo ad un testo ed a cui assegnamo un nome che le identifica. Per comprendere meglio di cosa si tratta, proviamo a fare un esempio.

Prendiamo ad esempio il I canto della Divina Commedia di Dante Alighieri:


Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.“.

Questo il testo “normale” di default. Assegnamo a questo testo, adesso, delle caratteristiche personali. Ad esempio, carattere ARIAL, dimensione 14 punti, corsivo e colore rosso. Il testo diverrà:

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.“.

oppure, Comic Sans, 18 punti di altezza, grassetto e sottolineato:

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.“.

Ricordiamoci, che la formattazione di un testo è importantissima, e va effettuata prima di iniziare a lavorare. Inoltre, le scelte che operiamo per le caratteristiche di impaginazione e del testo, vanno effettuate in relazione al risultato finale che ci proproniamo di raggiungere. Ad esempio, se debbo scrivere una poesia, la scelta del carattere, la spaziatura, l’interlinea ed ogni altro parametro (vedi WORD: FORMATTAZIONI), saranno profondamente diverse da quelle effettuate per la realizzazione di un libro o di una relazione.

Ma come facciamo a definire uno stile? E’ semplice; nel menu FORMATO, troveremo la voce STILE; cliccandovi sopra, si aprirà la finestra di dialogo nella quale troveremo tutti i parametri per definire un nuovo stile o modificarne uno esistente.

Ma esiste un metodo più rapido e semplice per creare un nuovo stile. Dobbiamo selezionare il PARAGRAFO (vedi WORD: FORMATTAZIONI) sul quale abbiamo applicato le scelte di formattazione che vogliamo diventino uno stile di riferimento per il documento. A questo punto spostiamo il mouse sulla casella dello stile nella barra degli strumenti (quella dove c’è scritto “Normale”), e cliccandovi sopra dobbiamo semplicemente digitare il nome che vogliamo attribuire allo stille creato, ad esempio “Mio Stile”. Da questo momento lo stile entrerà a far parte degli stili del documento e potrà essere selezionato quando ne abbiamo bisogno.

Quindi, potremo creare stili per ogni necessità: per il testo del documento, per i titoli dei capitoli, per le didascalie, per i titoletti dei sotto-capitoli, e così via. Fatto ciò inizieremo a scrivere il nostro documento a cui assegneremo gli stili creati, non preoccupandoci più della formattazione del documento o del suo testo. E questo già ci aiuta nel lavoro non dovendo ogni volta riassegnare i parametri di formattazione.

Ma, durante il lavoro ci accorgiamo che abbiamo necessità di cambiare alcuni di questi parametri. Normalmente avremmo dovuto selezionare manualmente tutto il testo a cui vogliamo cambiare le caratteristiche (ad esempio cambiare carattere da ARIAL 12 a TIMES 10). MA CON GLI STILI DIVENTA TUTTO PIU’ FACILE. Selezioniamo un qualunque paragrafo nel documento che abbiamo scritto e modifichiamo solo a questo il carattere come deciso sopra. Andiamo sulla casella dello stile nella barra degli strumenti e selezioniamo lo stile “Mio Stile”. A questo punto, Word rilevando una differenza tra “Mio Stile” registrato e il paragrafo modificato, chiederà all’utente “Ridefinire lo stile usando il testo selezionato come esempio?” Rispondendo “OK”, Word provvederà a modificare “tutti” i paragrafi formattati con “Mio Stile”, anche se questi sono centinaia, tutto in un istante. Come potete capire, gli STILI fanno un lavoro incredibile, perché possiamo permetterci di cambiare idea o di voler modificare il documento in qualunque momento, effettuano una sua modifica integrale in pochissimi istanti.