Lug 092019
 

I robot finora realizzati, non sono stati altro che macchine in grado di eseguire operazioni rigide, sempre uguali, programmate attraverso software da esseri umani. Il loro scopo era quello di semplificare il lavoro soprattutto in azioni ripetitive e stancanti, ma che richiedono grande precisione. Nessun robot, finora, è stato in grado di auto percepirsi, cioè di imparare, di avere coscienza di sé e capacità autonome di movimento e di azione nello spazio intorno ad esso. Questo fono ad oggi. Infatti le cose potrebbero rapidamente cambiare perché un team di ricercatori della Columbia University ha realizzato quello che sembra essere il primo robot in grado di imparare, il primo robot autocosciente. La macchina inizialmente è totalmente ignorante e ignora tra l’altro il suo stato e la sua forma, e non è altro che un meccanismo i cui movimenti sono assolutamente casuali. Il primo step, è un periodo di apprendimento dove vengono fatti compiere una serie di movimenti ripetitivi che servono a descrivere lo spazio nel quale esso può muoversi e quindi quali sono i movimenti che può compiere. E’ stato realizzato un braccio robotico molto simile a quelli utilizzati in ambito industriale, il quale ha iniziato, così, a muoversi in maniera casuale registrando circa un migliaio di movimenti e azioni nello spazio, ognuno definito da circa 100 punti. Poi, utilizzando un sistema di Machine Learning il robot ha analizzato tutti i dati raccolti per costruire un modello rudimentale di se stesso. Si è trattato di un primo step; la macchina ancora non sa come è fatta, di quanti pezzi è composta e quali sono le sue possibilità all’interno dello spazio nel quale opera.

A questo punto i ricercatori hanno inserito un oggetto all’interno dello spazio di azione del braccio robotico e hanno chiesto alla macchina di prendere l’oggetto e di spostarlo in una posizione ben definita. Grazie al semplice gesto ripetuto migliaia di volte, il braccio è stato in grado di ricalibrare la sua posizione nello spazio, e dopo sole 35 ore di addestramento è riuscito a ridefinire la propria posizione e la propria composizione correggendola di circa 4 cm rispetto alla prima fase, ma non solo, è stato in grado anche di prelevare l’oggetto nello spazio attorno a sé e di posizionarlo nel luogo di destinazione con una percentuale di errore praticamente nulla. La cosa straordinaria è stata che il robot è riuscito a portare a termine la stessa operazione con un percentuale di precisione del 44% in un’aria esterna allo spazio delimitato, quindi, in un’area completamente sconosciuta. Il risultato è stato giudicato sorprendente perché, come ha detto Kwiatkowski (uno dei ricercatori) è come essere riusciti a prendere un oggetto ad occhi bendati in un posto sconosciuto.

Ma l’esperimento non si è fermato qui: i progettisti hanno sostituito un pezzo del braccio meccanico con uno danneggiato. Il robot, incredibilmente si è accorto del difetto e ha ricalibrato i suoi movimenti così da compensare il guasto e riportare la sua percentuale di precisione, nell’esecuzione dell’operazione, al 100%. Lipson, l’altro ingegnere a capo della ricerca, ha commentato in maniera entusiasta questa capacità di auto vedersi e di ricollocarsi all’interno di uno spazio che, per una macchina, rappresenta la prima volta in assoluto.

A questo punto si aprono, ovviamente, nuovi scenari: Lipson e Kwiatkowski sono consapevoli delle implicazioni che questa nuova tecnologia comporta. Realizzazione di macchine pensanti e capaci di agire in maniera autonoma in situazioni non previste dai programmatori. Se da un lato questo potrebbe portare alla costruzione di robot capaci di adattarsi a situazioni completamente diverse e non previste durante la fase di programmazione, dell’altro potrebbe generare situazioni poco controllabili e prevedibili come ad esempio la creazione di macchine da guerra capaci di adattarsi a situazioni improvvise, capaci di eliminare bersagli umani in situazioni sempre diverse quindi una tecnologia nuova, moderna, futuristica, ma da utilizzare con grande attenzione.

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Apr 092019
 

Il futuro delle tv e qui: ce lo presenta LG con il nuovo TV OLED R Signature un grande pannello da 65“ arrotolabile presentato come nuovo sistema audiovisivo con la sigla 65R9. Si tratta di un innovativo sistema capace di cambiare forma perché lo schermo scompare all’interno di una scatola che contiene anche un potente sistema audio.

Già l’anno scorso con il modello W, LG aveva iniziato a trasformare il televisore in un elemento di arredo. Un foglio con pochissimo spessore appeso alla parete quasi sospeso. Ma in quel caso lo schermo restava comunque lì anche quando spento con il suo ingombro nero. Il nuovo OLED R, cambia completamente il concetto di TV che arreda perché scompare completamente o si integra con lo spazio che lo circonda. La R del suo nome sta per arrotolabile (Rollable), ma verrebbe da dire anche “rivoluzionario” per la gestione degli spazi e dello schermo.

Questo TV, infatti, offre tre differenti opzioni di visualizzazione, la prima FullView in cui la TV è uno schermo 16:9 normale; una seconda chiamata LINE, in cui viene mostrata solo una parte dello schermo con informazioni principali, piccoli schermi all’interno, widget e interfaccia interattiva. Infine abbiamo la modalità ZEROView in cui lo schermo è completamente avvolto all’interno della soundbar e quindi resta visibile solo la parte audio senza quella video. 

Gli utenti possono scegliere tra tre diverse configurazioni, quella clock in cui è possibile visualizzare l’ora e il meteo, la modalità frame nella quale si possono visualizzare, come in una cornice digitale, le foto della famiglia condivise dallo smartphone e la versione mood che fa uso dei colori per creare atmosfere e colorare l’ambiente, la versione music con la sola parte audio, la selezione delle stazioni radio o della musica preferita anche dallo smartphone e la Home Dashboard per il controllo della casa intelligente e delle diverse apparecchiature domestiche.

La parte prettamente digitale di questo nuovo schermo è un processore Alpha 9 di seconda generazione con integrato il WebOS 4.5 e gli assistenti vocali quali Alexa ed AppleTV. Per la prima volta in collaborazione con Apple, questi schermi integreranno tutti servizi Apple come Apple AirPlay 2 e HomeKit che renderanno possibile controllare il TV direttamente dal telefonino o dal tablet chiedendo a Siri.

Per quanto riguarda la parte audio integrata nella SoundBar il televisore ha Dolby Atmos 4,2 canali e 100 W di amplificazione chiusi all’interno di una scatola in alluminio spazzolato con una griglia anteriore per gli speaker disegnata dalla danese Kvadrat. 

Bello, bellissimo sicuramente, futuristico pure, ma l’unica cosa che probabilmente di questo OLED R resterà fuori dalla portata del grande pubblico sarà certamente il prezzo non ancora definito.

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Feb 132019
 

Infinite soluzioni in campo architettonico proposte per rendere le case del futuro non solo meno energivore, ma soprattutto più smart e piacevoli da vivere. Alla prima edizione del Klimahouse Startup Award, moltissime startup, hanno proposto idee e progetti per la casa smart del futuro, vediamone qualcuna.

LA MATTONELLA ELETTRICA DI VERANU

Le soluzioni ideate sono moltissime e tutte di grande livello ad iniziare dalla piastrella che produce energia prodotta dalla società chiamata Veranu, una pavimentazione che utilizzando l’effetto piezoelettrico, riesce rogare 2 watt di potenza per ogni passo compiuto da una persona. Bastano in pratica 20 passi per accendere un lampione a luci LED.

La mattonella smart di Veranu

IL SISTEMA INTEGRATO DI GREENOVATION

La società Greenovation ha sviluppato tutto un sistema per consentire di abbattere i consumi degli energetici degli edifici creando una piattaforma in cui l’utente deve solo inserire i dati base sull’immobile e il sistema genera un progetto di qualificazione energetica completo e personalizzato inoltre è possibile anche ottenere una lista degli impiantisti o dei tecnici in grado di effettuare i lavori nella zona di riferimento. Il sistema è anche in grado di inviare messaggi di allarme nel caso di malfunzionamento o di situazioni anomale.

Il sistema Greenovation

LYT SONIC LA LAMPADA ANTIFURTO

Authometion, invece, ha creato una lampadina a LED a bassissimo consumo energetico chiamata Lyt Sonic che non ha solo lo scopo di illuminazione ma attraverso l’analisi delle onde subsoniche, riesce a rilevare le intrusioni all’interno gli ambienti domestici. In pratica questa lampadina integra un sistema di allarme connesso a Internet che notifica immediatamente al proprietario o ai servizi di sicurezza, l’allarme per l’infrazione.

La lampada smart Lyt Sonic

LA CASA MODULARE DI MODOM

Modom ha, invece, realizzato un sistema costruttivo multistrato, paragonabile a una sorta di mattoncini componibili facili e veloci da montare. Si tratta di pannelli che vengono assemblati secondo uno schema e che consente di ottenere il massimo isolamento, integrando tutti gli impianti.

I pannelli vengono montati tramite incastri ho giunzioni ed è possibile aggiungerne o rimuoverne alcuni in modo semplice anche dopo aver completato la costruzione.

La casa modulare di Modom

UN ISOLANTE DAGLI SCARTI DELLA LANA

Anche l’isolamento termoacustico ha il suo momento di gloria attraverso il progetto della società Brebey. Si tratta di un procedimento che consente di utilizzare gli scarti di lavorazione della lana per realizzare pannelli termo acustici per gli edifici residenziali e gli uffici. Si tratta di un procedimento che ottiene, dalla lavorazione della lana, un tessuto-non-tessuto elastico, compatto con prestazioni decisamente superiore rispetto ai tradizionali isolanti a base di fibre di lana. Sul mercato è già disponibile un pannello chiamato Tecnolana 4075.

Il pannello termoisolante Tecnolana 4075

UN VETROMATTONE ENERGETICO

Il classico vetromattone, utilizzato dove non è possibile aprire finestre per consentire il passaggio della luce diventa anch’esso smart. SBskin progetta vetromattoni che integrano celle solari terza generazione da istallare all’esterno sulle facciate o sulle copertura, così da produrre energia oltre che a ricevere la luce del sole. E’ possibile anche decorare i mattoni creando effetti accattivanti.

I vetromattoni fotovoltaici di SBSkin

UN GIARDINO PENSILE PER TUTTI

Ognuno potrà avere il proprio spazio verde, anche lì dove non è possibile. Green4All progetta il primo giardino pensile, una sorta di balcone serra che può essere applicato sugli edifici esistenti per dotarli di spazi verdi.

Ma non basta; un sistema di celle fotovoltaiche produce energia mentre un altro raccoglie l’acqua piovana per il sistema idroponico il tutto con un aspetto raffinato e moderno.

Il giardino pensile di Gree4All

PORTE ANSTISISMICHE

Si chiama Quick Saver la soluzione di porta innovativa contro i sismi prodotto dall’italiana Lf System Italia. Una barra d’acciaio e un serie di cuscinetti riescono ad assorbire e dissipare l’energia di un sisma evitando che la deformazione impedisca alle porte di aprirsi. In questo modo restano libere le vie di fuga in caso di necessità.

La porta antisismica Quake Saver

LA REALTA’ VIRTUALE IMMOBILIARE

Anche il campo della vendita o dell’affitto di soluzioni immobiliari diventa smart. La startup inVRision realizza stanze virtuali che simulano i contesti reali dove il cliente può toccare con mano il progetto o l’appartamento da acquistare. Per la prima volta egli vive un’esperienza immersiva all’interno dello spazio a lui congeniale potendone simulare sia la conformazione che l’arredamento desiderato. E’ già stato creato il prototipo di ResiZone, un motore VR per l’arredamento e gli agenti immobiliari.

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Mag 102017
 

Fidget Spinner06

Anche l’Italia, ma soprattutto gli studenti italiani di tutte le scuole di ogni ordine e grado sono state contagiate dalla virale semplicità di un piccolo anti-stress chiamato Fidget Spinner. Si tratta di un’idea semplice ma indovinata, una moderna trottola in grado di incantare chi la usa.

Ha già conquistato gli Stati Uniti, dove i ragazzi non riescono a farne a meno e come tutte le mode che arrivano da oltre oceano anche questa sta diventando in brevissimo tempo un must nel nostro paese.

Fidget Spinner01

Il sistema di funzionamento è semplicissimo; un corpo centrale rotondo e piatto che può essere tenuto tra le dita della mano, dotato di un sistema di cuscinetti a sfera a cui è agganciato un corpo dotato di 2 o 3 alette. Colpendo queste ultime con un dito dell’altra mano, il sistema di cuscinetti a sfera del perno centrale, consente una rotazione delle alette quasi senza attrito. Sul mercato immediatamente sono comparse innumerevoli varianti per forma, colore e dimensione. Alcune sono anche dotate di luci LED e si illuminano al buio durante la rotazione rendendo l’effetto ancora più coinvolgente.

NEW YORK, NY - MAY 5: In this photo illustration, a woman holds a fidget spinner, May 5, 2017 in the Brooklyn borough of New York City. Fidget spinners have become the latest toy sensation and some schools have banned them because they've become a distraction. (Photo Illustration by Drew Angerer/Getty Images)

Un giochino semplice, economico, personalizzabile e geniale. Ma da dove arriva questo giochino?

Pare che l’ideatrice sia stata una signora americana, una certa Catherine Hettinger che ideò questo semplice oggetto circa 20 anni fa. La motivazione che portò Catherine a creare Fidget Spinner, fu dovuto al fatto che la figlia si era affetta da una malattia autoimmune conosciuta come miastenia gravis. In pratica questa malattia porta chi ne è contagiato ad un perenne stato di debolezza e affaticamento, così Catherine per intrattenere la figlia e fornirle uno strumento semplice e leggero per muoversi creò questa trottolina che brevettò nel 1997. Catherine non avrebbe mai potuto immaginare il successo planetario che questo oggetto avrebbe riscosso dopo 20 anni e così nel 2005 non ha rinnovato il brevetto a causa di gravi problemi economici.

Fidget Spinner04

Fidget Spinner05Intervistata ultimamente, comunque Catherine, si dice contenta che un suo progetto, indipendentemente dall’aspetto economico che la vede danneggiata, sia servito e risulti utile a tante persone nel mondo.
In ogni caso Fidget Spinner, ha conquistato anche il mondo e non è difficile vedere i nostri alunni all’opera con questi giocattolini dalla semplicità disarmante o gareggiare a chi ne colleziona di più.

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Mar 312016
 

Oggi è una giornata molto particolare per il mondo della tecnologia e debbo dirvi che anche io l’ho scoperta con sorpresa nel mio continuo girovagare sulla rete. Oggi, infatti si celebra il WORLD BACKUP DAY.

world-backup-day

Di cosa si tratta? Leggendo le pagine del sito di riferimento, create qualche hanno fa dalla comunità indipendente, si evince che nell’uso dei devices elettronici (computer, cellulari, tablet, ecc.) il 30% degli utenti, non effettua mai il backup dei dati, ossia la copia di sicurezza delle proprie informazioni sensibili (foto, rubrica, password, indirizzi web preferiti, ecc.).

Si scopre, inoltre, che ogni minuto 113 cellulari vanno perduti o danneggiati con la conseguente perdita di tutte le informazioni contenute, che il 29% degli incidenti che causano la perdita di tutte le informazioni è accidentale e che ogni mese 1 computer su 10 viene infestato da virus in maniera irrecuperabile.

Il sito ha quindi istituito una giornata mondiale del backup con la quale esorta gli utenti informatici a effettuare regolarmente il salvataggio delle proprie informazioni, su altro disco o sul cloud, ma scherzosamente fissa questa data come un impegno irrinunciabile a cui tutti debbono aderire.

Lo slogan, simpaticissimo è:

NON FARTI FARE UN PESCE D’APRILE!

Dopo aver suggerito come farlo, si procede al solenne giuramento:

“Giuro solennemente che il 31 marzo farò il backup dei miei documenti e ricordi preziosi.”
Parlerò anche ai miei amici e familiari del World Backup Day: non posso sopportare l’idea che i miei amici siano sprovvisti di backup!

A parte gli scherzi, è un’iniziativa lodevole e io a scanso di equivoci ho già provveduto a fare il backup dei dati dai miei dispositivi elettronici (non si sa mai!) 😉

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Mar 312016
 

Aree_tematiche baseIl lavoro di aggiornamento e semplificazione del nostro sito è quasi completato. Parte oggi sito anche la nuova sezione AREE TEMATICHE.

Si tratta di una grande sezione che raccoglie al suo interno tutti gli articoli, le news e le informazioni relative a diverse aree di interesse di cui ci siamo sempre occupati e delle quali esistono anche delle omologhe pubblicazioni sulla rivista FlipBoard. Sto parlando di Costruzioni, Materiali, Energia, Trasporti.

Nuove icone sia sul widget che nelle pagine, rimandano a specifiche raccolte di articoli di approfondimento o ambiti di studio su quel settore di interesse. Curiosità, rumors dalla rete, progetti, manifestazioni, eventi e quant’altro legato agli argomenti di maggior interesse nella Tecnologia. Ma diamo insieme uno sguardo a questi settori di interesse:

Edifici3 COSTRUZIONI
Il mondo dell’edilizia, dell’ingegneria e delle grandi opere, ma con un occhio anche al design e alla sostenibilità delle opere realizzate o da realizzare. Uno spaccato sul mondo dell’ingegneria estrema e delle mega costruzioni attraverso una ricerca e una selezione a cura del sottoscritto.
MATERIALI Materiali
Materiali antichi e moderni, soluzioni consuete e innovative tecniche di lavorazione. Analizziamo i nuovi traguardi delle scienze e della ricerca, per scoprire come si creano nuovi materiali o come si possono trasformare, migliorandoli, i prodotti utilizzati di consuetudine nell’industria.
Airbus A380 TRASPORTI
Aerei, treni super-veloci, auto che si guidano da sole, droni e avveniristici mezzi che sfidano le leggi della fisica. Un occhio attento ai saloni e alle manifestazioni internazionali dove prototipi e mezzi innovativi vengono presentati al grande pubblico. Un occhio attento e curioso alle piccole e grandi scoperte che modificheranno profondamente i trasporti come oggi li conosciamo.
ENERGIA electricity
Fonti e forme di energia. Soluzioni tradizionali e innovazioni fantascientifiche. Progetti e speranze alla ricerca della soluzione definitiva ai problemi energetici del mondo moderno con uno sguardo attento ai problemi ambientali e alla eco-compatibilità delle nuove fonti di energia.

Tutto questo lo potrete leggere su queste pagine o sulle nostre riviste FLIPBOARD e da oggi anche sul nuovo sito ilTECHNOlogico.it a cura del sottoscritto e dalla casa Editrice Lattes Editori di Torino.

LE ALTRE AREE TEMATICHE
Mar 292016
 

enterpriseChi non ricorda Star Trek, il mitico telefilm di fantascienza famoso per l’Enterprise, il capitano Kirk e il vulcaniano Spock? Pochi credo. Ma una delle cose che hanno sempre colpito l’immaginario collettivo e fatto desiderare ciò che si poteva fare nel telefilm è sempre stato il teletrasporto, ossia la capacità di spostare la materia (persone e oggetti) da un punto all’altro nello spazio.

Questa possibilità è già conosciuta e possibile da molto tempo, ma solo a livello quantistico, ossia delle particelle e unicamente nel loro universo (quantistico).

Oggi, però, pare che gli scienziati siano riusciti nell’intento di realizzare questo trasferimento nel campo della fisica classica, ossia della materia.

La ricerca, è stata sviluppata da due fisici dell’Università di Jena, i professori Alexander Szameit e Marco Ornigotti ed è stata descritta sulla rivista Laser and Photonics Reviews.

Teletrasporto01

La base di partenza della loro ricerca, è stata appunto la possibilità già nota nella fisica quantistica di poter trasportare a distanza e in maniera istantanea un’informazione a livello molecolare, ossia il principio di delocalizzazione spaziale delle particelle.

Gli scienziati, hanno sfruttato le caratteristiche di un particolare raggio laser la cui luce può creare quello che in gergo tecnico viene definito un “entanglement”, cioè una correlazione tra due proprietà. La particolarità è che questa volta l’entanglement si è stabilito non a livello quantistico, ma tra elementi correlati all’interno dei parametri della fisica classica.

Teletrasporto02

Marco Ornigotti, puntualizza quanto realizzato in laboratorio: “abbiamo collegato l’informazione che volevamo trasmettere a una particolare proprietà della luce“. Si tratta di un risultato mai raggiunto da alcuno; i due scienziati, hanno codificato una serie di informazioni sfruttando una particolare direzione di oscillazione del campo elettrico del raggio laser, proprietà della fisica classica, e trasmesso o teletrasportato quest’informazione sulle frequenze della luce laser. Purtroppo, paradossalmente, questa forma di trasferimento non può coprire alcuna distanza perché questo tipo di teletrasporto funziona solo a livello locale.

Per i due scienziati, questa scoperta apre enormi applicazioni legate ai sistemi di telecomunicazioni oggi utilizzate, creando nuovi e più vantaggiosi sistemi di trasferimento delle informazioni capaci di sfruttare il doppio canale del sistema quantistico  e quello classico.

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Mar 152016
 

Bottone_InnovazioneUn passo alla volta il rinnovamento completo di Educazionetecnica sta avvenendo.

Dopo la sezione sul DISEGNO, un altro tassello si aggiunge al nostro incredibile sito: INNOVATION.

Innovazione è sicuramente una parola chiave e consueta su queste pagine, ma adesso trova una sua collocazione ben precisa.

Questa revisione e ri-organizzazione è nata perché mi sono accorto che con il tempo molte cose si erano sovrapposte le une alle altre crescendo a dismisura e soprattutto rendendo la navigazione poco chiara e di difficile consultazione.

Innovation nasce per contenere tutte quelle informazioni, notizie, articoli che non sono strettamente legati con la didattica, ma informano su tutto ciò che è innovativo, sperimentale e scientifico. In pratica le vecchie sezioni MEDIA e EVENTI confluiscono in questa nuova rubrica che spazia dai nuovi materiali fino ai viaggi nello spazio.

Drone

Un settore dove anche chi non è interessato alla didattica di tecnologia, ma manifesta semplice curiosità verso il mondo dell’innovazione tecnologica, può fermarsi a leggere e scoprire piccoli grandi segreti.Schermata 2016-03-15 alle 22.54.13

Una struttura agile che semplifica la navigazione.Un mosaico di immagini e brevi descrizioni, link verso il mondo dell’informazione e della scoperta scientifica e tecnologica.

Tags, immagini sempre pertinenti, video tematici, rendono questo spazio ancora più ricco e interessante da consultare e da registrare tra i propri preferiti.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura e invitarvi a seguirci perché ancora molte cose stanno cambiando e presto ve ne darò notizia.

Buona INNOVATION a tutti. Clicca sul link di seguito:

INNOVATION

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Ago 142014
 

Quante volte ci è capitato di osservare la foto di un paesaggio e pensare: chissà come si presenterebbe quest’ambiente visto d’inverno oppure in primavera, di quali colori si tingeranno le montagne, quale potrebbe essere la luce d’estate con il sole alto sullo zenit, oppure quante volte ci è capitato di vedere la rappresentazione delle stagioni attraverso l’immagine di un albero nei suoi diversi aspetti stagionali come nella rappresentazione di seguito.

algoritmo 1

Bene, da adesso potremo comodamente seduti al nostro computer soddisfare queste curiosità.

Infatti, arriva dai ricercatori della Brown University americana, un algoritmo software, in grado di ricreare sulle immagini di paesaggi, differenti condizioni climatiche. In pratica, si tratterà di scegliere l’immagine e applicare uno degli oltre 40 filtri disponibili ricreando le condizioni che vogliamo. Potremo così vedere il nostro paesaggio innevato o alle prime luci dell’alba, far tramontare il sole e vederlo in notturna, far piovere o nevicare, insomma dare libero sfogo alla fantasia. Il tutto in modo molto semplice, ossia utilizzando il linguaggio umano come ad esempio “più neve” o “meno neve”.

Il software agisce in modo molto intelligente, utilizzando le preferenze dell’utente ed apprendendo attraverso i parametri e le indicazioni che questo andrà definendo. Ci consentirà di scegliere tra parametri oggettivi come: nuvoloso, neve, nebbia, sole, temporale, ecc. o parametri soggettivi del tipo brillante, luminoso, chiaro, cupo, ecc. Definiti i parametri l’utente deve istruire il software indicando il significato che hanno i parametri scelti. Le informazioni derivano da un immenso database con il quale è stato costruito il software dai ricercatori. Questi hanno utilizzato più di 100 telecamere sparse nel mondo che hanno scattato migliaia di fotografie nelle diverse ore del giorno e con condizioni climatiche diverse. A questo punto, questo immenso gruppo di foto è stato sottoposto ad utenti umani che le hanno categorizzate in base a propri criteri. L’insieme di tutte queste valutazioni ha fornito la base di partenza per la scelta corretta dei parametri da applicare alle foto.

algoritmo 2

Ognuno di noi, potrà così per cimentarsi nell’arte della computer grafica stupendo amici e conoscenti modificando in tempo reale le proprie foto o quelle condivise.

È ovvio che non è possibile fare tutto, il software ha evidentemente qualche limite. È infatti impensabile pensare di cambiare le caratteristiche del paesaggio, ossia togliere le foglie agli alberi nella stagione invernale o viceversa farle crescere in quella estiva. Ma comunque nell’insieme, fornisce ottimi e semplicissimi strumenti di editazione che non necessitano grandi capacità o la conoscenza di software molto avanzati come Adobe Photoshop.

Allora, non appena il software sarà disponibile per tutti, diamo voce alla nostra creatività e proviamo a creare i nostri paesaggi virtuali.

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Gen 092014
 

Ancora un’innovazione degna di nota “made in Apple”. La casa di Cupertino, sta lavorando all’integrazione sui propri MacBook o successivi dispositivi di un pico-proiettore in grado di lavorare contemporaneamente con più dispositivi in un’area condivisa. In pratica, basterà un’area coperta dal segnale wi-fi per poter condividere i contenuti tra differenti devices Apple quali iPad, iPhone e Mac da tavolo.

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pico proiettore – è in tutto e per tutto un proiettore che, a differenza degli esemplari più grandi, ha dimensioni che vanno dal pacchetto di sigarette, fino al libro tascabile. ]

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L’idea potrebbe essere quella di un rivoluzionario computer in grado di sfruttare qualunque superficie proiettando i contenuti e le immagini che prima comparivano sui monitor e al tempo stesso di condividere e interagire sui contenuti da più dispositivi contemporaneamente. L’idea porta direttamente alla scuola e ai suoi possibili impieghi e sviluppi.

Il brevetto depositato presso il Patent and Trademark Office numerato 8,610,726 viene descritto un computer portatile dal quale sono completamente assenti display, tastiera e altre periferiche (vedi immagine sotto).

brevetto-computer-proiettoreSono invece presenti solo LED o un altro sistema di proiezione equivalente e gli speaker per l’audio. L’altra innovazione riscontrabile nel brevetto è il meccanismo di ricarica a induzione su cui sta lavorando da tempo la Apple che eliminerebbe così gli antiestetici fili.

Il nuovo brevetto, che Apple accredita al progettista Anthony Fai, è già in corso di sviluppo dal 2009, anno in cui Apple fece intendere che nei futuri dispositivi, un sistema di proiezione avrebbe potuto sostituire i classici schermi. Nel marzo del 2010 Apple ha, inoltre, depositato una domanda di brevetto relativa ad un dispositivo per la proiezione.

Nel progetto, per altro molto dettagliato, non si tratterebbe solo di un semplice proiettore, ma un dispositivo utilizzabile come un computer, mobile e installabile in vari ambienti, liberando l’utente dall’uso di schermi fissi o dalla necessità di collegare schermi di proiezione dedicati. Apple parla di “desk-free computer”, proprio a suggerire la realizzazione di qualcosa completamente nuovo in grado di elaborare e trattare media diversi senza bisogno di player esterni o altri componenti dedicati.

Il dispositivo sarà in grado di rilevare colore e materiali della superficie e altre caratteristiche che possano influenzare l’immagine proiettata, ottimizzando dinamicamente l’output. Inoltre, sarà in grado di correggere e compensare angoli di inclinazione delle proiezioni al fine di evitare immagini quadrate o trapezoidali deformate. Il sistema sarà in grado di proiettare uno schermo di 40 pollici da meno di mezzo metro di distanza. Prevederà anche connessioni wi-fi o bleutooth per dispositivi di input quali tastiere e mouse.

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Mar 272013
 

Vi ricordate? L’anno scorso abbiamo già parlato di questo argomento [vedi: “IBM: le 5 innovazioni che cambieranno il mondoe trattandosi di un argomento esclusivamente tecnologico, trova posto sulle nostre pagine di pieno diritto. Si tratta dell’annuale manifestazione indetta dal gigante tecnologico americano IBM, con la quale Big Blue elenca le cinque innovazioni che potrebbero essere in grado di cambiare il modo di lavorare, vivere e divertirsi. La selezione delle 5 innovazioni si basa sulla ricerca condotta da IBM a livello mondiale per scoprire, in ogni angolo del pianeta tecnologie emergenti, tendenze sociali e di mercato che possono realizzare queste trasformazioni. Quest’anno, Big Blue ha cercato queste innovazioni in quello che viene definito “cognitive computing“. IBM ė infatti convinta che questo sarà l’anno delle macchine in grado di apprendere, adattarsi, iniziare a percepire il mondo così com’è realmente. Quindi, le innovazioni sono state ricercatore facendo riferimento ai sistemi di percezione umani, cioè i sistemi sensoriali di cui è dotato: olfatto, tatto, gusto, udito e vista.

Il cognitive computing, rappresenta il passo avanti tecnologico verso sistemi che potranno aiutarci nel lavoro e nelle attività quotidiane. Ci aiuterà a pensare, ma non penserà per noi. Ci aiuterà a informarci e ci fornirà informazioni più precise e pertinenti, consentendoci di migliorare la nostra esistenza e di abbattere ogni tipo di barriera (linguistica, razziale, geografica, ecc.).

TATTO

Toccare attraverso il cellulare.

La sfida è grande, ma pare che le tecnologie aptiche e grafiche, siano mature per questo salto tecnologico. nei prossimi 5 anni assisteremo ad una rivoluzione di alcuni settori della manifattura e non solo. Attraverso il sistema delle vibrazioni di cui sono dotati i nostri cellulari, sarà possibile simulare le caratteristiche di una superficie. In pratica, il nostro cellulare vibrerà in maniera differenziata a seconda il tipo di tessuto che stiamo toccando, simulandone al tatto la differenza. Per cui, le vibrazioni saranno diverse se il tessuto da simulare è seta oppure lino, trasferendo ai recettori sensoriali posti sulle nostre dita il senso di quello che stiamo toccando. Sarà quindi possibile scegliere un tessuto dall’altra parte del mondo e scegliere anche la trama virtualmente, visualizzando il colore e la tessitura. Già tecnologie simili esistono nel campo video ludico, dove lo spettatore giocatore viene immerso in una dimensione quadrimensionale. Oggi si stanno sviluppando applicazioni per il retail, la sanità ed altri settori, utilizzando tecnologie aptiche, sensibili alla pressione e a raggi infrarossi. Secondo IBM, questa tecnologia diventerà onnipresente nella nostra quotidianità, trasformando i telefoni cellulari in strumenti per l’interazione naturale e intuitiva con il mondo che ci circonda.

VISTA

Dal pixel un mondo di informazioni.

Scattiamo 500 miliardi di foto l’anno. Ogni minuto vengono caricate su YouTube 72 ore di video. Secondo le previsioni, il mercato globale della diagnostica per immagini crescerà a 26,6 miliardi di dollari entro il 2016. Oggi i computer comprendono le immagini solo in base al testo che utilizziamo per taggarle o intitolarle; la maggior parte delle informazioni – l’effettivo contenuto dell’immagine – è un mistero. Nei prossimi cinque anni, i sistemi saranno in grado non solo di guardare e riconoscere il contenuto delle immagini e dei dati visivi, ma trasformeranno i pixel in significato, iniziando a capirne il senso, così come un essere umano vede e interpreta una fotografia. In futuro, funzionalità simili a quelle del cervello consentiranno ai computer di analizzare caratteristiche come colore, modelli di struttura o informazioni sui margini e di estrarre elementi di conoscenza dai supporti visivi. Ciò avrà un impatto profondo su settori quali la sanità e l’agricoltura. Entro cinque anni, queste funzionalità saranno messe in pratica nel settore sanitario, dando un senso agli enormi volumi di dati medici, come risonanze magnetiche, TAC, radiografiche e immagini ecografiche, per acquisire informazioni adattate a una particolare area anatomica o a una patologia. Gli elementi critici in queste immagini possono essere impercettibili o invisibili all’occhio umano e richiedono una misurazione attenta. Essendo addestrati a discriminare che cosa cercare nelle immagini – ad esempio distinguendo il tessuto sano da quello malato – e mettendolo in correlazione con la cartella clinica del paziente e la letteratura scientifica, i sistemi in grado di “vedere” aiuteranno i medici a rilevare i problemi con maggiore velocità e accuratezza.

UDITO

Dai suoni alle emozioni.

IBM è sicura di questo, cioè che i computer del prossimo futuro, saranno in grado attraverso sofisticati sistemi di percepire, comprendere e tradurre ogni tipo di suono. Per cui, ad esempio, comprendere i lamenti di un neonato, sarà tradotto in linguaggio comprensibile dagli adulti. I computer interpreteranno ogni tipo di lamento e legandolo ad altre informazioni sensoriali o fisiologiche, come frequenza cardiaca, polso e temperatura, saranno in grado di dirci di cosa ha bisogno il bambino. Il sistema registrerà i suoni e ogni volta che si troverà di fronte ad uno nuovo, lo confronterà con gli altri, lo immagazzinerà in una banca dati e trarrà informazioni per la sua successiva interpretazione. Ad esempio, gli scienziati della IBM, stanno monitorando i suoni che i sistemi di sfruttamento dell’energia dal moto ondoso provocano nelle profondità marine, cioè se questi apparecchi, modificano o disturbano in qualche modo l’ecosistema marino.

GUSTO

Mangiare intelligente.

Sistemi complessi uniranno la chimica dei composti alimentari con la psicologia dei sapori. Ciò che piace verrà correlato con la sua composizione chimica. Dal confronto di questi dati con milioni di ricette questo sistema diverrà creativo, capace di associare chimicamente cibi e sostante che piacciono, aiutando nella scelta e nella combinazione infinita di ingredienti e prodotti. I computer, saranno in grado di analizzare algoritmicamente la composizione dei cibi e associarle ai motivi per cui alcune persone li associano ai cibi preferiti. Inoltre, più importante, i computer saranno in grado di determinare automaticamente i cibi migliori per le nostre specificità, ossia i cibi più sani e quelli più indicati per una corretta alimentazione del nostro corpo. Tutto ciò prediligendo le sostanze che noi associamo con le più buone o le preferite. Ad esempio, per malati di diabete, il sistema potrà trovare ricette e sapori piacevoli, ma capaci anche di tenere sotto controllo i livelli glicemici.

OLFATTO

Computer olfattivi.

Nel corso dei prossimi cinque anni, minuscoli sensori incorporati nel computer o nel cellulare rileveranno se state per prendervi un raffreddore o un’altra malattia. Analizzando odori, biomarcatori e migliaia di molecole nel respiro di una persona, i medici avranno un aiuto per la diagnosi e il monitoraggio dell’insorgenza di disturbi e malattie. I computer, saranno in grado di rilevare in un ambiente batteri resistenti o pericolosi per la salute umana, avvisando prontamente chi soggiorna nello spazio circostante. Pensate quali vantaggi per chi lavora in ambienti ricchi di possibili contatti con batteri patogeni come gli ospedali o i presidi medici. Secondo IBM, questa tecnologia “annuserà” le superfici per rilevarese sono state igienizzate. Utilizzando wireless mesh network, i dati su varie sostanze chimiche saranno raccolti e misurati dai sensori e apprenderanno e si adatteranno nel corso del tempo. In ambiente urbani questa tecnologia potrebbe aiutarci a mantenere pulite le nostra città, indicandoci il grado di inquinamento e le procedure da attivare per migliorare la situazione.