I GIGANTI DI LEGNO

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Mar 042017
 

Il legno é sempre stato un grande materiale da costruzione utilizzato nell’antichità, ma oggi, grazie alle nuove tecnologie e nuove soluzioni costruttive sta vivendo una seconda giovinezza. Pare che l’obiettivo che siano prefissati ingegneri e architetti è quello di raggiungere altezze sempre maggiori e soluzioni ingegneristiche sempre più avanzate.

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Nessuno avrebbe mai pensato all’utilizzo del legno come elemento strutturale per raggiungere grandi altezze, ma pare sia proprio questa la nuova direzione intrapresa nel campo edile. La grande resistenza, le straordinarie proprietà unite a nuove tecnologie di assemblaggio e costruttive hanno fatto sì che il legno potesse diventare il materiale idoneo anche per costruzioni di questo genere. Nuovi progetti e nuove realizzazioni puntano tutte in questa direzione, edifici sempre più alti e soluzioni tecniche capaci di assicurare una lunga durabilità e una grande resistenza ad agenti atmosferici, sismi e soprattutto fuoco.

Alcuni esempi dimostrano la bontà di questo materiale nel suo uso in campo edile, come ad esempio il Tempio della Legge Fiorente realizzato in Giappone alcuni secoli fa nella prefettura di Nara che, altro non è che una gigantesca pagoda di 32 m su 5 piani che ha resistito ai secoli superando l’azione degli agenti atmosferici, dei terremoti e anche degli incendi.

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Pagoda del Tempio della Legge Fiorente in Giappone

Oggi l’edificio in legno più alto del mondo si trova in Norvegia nella città di Bergen; si tratta di una realizzazione di 14 piani, ma ben presto questo primato sarà superato quando la  University of British Columbia inaugurerà in Canada un residence per studenti di ben 18 piani.

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Tratoppen a Stoccolma

Un’altra sperimentazione di costruzione verticale in legno verrà realizzata ad Amsterdam. Si tratterà di un edificio alto ben 21 piani totalmente realizzato con struttura in legno da pini provenienti dall’Europa cresciuti in coltivazioni finalizzate a questo scopo quindi assolutamente sostenibili.

Ma il progetto più avveniristico e sicuramente quello più interessante è il progetto di un grattacielo da realizzare a Stoccolma che prenderà il nome di Tratoppen.

La realizzazione di questi giganteschi edifici pone ovviamente una serie di domande e di interrogativi. Ci si chiede quanto possa essere sicuro un edificio del genere. Ovviamente un edificio totalmente in legno rappresenta una sfida affascinante data anche la bellezza e le caratteristiche del materiale di cui stiamo parlando; il legno ha un impatto ambientale enormemente inferiore rispetto ai materiali edilizi utilizzati fino ad oggi, fino al 75% in meno, e risulta essere molto meno costoso perché più semplice da assemblare, consente di realizzare strutture molto meno pesanti, fino a un quarto, gli edifici realizzati con questa tecnica necessitano di fondamenta molto meno profonde e quindi più economiche.

La tecnica oggi utilizzata per la realizzazione di questo genere di costruzioni prende il nome di CLT (Cross Laminated Timber) Incroci di Legno Lamellare, una tecnologia che consente di assemblare differenti tipi di legno disposti perpendicolarmente tra di loro, capaci di enormi resistenze meccaniche ma anche di poter miscelare insieme differenti tipi di essenze o materiali compositi.

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Tratoppen a Stoccolma

Il CLT viene assemblato in pannelli da tre assi in su, possiede certificazione PEFC (Program for the Endorsement of Forest Certification Schemes) ossia il programma che certifica che il legno proviene da foreste coltivate per sostenere il processo produttivo, possiede certificazione antisismica, ottimo potere di insonorizzazione, altissima ecosostenibilità, resistenza al fuoco e alta inerzia termica.

Inoltre, il CLT se realizzato con criterio ha una durabilità eterna.

In pratica un materiale quasi perfetto a dispetto dei dubbi e dei pregiudizi sul suo uso nelle costruzioni.

Anche in Italia si sta iniziando a sperimentare l’uso del legno nelle costruzioni come ad esempio a Milano dove è in corso di realizzazione di un complesso residenziale di ben quattro torri da nove piani costruite con pannelli portanti in XLAM.

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Complesso residenziale di Via Cenni, Milano

Complesso residenziale di Via Cenni, Milano - Fasi costruttive

Complesso residenziale di Via Cenni, Milano – Fasi costruttive

Anche Catania ha le sue eccellenze nell’uso di questa tecnologia come è possibile vedere nel video sotto, finalizzato al recupero edilizio di un edificio nel centro storico cittadino.

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GRIDSHELL: I GUSCI RETICOLARI IN LEGNO

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Set 222016
 

Alle menti visionarie di architetti lungimiranti, quali Frei Otto e Mutsuro Sasaki, dobbiamo la creazione di strutture incredibili, sia per proprietà che per qualità. Queste strutture chiamate Grid-Shell dall’unione delle due parole Grid (griglia) e Shell (guscio) sono un trionfo dell’ingegneria edile e un incredibile ritrovato ecosostenibile dovuto all’impiego di un materiale 100% naturale quale il legno.

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In pratica, le grid-shell, non sono altro che elementi in legno che vengono utilizzati per le grandi proprietà elastiche di questo materiale. L’insieme dei pezzi viene assemblato in piano, poi secondo una precisa idea progettuale, già definita in fase di prototipazione, vengono curvati fino ad assumere la forma definitiva per poi fissarla definitivamente con altri elementi quali cavi in acciaio o altri assi in legno al fine di conferire all’insieme rigidezza strutturale e forma finale. I risultati sono strepitosi come nell’opera oramai ritenuta monumento storico e culturale dal 1998, la Multihalle di Mannheim del 1975 dell’architetto Frei Otto.

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Multihalle di Mannheim di Otto Frei, 1975

Le grid-shell, presentano diversi vantaggi come ad esempio quello di essere realizzate con materiali eco-compatibili, riciclabili e leggeri. Inoltre, combinano le morbide curve della strutture a conchiglia con la rigida geometria dei reticoli strutturali.

L’opera di Otto Frei, non aveva precedenti nell’architettura contemporanea; apriva nuove strade e nuovi orizzonti nella progettazione. Resistenza, ordine, spaziosità, rigidezza le parole associabili a questo tipo di realizzazione. Ma anche durabilità; la semplicità costruttiva e i materiali impiegati non richiedono grandi opere di manutenzione, le parti sono sostituibili con facilità perché non incastrate ne incollate. Oggi ancora dopo quaranta anni l’opera è li a testimoniare questa bontà costruttiva.

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Savill gridshell di Buro Happold e Glen Howells Architects a Windsor, anno 2006

L’opera strutturale di Otto Frei, ha aperto la strada a sperimentazioni diverse, con la realizzazione di griglie sempre più complesse e articolate e con la sperimentazione di altri materiali di maggiore resistenza come gli acciai.

Heasley Nine Bridges Golf Club House di Shigeru Ban a Seoul, anno 2010

Anche l’assemblaggio e la costruzione sono facili e poco costosi; infatti i pezzi in origine sono semplici, facili da produrre, hanno dimensione ridotte.

Le grid-shell, dall’esempio costruttivo di Frei Otto, hanno acquisito un loro ben precisa identità nel campo dell’ingegneria edile; sono strutture che risultano resistenti per forma, ossia la loro forma legata alla rigidità complessiva e all’ancoraggio in determinati punti fa si che si possano realizzare luci molto ampie e design spaziali molto fluidi e di grande impatto visivo.

Le tecniche necessarie per la realizzazione delle grid-shell in legno necessitano essenzialmente di 2 passaggi fondamentali:

il primo passaggio, richiede l’assemblaggio delle bacchette dritte per formare una griglia piana più o meno complessa, disegnando la forma richiesta su di una superficie, quindi un graticcio di forma ortogonale;

il secondo passaggio, richiede la deformazione per flessione degli elementi del graticcio orizzontale. Viene sfruttata l’estrema elasticità del legno, che consente alla maglia di piegarsi e conformarsi nella forma tridimensionale richiesta. Il legno, flettendosi, modifica la geometria delle maglie che passano da rettangolari a romboidali.

Piegati questi elementi, si passa al loro fissaggio al terreno e all’irrigidimento legandoli tra di loro con assi diagonali, cavi di acciaio o altri elementi necessari a conferire all’insieme la rigidità strutturale richiesta. La forma, come si può ben comprendere, è dettata dalla deformazione del materiale, e non può in fase progettuale essere definita dettagliatamente. Ecco perché una corretta e attenta progettazione può portare ad un risultato il più possibile vicino all’idea del progettista.

Padiglione del Giappone per l'expo di Hannover di Shigeru Ban, 2000

Padiglione del Giappone per l’expo di Hannover di Shigeru Ban, 2000

Le grid-shell, quindi, nella loro complessità e formale bellezza sono frutto di un’idea semplice, economica, eco-sostenibile. Nascono in un’era di passaggio tra un processo manuale-manifatturiero ad uno di tipo seriale-industriale. Questo tipo di elemento si colloca perfettamente tra questi due mondi frutto di ere e di tecnologie diverse.

La produzione degli elementi richiede macchinari piccoli, poco ingombranti e economici, una fase iniziale tipica di un processo industriale, ma le fasi successive che non prevedono giunzioni ne l’uso di collanti, ma solo bullonature, un carattere tipico della produzione artigianale.

Smontaggio e sostituzione dei pezzi sono semplicissimi, rendendo economica anche la parte manutentiva dell’impianto oltre che totalmente riciclabile.

Weald & Downland Museum di Edward Cullinan, Sussex, 2002

L’architetto Edward Cullinan vince, proprio per questo, il primo premio “Wood Awards” nel 2003 con la sua grid-shell realizzata per il Weald & Downland Museum del 2002 nel Sussex.

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Woodhome a Fratte Rosa, Gridshell.it, 2013

Le grid-shell con le loro forme, la tecnologia costruttiva artigianale e industriale, lo schema rigido del graticcio e quello morbido e irregolare del guscio, l’aspetto a metà tra tradizionale per l’impiego di materiali antichi e moderno per le sinuose curve, trovano il loro naturale habitat nel contesto urbano dialogando perfettamente con lo spazio antropizzato e quello naturalistico.

La loro leggerezza e la loro immagine si legano perfettamente a contesti diversi, sia rurali che urbani, creando dialogo tra gli elementi, legandoli in forme e composizioni mai uguali. Complessi software di progettazione parametrica, basasti su algoritmi generativi, consentono di immaginare queste strutture in fase di progettazione e di stabilire con relativa precisione forme e rinforzi per una resa strutturale perfetta. Ciò che viene fuori è una complessa intelaiatura capace di generare forme che rispecchiano la complessità della società contemporanea.

La tecnica prende spunto da antichi mestieri, da forme sviluppate negli antichi filatoi dove trama e ordito in differenti combinazioni realizzavano preziosissimi tessuti, o dalle tecniche ancestrali di tribù australiane che sapientemente intrecciavano il flessuoso e resistentissimo bamboo.

Un sistema strutturale perfetto, che consente di scaricare tutti i pesi, in verticale, sui sostegni laterali e le spinte ortogonali del vento o della neve vengono trasmessi e riassorbiti dal sistema di cavi che corre diagonale rispetto alla griglia.

In Italia solo un gruppo di ricerca guidato dall’arch. Sergio Pone dell’Università degli Studi Federico II di Napoli si sta occupando di questo tipo di struttura sin dal 2006.

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Grid-shell in accoya d’Australia

Lo stesso arch. Pone, in collaborazione con gli arch. Sofia Colabella e Alberto Pugnale, docente presso la Melbourne School of Design, hanno progettato nel 2014 la prima grid-shell post-formata in accoya d’Australia (un tipo di legno molto durabile e con grande stabilità dimensionale) capace di resiste alle condizioni più estreme, ad elevate prestazioni meccaniche e atossico.

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LEGNO TRASLUCIDO

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Apr 212016
 

Il legno come materiale da costruzione lo conosciamo tutti. E conosciamo tutti le sue intrinseche proprietà e qualità. Negli anni la tecnologia nell’uso di questo materiale si è evoluta facendogli raggiungere traguardi una volta impensabili, basti pensare al legno lamellare resistente come un acciaio ma pur sempre realizzato con lo stesso materiale.

Ma fino ad oggi nessuno si era spinto fino questo livello, creando un nuovo tipo di legno capace di oltrepassare pure i suoi naturali limiti fisici.

I ricercatori dell’università della KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, sono riusciti ad alterare le sue caratteristiche fisiche fino a farlo diventare trasparente, o meglio traslucido.

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Per ottenere questo miracolo, i ricercatori dell’Università svedese, hanno elaborato un processo alquanto sofisticato. Hanno per primo tolto la lignina dal legno, la fibra naturale che lo costituisce e che ne determina anche la colorazione. Per cui il legno così trattato è diventato bianco. A questo punto è stato aggiunto un polimero, il metil metacrilato prepolimerizzato (PMMA) capace di cambiare l’indice di rifrazione della luce del legno mantenendone la struttura. In questo modo, alterando la densità della cellulosa, è possibile alterare le sue proprietà ottiche modificandone di conseguenza anche il grado di trasparenza.

Le possibili applicazioni sono diverse: una prima sperimentazione è stata effettuata provando a sostituire il vetro delle finestre con questo nuovo materiale traslucido. Il legno risulta essere molto più leggero del vetro e allo stesso tempo molto più resistente; abbassa anche il costo di produzione e potendo variare il grado di densità è possibile ottenere finestre più o meno trasparenti, quindi in grado di far passare la luce e di garantire la privacy agli occupanti.

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Ma la vera rivoluzione verrebbe dalle celle solari trasparenti. Il tessuto del legno, infatti, provoca una maggiore dispersione della luce a causa della propria struttura interna per cui, la luce, verrebbe trattenuta sul materiale per un tempo assai più lungo di quello che accade sul normale vetro. Applicando piastrine solari trasparenti su questa superficie, l’interazione tra la piastrina e la luce, renderebbe molto più efficenti queste celle solari. Inoltre, il loro costo sarebbe notevolmente inferiore rendendo queste ultime molto più competitive a livello economico ed in grado di confrontarsi con sistemi tradizionali per la produzione di energia. Una massiccia applicazione di questo sistema in architettura consentirebbe notevoli risparmi in ambito energetico e notevoli passi avanti sull’impatto ambientale e il riciclaggio dei materiali.

Il team di studiosi, sta verificando diverse opzioni, testando differenti essenze lignee e prendendo in considerazione soprattutto materiali provenienti da fonti rinnovabili e dal riciclo, in modo da mantenere bassi i costi di produzione.

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LEGNO: LATIFOGLIA VS CONIFERA

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Nov 122013
 
Questo argomento è anche in versione: IO STUDIO Arrow IoSTUDIO

In natura, le piante vengono classificate in due gruppi ben distinti, proprio in virtù delle loro differenti caratteristiche riproduttive. Le piante appartengono quindi a due grandi famiglie conosciute con i nomi scientifici di angiospermӕ e gymnospermӕ.
Le angiospermӕ sono piante più evolute rispetto alle gymnospermӕ perché hanno un sistema riproduttivo più complesso. Infatti, la parola angiospermӕ significa pianta con gli ovuli chiusi da un ovario in cui i semi sono raccolti all’interno di un frutto. All’interno di questo gruppo ritroviamo le piante che sono comunemente chiamate LATIFOGLIE, ossia piante che hanno le foglie larghe in contrapposizione con le gymnospermӕ che hanno in genere foglie aghiformi.

LATIFOGLIE

Le latifoglie possono essere piante di tipo erbaceo oppure legnose, piante arbustive o arboree ed avere foglie persistenti oppure caduche. Le foglie, proprio per la loro forma, possono essere molto varie: semplici oppure formate da più foglioline, con i margini lobati, seghettati, dentellati, ecc.

foglie

Le latifoglie comprendono al loro interno un vasto numero di alberi presenti natura. Tra questi troviamo il pioppo, l’ontano, la betulla, il nocciolo, il faggio, il castagno, il tiglio, l’acero, il frassino e molti altri.

CONIFERE

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Le conifere, si differenziano dalle latifoglie per un sistema riproduttivo molto più semplice e in qualche modo arcaico. Infatti, questo tipo di piante è l’unico gruppo superstite di quelle molto diffuse nell’era paleozoica, che prendevano il nome di Pinofite. La caratteristica fondamentale di queste piante è che l’ovulo, da cui si formerà il seme, non è protetto da un ovario, ma è solo appoggiato a una foglia modificata. Se osserviamo ad esempio i pinoli, che sono i semi del pino, questi sono semplicemente appoggiati a una squama della pigna e non sono racchiusi all’interno del frutto come accade, ad esempio, ai noccioli delle ciliegie.

Pigna e pinoliLe conifere, devono il loro nome alla forma dei loro frutti, basti pensare alle pigne appunto. Le conifere sono tutte piante legnose (alberi o arbusti), le foglie sono quasi esclusivamente aghiformi, sono piante sempreverdi con l’unica eccezione del larice. I frutti sono, come detto, legnosi ed aventi forma conica o tondeggiante.

La famiglia delle conifere comprende gli abeti, i pini, i larici, i cedri, ecc.

http://www.incendiboschivi.org

Articoli1

PANNELLI: l’evoluzione tecnologica del legno

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Dic 132011
 
Articolo scritto dagli alunni della 1D/2011
Arcifa Giulio – Leontini Alessandro – Parrinello Roberta – Ursino Camilla

Prefazione a cura del prof. Betto

Gli alti costi economici e soprattutto quelli in termini ambientali nello sfruttamento del legno per necessità edilizie e di arredo, hanno messo in crisi un sistema quale quello del mobile. Gli esperti del settore, consci dell’improponibilità di un processo industriale che, cozzava violentemente con necessità ambientali e ritmi biologici della natura, hanno dovuto rivedere profondamente questo processo. Nuove tecnologie e procedure, hanno consentito di realizzare, anche attraverso quelli che venivano considerati scarti, nuovi prodotti con caratteristiche estetiche, meccaniche e tecnologiche pari a quelle del legno massello. Nasce così l’industria del Pannello che ha rivoluzionato il modo di fare mobili, ponendo grande attenzione alla natura e consentendo di abbassare notevolmente i costi senza perdere in qualità.

Questi nuovi prodotti ci vengono raccontati da alcuni alunni della classe 1D in modo approfondito e dettagliato. Vi invito quindi alla lettura.

Pannelli

CHE COSA E’ UN PANNELLO?

Un pannello di legno è un prodotto composto da elementi primari derivanti dalle diverse tecniche di trasformazione del legno, di spessore variabile. Gli elementi primari più utilizzati sono: segato, sfogliato, tranciato, particella e fibra. Utilizzando questi elementi, è possibile comporre e creare prodotti diversi con caratteristiche e prestazioni differenziate che prendono appunto il nome di PANNELLI DI LEGNO.

Il motivo per cui conviene utilizzare pannelli al posto del legno massello è dovuto all’estrema variabilità della forma e delle dimensioni dei tronchi ricavabili dagli alberi. Disporre di superfici ampie di legno senza giunzioni e difetti non è sempre possibile; per questo i tecnici del legno si sono orientati alla fabbricazione di pannelli di legno dalle dimensioni standard.
Inoltre, la progressiva diminuzione delle risorse lignee ha obbligato sempre più i tecnici a studiare nuove forme di ottimizzazione del legname, sfruttando al massimo anche quella parte di legno precedentemente considerata scarto e quindi non utilizzabile. Da qui è nata la produzione di pannelli di fibre e di particelle e questo ha sostanzialmente modificato il ciclo produttivo del legname. L’attività che, era propriamente artigianale è diventata un’attività prettamente industriale. Per questo motivo, l’industria del pannello oggi in Italia, come negli altri paesi europei, ha acquistato una grande importanza soprattutto nel campo del mobile.
La produzione si è sempre più articolata ed oggi si contano diversi tipi di pannello. Di seguito una raccolta in ordine alfabetico di queste soluzioni che, non vuole essere ne esaustiva ne definitiva, ma semplicemente un’indagine conoscitiva e un approfondimento didattico:


BILAMINATO
Pannello con le due superfici ricoperte da sottili foglie di laminato plastico.


COMPENSATO

Costituito da tre sfogliati disposti con fibre perpendicolari tra loro per uno spessore totale di circa 3mm. La disposizione delle fibre in senso ortogonale, serve a conferire al pannello maggiore resistenza, “compensando” appunto le carenze in una direzione, intrecciando le fibre.


Compensato-curvatoCOMPENSATO CURVATO
Costituito da sfogliati o tranciati umidificati e disposti su controsagome che, tramite l’azione del calore, si curvano prendendo la forma della sagoma stessa. L’utilizzo più comune sono le scocche di poltrone e sedie. Le specie impiegate sono il Pioppo la Betulla e il Frassino.


COMPENSATO MARINO
Multistrato composto da sfogliati incollati con colle ad alta resistenza all’acqua, alle temperature e agli sbalzi termici. Lo spessore varia da 3 a 40 mm e gli impieghi sono soprattutto quelli della nautica.


CONTROPLACCATO
Qualsiasi tipo di pannello a base legno con le due superfici rivestite da tranciati o precomposti decorativi. Garantisce ottime doti di stabilità e buone resistenze meccaniche.


FIBRA (Pannello di)
Tradizionalmente noto con i nomi commerciali Faesite, Masonite e Ledorex; è composto da fibre di legno ottenute mediante sfibrature con procedimento ad umido. Si suddividono in: Compressi e non Compressi. I primi, molto compatti e pesanti con spessore massimo di 8-10 mm.


LAMELLARE MASSICCIO
Pannello composto da molteplici listelli di legno massello di ugual larghezza e spessore ma di lunghezza diversa, incollati tra loro e uniti per testa con particolari giunzioni a pettine. Lo spessore è variabile da 10 a 55 mm.


LISTELLARE
È costituito da una parte strutturale formata da listelli di abete o altri legni dolci rivestita sulle due facce da compensato o pannello di fibra e solitamente controplaccato con impiallacciature o MDF. Ottimo per strutture portanti di mobili.


M.D.F. (Medium Density Fiber)
Pannello di fibre di media densità composto da piccolissime e regolari fibre di legno (soprattutto latifoglie), disposte uniformemente ed omogeneamente su tutto lo spessore, ed incollate con specifiche resine sintetiche (Ureiche o Fenoliche). La densità è media, è lavorabile nelle tre direzioni compresa la tornitura e l’intaglio. Grazie alla sua superficie compatta e omogenea è ideale per placcare superfici da laccare. Lo spessore varia da 3 a 50 mm. Le sue proprietà meccaniche sono scarse e andrebbe evitato per parti strutturali sollecitate (strutture di librerie ecc.).


MULTISTRATO
È costituito da almeno 5 sfogliati disposti con le fibre perpendicolari tra loro ed incollati con collanti ureici o fenolici. Lo spessore varia da 5 a 50 mm e le specie legnose più utilizzate sono il Pioppo e la Betulla per quelli d’uso comune, e faggio, rovere, teak, mogano ed altre specie legnose esotiche per quelli speciali. Garantisce buone prestazioni meccaniche, la stabilità è discreta, la lavorabilità ottima e gli impieghi molteplici.


NOBILITATO (Pannello)
È solitamente costituito da un supporto di pannello di particelle o di fibra con una o ambo le superfici ricoperte da carte melaminiche. Le prestazioni d’uso sono sufficienti ed è solitamente impiegato per ripiani ed arredi di non particolare pregio. Le carte del rivestimento riproducono anche le venature dei legni maggiormente utilizzati nell’arredamento.


O.S.B. (Orientated Structural Board)
È costituito da sottili strisce di legno tenero aventi ugual spessore e diversa lunghezza e larghezza, disposte in modo da formare diversi strati incrociati tra loro.


PANIFORTE (Pannello di)
È un sinonimo di listellare.


Pannelli-di-particellePARTICELLE (Pannello di)
È ottenuto pressando una determinata quantità di particelle (solitamente pioppo) miscelate con opportune colle sintetiche (ureiche o fenoliche). In commercio se ne trovano di svariati tipi:

Omogeneo – Costituito da particelle sottilissime disposte uniformemente ed omogeneamente per tutto lo spessore.
A Granulometria Progressiva – Particelle sottilissime per le superfici e di media e grossa granulometria per lo stato centrale.

Stratificato – Sullo spessore sono evidenti tre o cinque strati di particelle. Quelle superficiali sono finissime ed omogenee, quelle degli strati mediani più grossolane.

In tutti i tipi, lo spessore varia da 3 a 50 mm e in funzione del tipo di incollaggio possono essere utilizzati sia per esterni che per interni. Si presta molto bene per ottenere i pannelli nobilitati. Vista la particolare composizione, non devono essere confusi con i più grossolani truciolati.


PARTICELLE DEL TIPO SOTTILE (Pannelli di)
È del tipo omogeneo ed ottenuto con procedimenti a calandra. Solitamente lo si utilizza per fondi, schienali e superfici di pannelli tamburati, listellari e sandwich. Spesso viene nobilitato con speciali carte melamminiche decorative. Lo spessore varia da 3 a 10 mm.


TAMBURATO
Pannello costituito da struttura perimetrale in listelli di Abete o Pioppo, inserto centrale in cartone alveolare (bugno) o losanghe di legno e superfici in compensato o pannello di particelle del tipo sottile variamente placcate e rifinite. La sua leggerezza, l’elevata stabilità e la notevole lavorabilità dei bordi fanno del tamburato uno dei semilavorati più utilizzati per strutture portanti di arredi (spalle, fianchi, tops, mensole, ripiani, ed ante di grandi dimensioni).


TRUCIOLARE (Pannello)
È spesso usato impropriamente per definire il pannello di particelle. A differenza di questo, è costituito da grossi trucioli disposti disomogeneamente per per tutto lo spessore. È utilizzato per elementi non in vista e non sottoposti a carichi e per sottopavimentazioni come materiale isolante.