UN PONTE DI VETRO TRA LE NUVOLE

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Mar 202017
 

GlassBridge02È stata appena completata la realizzazione del più lungo ponte in vetro mai costruito dall’uomo in uno dei parchi nazionali cinesi nella provincia di Hunan, sospeso ad una altezza di 300 metri in una profonda gola naturale.

Frutto della visione poetica dell’architetto Haim Dotan, si tratta di una passeggiata nel vuoto immersi in una natura incontaminata, capace di creare fortissime suggestioni nell’animo di chi lo attraversa.

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Zhangjiajie Grand Canyon Glass Bridge è il nome di questo ponte delle meraviglie frutto di un’ingegneria spinta all’estremo e di una sensibilità progettuale unica nel suo genere. Soprannominato “ponte dei cuori coraggiosi” dal suo stesso progettista, questo attraversamento lungo 385 metri, rappresenta una mirabile interpretazione di un viaggio verso l’infinito.

Un’opera grandiosa ispirata dalla cultura taoista, capace di mimetizzarsi nella natura senza contaminarla, un’opera estremamente sofisticata ma semplice allo stesso tempo, grandiosa ma  umile.

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Rendere un’opera di questo genere, date le dimensioni, capace di scomparire tra le nuvole o nella nebbia che spesso pervadono questo angolo di natura, ha richiesto al suo ideatore, Haim Dotan ed al suo studio di progettazione “Architects and Urban Designers” un grande lavoro preparatorio. Il pavimento è stato pensato composto da grandi pannelli di vetro capaci di rendere la passeggiata unica e invisibile, capace di rendere il percorso di chi lo attraversa un viaggio introspettivo nella propria anima. Il vetro laminato spesso 50 mm è in grado di sopportare 40 tonnellate per pannello ed è sostenuto da una lunga struttura portante di quasi 400 m dallo spessore impercettibile di soli 60 cm. La scelta di uno spessore così limitato, si è resa necessaria per consentire al ponte di tagliare con facilità il vento ed evitare un carico eccessivo, conseguente, sui cavi di sostegno.

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Gli unici elementi massicci della struttura, le quattro torri di sospensione poste due per lato sui costoni rocciosi ai quali il ponte è ancorato, sono state ricoperte di alberi e piante in modo da mimetizzarle con la natura circostante.

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Il risultato è un splendido organismo architettonico perfettamente integrato con l’ambiente circostante, ardito, leggero, capace di ispirare chi lo attraversa come sospesi alla scoperta dei propri limiti.

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I PONTI

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Feb 142014
 
Alunni Articolo scritto: GIULIA CONTICELLO, ALESSANDRO GRILLO, TANCREDI GRILLO, GRETE PRIVITERA, NICOLETTA RAPISARDA
Classe: 3E – Anno: 2007-08

Prefazione a cura del prof. Betto

Sto riscoprendo tanti grandi lavori scritti negli anni dai miei alunni. Scritti pieni di passione, ricerca e curiosità. Approfondimenti che li hanno portati a viaggiare con la fantasia attraverso la rete, a scoprire le bellezze che il mondo, al di la dello spazio che loro conoscono, custodisce. I nostri cinque scrittori si sono cimentati con un’altra mega-struttura, quella dei ponti. Simbolicamente il ponte rappresenta il superamento di un limite, il raggiungimento di un obiettivo lontano e per certi versi irraggiungibile. Si è evoluto raggiungendo livelli strutturali e funzionali eccellenti, ma rappresentando sempre una sfida architettonica e un trionfo dell’ingegneria civile. Leggiamo insieme quanto prodotto dai nostri ragazzi.

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I ponti sono normalmente costruzioni dell’uomo per l’attraversamento di corsi d’acqua, arterie stradali e valli. Su di essi la gente può camminare o viaggiare su di un veicolo per varcare un ostacolo sottostante. I ponti naturali (di pietra) invece non sono altro che il risultato di un fenomeno naturale.

Il primo ponte fu probabilmente un semplice tronco d’albero caduto per caso fra le due rive di un fiume.

Ponti03Per ben comprendere come sono fatti i ponti, bisognerà prima definire alcuni termini. L’impalcato è la struttura orizzontale che sorregge il piano viabile. A volte con tale parola s’intende anche, per estensione, l’intera struttura orizzontale del ponte, includendo le travi, sostenuta dalle pile e dalle spalle. L’impalcato può essere costituito da tavole o travetti di legno, o da una piastra, o soletta, in calcestruzzo armato, o da una lamiera d’acciaio irrigidita da nervature tra loro ortogonali, che prende nome di lastra ortotropa. Il tipo di ponte la cui struttura longitudinale è formata soltanto da travi è detto appunto ponte di travi, o ponte a travata. Un sistema di travi assemblato in modo da formare una struttura a maglie triangolari si chiama travata reticolare (nell’ambito dei ponti) o capriata (nell’ambito dell’edilizia). Un sistema di travi reticolari o capriate consente di realizzare una struttura di maggiore altezza e capacità portante di quanto si potrebbe realizzare con una semplice trave, e quindi consente di superare maggiori luci libere. La struttura orizzontale del ponte, che sostiene l’impalcato, viene normalmente chiamata travata. Le spalle sono le strutture che danno sostegno all’impalcato alle sue estremità e che costituiscono elemento di transizione tra il ponte ed i tratti di strada ad esso adiacenti. Quando il ponte attraversa un corso d’acqua le spalle possono essere conformate in modo da proteggere le sponde dall’erosione. In generale i ponti e i viadotti sono costruzioni stabili, senza parti in movimento, e quindi di tipo fisso.

I ponti possono essere costruiti e classificati secondo tre tipologie:

  1. ponte fisso;
  2. ponte mobile;
  3. ponte ribaltabile.

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Prima di approfondire la trattazione di questi tipi di ponti, bisogna comunque descrivere alcuni elementi fondamentali che li costituiscono, cioè: trave; trave maestra; capriata; continuo.

A TRAVE

Ponti044Si dispongono parallelamente alla strada per sostenere il piano viabile lunghe travi di acciaio dal profilo a doppio “T”. Esempi frequenti di questo semplicissimo genere di ponte sono i ponti ferroviari con campate da quindici metri, e ponti per arterie di grande comunicazione con campate da trenta metri.

A TRAVE MAESTRA

Vasco da Gama BridgeTre piastre di acciaio vengono saldate insieme per formare una trave a doppia “T”, capace di sopportare un carico maggiore di quello addossabile a un trave normale a doppia “T” a un sol pezzo. Questo tipo di sostegno si adopera per campate più lunghe di quelle ottenibili con un ponte a travate semplici. Ha anche il pregio di una bassa franchigia quando lo si desideri.

[ Franchigia – massima altezza consentita ai natanti per non urtare contro il ponte. ]Punto-interrogativo2-icon

A CAPRIATA

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Elementi strutturali verticali e orizzontali di acciaio vengono rinforzati con tiranti in diagonale in modo da formare dei triangoli. Questo è un tipo rigido ed economico per campate più lunghe e semplici. Occorre una notevole franchigia a causa della complessità dell’intelaiatura.

CONTINUO

Un ponte continuo è sostanzialmente una serie di campate semplici appoggiate su tre o più punti.


PONTI FISSI

Questo tipo di ponte è costruito in posizione permanente. Ha una franchigia in altezza ritenuta sufficiente per tutto il traffico che prevedibilmente deve passarvi sotto. Ponti fissi di piccola luce, del tipo a travi, a travate o a travi reticolari, congiungono le due spalle senza alcuna pila intermedia e sono di tipo a travi o a travata. In caso di grande distanza tra le spalle si prevedono pile intermedie o ponti del tipo ad arco, o del tipo strallato, o del tipo sospeso.

TIPO AD ARCO

Il piano viabile è sostenuto da una struttura di acciaio o calcestruzzo o muratura o legno, conformata ad arco (corto segmento di cerchio). Se il piano viabile corre al di sopra dell’arco il ponte è detto a via superiore; l’impalcato è sostenuto dall’arco mediante una serie di elementi verticali o subverticali sollecitati a compressione e chiamati piedritti; l’arco trasferisce al terreno consistenti forze orizzontali, dette “spinte” ed il sistema viene chiamato ad “arco spingente”. Se l’arco sovrasta il piano viabile il ponte è detto a via inferiore; l’impalcato è sospeso all’arco mediante elementi verticali o inclinati sollecitati a trazione e chiamati pendini o tiranti. In questo caso la travata d’impalcato può essere resa solidale con le estremità dell’arco ed in tal caso può equilibrare in toto o parzialmente le componenti orizzontali delle azioni trasmesse dall’arco; questo tipo di struttura prende il nome di “arco a spinta eliminata” e consente di trasferire sul terreno minime o nulle azioni orizzontali.

TIPO STRALLATO

L’impalcato è sostenuto da una serie di tiranti inclinati, chiamati stralli, confluenti in sommità di strutture a prevalente sviluppo verticale, chiamate antenne o piloni e conformate a torre, a portale, ad H, ad A o a lambda. Talvolta la struttura che sostiene gli stralli è conformata ad arco. L’impalcato, le antenne e gli stralli possono essere configurati e dimensionati in modo da realizzare una struttura analoga ad una struttura reticolare in cui gli elementi sono soggetti a prevalenti azioni assiali; ne deriva in questo caso una struttura ad elevata efficienza statica, e in molti casi di grande snellezza e valore estetico. L’elevata efficienza statica consente di superare grandi luci libere. Il maggiore ponte strallato realizzato in Italia è il Ponte all’Indiano a Firenze. Il maggiore ponte strallato realizzato attualmente nel mondo è il Tatara Bridge in Giappone con una luce di 890m.

TIPO SOSPESO

Ponti11Un ponte a sbalzo ha due campate che si vengono incontro e sono unite nella mezza mercé, una campata semplice sospesa. È un principio simile a quello di due persone che si tocchino a vicenda le punte delle dita tenendo le braccia stese. Le campate sporgenti, dette a sbalzo, sono sostenute da un sistema di pile principali e ancoraggi che giungono fino alle sponde. Una costruzione di questo genere non presenta difficoltà perché le campate a sbalzo si sorreggono da sé. Questo genere di ponte è caratterizzato da grandi franchigie in larghezza.


PONTI MOBILI

Questo tipo di ponte si costruisce per facilitare la navigazione sollevando il piano del ponte o ruotando in modo da scostarlo. Il piano è fatto di travi, di travi maestre o di elementi a capriata, ma in un certo punto fa perno o si allontana dal contatto con la terra. All’interno di questa tipologia di ponti abbiamo: ponte levatoio, ponte girevole, ponte ribaltabile, ponte sollevabile.

PONTE LEVATOIO

È imperniato ad un’estremità soltanto, e si solleva o si abbassa a ruota lateralmente per mezzo di un contrappeso.

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PONTE GIREVOLE

Ha una sola campata ed è fissato ad un’estremità tramite un perno verticale, attorno al quale ruota. Può essere costituito da due semiponti fissati alle opposte estremità, i quali aprono il ponte nel mezzo ruotando indipendentemente l’uno dall’altro. Il Ponte Girevole di Taranto ha una lunghezza di 90 metri.

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PONTE RIBALTABILE

È un perfezionamento del ponte girevole. Si compone di due parti equilibrate a sbalzo fatte a capriata o a trave maestra. Siccome il ponte si apre nel mezzo, la franchigia evidentemente non ha limiti nemmeno in canali angusti.

PONTE SOLLEVABILE

Due torri fornite di cavi, contrappesi e motori sollevano e abbassano il piano del ponte. Questo ponte funziona in modo molto simile a un ascensore.

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PONTI TRAGHETTO

Questo ponte è in realtà una specie di natante. Una imbarcazione viene caricata a una sponda e con un cavo la si rimorchia verso l’altra. Dei piloni a ciascuna estremità e un’intelaiatura fatta a capriata sorreggono il meccanismo di rimorchio.

CHIATTA

Galleggia sull’acqua. Le imbarcazioni, o pontoni, che sostengono il piano del ponte, possono essere ancorate se la costruzione è permanente. Le unità militari generalmente si servono di ponti su chiatte in via temporanea.

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