I GIGANTI DI LEGNO

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Mar 042017
 

Il legno é sempre stato un grande materiale da costruzione utilizzato nell’antichità, ma oggi, grazie alle nuove tecnologie e nuove soluzioni costruttive sta vivendo una seconda giovinezza. Pare che l’obiettivo che siano prefissati ingegneri e architetti è quello di raggiungere altezze sempre maggiori e soluzioni ingegneristiche sempre più avanzate.

GrattacieliLegno03

Nessuno avrebbe mai pensato all’utilizzo del legno come elemento strutturale per raggiungere grandi altezze, ma pare sia proprio questa la nuova direzione intrapresa nel campo edile. La grande resistenza, le straordinarie proprietà unite a nuove tecnologie di assemblaggio e costruttive hanno fatto sì che il legno potesse diventare il materiale idoneo anche per costruzioni di questo genere. Nuovi progetti e nuove realizzazioni puntano tutte in questa direzione, edifici sempre più alti e soluzioni tecniche capaci di assicurare una lunga durabilità e una grande resistenza ad agenti atmosferici, sismi e soprattutto fuoco.

Alcuni esempi dimostrano la bontà di questo materiale nel suo uso in campo edile, come ad esempio il Tempio della Legge Fiorente realizzato in Giappone alcuni secoli fa nella prefettura di Nara che, altro non è che una gigantesca pagoda di 32 m su 5 piani che ha resistito ai secoli superando l’azione degli agenti atmosferici, dei terremoti e anche degli incendi.

GrattacieliLegno01

Pagoda del Tempio della Legge Fiorente in Giappone

Oggi l’edificio in legno più alto del mondo si trova in Norvegia nella città di Bergen; si tratta di una realizzazione di 14 piani, ma ben presto questo primato sarà superato quando la  University of British Columbia inaugurerà in Canada un residence per studenti di ben 18 piani.

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Tratoppen a Stoccolma

Un’altra sperimentazione di costruzione verticale in legno verrà realizzata ad Amsterdam. Si tratterà di un edificio alto ben 21 piani totalmente realizzato con struttura in legno da pini provenienti dall’Europa cresciuti in coltivazioni finalizzate a questo scopo quindi assolutamente sostenibili.

Ma il progetto più avveniristico e sicuramente quello più interessante è il progetto di un grattacielo da realizzare a Stoccolma che prenderà il nome di Tratoppen.

La realizzazione di questi giganteschi edifici pone ovviamente una serie di domande e di interrogativi. Ci si chiede quanto possa essere sicuro un edificio del genere. Ovviamente un edificio totalmente in legno rappresenta una sfida affascinante data anche la bellezza e le caratteristiche del materiale di cui stiamo parlando; il legno ha un impatto ambientale enormemente inferiore rispetto ai materiali edilizi utilizzati fino ad oggi, fino al 75% in meno, e risulta essere molto meno costoso perché più semplice da assemblare, consente di realizzare strutture molto meno pesanti, fino a un quarto, gli edifici realizzati con questa tecnica necessitano di fondamenta molto meno profonde e quindi più economiche.

La tecnica oggi utilizzata per la realizzazione di questo genere di costruzioni prende il nome di CLT (Cross Laminated Timber) Incroci di Legno Lamellare, una tecnologia che consente di assemblare differenti tipi di legno disposti perpendicolarmente tra di loro, capaci di enormi resistenze meccaniche ma anche di poter miscelare insieme differenti tipi di essenze o materiali compositi.

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Tratoppen a Stoccolma

Il CLT viene assemblato in pannelli da tre assi in su, possiede certificazione PEFC (Program for the Endorsement of Forest Certification Schemes) ossia il programma che certifica che il legno proviene da foreste coltivate per sostenere il processo produttivo, possiede certificazione antisismica, ottimo potere di insonorizzazione, altissima ecosostenibilità, resistenza al fuoco e alta inerzia termica.

Inoltre, il CLT se realizzato con criterio ha una durabilità eterna.

In pratica un materiale quasi perfetto a dispetto dei dubbi e dei pregiudizi sul suo uso nelle costruzioni.

Anche in Italia si sta iniziando a sperimentare l’uso del legno nelle costruzioni come ad esempio a Milano dove è in corso di realizzazione di un complesso residenziale di ben quattro torri da nove piani costruite con pannelli portanti in XLAM.

GrattacieliLegno08

Complesso residenziale di Via Cenni, Milano

Complesso residenziale di Via Cenni, Milano - Fasi costruttive

Complesso residenziale di Via Cenni, Milano – Fasi costruttive

Anche Catania ha le sue eccellenze nell’uso di questa tecnologia come è possibile vedere nel video sotto, finalizzato al recupero edilizio di un edificio nel centro storico cittadino.

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DUBAI: IN COSTRUZIONE “THE TOWER” ALTA 1.200 METRI

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Nov 062016
 

Superare l’insuperabile? C’è un luogo in cui si può.

Realizzare un grattacielo alto 200 metri oltre il  chilometro? Li è possibile.

Dove, il petrolio e il denaro vengono spesi per realizzare bellezza? A Dubai, ovviamente.

LA TORRE DEI RECORD: THE TOWER DUBAI

Lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, sovrano dell’Emirato di Dubai ha posto il 10 ottobre la prima pietra per la costruzione di quello che diverrà, da qui a 3 anni, il più alto edificio del pianeta superando abbondantemente l’altra torre dei records, il Burj Khalifa.

calatravaA progettarlo, una archistar di fama internazionale, l’architetto dei ponti e delle tensiostrutture, lo spagnolo Santiago Calatrava, vincitore pochi mesi fa del concorso per la realizzazione della torre di osservazione prevista nell’area di prossima edificazione di Dubai Creek Harbour per l’Expo del 2020.

Ed entro quella data la Emaar Properties, il colosso mondiale del settore immobiliare, ha previsto la fine dei lavori per la realizzazione dell’intera area del Creek Harbour il cui gioiello sarà la nuova torre The Tower appunto.

 

TheTower02

L’incredibile grattacielo dovrebbe superare abbondantemente l’altezza del Khalifa, ma il riserbo in tal senso è massimo per evitare che il preannunciato record possa essere vanificato da qualche altra costruzione sul pianeta, presumibilmente in Cina.

Il nuovo quartiere e la mega torre diverranno i nuovi simboli di una città oramai iconica, piena zeppa di edifici e opere architettoniche uniche, biglietto da visita della città degli eccessi per il prossimo Expo mondiale.

TheTower05

Il progetto vincitore, vede le classiche nervature di Calatrava sposarsi con simboli ed elementi tipici della cultura islamica.

Un minareto sospeso ad un’altezza vertiginosa, con un impianto che richiama il fiore del giglio, collegato al terreno da una struttura esile circondata da una complessa rete di cavi strutturali che ne assicurano la stabilità. Questo sistema consente di dare alla torre una forma slanciata, esile, e leggera; una freccia pronta ad essere scagliata contro il cielo le cui curve disegnate dai cavi, tracciano nell’aria le forme stilizzare delle foglie del giglio.

The-tower01

Architettura, avanguardia ma soprattutto sostenibilità, nelle soluzioni e nei materiali. La cima sarà completata con la Pinnacle Room, un enorme spazio aperto a 360° per una visione della città senza limiti giorno e notte.

Un grandioso giardino a 1.000 metri di altezza sopra il deserto, apribile come le finestre intarsiate di un minareto e dotato di balconate girevoli per creare punti di osservazione unici e sorprendenti.

TheTower03

Le nervature non avranno solo la funzione strutturale, ma diventeranno l’elemento più appariscente della città. Un sistema di illuminazione dinamico farà letteralmente vivere l’opera sia di giorno che di notte creando giochi di luce incredibili e personalizzabili per ogni occasione.

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Sostenibilità garantita dalle innovative soluzioni studiate dal team di Calatrava. L’edificio sarà dotato di un innovativo sistema di raccolta delle acque per il raffreddamento ad alta efficienza e usato per la pulizia delle facciate.

Sistemi di protezione all’irraggiamento solare consentiranno di regolare la temperatura durante l’arco di tutta la giornata e di migliorare l’efficienza energetica dell’intero complesso.

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ALDAR HEADQUARTERS: LA CONCHIGLIA DI ABU DHABI

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Giu 052014
 
Alunni Articolo scritto da:  GABRIELA RISCICA
Classe: 2D – Anno: 2013-14

Prefazione a cura del prof. Betto

Torniamo negli Emirati Arabi, questa volta nella capitale Abu Dhabi nonché città più ricca al mondo. Abu Dhabi sta vivendo una profonda trasformazione che la vedrà cambiare totalmente nei prossimi 20 anni, frutto di un ambiziosissimo e avveniristico piano urbanistico. E in questa prospettiva che si inserisce uno degli edifici più straordinari dell’architettura contemporanea, sede della società immobiliare Aldar. Stiamo parlando dell’Aldar Headquarters, soprannominato anche la conchiglia di Abu Dhabi per la sua incredibile forma. Gabriela con dovizia di particolari, ci racconta e ci illustra questa magnifica opera. Buona lettura.


Aldar_Cartina

Area geograficaMedio Oriente

StatoEmirati Arabi Uniti

CittàAbu Dhabi

Tipologia: grattacielo

Caratteristiche: forma di conchiglia – facciata vetrata


ALDAR HEADQUARTERS

21 - ALDAR

Il grattacielo Aldar Headquarters soprannominato “La Grande Conchiglia” è il primo edificio a forma lenticolare del medio oriente e nasce per ospitare il quartier generale della più grande società di sviluppo immobiliare di Abu Dhabi e le sedi delle più importanti società internazionali operanti nell’area.

Esso è stato inserito all’interno di un progetto di sviluppo del nuovo distretto urbano di Abu Dhabi del costo di circa 14 miliardi di dollari e progettato dagli architetti MZ & Partners.

Schema costruttivo

L’edificio è composto da tre diversi sistemi di facciata a moduli preassemblati con telaio in alluminio e vetrocamera di forma triangolare (22.000 mq). Ha una superficie maggiore all’altezza, rispettivamente 123.000 mq e 110 m, ed è costituito da 23 piani in cui sono presenti 12 ascensori principali.

12 - ALDAR

Spettacolare scorcio dell’edificio

La facciata si contraddistingue per una porzione centrale (2.200 mq) e per la presenza di una parte di connessione (di circa 4.500 mq) a pannelli ciechi in alluminio composito con materiale plastico.

Una particolarità di questo edificio consiste nello studio fatto per realizzare l’impianto di raffreddamento. L’intero edificio che appare, infatti, come una grande lente vetrata è completamente esposto al clima desertico di Abu Dhabi, con temperature che d’estate possono anche superare i 40°C. Si tratta di condizioni molto difficili che rendono indispensabile l’adozione di sistemi di condizionamento ad elevate prestazioni ed affidabilità.

A causa della particolare struttura architettonica si è reso impossibile l’utilizzo degli spazi esterni per i necessari impianti di condizionamento. Proprio per le esigenze estetiche e visive si è quindi pensato di collocare tutti gli impianti (macchine e rete di distribuzione) all’interno di tutto l’edificio. Tra l’altro la società committente aveva richiesto esplicitamente la totale qualità dell’aria ed il massimo comfort acustico.

E’ stato quindi realizzato un sistema di raffreddamento di tipo idronico basato su otto centrali di produzione e due reti indipendenti per la distribuzione dell’acqua refrigerata. Grazie alle scelte progettuali effettuate, l’impianto di condizionamento risulta invisibile dall’esterno, integrandosi appieno nella struttura architettonica. In esso inoltre è stato utilizzato il criterio dell’uso razionale dell’energia e del basso impatto ambientale.

LA COSTRUZIONE

L’edificio è stato realizzato in soli 12 mesi. Fu ideato da Stuart Clark che lo aveva pensato come un edificio circolare; idea che successivamente perfezionò accostando le due facciate.

17 - ALDAR

INTERNI

Realizzato su 23 piani può ospitare 120.000 persone mentre i piani interrati sono in grado di portare 1.184 veicoli. Ogni piano varia tra 1.700 e 2.700 mq, lo spazio per gli uffici è di 61.900 mq.

Interni

Interni

ESTERNI

La fama di questo edificio deriva dall’originalità, pertanto, come si può non parlare dell’aspetto, che ricorda innumerevoli situazioni, come, ad esempio il sole che sorge, una moneta gettata nel deserto, o, una chiocciola che striscia… i motivi del suo aspetto circolare sono due: dal significato della figura geometrica, appunto, circolare per eccezione, la circonferenza, simbolo dell’ infinito, della mancanza di un vero inizio e di una vera fine e, simbolo della perfezione. Ma anche perché Abu Dhabi è una città marina, e in quel caso perché non pensare ad una conchiglia in mare?

Ma l’edificio non è caratteristico solo per la forma, ma anche per il materiale adottati che, fanno pensare a un diamante nella ricca Abu Dhabi.

STUDIO DI PROGETTAZIONE

ALDAR architettoTra i componenti dell’agenzia di architettura MZ & Partners, ideatori dell’edificio, nonché vincitori del premio “Best Futuristic Design”, il fondatore e direttore è Marwan Zgheib. Laureatosi in architettura presso USEK nel 1993, Marwan Zgheib fin da studente è sempre stato un uomo visionario. E’ stato, infatti, uno dei primi a studiare la “teoria del caos” in architettura. Ha lasciato il Libano nel 1999 per il Qatar. E’ lì che ha ottenuto il suo primo grande progetto cioè un composto di 62 ville. Verso la fine del 2002, ha costituito la MZ & Partners, uno studio di architettura e di consulenza ingegneristica. Uno dei suoi progetti più importanti è la città di energia in Qatar.

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BAHRAIN – WORLD TRADE CENTER

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Mag 252014
 
Alunni Articolo scritto da: RICCARDO CARUSO – ANGELO PEPE – ANDREA VISCUSO
Classe: 2D – Anno: 2013-14

Prefazione a cura del prof. Betto

Ancora un lavoro eccellente da parte dei miei alunni. Questa volta Angelo, Riccardo e Andrea si sono cimentati con una avveniristica costruzione divenuta l’orgoglio del Bahrain, piccolo stato-isola situato a nord degli Emirati Arabi. L’edificio, straordinario per le forme e le soluzioni di finitura, è diventato un simbolo della nuova architettura eco-sostenibile, dotato di pale eoliche e rivestito di celle fotovoltaiche. Le sue forme, che ricordano da vicino le cattedrali gotiche e le vele delle imbarcazioni che solcano quei mari, realizzano un nuovo gradino verso un’architettura perfetta, integrata con l’ambiente e in grado di sfruttare positivamente l’ambiente. Leggiamo insieme questo racconto descrizione all’interno del nostro PROGETTO INFORMATICA. Buona lettura.


BWTC14


BWTC01

Area geografica: Medio Oriente

Stato: Regno del Bahrain

Città: Manama City

Tipologia: grattacielo

Caratteristiche: torri gemelle – impianto eolico – impianto fotovoltaico


BAHRAIN WORLD TRADE CENTER

Il Bahrain World Trade Center (BWTC) è costituito da due torri gemelle ed è il secondo edificio più alto del Bahrain, ubicato nella capitale Manama City.

Le torri, alte 240 metri ciascuna, furono costruite nel 2008 dallo studio di architettura multi-nazionale Atkins.

Questa struttura di 50 piani, è costruita in prossimità della King Faisal Highway, vicino ad altri grattacieli come il Bahrain Financial Harbour, la National Bank of Bahrain e il Abraj Al Lulu. È il secondo edificio più alto del Bahrain dopo le torri gemelle del Bahrain Financial Harbour.

Torri del Financial Harbour
Torri del Financial Harbour
Abraj Al Lulu
Abraj Al Lulu

Per le sue peculiarità, l’edificio ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sostenibilità. Infatti, il Bahrain World Trade Center è il primo edificio al mondo ad integrare turbine eoliche di grandi dimensioni nel suo design. Le turbine eoliche sono state sviluppate, costruite e installate dalla società danese Norwin A/S.

Le due torri sono collegate attraverso tre ponti esterni, ciascuno in possesso di una turbina eolica da 225kW, per un totale di 675kW di potenza di produzione eolica. Ognuna di queste turbine misura 29 m di diametro, ed è allineato a nord, che è la direzione da cui l’aria dal Golfo Persico soffia dentro le vele.

BWTC13
Planimetrie al livello delle 3 turbine

Entrambi i corpi laterali sono progettati a forma di imbuto per permettere al vento di passare accelerando attraverso le turbine. 
Questo progetto è stato confermato dal test della galleria del vento, che ha dimostrato che gli edifici a forma conica creano un flusso di aria tale che, qualsiasi vento che entra a 45° su entrambi i lati dell’asse centrale, crea un flusso che rimane perpendicolare alle turbine.

Particolare della Turbina Eolica
Particolare della Turbina Eolica

Le turbine eoliche forniscono dall’11% al 15% del consumo totale di energia delle torri che è pari a circa 1,1 – 1,3 GWh all’anno. Ciò equivale a fornire l’illuminazione per circa 300 abitazioni. Le tre turbine sono state accese per la prima volta l’8 aprile 2008.

Dati tecnici turbine eoliche:

BWTC10
Prospetti di una Torre
  • Corrente elettrica nominale generata: 225kW
  • Regolamento di potenza : 
 fisso
  • Diametro del rotore: 
 di 29m
  • Velocità del rotore al pieno carico: 38 giri/min.
  • Freno meccanico ad alta velocità: tipo freno a disco
  • 
Freno meccanico a bassa velocità: tipo 
a calibro
  • Generatore: chiuso, 4 poli a induzione asincrona 50Hz

  • Sistema di deviazione direzione: fisso
  • Tagli nella velocità del vento: 
4m/s
  • Velocità minima del vento: 20m/s (5 minuti la media di rotazione) 
  • Massima velocità del vento per le lame: 80m/s (in ogni direzione) Uragano Classe IV =>69m/s

Il tetto ricoperto di ghiaia e i vetri termici permettono un efficace isolamento, coadiuvato anche da balconi sporgenti, le cui zone d’ombra contengono il riscaldamento eccessivo e, di conseguenza, limitano l’utilizzo di aria condizionata necessario in zone così calde e naturalmente l’abnorme consumo di energia elettrica ad esso collegato.

Un altro importantissimo elemento di sostenibilità è, infine, il riciclo delle acque residue che evita lo spreco di una risorsa così limitata in quelle regioni e così importante per tutto il pianeta.

Sono presenti altresì collegamenti con i sistemi di raffreddamento e di isolamento termico, piscine a riflessione termica per il raffreddamento e per l’evaporazione.

Il BWTC racchiude l’essenza di una filosofia sostenibile e cioè coinvolgere tutti gli impatti sociali, economici e ambientali nella realizzazione di un progetto.

L’edificio, considerato come un significativo passo verso un’architettura equilibrata ed ambientale costituisce un impegno inequivocabile ad aumentare la consapevolezza globale per il design sostenibile.

Ingresso
Ingresso

Il BWTC è ormai considerato una fonte di orgoglio nazionale per i residenti in Bahrain, ed ad esso è attribuita la capacità di generare prosperità economica all’interno della capitale Manama.

Il BWTC ha dimostrato che gli sviluppi commerciali possono essere creati con una forte agenda ambientale e rispondere alle esigenze delle nostre generazioni future.

Il Bahrain World Trade Center ha infine avuto un posto di rilievo nella fantascienza ed il canale Sci-Fi ha trasmesso un film dove un incidente nel 2020 provoca un collisione subatomica che crea effetti catastrofici sul pianeta Terra.

IL PROGETTISTA

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Shaun Killa

Shaun Killa è nato in Sud Africa ed ha studiato Architettura presso l’Università di Città del Capo, dove ha ricevuto i suoi titoli.

Ha lavorato presso grandi studi di architettura a Città del Capo prima di trasferirsi a Dubai e unirsi allo studio di architettura Atkins nel 1998, dove – divenuto direttore del design, Atkins Dubai – ha vinto commissioni importanti come la Torre del 21° secolo (270m), la Chelsea Tower (250m) e la Millennium Tower (285m).

E’ specializzato nella progettazione di grandi grattacieli ed ha una passione per il design sostenibile. Ultimamente ha concentrato la sua filosofia progettuale su costruzioni a bassa emissione di carbonio, e sfida le norme architettoniche per creare edifici senza tempo, come la Torre Faro DIFC (400m) e il Namaste Hotel di Mumbai.

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Progetto della Torre Faro del Financial District a Dubai

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Progetto del Namaste Hotel a Mumbai

Lo studio di architettura Atkins, che ha realizzato il progetto, ha vinto il “The Arab Construction World for Sustainable Design Award” ed il “2006 LEAF Award” per il miglior uso della tecnologia nella grande struttura, questo perchè  la costruzione del BWTC ha mantenuto un alto profilo di sostenibilità grazie ai numerosi e vari  accorgimenti eco compatibili che affiancano lo sfruttamento eolico

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SHANGHAI WORLD FINANCIAL CENTER

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Mag 242014
 
Alunni Articolo scritto da: CLARA CATANIA
Classe: 2D – Anno: 2013-14

Prefazione a cura del prof. Betto

La grande Cina capitalista, Shanghai la capitale del benessere economico e dello sviluppo industriale, lontana dal controllo e dalla contaminazione del potere centrale di Pechino. E’ qui, in questa megalopoli che Clara ha deciso di focalizzare il suo interesse. E sicuramente la torre del World Financial Center incarna perfettamente tutto ciò. Maestoso, unico, icona cittadina, questo grattacielo frutto di soluzioni avveniristiche e dall’aspetto inconfondibile, ci viene raccontato con dovizia di particolari, con passione e curiosità da Clara. Come sempre vi invito ad una lettura attenta per scoprire insieme, ancora una volta, un monumento alle capacità costruttive e creative dell’umanità. Buona lettura a tutti.


SHANGHAI WFC01

Area geograficaAsia

StatoCina

CittàShanghai

Tipologiagrattacielo

Caratteristiche: ponte di osservazione più alto al mondo


WORLD FINANCIAL CENTER

09 - WFC

Lo Shanghai World Financial Center è il secondo più alto grattacielo di Shanghai e di tutta la Cina: la sua altezza è di 492 metri. Com’è possibile rilevare dalla tabella qui sotto, il WFC di Shanghai occupa il sesto posto tra i grattacieli più alti del mondo.

# Nome Città Stato Altezza  Piani  Anno
1 Burj Khalifa Dubai Emirati Arabi Uniti 828 163 2010
2 Shanghai Tower Shanghai Cina 632 121 2013
3 Abraj Al Bait La Mecca Arabia Saudita 601 95 2011
4 Freedom Tower New York Stati Uniti 541 104 2012
5 Taipei 101 Taipei Taiwan 509 101 2004
6 World Financial Center Shanghai Cina 492 101 2008
7 International Commerce Centre Hong Kong Hong Kong 484 118 2010
8 Petronas Tower Kuala Lumpur Malesia 452 88 1998
9 Greenland Square Zifeng Tower Nanchino Cina 450 89 2010
10 Willis Tower Chicago Stati Uniti 443 108 1973
Fonte principale dei dati: http://www.emporis.com/statistics/worlds-tallest-buildings
Petronas

Petronas Towers a Kuala Lumpur

La prima pietra fu posta il 27 agosto, 1997.

Lo Shanghai World Financial Center anche soprannominato “Wall Street della Cina” è stato progettato per essere l’edificio più alto del mondo quando è stato creato nel 1997. L’edificio avrebbe superato le guglie della Petronas Towers in Malesia.

Alla fine degli anni ’90, la Mori Building Corporation giapponese aveva una carenza di fondi causata dalla crisi finanziaria asiatica, che fermò il progetto dopo che le fondamenta erano state completate. Il 13 febbraio 2003, il Gruppo Mori aumentò l’altezza dell’edificio a 492 metri e 101 piani rispetto al progetto iniziale che prevedeva un altezza di 460 metri per 94 piani.

11 - WFC

Realizzato (sinistra) e primo progetto (destra)

L’edificio si trova nella zona Lujiazui, nel distretto di Pudong. Copre una superficie di 381.600 metri quadrati, si alza per 101 piani più altri 3 sottoterra. La costruzione è proprietà della Shanghai Construction Group. I primi due piani sono riservati alle attività commerciali, dal terzo al quinto si trovano le sale per le conferenze. Dal settimo fino al settantasettesimo piano sono ospitati gli uffici. I piani dal 79 al 93 sono occupati dallo Park Hyatt Shanghai Hotel. Dal piano 94 fino al 101 è possibile l’osservazione della città su una grande struttura a ponte. Inizialmente il foro di osservazione era di forma sferica, per somigliare al sole; ma successivamente ci si rese conto che sarebbe stato più funzionale un foro di forma trapezoidale, soprattutto in funzione del fatto che la forma circolare ricordava troppo il simbolo del sole sulla bandiera giapponese mentre la costruzione sorgeva sul territorio cinese.

15 - WFC

Sky Bridge

Ogni anno, circa 3 milioni di turisti all’anno visitano il WFC di Shanghai e il suo SkyBridge. Il biglietto d’ingresso per l’osservatorio varia da 110 yuan (11 euro) a 150 yuan.

14 - WFCDopo gli attentati dell’11 settembre 2001, l’edificio è stato integrato con accorgimenti per poter resistere a un disastro come un incidente aereo; sono state inserite 12 aree ignifughe e due ascensori esterni.

Il ponte in cima all’edificio è il più alto ponte di osservazione all’aperto del mondo.

Il 14 agosto 2007 alcuni dei piani superiori sono stati distrutti dal fuoco durante la costruzione, ma fortunatamente l’incendio è stato neutralizzato e nessuno è rimasto ferito.

La trave in acciaio finale è stata installata il 14 settembre 2007, quando l’edificio ha raggiunto la sua massima altezza di 492 metri.

L’edificio è stato inaugurato il 28 agosto 2008.


I PROGETTISTI

WFC WILLIAM PEDERSENWilliam Pedersen fa parte del KPF (Kohn Pedersen Fox Associates), che è uno dei preminenti studi di architettura del mondo; fornisce servizi di architettura, di programmazione e pianificazione per i clienti sia nel settore pubblico che privato. KPF è guidato da 24 presidi e 27 consiglieri, più 600 membri dello staff che provengono da 43 paesi diversi, parlano più di 30 lingue, e includono oltre 80 professionisti accreditati LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). E’ un insieme di sistemi di rating per la progettazione, la costruzione, il funzionamento e la manutenzione di edifici verdi, case e quartieri.

Tra molti dei suoi progetti (Abu Dhabi Investment Authority Tower, Abu Dhabi International Airport, Financial Centre e Marina Bay a Singapore,… ecc.) ha realizzato anche lo Shanghai World Financial Center, in Cina.

WFC LESLIE ROBERTSONLeslie Robertson Earl (nato il 12 Febbraio 1928) è stato uno degli ingegneri strutturali del World Trade Center a New York. Da allora è stato ingegnere strutturale su numerosi altri progetti, tra cui lo Shanghai World Financial Center e la Bank of China Torre in Hong Kong.

La carriera di ingegneria di Robertson risale al 1952, quando si è laureato alla scuola di Berkeley di ingegneria civile. Nel 1958 entra a far parte della società di ingegneria strutturale e civile Seattle Worthington e Skilling.

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http://it.wikipedia.org/wiki/Shanghai_World_Financial_Center

http://www.constructalia.com/italiano/galleria_dei_progetti/cina/shanghai_world_financial_center

 

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LA SCHEGGIA DI LONDRA: THE SHARD

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Mag 232014
 
Alunni Articolo scritto da: ROBERTA SOLARINO – ALICE FRANCALANZA – CRISTINA ALIOTTA
Classe: 2D – Anno: 2013-14

Prefazione a cura del prof. Betto

Questa volta siamo a Londra continuando il percorso virtuale del PROGETTO INFORMATICA che gli alunni della 2D hanno affrontato con passione e cura. L’obiettivo è ancora una volta una torre, il grattacielo frutto del genio creativo di un italiano che svetta come il più alto edificio in Europa. Cristina, Alice e Roberta hanno dato anch’esse il meglio, riuscendo a realizzare un lavoro completo, dettagliato e davvero molto interessante. Sono molto felice di avviarvi alla lettura di questa serie di articoli che potremmo denominare SERIE ARCHITETTURA, e ancora più felice nel correggere e verificare la qualità del lavoro prodotto da studenti non più che dodicenni. Vi auguro anche questa volta buona lettura.


LONDRA THE SHARD

Area geograficaEuropa

StatoInghilterra

CittàLondra

Tipologia: grattacielo

Caratteristiche: rivestimento in vetro – giardini di inverno – edificio più alto d’Europa


Shard01The Shard è un grattacielo progettato da Renzo Piano nel cuore del London Bridge Quarter (LBQ), ed è finalmente aperto al pubblico.

The Shard sorge nell’area dove fino al 2008 c’era la Southwark Towers, un edificio di 28 piani demolito su decisione del proprietario, Irvine Sellar, che voleva costruire qualcosa di veramente spettacolare e unico dal punto di vista architettonico.

Data la crisi e le critiche da parte di chi vedeva fuori contesto un grattacielo di quel genere, i lavori iniziarono solo nel 2009, grazie anche all’aiuto di potenti sponsor che riuscirono a superare le difficoltà economiche che un’opera del genere richiedeva.

Oggi per l’80% la società che gestisce l’ edificio è in mano a investitori provenienti dallo stato del Qatar. Le polemiche pubbliche da parte di una buona fetta della popolazione londinese erano dovute al fatto che appariva troppo elevato il contrasto tra vecchio e nuovo. In realtà, appena terminati i lavori, molti si sono ricreduti, incominciando a sentire lo Shard così come soprannominato dai londinesi (scheggia di cristallo), come qualcosa di estremamente importante per l’economia e l’immagine di Londra, e soprattutto stanno incominciando a considerare il grattacielo come parte integrante delle attrattive della città. É stato progettato circa tredici anni fa (2001). Alto 310 metri, ricoperto da 11 mila pannelli di vetro (l’equivalente di 8 campi da calcio messi insieme) si scaglia verso il cielo dominando la città, con un panorama senza precedenti cambiandone per sempre lo skyline. In solo 2 mesi è diventato una delle mete più importanti della capitale inglese. 130 mila i biglietti prenotati in anticipo prima dell’opening ufficiale del 1 febbraio 2013 e un’affluenza continua che dicono «aver superato le aspettative».

Le gallerie presentano il massimo della tecnologia con mappe multimediali di tutto ciò che circonda lo Shard. Si possono quindi vedere foto e filmati delle maggiori attrattive della città e sentire l’audio di presentazione di diversi personaggi che hanno fatto la storia di Londra.

London Eye

London Eye

Chiaramente a farla da padrone è la vista immensa che si ha dai quasi 300 mt di altezza (pensate che il London Eye, la ruota panoramica di Londra, raggiunge poco più di 100 mt di altezza). Dalle Gallerie panoramiche dello Shard, che si raggiungono in 30 secondi con uno dei 44 ascensori supersonici, si può vedere fino a 64 km di distanza (in giornate serene) a 360 gradi.

Il biglietto di ingresso costa dai 24 a 29 sterline circa e si può prenotare anche online.

C’è chi se ne è innamorato subito, apprezzandone l’eleganza, la modernità e il suo lato ecosostenibile (il 95% dei materiali di costruzione è riciclato e la posizione degli specchi è pensata per sfruttare al meglio la luce e il vento) e chi ancora non ne capisce il motivo, lo critica per le dimensioni troppo importanti o per il prezzo del biglietto.

IL PROGETTO

09 - SHARD

Tavole di progetto

L’edificio è caratterizzato da una doppia “pelle” costituita da una vetrata passiva che avvolge l’anima centrale in cemento armato in cui trovano posto i 44 ascensori che connettono i piani ai vari ingressi dell’edificio. Per il comfort ambientale l’involucro vetrato è dotato di un sistema di oscuramento meccanizzato e tra le “fratture” in cui si articola il volume sono stati ritagliati giardini d’inverno ventilati naturalmente che offrono a uffici e residenze uno spazio vitale spesso negato in edifici di questo tipo.

Section top200_A2La forma piramidale deriva da una scelta architettonica che, come spiega Renzo Piano, non nasce per caso ma “segue il decrescente peso delle funzioni (uffici, hotel, appartamenti) e ricorda le guglie a spirale delle chiese di Londra costruite dall’architetto di St. Paul, Christopher Wren, come precisi segnali urbani nella ricostruzione della città dopo il grande incendio del 1666”.

Nel suo insieme, The Shard è una sorta di città verticale, «pensato fin da subito con spazi aperti a tutti» spiega il suo creatore Renzo Piano, altri più conviviali come i ristoranti e i lounge bar tra i piani 31 e 33 e alcuni decisamente privati come gli appartamenti luxury tra i piani 53 e 65, ampi, con una vista invidiabile e, anche per questo, decisamente costosi (tra i 30 e i 50 milioni di sterline, circa 6.000 sterline per metro quadrato). Ma non solo, nell’estate del 2013 vi è stata l’inaugurazione del lussuoso Shangri-la Hotel che si è aggiudicato gli spazi tra i piani 34 e il 54 e che include 202 camere con vista, una palestra aperta 24 ore su 24, una piscina infinity e diversi ristoranti internazionali.

A disposizione del visitatore, i Tele:scope, la versione aggiornata dei classici telescopi a monetine che servono per guardare il panorama. Questi, oltre a essere potentissimi, hanno in più uno schermo touch che offre la possibilità di conoscere la storia dei monumenti inquadrati. Un’altra funzione, davvero suggestiva, permette di avere quattro diverse visioni del panorama che si sta guardando: quella reale, quella in un giorno di sole, al tramonto e by night. Un modo semplice per non avere rimpianti se il giorno scelto o l’orario prenotato non sono dei migliori. Dal 69esimo al 72esimo in parte a cielo aperto, da qui si possono vedere le ultime lastre di vetro, vere e proprie schegge nel cielo.

16 - SHARD

La Scheggia “The Shard” in una suggestiva vista notturna

RENZO PIANO

Renzo PianoRenzo Piano è nato il 14 settembre 1937 a Genova, é un architetto italiano molto famoso e importante, si laurea al Politecnico di Milano è negli anni 70, insieme Richard Rogers fonda uno studio a Londra che quasi immediatamente diventa uno dei principali studi di architettura del Mondo, aggiudicandosi il progetto del Centro Pompidou di Parigi.

Successivamente si separa dal vecchio socio per lavorare con Peter Rice, ingegnere civile, lasciando traccia di se in tante città europee e mondiali. Vincitore del Premio Pritzker consegnatogli dal Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton alla Casa Bianca nel 1998. Nel 2006 diventa il primo italiano inserito dal TIME nella Time 100, l’elenco delle 100 personalità più influenti del mondo, nonché tra le dieci più importanti del mondo nella categoria Arte e intrattenimento.

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TORRE CAYAN IL “DNA” DI DUBAI

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Mag 032014
 
Alunni Articolo scritto da: GIULIO SUBBA – GRAZIA PRIVITERA – SARA INZIRILLO
Classe: 2D – Anno: 2013-14

Prefazione a cura del prof. Betto

Per la serie grandi architetture, vi presento oggi il lavoro svolto da Giulio, Sara e Grazia che ispirati dalla sinuosa forma della Torre Cayan a Dubai, ci raccontano con dovizia di particolari la storia e la genesi di questa magnifica struttura che completa lo skyline del quartiere Marina a Dubai. Scopriamo insieme quest’altra magnifica opera dell’architettura contemporanea leggendo insieme il racconto dei nostri alunni. Buona lettura.


DUBAI CAYAN

Area geograficaMedio Oriente

StatoEmirati Arabi Uniti

CittàDubai (Marina Dubai)

Tipologia: grattacielo

Caratteristiche: primo edificio con rotazione di 90° sull’asse


CAYAN TOWER

01 - InfinityLa Torre Cayan o Infinity Tower è una delle torri più alte del mondo, con i suoi 310 metri di altezza e una torsione di 90 gradi ed è uno dei grattacieli più originali e particolari nel suo genere, costato $272,000,000. Ha una forma a spirale che si sviluppa dal basso verso l’alto, ispirata al DNA. L’edificio situato nella Marina di Dubai è stato progettato dal gruppo Skidmore, Owings e Merrill (studio SOM) e costruito dalla società Cayan Real Estate Investiment e Development e Khatib and Alami.

03 - InfinityLa costruzione dell’Infinity Tower iniziò nell’anno 2006, ma il completamento della costruzione fu ritardato dalla crisi finanziaria che ha colpito l’Emirato Arabo nel 2009 e a causa di problemi tecnici.

La torre fu inaugurata finalmente il 10 giugno 2013, con una cerimonia accompagnata da fuochi d’artificio e display a luce laser.

I lavori sono stati finanziati dall’imprenditore Arabtec, che ha donato per la sua costruzione 270 milioni di dollari.

Per la Torre sono state utilizzate armature di rinforzo in barre di acciaio ed è stata realizzata in calcestruzzo ad altra concentrazione.

Le facciate sono state realizzate di color grigio chiaro in titanio, con un sistema chiamato facciata continua, particolare tipologia di involucro leggero, generalmente in vetro, che garantisce tutte le funzioni normali di una parete esterna, che non porta altro carico che il peso proprio e la spinta del vento.

Il grattacielo è costituito da 80 piani di cui 5 sotterranei. All’interno dell’edificio sono stati realizzati 570 appartamenti che ospitano uffici, piscine, centri benessere, asili, palestre, centri commerciali e molti altri servizi, secondo alcuni dati della CNN un appartamento di un vano costerebbe circa 435mila dollari.

Ogni appartamento ha vista mare su Palm Jumeirah, isola artificiale a forma di palma.

Ogni piano è ruotato di 1.2 gradi, per garantire una completa spirale a novanta gradi, creando così la forma di un’elica dal basso verso l’alto.

08 - Infinity

Tutti gli appartamenti sono stati realizzati con tonalità moderne e provvisti di soggiorno con TV a schermo piatto, zona pranzo, cucina con forno a microonde e piano cottura e bagno con vasca e doccia. I pavimenti sono stati realizzati in legno, i ripiani in marmo e gli infissi con materiali altamente tecnologici.

Le camere sono state progettate in modo da non essere esposte all’influenza della luce del sole, grazie all’uso di pannelli metallici in titanio e in ghisa-in-place.

L’Infinity, inoltre, è provvista di 5 piani garage realizzati nei piani sotterranei adiacenti alla torre.

L’intenzione dei costruttori e dei progettisti era quella di realizzare un progetto unico al mondo e nel discorso inaugurale dell’edificio speravano che la torre non venisse imitata, in modo da rimanere l’unica nel suo genere.

02 - Infinity

PROGETTISTI

La Cayan Tower è stata progettata dagli architetti Ross Wimer e George J. Efstathiou.

Infinity Ross WimerRoss Wimer è noto per integrare il rigore e la logica di ingegneria nei suoi disegni. Fino al novembre 2013, è stato direttore di design presso l’ufficio di Chicago Skidmore, Owings & Merrill, LLP. L’architetto americano ritiene che la sostenibilità ambientale e l’espressività della struttura contribuiscono a definire l’estetica dell’architettura. Egli ritiene che sia gratificante, creare qualcosa che colpisca la quotidianità della vita delle persone. Nei suoi progetti, egli sottolinea l’importanza di esporre il sito su cui sorge un progetto piuttosto che imporre il progetto su di esso.

Infinity EfstathiouL’altro architetto che ha realizzato il progetto della Infinity Tower, e’ George J. Efstathiou, americano di origine greca. Con Skidmore, Owings e Merrill, dal 1974, è stato un Partner Consulting in ufficio di Chicago. Quando la carriera di George con Skidmore, Owings e Merrill, è iniziata nel 1974, i suoi primi 10 anni con la società  furono concentrati principalmente su progetti nazionali. Durante la sua permanenza a Londra, ha studiato e ha ottenuto un piena comprensione, conoscenza ed esperienza dei metodi di studio nel Regno Unito e delle tecniche per la fornitura di servizi di architettura professionali che, accanto alle tecniche statunitensi, sono ampiamente utilizzati in tutto il mondo.

Lo studio di architettura SOM ha progettato la Torre Cayan con la stessa mentalità della Willis Tower: la forma esteriore deve essere l’espressione diretta del suo quadro strutturale. La forma a elica, creata dai piani rotanti, sottolinea la filosofia di design di SOM e l’utilizzo di tecniche all’avanguardia. L’idea progettuale che sta alla base della forma a spirale unica dell’Infinity Tower, è la rappresentazione delle forme mutevoli dei deserti, dei venti e dei mari che la circondano.

Infinity schema strutturale Willis Tower

Schema strutturale della Willis Tower

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THE CAPITAL GATE

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Apr 172014
 
Alunni Articolo scritto da: ALESSANDRO MARCELLINO e ANTONIO TARTAGLIA
Classe: 2D – Anno: 2013-14

Prefazione a cura del prof. Betto

Sono orgoglioso di presentarvi il primo prodotto realizzato dagli studenti della classe Seconda D all’interno del PROGETTO INFORMATICA. Il progetto li vede impegnati nella realizzazione di monografie di strutture contemporanee utilizzando esclusivamente strumenti e fonti digitali. Alessandro e Antonio, i primi ad aver completato il loro lavoro si sono cimentati nella descrizione di un’opera architettonica di indubbia bellezza, oltre a rappresentare un miracolo di ingegneria strutturale. Si tratta del Capital Gate di Abu Dhabi uno degli edifici più straordinari che mente umana abbia mai concepito. Gli Emirati oramai ci hanno abituato a stupirci con architetture incredibili, frutto della fantasia dei più grandi architetti, ma si pensa subito alla città degli eccessi, Dubai. Questa volta no; questo prodigio architettonico sorge nella vicina Abu Dhabi, la città più ricca al mondo. L’edificio, è unico e non ha paragoni ne precedenti nella storia dell’architettura e il tema è stato affrontato con passione e grande perizia dai miei alunni. Alessandro e Antonio hanno svolto, con precisione e seguendo con cura le indicazioni del docente, il loro compito raggiungendo da subito un grande livello descrittivo. Non voglio neppure commentarlo, ma lascio a voi il piacere di leggerlo e di darne, infine, un giudizio attento. Buona lettura.


Capital gate plan

Area geograficaMedio Oriente

StatoEmirati Arabi Uniti

CittàAbu Dhabi

Tipologia: grattacielo

Caratteristiche: edificio più inclinato al mondo – rivestimento in vetro – piscina a sbalzo a 200 m di altezza


CAPITAL GATE (Abu Dhabi – Emirati Arabi Uniti)

22 - Capital Gate

05 - Capital Gate

Sezione

I lavori sono iniziati nel 2007 e sono terminati nel 2010. Ha un’inclinazione di 18 gradi, quasi quattro volte superiore a quello della Torre di Pisa, ed è stato nominato dal Guinness World Record “l’edificio più pendente al mondo”. Progettato dallo studio RMJM è di proprietà dell’ADNEC (Abu Dhabi National Exhibitions Company). La torre è alta 160 metri e ha in tutto 35 piani destinati ad accogliere uffici e un hotel a cinque stelle, lo Hyatt Capital Gate, con ristoranti, meeting rooms, reception, tea lounge, spa, centro fitness, piscina e terrazza esterna per un totale di 53.100 mq.

Schema degli edifici più pendenti

Schema degli edifici più pendenti

I solai del Capital Gate sono sovrapposti verticalmente fino al 12° piano; fino alla cima vi è poi un graduale sfalsamento, da 30 a 140 cm, che da luogo all’impressionante inclinazione della Torre. L’edificio possiede anche altre caratteristiche tecnico-costruttive innovative, tra cui il primo utilizzo noto al mondo di un ‘nucleo pre-incurvato’, che contiene più di 15.000 mc di cemento armato rinforzato con 10.000 tonnellate di acciaio. Il nucleo, deliberatamente costruito un po’ fuori centro nella direzione opposta a quella dell’edificio, è stato raddrizzato con l’aumentare dell’altezza della costruzione e posizionato in verticale con il variare del centro di gravità e con l’aumento di peso dei piani aggiunti.

02 - Capital Gate

Dispositivo di ombreggiamento “splash”

07 - Capital Gate

Planimetria

25 - Capital Gate

Particolare delle vetrate esterne

Per la costruzione sono stati utilizzati:

  • circa 8.500 elementi strutturali in acciaio (travi, colonne, lastre, etc.);
  • più di 12.500 diverse lastre di vetro che formano in facciata più di 720 differenti pannelli a forma di diamante; ogni ‘diamante’ ha un peso di circa 5 tonnellate e contiene 18 pannelli di vetro;
  • in totale 21.000 mq di vetro in facciata;
  • 13.200 tonnellate di acciaio strutturale.

06 - Capital GateLa facciata è a doppio vetro per ottenere una maggiore efficienza energetica. L’aria di scarico è pre-raffreddata tra la facciata interna ed esterna in modo da ridurre il consumo energetico dell’edificio riciclando l’aria usata. Il vetro utilizzato sulla facciata della torre è a bassa emissività. È stato progettato per mantenere l’interno dell’edificio fresco ed eliminare i riflessi, pur mantenendo la trasparenza della facciata. L’acciaio inossidabile ‘splash’ è un dispositivo di ombreggiamento che elimina più del 30% del calore del sole prima che raggiunga l’edificio, comportando un risparmio sulla necessità di raffreddamento all’interno dell’edificio.


RMJM
RMJM (Robert Matthew Johnson Marshall) è uno studio di architettura internazionale che offre architettura, progettazione e design a livello mondiale. Fondato in Scozia nel 1956 dagli architetti Robert Matthew e Stirrat Johnson-Marshall ebbe i suoi primi uffici a Edimburgo e Londra. Nei primi anni, RMJM progettava in uno stile moderno e funzionale, con Matthews e Johnson-Marshall come forti sostenitori nel Regno Unito.

Johnson-Marshall
Johnson MarshallPercy Edwin Alan Johnson-Marshall CMG (20 gennaio 1915 – 14 luglio 1993) è stato un urbanista britannico, pianificatore regionale e accademico. Nato in India, studiò presso l’Università di Liverpool, e lavorò inizialmente con le autorità locali nel sud dell’Inghilterra. Nel 1956 fondò insieme ad Robert Matthew la RMJM. Nel 1959 prese un posto come docente presso l’Università di Edimburgo e fu nominato Professore di Progettazione Urbana e Pianificazione Territoriale nel 1964. Nel 1962 fondò la società di consulenza di pianificazione Percy Johnson- Marshall & Associates, che fu incaricato di realizzare il masterplan della University of Comprehensive Development Area di Edimburgo.

Robert Matthew
Robert MatthewE’ nato e cresciuto a Edimburgo, e ha frequentato l’Edinburgh College of Art. Robert è stato apprendista presso la ditta di suo padre anch’esso architetto. Poi, nel 1936, entrò a far parte del Dipartimento di Salute (Scozia), dove nel 1945 riuscì a diventare il Chief Architect and Planning Officer. Nel 1946, Matthew si trasferì a Londra, divenendo Chief Architect and Planning Officer del County Council di Londra, dal 1946 al 1953, lavorando sulla ricostruzione post-bellica della Greater London. Nel 1956 fondò insieme a Johnson-Marshall l’RMJM.
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WORLD TRADE CENTER: UNA FERITA ANCORA APERTA

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Feb 162014
 
Alunni Articolo scritto: GIULIA CATANIA, ELENA CIRNIGLIARO, ROBERTA COMPAGNINI, ELEONORA LOMBARDO, RUGGERO RUSSO
Classe: 3E – Anno: 2007-08

Prefazione a cura del prof. Betto

L’evento storico contemporaneo più cruento e più conosciuto. Una ferita aperta nel cuore degli Stati Uniti d’America ma soprattutto una grande tragedia per molte famiglie d’America e non solo. Purtroppo questo evento ha cancellato anche due delle opere architettoniche più maestose e inconfondibili che l’uomo era riuscito a costruire. Le hanno raccontate alcuni miei alunni qualche anno fa. Un racconto dettagliato che non ho voluto toccare, lasciandolo fermo al momento in cui l’anno descritto, cioè 6 anni fa. Sappiamo tutti che la Freedom Tower e il nuovo volto di Ground Zero sono ormai una realtà. Ma alcune cose vanno oltre il tempo, per cui vi invito ancora una volta a una attenta lettura. Buon divertimento.

WTC19

WORLD TRADE CENTER – NEW YORK

All’inizio del 1960 la Porth Authority (autorità portuale) of New York and New Jersey stabilì che gli oltre 500 milioni di dollari che erano stati ricavati dai pedaggi sulle merci e sulle navi in transito nel porto di New York dovevano essere investiti in un progetto architettonico che niente doveva aver a che fare con il porto e con le navi.

L’autorità Portuale di New York e del New Jersey aveva già costruito opere imponenti come il Lincoln Tunnel, una galleria autostradale che attraversa il fiume Hudson e giunge a Manhattan e il George Washington Bridge, un ponte che collega Manhattan al New Jersey che avevano portato la sua giurisdizione fuori dal mare e dai vascelli.

WTC20

George Washington Bridge

La somma da investire era troppo grande per fare qualsiasi cosa e il presidente dell’Autorità Portuale, Austin J. Tobin decise che l’unico modo realisticamente possibile per poter spendere tutti quei soldi era costruire un grattacielo o addirittura una serie di grattacieli. Ma dove sarebbero stati costruiti? New York non poteva che non essere la scelta ideale ed obbligata. Ma l’Autorità Portuale non era solo dello stato di New York, era anche sotto la giurisdizione dello stato del New Jersey. Quindi bisognava trovare un luogo dal quale l’opera eventualmente costruita fosse stata visibile anche dagli abitanti del New Jersey. Fu deciso allora che l’opera sarebbe stata costruita nel West Side di Manhattan (separato dal New Jersey da appena 1 kilometro dal fiume Hudson) e che avrebbe occupato un’area di 65.000 metri quadrati. Ma ancora non si sapeva chi l’avrebbe progettata. Tobin si trovò costretto a scegliere fra una rosa di architetti di primo piano, ma la scelta cadde inaspettatamente su Minoru Yamasaki, un architetto giapponese nato negli Stati Uniti che allora lavorava nei pressi di Chicago. Dotato di una personalità geniale, Yamasaki aveva fatto da apprendista presso la bottega degli architetti Shreve Lamb ed Harmon (che nel 1931 avevano costruito l’Empire State Building). Non aveva costruito nulla di così di imponente. Le sue opere essenziali e raffinate (come ad esempio un palazzo d’uffici del Michigan) non facevano presagire che all’inizio del 1973 avrebbe terminato di costruire l’opera umana in assoluto più grande mai concepita in tutta la storia della civiltà: le Torri Gemelle del World Trade Center di New York. Gli spazi dovevano essere ampi e luminosi come in Piazza San Marco a Venezia, e le finestre dovevano essere progettate in modo da far sentire al sicuro le persone anche a grandi altezze dal suolo. Inoltre l’aspetto degli edifici doveva essere completamente nuovo e gli edifici stessi dovevano sembrare come degli oggetti “alieni” mai visti prima sulla Terra.

WTC08Quando furono costruite sembrarono a tutti come dei siamesi monoliti alieni, come oggetti che non potevano ancora appartenere alla cultura umana e che ricordavano al visitatore immagini fantastiche ed elementi della fantascienza più bella (come il monolite di Kubrick del film 2001 Odissea nello Spazio).

Entrambe le torri erano alte ciascuna 110 piani ma differivano lievemente per altezza effettiva: la prima torre (Torre Nord o 1 WTC) era alta 417 metri, mentre la seconda torre (Torre Sud o 2 WTC) era più bassa e misurava dal suolo 415,5 metri. Furono per un anno gli edifici più alti del Mondo per poi venire superate nel 1973 dalla Sears Tower di Chicago.

WTC21

Sears Tower

Rimasero comunque gli edifici più alti di New York e i più grandi del Mondo fino alla loro distruzione. Ogni torre contava un’area calpestabile di 400.000 metri quadrati e, contando l’insieme di tutti gli edifici presenti nel complesso si raggiungeva una superficie calpestabile pari a 1.200.000 metri quadrati di superficie, in grado di ospitare ogni giorno quasi 80.000 persone. Questi dati fecero molto scalpore e furono in tanti a storcere il naso di fronte all’opera definendola come una “mostruosità”, un’espressione della civiltà frutto di una tecnologia che era stata portata ormai agli estremi delle sue possibilità. Le Torri Gemelle erano viste come un’opera pionieristica ed erano diventate il simbolo della potenza degli Stati Uniti. L’ossessione estrema per la grandezza fu come un motore che non era più possibile fermare e in quegli anni videro la luce i primi esemplari di aerei Boeing 747 che rappresentavano ancora una volta una fede incrollabile nella tecnologia degli Stati Uniti. L’insieme dei due edifici contava 43.600 finestre oltre a tanti cavi, fra linee telefoniche e linee elettriche, quanti se ne potevano utilizzare per cingere la circonferenza terrestre non per una, ma per più volte consecutive.

WTC22

Schema Strutturale

La Porth Authority era ormai anni luce avanti a tutti e Tobin chiese addirittura alla Otis di progettare un sistema di ascensori pionieristici con porte scorrevoli sul davanti e sul retro in modo che i primi a salire fossero stati anche i primi a scendere. Date le dimensioni “fuori scala” degli edifici si rese necessario realizzare un sistema di ascensori completamente nuovo che fosse in grado di servire quella che era diventata a tutti gli effetti “una città verticale” dentro la città. Fu così che si giunse a un compromesso che adottava una soluzione particolarissima che vedeva gli edifici scomposti in più unità sovrapposte l’una all’altra. In pratica si trattava di 3 edifici sovrapposti che, complessivamente, contribuivano a creare l’edificio vero e proprio nella forma fisica ed estetica con la quale era identificabile dall'”esterno”. In questo modo le torri erano divise in 3 zone contenenti ciascuna i propri ascensori di servizio accessibili dal proprio “piano terra” (detto “skylobby”) che era evidenziato già all’esterno da delle “strisce” che formava l’acciaio stesso della struttura con una tecnica che rendeva quella sezione leggermente più scura rispetto alla lucentezza abbagliante del resto dell’edificio. In corrispondenza della prima “striscia” partivano da terra, formando bellissimi archi gotici, le immense colonne d’acciaio della struttura portante dell’edificio, che permettevano per la prima volta di eliminare i pilastri interni della struttura ottenendo maggiore superficie ed area calpestabile all’interno dell’edificio.

WTC09Alla seconda “striscia” corrispondeva invece il “piano terra” della seconda sezione della torre (a ridosso del 44esimo piano), mentre la seconda “striscia” evidenziava il “piano terra” della terza sezione (corrispondente al 74esimo piano) dell’edificio e infine l’ultima striscia, nella quale l’acciaio si piegava ulteriormente intersecandosi in eventi architettonici di natura goticheggiante, conteneva gli ultimi piani estremi della torre con l’accesso al tetto. I visitatori e gli utenti del complesso per accedere ai piani relativi a ciascuna sezione delle torri dovevano quindi effettuare 2 corse con più ascensori diversi per arrivare a destinazione. La soluzione, che a molti sembrò un po’ troppo artificiosa, permetteva invece di risparmiare tempo e di evitare lunghe code per poter salire sulle torri. Tuttavia un sistema di ascensori espressi permetteva comunque di “scavalcare” il locale garantendo un accesso rapido e completo a tutte le aree degli edifici. Per costruirle fu necessario creare nuove strade e abbattere più di 200 edifici nei quali vi erano negozi e abitazioni. La terra che venne portata via dal luogo dove dovevano essere costruite le fondamenta delle torri era in quantità talmente elevata che non sarebbe stato possibile neppure scaricarla nel fiume, poiché si sarebbe creata un’isola artificiale che avrebbe sconvolto l’intero equilibrio geologico di tutta la regione. Fu allora utilizzata per incrementare gli argini del fiume Hudson del sud di Manhattan; vennero creati nuovi isolati e fu possibile così ottenere nuovo territorio dove erigere altre torri. Il valore di questi nuovi terreni si aggirava sui 900 milioni di dollari e per terminare la costruzione delle Torri venne speso oltre 1 miliardo e mezzo di dollari. Quasi 220 piani, un chilometro di altezza complessiva, avrebbero ornato il cielo degli Stati Uniti che si affaccia sull’Atlantico. L’opera fu portata a termine in ben 10 anni, con interruzioni ai lavori e timori che la tecnologia del XX secolo non fosse ancora pronta per realizzare simili manufatti. Alcuni poi temettero addirittura che se le torri fossero state costruite il sud di Manhattan si sarebbe trovato completamente isolato dal resto del mondo come racchiuso nel bel mezzo di un immensa, gigantesca gabbia di Faraday che non avrebbe permesso alle trasmissioni radio di attraversare le strutture metalliche degli edifici. Nonostante tutto questo il 4 aprile del 1973 vennero inaugurate le Torri Gemelle (o Twin Towers) del centro del commercio mondiale e i giornali di tutto il mondo titolarono che era iniziata una nuova era: due edifici talmente grandi da poter ospitare ogni giorno più di 60.000 persone in quasi 900 metri di piani, stanze, ascensori, scale e finestre. Nel timore che davvero le trasmissioni radio potessero essere disturbate o addirittura interrotte dai 2 edifici le autorità, appena terminati i lavori, installarono un gigantesco pennone radio-televisivo in cima alla torre più alta (1 WTC).

WTC23

Windows On The World

Alla fine del 1973 venne aperto al centosettesimo piano della torre nord il ristorante Windows On The World (Finestre Sul Mondo) che sarà frequentato negli anni a venire da Frank Sinatra e John Lennon; e sul tetto della Torre sud (al centodecesimo piano) venne creato un super osservatorio a quasi 420 metri di altezza dal suolo dal quale era possibile vedere persino la frontiera col Canada (distante quasi 500 chilometri da New York). Appena terminati i lavori di costruzione, nel 1973, all’interno delle torri venne creata la prima rete audio-video a fibre ottiche al mondo, che permetteva di comunicare e trasmettere dati non utilizzando per la prima volta gli elettroni, ma fasci di luce laser proiettati all’interno di fili vitrei. Vennero utilizzate tecnologie talmente avanzate che il mercato mondiale avrebbe dovuto attendere 3 decenni per vederne la luce. Venne inoltre realizzato un collegamento computerizzato fra l’osservatorio della torre sud e il pennone radio-televisivo della torre nord, che venne integrato con un circuito di trasmissione a raggi laser che permetteva ai visitatori dell’osservatorio di scrivere su una postazione informatica un messaggio che poi veniva immediatamente trasmesso e inviato nello spazio. Come un ultimo “schiaffo” che veniva dato alla modernità stessa, come per dire che le torri erano esse stesse la rappresentazione fisica e tangibile che la modernità dava di se medesima.

LA “TRAGICA” STORIA RECENTE

WTC11

Il World Trade Center di New York “era” un complesso di sette edifici situato nella parte sud dell’isola di Manhattan (in inglese locale, Lower Manhattan), famoso in particolare per le torri gemelle o ‘Twin Towers’. Con il crollo delle torri (denominate WTC 1 e WTC 2) anche gli altri edifici minori (WTC 3, WTC 4, WTC 5, WTC 6 e WTC 7) furono distrutti o danneggiati irreversibilmente, e quindi abbattuti nei mesi successivi. Le torri gemelle furono costruite dall’architetto giapponese-americano Minoru Yamasaki tra il 1966 e il 1977. Ogni torre aveva un’area calpestabile complessiva di ben 400.000 metri quadrati; questo significa che sommando le superfici calpestabili complessive dei due edifici (400.000 + 400.000 metri quadrati) e aggiungendovi quelle degli altri edifici facenti parte del complesso (oggi anch’essi distrutti) si raggiungeva una superficie calpestabile pari a oltre 1.000.000 di metri quadrati (circa 1 chilometro quadrato di superficie!). Si tratta in assoluto (insieme al Pentagono e alla Muraglia cinese) dell’opera più imponente mai costruita dall’uomo.

L’11 SETTEMBRE 2001

WTC12Attorno alle ore 9, durante la mattina dell’11 settembre 2001 due aerei di linea (della American e della United Airlines) si schiantano, a distanza di alcuni minuti l’uno dall’altro, contro le due torri, causandone l’incendio e la parziale distruzione di alcuni piani. Le vittime totali furono 2817. La versione ufficiale dei fatti (quella comunicata dalle autorità americane) dice che il dilagare dell’incendio provocò l’indebolimento della struttura portante in acciaio atta a sorreggere le torri. Tale indebolimento, indotto dalle alte temperature sviluppatesi al momento dell’impatto, provocò il collasso totale delle stesse, evento drammatico entrato di fatto a far parte della Storia contemporanea degli Stati Uniti d’America. L’amministrazione statunitense dichiarò che l’attentato fu ordinato da Osama Bin Laden, terrorista islamico.

RICOSTRUZIONE

WTC13La ricostruzione del World Trade Center è al momento affidata all’architetto polacco-americano Daniel Libeskind e al suo Master Plan for the New World Trade Center. L’edificio di punta del New World Trade Center sarà la Freedom Tower, un edificio di 541 metri (cioè 1776 piedi, un riferimento simbolico alla data della Rivoluzione Americana e della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America).

Le date previste per la realizzazione del nuovo complesso sono però ancora incerte, visto l’acceso (e spesso polemico) dibattito e le tante pastoie burocratiche e politiche che circondano il progetto.

WTC15Indipendentemente dal Master Plan e da Libeskind, si sta al momento ricostruendo il WTC 7 (la parte esterna è stata completata nel 2005) sebbene il nuovo edificio, architettonicamente, non abbia molto a che vedere con il vecchio. Non è chiaro se il WTC 7 verrà considerato parte del nuovo World Trade Center.

WTC14

MINORU YAMASAKI

WTC16Architetto, Minoru Yamasaki è nato il 1° dicembre 1912 a Seattle, Washington, da immigrati giapponesi di seconda generazione. Nonostante provenisse da una famiglia dalle modeste possibilità economiche, Minoru Yamasaki si laureò presso l’Università di Washington; pagò i propri studi lavorando, quando non doveva frequentare le lezioni, presso un conservificio di salmone d’Alaska. Nel 1930, dopo essersi trasferito a New York City si iscrisse alla facoltà d’architettura dell’Università di New York ed ottenne lavoro presso lo studio di Shreve, Lamb and Marmon, progettisti dell’Empire State Building. Formatosi sulla scuola di pensiero di Mies van der Rohe, cercò tuttavia di rompere col clima razionalista mediante un’adesione, assai discussa, a eclettismi neogotici con ricordi orientali. Autore di molte opere, è noto soprattutto per aver disegnato le due torri principali del World Trade Center.

WTC17Il suo primo progetto importante fu Pruitt-Igote housing project in 5t. Luis Missouri, 1955. Nonostante la sua predilezione per il desing tradizionale giapponese, questa fu una struttura in cemento armato rigida e modernista, divenuta talmente impopolare da venire demolita nel 1972; distruzione considerata da alcuni, come l’inizio dell’architettura postmoderna. Minoru Yamasaki disegnò anche parecchie costruzioni di aereoporti internazionali. Molti dei suoi edifici sono ispirati dall’architettura gotica e fanno uso di finestre verticali molto strette; è stato da più parti detto che lo stile di queste deriva dalla sua particolare paura per l’altezza. Yamasaki non è vissuto abbastanza per assistere alla distruzione delle torri l’11 settembre 2001. Morì di cancro nel 1986. Fra le sue realizzazioni di maggiore importanza vanno ricordati Aluminium Building l’aereoporto di Saint Louis, il Reynoids Aluminium Building (1959-61) di Detroit, e il Community Center della Wavne Uiversity, oltre alle citate torri del World Trade Center di New York.

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EMPIRE STATE BUILDING l’icona newyorkese

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Feb 132014
 
Alunni Articolo scritto: VALENTINA DI GRAZIA, VIRGINIA PODESTA’, NAUSICA ANTONELLI, GABRIELE BUDA, MARCO DELLA MONICA
Classe: 3E – Anno: 2007-08

Prefazione a cura del prof. Betto

Ancora architettura e ancora un lavoro realizzato dagli studenti della Dante Alighieri. Anche questo edificio rientra in un progetto più grande che ha consentito agli studenti di cimentarsi con la realizzazione di elaborati, anche complessi, e con la manualità del costruire all’interno del laboratorio tecnologico. Questa volta si parla dell’icona della città di New York, il suo maestoso grattacielo noto come Empire State Building, meta annuale di milioni di turisti. Un racconto dettagliato, curioso e divertente su un simbolo dell’architettura contemporanea. Buona lettura a tutti.

Empire01

informazioni generali anno
Preceduto da CHRISLER BUILDING
Superato da WORLD TRADE CENTER 1972
Stato Completato
Costruito 1929-31
Inaugurazione 1 maggio 1931
misure
Antenna/guglia 449 metri
Tetto 381 metri
Peso 275.000 tonnellate 
Numero piani 102 (86 disponibili) 
Area calpestabile 254.000 mq 
Ascensori 73 
Finestre 6.500
dati progettuali
Architetto SHREVE, LAMB AND HARMON
Costruttore STARRETT BROTHERS AND EKEN


EMPIRE STATE BUILDING

Gli oltre 5000 metri cubi di pietra calcarea insieme alle travi di acciaio e i 10 milioni di mattoni utilizzati conferiscono all’Empire State Building il peso di circa 332.000 tonnellate! In questo gigante di 102 piani, ci sono 73 ascensori, 1860 scalini e 6500 finestre e al suo interno vi lavorano oltre 15.000 persone.

Rimase il grattacielo più alto al mondo dall’anno della sua costruzione (1931) fino al 1972, anno in cui vennero inaugurate le torri gemelle. Dopo l’attentato dell’11 settembre è rimasto il secondo edificio più alto degli Stati Uniti d’America.

Quando iniziarono i lavori di costruzione, nel 1929, l’Empire era straordinariamente avanzato. Era il primo edificio a non avere una cisterna d’acqua sul tetto, ma si serviva di pompe sistemate, ogni 20 piani. Gli operai – in certi giorni in cantiere c’erano più di tremila persone – potevano contare su misure di sicurezza all’avanguardia per l’epoca e nei 13 mesi che furono necessari per costruirlo, si contarono ‘solo’ 12 incidenti mortali.

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TRA STORIA E IMMAGINARIO

Nel periodo immediatamente successivo alla sua costruzione, in piena grande depressione, gli uffici erano quasi interamente vuoti e la sera le luci venivano accese appositamente per evitare che ciò si capisse: questa situazione iniziale valse al grattacielo il nomignolo di Empty State Building.

King Kong

Empire06L’Empire State Building è una delle mete obbligate per chi si reca a New York: ormai non è più il grattacielo più alto del mondo, ma rimane uno dei simboli della Grande Mela, ed è entrato anche nell’immaginario cinematografico. King Kong racconta di un gorilla gigante strappato all’isola fantastica dove viveva; trasformato in fenomeno da baraccone per la gioia dei newyorkesi, il potente gorilla riesce a scappare dalla gabbia e scalato l’Empire come fosse una montagna viene assassinato da un attacco aereo. Nel celebre film di Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack non mancano i riferimenti al mito della bella e la bestia. Infatti Kong si innamora della bella Ann Darrow e sacrifica la sua vita pur di salvarla. Il film portò molta notorietà all’attrice che interpretò il ruolo, Fay Wray, e quando l‘attrice è scomparsa nel 2004, le luci che perennemente illuminano l’Empire sono state spente in suo onore.

Una storia di “luci”

Empire04Poco sotto la sua cima esiste un osservatorio che offre una notevole vista sulla città sottostante e che è un’importante meta turistica. La cima stessa è generalmente illuminata con colori che corrispondono alle varie ricorrenze (ad esempio, dopo gli attentati del settembre 2001 le luci sono rimaste a lungo dei colori della bandiera americana).

L’Empire State Building, il grattacielo simbolo di New York, è stato illuminato giorno 07/04/2004 completamente di rosso, per celebrare i 50 anni della presenza della Ferrari negli Stati Uniti. Un tributo al cavallino rampante, con una mostra di Ferrari d’epoca al Rockefeller Center, e un galà al Javits Center per raccogliere fondi per la East Side House del Bronx, un’istituzione che aiuta bambini in difficoltà.

Il DVD del film dei Simpson ha superato niente meno che Harry Potter e l’Ordine della Fenice. Il merito, oltre all’impagabile simpatia di Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie, va senza dubbio ricercato nell’imponente campagna pubblicitaria fatta dalla Fox, che non si è limitata a un classico annuncio sulla stampa specializzata e, in stile perfettamente americano, ha preferito “colorare” il mitico Empire State Building di giallo in onore della famiglia Simpson.

Nel 1995 e nel 1998, rispettivamente per gli 80 anni e per la morte di Frank Sinatra, tutte le luci del grattacielo assunsero il colore blu, in omaggio al colore degli occhi del leggendario cantante italo-americano.

Accendere le luci del grattacielo è ormai da vari anni un’usanza. Per il Columbus Day, ad esempio, l’Empire State Building viene illuminato coi colori del tricolore italiano.

L’incidente aereo

Nel 1945 l’Empire State Building fu coinvolto in un incidente aereo, quando un bombardiere B-25 Mitchell si schiantò accidentalmente sul suo lato nord, fra il settantanovesimo e l’ottantesimo piano, uccidendo 14 persone. La struttura non subì nessun danno di rilievo.

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L’antenna

Negli anni ’50 sulla sua cima fu aggiunta l’antenna per le trasmissioni televisive, alta oltre 50 metri. L’Empire State Building è un perfetto punto di trasmissione per le stazioni radiotelevisive di New York, tanto che diversi dei suoi ultimi piani sono occupati da studi televisivi.

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Il record di scalini

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A proposito di scalini: il Guinnes dei Primati riporta il miglior tempo impiegato per “scalare” l’Empire: 10 minuti e 47 secondi e annualmente un gruppo di atleti ripete questa impresa nella speranza di battere questo record. E’ vivamente consigliato salire almeno all’osservatorio dell’86° piano, utilizzando i velocissimi ascensori (impiegano meno di un minuto), oppure per i più audaci percorrendo i 1860 gradini per raggiungere il centoduesimo piano. Se la giornata è limpida, è anche spettacolare salire all’ultimo piano per godersi il panorama di sera, lasciandosi incantare dalla vista delle luci di New York. L’osservatorio, infatti, è aperto tutti i giorni dalle 9.30 del mattino a mezzanotte (l’ultima salita è alle 23.15). L’ingresso agli ascensori è 350 5th Ave alla W. 34th St.

Chico Scimone run-up

Empire09Quante volte vi è capitato di fare qualche rampa di scale di corsa perchè avevate fretta? Ecco, dovete sapere che qualcuno ha trasformato tutto questo in una competizione. Chi? Gli americani, Ogni anno si corre l’Empire State Building Run-Up. Al via si inizia a correre salendo i 1576 per raggiungere l’86° piano e diventare così il numero uno. Per dovere di cronaca vi informiamo che la vittoria per quanto riguarda gli uomini è andata al 22enne tedesco Thomas Dold che ha chiuso in 10 minuti e 25 secondi. Tra le donne ha trionfato l’australiana Suzy Walsham in 13 minuti e 12 secondi. Non c’era, chiaramente, il grande Chico Scimone l’italiano scomparso il 9 aprile del 2005 all’età di 93 anni. Chico partecipò a questa corsa ben 15 volte, l’ultima qualche mese prima di morire. Ancora qualcuno gareggia indossando una maglietta con la scritta “Chico Runs” in memoria dell’arzillo vecchietto che portava il sorriso sul viso di tutti.

L’uomo ragno

Empire10Il francese Alain Robert ha scalato a mani nude l’Empire State Building. Come già successo altre volte, una volta sceso a terra, è stato fermato dalla polizia. Dopo qualche controllo Robert è stato rilasciato con una bella multa per turbativa dell’ordine pubblico.

Il quarantacinquenne francese ha iniziato la sua carriera off-limits (e fuori anche dalle leggi) nel 1982. Prima di allora era un famoso freeclimber, ma un incidente lo ha reso invalido al 66%. I medici, dopo avergli salvato la vita, si erano detti certi che non sarebbe più stato in grado di scalare pareti di roccia: in un certo senso, lui ha cercato di non smentirli.

LA SUA STORIA

L’edificio dell’Empire State Building sorge dove un tempo c’era la prima sede del Walford Astoria Hotel. Nel 1929 il Walford spostò la sua sede in quella attuale e al suo posto venne dificato l’Empire.

Gli scavi delle fondamenta di questo prestigioso edificio iniziarono poche settimane prima del terribile crollo della borsa dell’ottobre 1929 e i lavori furono ultimati nel 1931, non molti mesi dopo l’inaugurazione del Chrysler, a cui rubò il primato di edificio più alto del mondo, superandolo di circa 60 metri.

Per innalzare l’Empire State Building occorsero 14 mesi di lavori serrati, durante i quali fu battuto il record di costruzione di quattro piani alla settimana e, cosa mai successa prima di allora, le spese furono inferiori a quelle previste durante la progettazione.

L’inaugurazione avvenne il 1° maggio del 1931 anche se meno della metà degli spazi erano già stati affittati, cosa che gli valse il nomignolo di Empty (vuoto) State Building. Ma il vero successo dell’edificio che si affaccia sulla Fifth Avenue furono le terrazze panoramiche aperte al pubblico. Per la prima volta infatti si pensò di dotare un edificio di quell’altezza di un osservatorio panoramico aperto ai turisti. Alle terrazze, come ai piani superiori, ci si accedeva con gli ascensori in grado di arrivare all’86° piano in meno di un minuto.

Empire11In un secondo momento si pensò di dotare l’edificio di un pennone di attracco per dirigibili, ma l’operazione risultò essere più ardua del previsto e così questo divenne una torre per la ricezione di programmi radiotelevisivi. Il pennone alto 46 metri ancora oggi trasmette i programmi di diverse reti tv e radio in altri 4 stati oltre New York.

Nel 1933 l’Empire fece la sua apparizione nel cinema, diventando celebre la sua scalata da parte di King Kong, che da lassù cercava di catturare gli aerei che lo attaccavano. Infatti, negli ascensori che portano all’80° piano è possibile incontrare King Kong che vi tiene compagnia lungo il percorso verso l’alto.

Nel 1945 questo celebre edificio fu protagonista di un triste incidente in cui un caccia bombardiere, persosi nella nebbia della città, volando troppo basso andò a schiantarvici all’altezza del 78° piano. Era il 28 luglio del 1945 e il tenente William Franklin Smith su un Bombardiere B-25 voleva atterrare all’aereoporto di Newark, non avendo ottenuto immediatamente l’autorizzazione deviò verso l’aeroporto di La Guardia, e quindi la torre di Newark gli diede il permesso immediato. A questo punto il La Guardia lanciò il suo messaggio: “al momento non riusciamo a vedere la sommità dell’Empire State Building…” poco dopo, alle 9:49 il suo arereo si schiantò sul 79° piano dell’edificio. Smith morì nello schianto, insieme al copilota, e ad un giovane marinaio di 20 anni che era stato rimandato a casa per assistere i genitori che avevano appena perso un altro figlio nel Pacifico.

L’Empire oscillò di circa un metro, mentre l’aereo provocò un foro di 7 metri nella parete, il carburante fuoriuscito dai serbatoi provocò un incendio su due piani, il motore di sinistra attraversò l’edificio e uscì dalla parte opposta andando a distruggere un attico della 34th Street. Il motore di destra cadde nella tromba di uno degli ascensori, tranciandone i cavi, e facendolo precipitare per circa 300 metri, ma grazie ai freni di emergenza, l’addetta all’ascensore Betty Lou Oliver riuscì a sopravvivere nonostante le ferite riportate. Nell’incidente persero la vita altre dieci persone, e questo perchè non era un giorno lavorativo normale, altrimenti le vittime sarebbero state molte di più.

IL MITO

Ancora oggi il mito dell’Empire State Building sopravvive intatto, diventando con la sua altezza e la sua storia l’icona della città di New York. Sopravvissuto alla tragedia dell’11 settembre ha da quella data, suo malgrado, riconquistato il primato sottrattogli dal World Trade Center di edificio più alto. Oggi è nuovamente secondo dietro alla Freedom Tower, che ha sostituito le torri gemelle nella loro collocazione a Ground Zero. Ma se pensiamo a New York, la prima cosa che ci viene in mente è proprio lui, il gigante della V strada, la metà più ambita dal turista che si reca nella Grande Mela.

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SKYSCRAPERS = GRATTACIELI

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Feb 062014
 
Alunni Articolo scritto: NAUSICA ANTONELLI, GABRIELE BUDA, MARCO DELLA MONICA, VALENTINA DI GRAZIA, VIRGINIA PODESTA’
Classe: 3E – Anno: 2007-08

Prefazione a cura del prof. Betto

Pubblico con grande piacere un articolo scritto da un gruppo di studenti di una terza classe di qualche anno fa. Un lavoro completo, approfondito, appassionato di cui questo estratto è solo una parte di un lavoro molto più ampio condotto lungo l’intero anno scolastico e attraverso tante ore di laboratorio pomeridiano. Un percorso teorico-pratico che ha portato alla realizzazione, tra l’altro, di un modello in scala dell’Empire State Building di New York e di una serie di volumi scritti su grandi temi di architettura. Una racconto entusiasmante sulle caratteristiche e sulla storia di una delle tipologie costruttive più discusse e controverse dell’umanità, i GRATTACIELI. Buona lettura a tutti.

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Il grattacielo è un edificio altissimo, caratteristico dell’architettura urbana del XX secolo. La nascita e la diffusione della tipologia edilizia del grattacielo furono rese possibili dall’introduzione di nuove tecnologie ingegneristiche e costruttive, dall’invenzione e messa a punto di nuovi impianti (ad esempio l’ascensore) e dall’utilizzo di nuovi materiali, principalmente dell’acciaio. Infatti, a differenza degli edifici tradizionali, nei quali la struttura portante è costituita dai muri, i grattacieli sono generalmente retti da solide intelaiature d’acciaio, alle quali vengono fissate solette destinate a sopportare carichi non grandi. Tale tecnica architettonica consente attualmente di realizzare edifici alti anche più di 600 metri.
UN PO’ DI STORIA: GRATTACIELI FAMOSI
Monadnock Building

Monadnock Building

La storia del grattacielo ebbe inizio a Chicago negli anni Ottanta del XIX secolo. Dopo il grande incendio che aveva distrutto la città nel 1871 si rese necessaria una rapida e massiccia ricostruzione, che vide affermarsi il modello dell’edificio molto alto. Alcuni architetti realizzarono per la prima volta palazzi con più di dieci piani, retti tuttavia ancora da spessi muri portanti (il Burnham & Root’s Monadnock Building, 1889-1892, ad esempio, si leva per 16 piani su una struttura tradizionale in mattoni). Tra le prime testimonianze dell’uso di pilastri portanti d’acciaio nell’edilizia civile (già da tempo la pratica era diffusa, soprattutto in Gran Bretagna, nell’architettura industriale), significativo è il brevetto depositato nel 1888 dall’architetto di Minneapolis Leroy S. Buffington, per una struttura in acciaio destinata a uffici e appartamenti.

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Manhattan Building

Il primo edificio costruito con questa nuova tecnica fu il Manhattan Building, progettato a New York da William Le Baron Jeney nel 1890-91. Lo sviluppo verticale degli edifici rese necessarie non solo nuove ricerche sui problemi ingegneristici, ma anche una nuova concezione dell’architettura, e portò allo sviluppo di inedite convenzioni estetiche.

Nel saggio Theall Building Artistically Considered (1896), Louis Sullivan affermò che “la forma segue sempre la funzione”: fu questa fondamentale impostazione teorica a determinare i caratteri dello sviluppo architettonico a Chicago. Le innovazioni tecniche e stilistiche statunitensi influenzarono profondamente anche gli architetti europei, molti dei quali trascorsero lunghi periodi oltreoceano per studiare attentamente le maggiori opere.

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Seagram Building

Il tedesco Ludwig Mies van der Rohe, ad esempio, si trasferì negli Stati Uniti, dove, sviluppando intuizioni già abbozzate in Germania, ideò una nuova tipologia di grattacielo, ben esemplificata dal Seagram Building (1958) di New York, disegnato insieme a Philip Johnson. A Chicago, lo studio Skidmore, Owings and Merrill progettò il John Hancock Center (1970) e la Sears Tower (1974), che con i suoi 443 metri fu l’edificio più alto del mondo per oltre vent’anni. Nel 1974 l’architetto statunitense di origine giapponese Yamasaki Minoru firmò, insieme con Emery Roth and Sons, le famose Twin Towers (Torri gemelle) del World Trade Center a New York, alte 110 piani: costruiti secondo le più avanzate tecnologie antisismiche, i due grattacieli vennero distrutti nel corso di un catastrofico attentato terroristico l’11 settembre del 2001. In anni più recenti, architetti come Philip Johnson, Michael Graves, César Pelli, Norman Foster e Helmut Jahn sono andati evolvendo la concezione architettonica del grattacielo.

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Sony Building

Ad esempio, il Sony Building (ex AT&T Building, 1978-1984) di New York, di Johnson, è un tipico grattacielo postmoderno; il Portland Building (1982) di Graves (a Portland, Oregon) appare improntato a uno stile “tecnologico” ancora più estremo.

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Portland Building

 

 

 

 

 

 

La Millennium Tower di Tokyo, progettata a partire dal 1989 da Norman Foster, sarà, una volta terminata, un edificio di 170 piani alto circa 800 metri; al suo interno troveranno posto, oltre agli uffici, alberghi, centri commerciali e appartamenti privati. Benché vengano sempre considerati criticamente per il loro forte impatto ambientale, i grattacieli diventano sovente simboli di orgoglio nazionale. La corsa alla costruzione più alta ora coinvolge, oltre alle metropoli statunitensi ed europee, anche le città asiatiche. Al momento l’edificio più alto del mondo è il Burj Khalifa alto 828 metri e sorge a Dubai (Emirati Arabi Uniti) seguito dal Taipei Financial Center, noto come Taipei 101, che raggiunge i 509 m d’altezza a Taipei (Taiwan). Seguono le Petronas Towers di Kuala Lumpur (Malaysia), progettate da César Pelli, che raggiungono i 451,9 metri attualmente le torri gemelle più alte al mondo.

TIPOLOGIE DI GRATTACIELI NEWYORKESI

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Equitable Building

Il Woolworth Building progettato da Cass Gilbert nel 1910 e completato nel 1913; in basso si nota il corpo centrale dell’edificio che è stato il più alto del Mondo fino al 1930. Il problema dell’eccessiva elevazione verticale del fronte degli edifici era sorto nel 1915 quando al termine della costruzione, tutti si accorsero che l’Equitable Building, alto 164 metri e a pianta molto estesa, soffocava le strade a sud di Wall Street e rendeva perennemente bui (anche in pieno giorno) due interi isolati del centro finanziario di Manhattan.

Nel 1916 l’entourage del governo municipale newyorkese stabilì tre diverse tipologie (o modelli) strutturali a cui architetti ed ingegneri dovevano adeguarsi:

  • modello a campanile;
  • modello a ziggurat;
  • modello a plaza.

MODELLO A CAMPANILE

Woolworth Building

Woolworth Building

L’edificio doveva essere concepito con una base ben ancorata al terreno che doveva elevarsi per non più di 15-17 piani e che doveva occupare tutta l’estensione territoriale del lotto. Il fronte della torre poteva elevarsi solo nella parte centrale del nocciolo (del core) dell’edificio. Da qui deriva il nome a campanile dal momento che tutti gli edifici di questo tipo mostravano un’esile ma alta torre che emergeva dal corpo centrale dell’edificio proprio come un campanile. Questa limitazione non solo garantiva una normale illuminazione naturale delle strade ma permetteva (al largo della base della costruzione) uno sviluppo in altezza teoricamente infinito per la torre. L’esempio più celebre di questa tipologia di edificio è rappresentato dal Woolworth Building che, con il suo “campanile”, raggiunge già nel 1913 quota 241 metri senza problemi.

MODELLO A ZIGGURAT

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General Electric Building

Secondo questo modello strutturale l’edificio poteva svilupparsi in altezza teoricamente all’infinito ma con un progressivo arretramento del fronte che doveva culminare con l’apice della costruzione. Da qui deriva il nome che fa riferimento alle antiche piramidi mesopotamiche e che porta qualche suggestione d’antichità alle più moderne costruzioni dell’uomo. Questo nuovo modello garantiva sì (ancora una volta) un’illuminazione naturale sufficiente alle strade sottostanti ma permetteva uno sviluppo più dinamico e vertiginoso agli edifici, eliminando quel forte stacco architettonico fra la base dell’edificio e la torre vera e propria (che si elevava già a partire dai primi piani della base), permettendo agli architetti di poter raggiungere quote considerevoli dell’ordine degli oltre 200 metri. Così fu concepita l'”ammiraglia” del famoso Rockefeller Center: il celebre General Electric Building, che l’architetto Raymond utilizzando i caratteristici set-backs (o rientri del fronte) è riuscito a elevare per oltre 260 metri di altezza dal suolo. L’edificio è stato definito new babylon per la sua complessa struttura.

MODELLO A PLAZA

L’ultimo modello elaborato dai tecnocrati del grattacielo rappresenta la soluzione più tecnologica e complessa al problema dell’elevazione degli edifici nella città moderna. In base a questo modello (che ricalca l’antico “campanile”) la torre viene concepita direttamente nel centro esatto del lotto di terreno, nel quale quasi tutta l’area rimane libera e costituisce una vera e propria piazza, sottostante tutto il perimetro dell’edificio (da cui il nome di derivazione spagnola). Questo sistema non solo crea nell’immaginario collettivo la torre dalla classica forma di parallelepipedo regolare, ma permette, senza oscurare le strade, uno sviluppo teorico completo e complessivo della torre infinito che dà ad architetti e scienziati delle costruzioni la possibilità di utilizzare tutta la tecnologia necessaria per poter arrivare ad altezze dell’ordine di centinaia di metri giungendo quasi al mezzo chilometro di altitudine dal suolo.

Grattacieli17Gli esempi di questo genere di costruzioni possono naturalmente essere infiniti poiché questa tipologia di edificio non solo è quella attualmente “in vigore” a New York, ma è anche quella utilizzata in tutto il Mondo per costruire grattacieli ed è per questo motivo che si dice che gli edifici costruiti in questo modo hanno uno stile internazionale (international style). Tuttavia si possono fare esempi celebri di edifici costruiti secondo questo criterio quali le Torri Gemelle del World Trade Center (alte rispettivamente 417 e 415,5 metri ma distrutte l’11 settembre del 2001), o la Sears Tower di Chicago che con i suoi 108 piani raggiunge i 442 metri. Da notare che è in questo momento storico e tecnologico che gli edifici concepiti come grattacieli perdono il nome classico di building (palazzo) per acquisire, per la prima volta, l’appellativo forte ed inequivocabile di tower (torre).

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LA VELA DELLE MERAVIGLIE: BURJ AL-ARAB

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Dic 082013
 
Alunni Articolo scritto da: MATTEO MAZZA
Classe: 2H – Anno: 2012-13

Prefazione a cura del prof. BETTO

E’ l’edificio contemporaneo più famoso al mondo; è l’hotel più incredibile e più alto del pianeta; è il simbolo di Dubai e della ricchezza sfacciata di questo Emirato. Saranno forse questi gli aspetti che hanno ispirato Matteo a narrarci le meraviglie del Burj Al-Arab? Torre degli Arabi, questa è la traduzione del suo nome. Un capolavoro di ingegneria e di visione architettonica. Ispirato al vento e alle vele degli Abra arabi, questo edifico è diventato una icona architettonica, un immagine a cui ispirarsi nella progettazione. Leggiamo insieme quanto descrittoci da Matteo e sogniamo con lui in questo viaggio nel Mar dei Pirati.

BURJ AL-ARAB

Burj-Al-Arab

Burj-Al-Arab-logoIl Burj al-Arab con la sua inusuale forma “a vela” è il successo di una equipe di architetti che aveva il compito di progettare uno dei migliori alberghi del mondo per lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. L‘albergo è situato su un isola artificiale collegata da un ponte di 280 metri, la sua altezza di 320 metri lo rende il 2° albergo più alto al mondo dopo la Rose Tower anch’essa a Dubai. L’hotel è provvisto di eliporto dove nel 2005 per l’occasione fu allestito un campo da tennis all’altezza di 211 metri sul mare per una partita di esibizione tra i due campioni Roger Federer e Andrè Agassi. Tutte le camere sono suite e hanno superfici variabili tra i 170mq e i 780mq producendo una rendita annuale di circa 100 milioni di euro; le stanze vengono a costare da un minimo di 600 euro a notte fino ai 9.000 euro per la royal suite.

Burj Al-Arab

La facciata principale del Burj Al-Arab è fatta in materiale tessile rivestito di teflon, inoltre il Burj Al-Arab è l’unico edificio che vanta le sette stelle. Oro 22 carati, stoffe preziose e marmi di Carrara e brasiliani, rivestono ogni angolo di questo meraviglioso edificio.

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La notte, a intervalli di 15 minuti, l’albergo cambia colore attraverso un sofisticatissimo sistema di illuminazione studiato per creare un effetto scenico ma in modo da non infastidire gli ospiti che soggiornano all’interno. L’albergo è dotato anche di un ristorante al livello del mare circondato da un acquario immenso. Oltre ai vari record il Burj Al-Arab vanta anche quello dell’atrio più alto del mondo, ben 181 metri. Una curiosità: 90 delle 200 suite dell’hotel furono prenotate dalla modella Naomi Campbell per ospitare gli invitati al suo compleanno.

GENESI PROGETTUALE:

La sua costruzione iniziò nel 1994 e finì nel 1999 e la sua realizzazione non fu libera da difficoltà realizzative e progettuali.

20 - Burj Al-Arab

Blocchi di pietra cavi dell’isola artificiale

I primi problemi nella costruzione dell’hotel sorgono nel momento della realizzazione dell’isola artificiale. Inizialmente si volevano fare i margini in roccia, un materiale facilmente reperibile, però l’altezza delle onde avrebbe facilmente superato la barriera; allora gli ingegneri risolsero il problema sostituendo alle rocce, blocchi in pietra cavi. Quando arrivava un onda, questi la facevano filtrare attraverso i buchi creando dei mulinelli; nella sua forma finale, l’isola arrivò a misurare un’altezza di 7 metri.

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Burj Al-Arab in costruzione

Il successivo passo attuato dagli ingegneri fu quello di mettere delle travi d’acciaio a 20 metri di profondità in modo da creare una base triangolare che, grazie a degli scavatori che rimuovendo la sabbia in eccesso, hanno creato una fossa che successivamente è diventata una parte delle fondamenta. Nonostante i blocchi di pietra cavi gli addetti alla sicurezza temevano che l’acqua spinta dalla pressione potesse comunque passare attraverso la sabbia allagando la struttura dal basso. Il problema venne risolto grazie a una parete di cemento che fu posta sotto la struttura.

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Burj Al-Arab prospetti

Ulteriori problemi sono comparsi quando cercando i fondali rocciosi si scoprì che questi si trovavano a circa 180 m di profondità, perciò si sarebbe dovuto costruire l’edificio sulla sabbia dunque l’hotel sarebbe stato soggetto ai pericoli causati dalle intemperie ma soprattutto dai terremoti. Per risolvere questi problemi gli architetti sono ricorsi all’attrito di superficie cioè, una volta accertato che la sabbia nel fondale fosse stata decalcificata, hanno impiantato 250 pali per una lunghezza totale di 10 chilometri fino a che la forza di spinta sul palo, per farlo entrare nel terreno, e la forza di resistenza della sabbia non fossero stati uguali.

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Esoscheletro e travi in acciaio

Le fragili pareti però non avrebbero potuto resistere agli elementi perciò gli architetti risolsero il problema ricoprendo tutto con un esoscheletro d’acciaio. Ma i problemi non finirono li: la struttura era costituita da 3 grandi pilastri portanti che rendevano l’edificio ancora più instabile; per rinforzare tutta la struttura i pilastri furono legati tra di loro con delle travi.

Anche il posizionamento delle travi risultò un ulteriore ostacolo perché queste dovevano essere inserite con molta precisione e a Dubai gli sbalzi di temperatura possono essere anche di 14 gradi tra giorno e notte. Questo faceva dilatare il ferro fino a 5 centimetri. Ancora una volta fu richiesta un’innovazione tecnologica per sopperire a questo nuovo intoppo. Uno dei progettisti lo risolse modo ingegnoso, realizzando dei fori “mobili”, cioè capaci di spostare la propria posizione in modo da far combaciare il perno d’acciaio e lasciarlo libero di scorrere durante le dilatazioni naturali del metallo, stabilizzando comunque la struttura.

Copertura in Teflon

Nonostante tutto la parte superiore dell’edificio risultava ancora fragile e facilmente attaccabile dai feroci venti di Dubai. Non si potevano usare altre travi perché avrebbero ulteriormente appesantito la facciata dell’edificio rovinandone l’eleganza e la leggerezza. Per salvaguardare la struttura vengono montati 11 ammortizzatori di massa cosi che il peso di 5 tonnellate oscillasse insieme al palazzo riportando le oscillazioni nella norma.

23 - Burj Al-Arab

Ristorante sospeso

Ma per gli ingegneri non finì qui. Lo sceicco pose una nuova sfida al team; quella di realizzare un ristorante posto di fianco all’hotel tale da dare l’impressione a chi vi sta all’interno di stare in cielo. Un ristorante in quella posizione è destinato a cadere a causa della forza di gravita; però grazie all’idea di un membro della squadra il ristorante fu costruito in modo da avere la struttura portante principale integrata, così da nasconderla, e sporgersi nel vuoto per tutta la sua estensione.

Per lavorare con materiali sensibili al calore venne posto un enorme telo bianco rivestito di teflon il cui colore fu scelto proprio perché lo respingeva. Quasi arrivati alla fine del progetto il team assunse una nuova dipendente per arredare gli interni perché lo sceicco trovò i precedenti poco sfarzosi. Inoltre, chiese di dotare le stanze di ogni gadget tecnologico possibile e questo richiese una quantità di energia elettrica pari a 14 kilobyte di potenza per camera. Le frequenze emesse dai fili, avrebbero potuto sciogliere il rivestimento in teflon e causare un incendio. La soluzione fu quella di generare un’onda con frequenza opposta a quella creata dal sistema elettrico in modo da annullare la precedente e scongiurare il pericolo di incendio.

Burj Al Arab08

Finalmente nel 1999 il Burj Al-Arab venne completato diventando il simbolo che noi oggi tutti conosciamo. Durante la sua costruzione ha totalizzato ben 3 record: il primo è quello dell’edificio con il più grande atrio del mondo, poi quello dell’edificio ricoperto dalla tela più grande al mondo mentre il terzo record è quello dell’unico hotel a poter vantare ben sette stelle.

PROGETTISTA:

Tom WrightL’architetto che ha realizzato il Burj Al-Arab è Tom Wright, britannico, nato il 18 settembre 1957. Tom è nato a Croydon una cittadina vicino Londra ed ha studiato alla Royal Russel School e alla Kingston University dove si è laureato in architettura. Abilitato nel 1983, diventò architetto svolgendo questa professione dal 1991 fino ad oggi.

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Un’ICONA del NOSTRO TEMPO: il CHRYSLER BUILDING

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Ott 012012
 

Ancora una volta pubblico sul nostro sito, un interessantissimo articolo realizzato dagli alunni della Dante per l’expo di fine anno, manifestazione che premia attraverso la visibilità, gli elaborati migliori realizzati durante l’anno scolastico in ogni disciplina. E ancora una volta sottolineo, l’impegno, l’attenzione e la passione che ognuno di loro ha saputo mettere nella realizzazione dell’elaborato. Opportunamente guidati e stimolati sono stati in grado di esprimere un ottimo livello di maturazione e hanno raggiunto il grande risultato che vorrei condivideste con me. A questo lavoro è seguita la pubblicazione di un volume di 46 pagine di cui presento qui un estratto. Vi invito, perciò ad una lettura critica di questo articolo con la consapevolezza che la realizzazione è stata effettuata da alunni di 13 anni.

Articolo scritto dagli alunni Gemma Aloisi, Edoardo Cusenza, Russo Claudia, Giulia e Giuseppe Signorelli della classe 3E 2007/08.

La storia del Chrysler Building, inizia agli albori della fortuna di Walter Percy Chrysler, che da apprendista presso i laboratori della Union Pacific Railroad, divenne uno dei più famosi produttori di automobili. Nel 1925 fondò la compagnia che ancora oggi porta il suo nome e per dare alla società una sede degnamente rappresentativa decise di riprendere una vecchia idea costruendo un grattacielo sulla Lexington.

Esso doveva diventare un simbolo, quindi doveva essere il palazzo più alto della città, se non del mondo intero.

L’edificio fu progettato da William Van Alen, allievo dell’Ecole des Beaux Arts di Parigi. Il Chrysler Building fu ideato con una guglia in acciaio inox che con le sue campate a tre archi e le finestre triangolari doveva riprendere il motivo dei radiatori delle auto dell’epoca. Terminato nel 1930, detenne per un breve periodo il primato di edificio più alto del mondo, e anche quando fu superato in altezza dall’Empire State Building, continuò a restare un simbolo inconfondibile della città. La guglia che sovrasta la cima dell’edificio fu mantenuta segreta fino all’ultimo per riuscire a superare in altezza la sede della Bank of Manhattan che, progettata da Severance rivale di Van Alen, stava per essere terminata nello stesso periodo. Il Chrysler Building fu commissionato nel 1929 da Walter Chrysler, magnate dell’omonima industria automobilistica, questo maestoso edificio, che sorge nell’East Side di Manhattan lungo la Lexington Avenue (una delle vie più prestigiose al mondo), è stata la costruzione più alta della Terra fino al 1931. Definita da sempre come l’edificio più lussuoso del mondo, è alta 319 metri e conta 77 piani culminanti con una colossale guglia di acciaio inox (detta Vertex) alta 60 metri che termina con un appuntito pinnacolo.

Van Allen fu contattato dalla Chrysler Corporation per costruire un edificio assolutamente inedito, che si discostasse completamente col filone architettonico tipico dei grattacieli dell’epoca. Nelle intenzioni di Van Allen la torre doveva sembrare simile ad una cattedrale come per stabilire una nuova tipologia di monumentalità per la città moderna. Nonostante la progettazione di uno degli edifici più importanti del Mondo, Van Allen viene ricordato soprattutto per un’aspra controversia avuta col committente Walter Chrysler che, al termine della realizzazione non gli versò nessun compenso per l’opera da lui progettata. In alto, a quota 270 metri di altezza dal suolo, aquile d’acciaio si affacciano minacciose sulla strada per celebrare tutta la potenza di New York.


DESCRIZIONE DELL’EDIFICIO

Di colore grigio-argento chiaro, si erge su una base di venti piani, al di sopra della quale si staglia un fusto intermedio alto 170 metri. Progressivamente, la sezione del fusto si restringe e culmina in una raggiera di acciaio inossidabile con finestre smerlate, sormontata da una guglia.

L’atrio è stato concepito come un mondo magico dagli effetti luminosi, dai costosi marmi color ruggine e dai lucidi metalli e riprendeva l’atmosfera di un allestimento hollywoodiano. Ogni ascensore è stato rivestito internamente con un differente intarsio in legno, con motivi ornamentali che richiamano gli stemmi araldici riportati sul corpo principale dell’edificio. Il rivestimento della torre è intarsiato con mattoni color grigio scuro che risaltano sulle superfici argentee, mentre gli spigoli danno l’impressione di conci angolari di massa maggiore. Le finestre al centro di ogni facciata sono dettagliate per conferire un senso di forze verticali percorrenti l’intera altezza del fusto e terminanti sotto forma di un elemento centrale curvo; esse vogliono simulare i reali movimenti degli ascensori che salgono e scendono nel cuore dell’edificio. Comunque si classifichi stilisticamente il Chrysler building (Art Dèco o forse anche “espressionista”) le sue forme furono tra le più eleganti realizzate fino a quel momento nel campo della progettazione dei grattacieli.

Ma queste apparenze erano anche manifestazioni di fantasia ispirate al cliente: agli spigoli del quarantesimo piano, alla base del fusto principale, furono collocati quattro giganteschi tappi di radiatori Chrysler, in metallo, con relative alette. Accanto ad essi, corre tutto intorno all’edificio un fregio raffigurante ruote di automobili stilizzate con enormi perni argentati per coprimozzi. Il logo zigzagato della Chrysler appariva sulla muratura in mattoni a diversi livelli; in origine, all’interno della cuspide a raggiera e sotto la guglia, si trovava una scatola di vetro che conteneva il primo campionario di strumenti di Walter Chrysler. Intorno alla base della cuspide vennero sistemate delle colossali aquile americane, che si proiettavano come grondoni verso l’orizzonte. Il composito messaggio era chiaro: una celebrazione individuale nell’ambito del sistema economico americano.


IL CHRYSLER IN DATI

Nome: CHRYSLER BUILDING

Tipologia: GRATTACIELO

Città: NEW YORK CITY

Autore: WILLIAM VAN ALEN

Stile: ART DECO’

EpocaNOVECENTO

Realizzazione: PROGETTATO NEL 1928 e cOMPLETATO NEL 1930

Materiale: CEMENTO ARMATO, ACCIAIO e VETRO

Stato di conservazione: OTTIMO

Interno: MARMI E GRANITI, SOFFITTI DECORATI IN ART DECO’

Completato nel 1930, il Chrysler Building è uno dei simboli più noti di New York City. Alto 319 metri, si trova nell’east side di Manhattan, all’incrocio tra la Quarantaduesima strada e Lexington Avenue. Costruito per la Chrysler, l’edificio è oggi posseduto da due società immobiliari, la TMW Real Estate (per il 75%) e la Tishman Speyer Properties (per il restante 25%).

Ultimamente Sorgente Sgr, una delle prime società di gestione del risparmio del settore immobiliare, ha fatto il suo ingresso nel capitale di questo famoso edificio di Manhattan, con il 27,5%. Il Chrysler Building è oggi la costruzione cittadina più alta soggetta a vincolo monumentale. Il 30° piano, riservato alle attrezzature tecniche, è senza finestre ed al loro posto vi è un fregio bicolore in mattoni che rappresenta ruote di automobile con tanto di parafanghi in metallo. Gli angoli dell’edificio sono invece ornati da fregi che riproducono, enormemente ingranditi, i tappi dei radiatori delle vetture della Chrysler.

Tutta la parte alta del grattacielo è rivestita in acciaio inox ed ha una forma tanto caratteristica da essere unica. In puro stile Art Decò, è composta da una serie di archi sovrapposti per ogni lato con le caratteristiche finestre triangolari, che durante la notte vengono illuminate. Infine troviamo la guglia di 60 metri di altezza che fu montata per ultima in gran segreto, la leggenda vuole che ci si impiegasse meno di due ore. All’interno della base della guglia fu realizzata una lussuosa suite di due piani per lo stesso Chrysler. Se l’esterno di questo prestigioso edificio è tanto particolare, l’interno non può essere da meno. L’atrio fu progettato come un immenso salone per esporre le automobili, nel 1978 fu restaurato e ancora oggi si possono ammirare le decorazioni in marmo, granito e acciaio cromato.

Notevoli sono i 18 ascensori le cui porte sono in legno pregiato decorate a intarsio con motivi che ricordano un loto stilizzato. Si può anche ammirare un soffitto dipinto da Edward Rumball che rappresenta i mezzi di trasporto innovativi del XX secolo. Particolarità da notare del Chrysler Building è che al contrario di altri edifici dell’epoca, non presenta né una terrazza panoramica, né ristoranti nei piani più alti.


IL MARCHIO CHRYSLER

La Chrysler, industria automobilistica statunitense, fu fondata nel 1920 da Walter P. Chrysler, un ex dirigente della General Motors, e dalla Maxwell Motor Corporation, un piccola industria del settore. Produsse la sua prima vettura nel 1925 e ha operato a lungo sul mercato nordamericano con i marchi Chrysler, Dodge, Eagle, Jeep e Plymouth. La società ha il suo quartier generale a Auburn Hills, nel Michigan.

Dopo aver rilevato nel 1928 l’azienda auto-mobilistica Dodge, nello stesso anno iniziò la produzione di due nuovi modelli, la Plymouth e la DeSoto, il cui suc-cesso consentì alla Chrysler di supe-rare nel 1933 le vendite della Ford. Interrotta la produzione di autovetture durante la seconda guerra mondiale, in seguito l’azienda non riuscì a innovare né la tecnologia né la linea delle sue vetture, e la sua quota di mercato scese dal 21% del 1952 al 9 % del 1979; questo declino fu solo in parte attenuato dalle commesse della NASA, per la quale costruì diversi elementi delle navicelle spaziali Saturn 1 e 2.

Nel 1978 Lee Iacocca assunse la direzione di un’industria sull’orlo del fallimento, evitato solo grazie a un prestito del governo federale di 1,5 milioni di dollari, molto contestato dalle altre case automobilistiche le cui vendite erano crollate in seguito alla crisi petrolifera del 1979. Il rilancio della società, tuttavia, poté avvenire solo con la chiusura di numerosi stabilimenti e un massiccio ricorso ai licenziamenti. Nel 1984, con una linea di vetture rinnovata, la società iniziò la sua ripresa, soprattutto grazie ai buoni risultati di vendita del Dodge Caravan e della Plymouth Voyager; nel 1987 rilevò l’American Motors Company, la casa produttrice della celebre Jeep. Al momento del pensionamento di Iacocca, nel 1992, l’azienda era al terzo posto nel mercato statunitense. Dopo una serie di risultati non del tutto brillanti, nel 1998 venne annunciata la fusione tra Chrysler e il colosso tedesco Daimler-Benz. Walter P. Chrysler inoltre si occupò di far costruire il grattacielo, avente appunto il suo nome grazie all’aiuto dell’architetto Van Alen.


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90 giorni per toccare il cielo: SKY CITY ONE

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Set 122012
 

E’ da poco stato completato il Burj Khalifa a Dubai che la corsa verso l’edificio più alto del mondo è già ripartita. Sembrava che il Khalifa avesse messo una certa distanza e avesse definito dei parametri costruttivi insuperabili; ma da qualche altra parte del pianeta il testimone di questa sfida è stato raccolto. Ed esattamente in Cina, nella provincia dello Hunan nella città di Changsha dove vivono attualmente circa 7 milioni di abitanti. Ma la sfida questa vota è ancora più ardua: infatti la compagnia di costruzioni cinese Broad Group ha spinto molto più in alto l’asticella di questa competizione. Hanno infatti affermato, non solo di costruire l’edificio più alto del mondo ma anche di realizzarlo in soli tre mesi. Lo Sky City One è un progetto ambizioso, sarà alto 838 metri (dieci più del Burj Khalifa) per 220 piani di altezza e due interrati. Sono solo 10 i metri che separano le due costruzioni, ma enorme sarà la differenza in termi di tempo per la realizzazione delle due opere. Il megaprogetto del Khalifa ha impegnato i costruttori per oltre 72 mesi di lavoro, mentre il planning di realizzazione dello Sky City prevede un tempo di soli 3 mesi. Ma come farà la Broad Group a realizzare in così poco tempo un’opera dalle dimensioni colossali? La tecnica che verrà utilizzata è stata paragonata a quella dei famosissimi mattoncini Lego; la Broad Group realizzerà in cantiere i pezzi, moduli pre-assemblati dalle dimensioni di 15,6 per 3,9 metri. Questi mega-blocchi saranno montati in cantiere impilandoli uno sull’altro in pochissimo tempo.

Spazi vitali per 174.000 persone, 104 ascensori, 220 piani, un milione di metri quadrati di superficie, 628 milioni di dollari il costo (il Burj Khalifa è costato un miliardo e mezzo di dollari), questi i numeri di questa mega struttura.

Il presidente della Broad Group, mr Zhang Yue, ha affrontato nella sua carriera molte sfide vincendole tutte. Questa è la sua sfida più grande. La sua società si è imposta da pochi anni sul mercato per una serie di intuizioni commerciali vincenti. Nasce nel 1998 producendo condizionatori d’aria alimentati con fonti alternative. Idea vincente perché la regione in cui la società vendeva i propri apparecchi era soggetta a continui black-out di energia nei primi anni novanta. Poi a seguito del terribile terremoto che ha colpito la regione dello Sichuan nel 2008 che ha fatto oltre 70 mila vittime, molte società cinesi convertono la propria attività verso le costruzioni. Ed anche questa volta un’intuizione vincente da parte di Zhang consente alla sua società di crescere e prosperare. La Broad Group si specializza nella realizzazione di edifici ma utilizzando le tecnologie basate su sistemi alternativi di energia, tecniche antisismiche e ecosostenibili. Zhang ha affermato che la tecnologia ha portato a grossi miglioramenti in molti campi, cambiando il modo stesso di concepire e di percepire la realtà che ci circonda. Ma questo non è avvenuto nel campo dell’edilizia. Per lui la tecnica dei prefabbricati è la soluzione al problema, già usata nei capannoni industriali e alle case ma non ai grandi edifici. La Broad Group, affronta la sfida, avendo però già sperimentato questa rivoluzione realizzando un hotel di 30 piani in soli 15 giorni. Si tratta dell’Ark Hotel, costruito vicino al lago Dongting, nella provincia dello Hunan, è anti sismico, in grado di sopportare un terremoto di magnitudo 9.

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I lavori dovrebbero cominciare nella primavera del 2013 e al progetto lavoreranno anche architetti e ingegneri a suo tempi impegnati nel Khalifa. La Broad Group garantisce che la torre sarà in grado di reggere a terremoti di magnitudo 9 e avrà un consumo di energia sei volte inferiore ad un edificio di stessa tipologia. Inoltre, l’aria sarà purificata grazie ad un sistema di condizionamento proprietario a firma della Broad Group che renderà l’atmosfera interna della torre fino a 20 volte più pura di quella esterna.

Molte sono le critiche e lo scetticismo intorno a questo progetto e soprattutto intorno ai suoi tempi di realizzazione, ma Zhang procede dritto per la sua strada sicuro del risultato. Vedremo se questa ennesima meraviglia della tecnologia sarà realmente realizzata o resterà una chimera come molti pensano. Noi come sempre seguiremo questa storia.

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PEARL RIVER TOWER il primo edificio a ENERGIA ZERO

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Ago 192012
 

Torniamo a parlare di architettura, ma quella con la A maiuscola. Oggi è la volta di un edificio realizzato nella prefettura di Guangzhou in Cina. L’edificio in questione è il PEARL RIVER TOWER, ossia la torre sul fiume Pearl sul quale si affaccia. Ma la caratteristica unica di questo edificio non sta certamente nel nome. La progettazione affidata all’ultra premiato ed affermato team SOM ossia Skidmore, Owings e Merrill con sede in Florida (Stati Uniti).

La Pearl Tower può oggi definirsi come l’avanguardia nella progettazione architettonica. I progettisti nella sua realizzazione hanno cercato di costruire il primo edificio eco-sostenibile al mondo, ossia un edificio che produce tanta energia quanta ne consuma. Non ci sono riusciti fino in fondo, ma la realizzazione ha comunque garantito loro il primato in questa direzione, ponendo la Pearl Tower come il punto di riferimento per un ulteriore miglioramento progettuale.

La Pearl River Tower sorge su una superficie di 214.000 metri quadrati ed è alta 309 metri per 71 piani.  Il committente è la Guangdong Cntc Company di Guangzhou e lo studio e la realizzazione sono stati possibili grazie alla collaborazione della Guangzhou Pearl River Engineering Construction Supervision Corporation e con il Guangzhou Design Institute. La progettazione è stata lunga, proprio perché l’edificio poneva degli obiettivi importanti. Trovare la forma, il modo di realizzare un edificio in grado di autoalimentarsi ed essere al tempo stesso bio-compatibile, non era cosa da poco. I designer sono riusciti nell’intento realizzando un’architettura avveniristica dalle forme innovative e ardite. Gli stessi progettisti, hanno affermato che l’edificio è talmente legato all’ambiente nel quale è costruito che la sua forma, tecnologia, altezza sarebbero state differenti se fosse sorto in un lotto diverso da quello in cui è costruito. Questa elegantissima torre, sfrutta alcune forme di energia alternativa, massimizzandone i risultati. Le grandi fessure lungo la sua suoperficie incanalano il vento e lo domano. Infatti, il vento prevalente che investe l’edificio, canalizzato al loro interno trova delle turbine eoliche particolari disposte in verticale in grado di sfruttare il vento proveniente da ogni direzione e inoltre, annulla l’effetto turbine che un edificio completamente chiuso genera al suo intorno, correnti che lo fanno oscillare.

Ma le meraviglie ingegneristiche non finiscono qui. Le superfici laterali e la cupola sommiate, sono ricoperte di pannelli solari che raccolgono la maggior parte dei raggi solari convertendoli in energia elettrica che attiva i sistemi di raffreddamenti, riscaldamento e ventilazione all’interno dell’edificio.

La Pearl Tower è l’edificio al mondo con la più ampia parete a doppia vetratura. I due vetri con caratteristiche differenti annullano il 70% del calore prodotto dal sole e un sistema di oscuranti posto al loro interno, azionato da un computer che controlla il grado di illuminamento sulla parete in ogni momento della giornata, permettono di ottenere sempre la quantità di luce ottimale.

Anche gli ascensori sono incredibili. Sono infatti 29 e sono dotati di un sistema per cui, durante la salita e la discesa di notte e il movimento senza passeggeri di giorno, consente loro di produrre energia per autoalimentarsi senza richiedere ulteriore energia all’edificio.

Le stanze sono dotate di un sistema di controsoffittatura refrigerato che annulla la sensazione di calore all’interno dell’edificio. Un sistema di ventilazione permette un solo ricircolo d’aria all’interno dell’edificio al fine di garantire la qualità dell’aria respirata.

La ventilazione avviene dal basso attraverso delle ventole disposte sul pavimento in modo da minimizzare i consumi energetici.

Il consumo di energia è diminuito anche massimizzando l’illuminazione naturale giornaliera, conservando l’acqua piovana per il consumo da parte dei sistemi HVAC e utilizzando il calore solare per ottenere acqua calda. Colonne di sfiato, dissipatori di calore e lastre di raffreddamento operano per raffreddare l’edificio.

HVAC è un acronimo inglese che sta per Heating, Ventilation and Air Conditioning, ovvero riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria. ]

Come potete ben comprendere, la Pearl Tower rappresenta la massimizzazione della progettazione eco-sostenibile. Rappresenta un traguardo, ma anche un punto di partenza per l’architettura del futuro. Forma, dimensioni, tecnologie, materiali, tutto è pensato per ottenere il miglior risultato nella direzione dell’ambiente.

Purtroppo la Pearl RIver Tower non è riuscita nell’intento ambizioso di essere il primo edificio che si autoalimenta a causa di un problema burocratico che in Cina impedisce lo scambio dell’energia tra rete nazionale e produzione privata, ciò che invece sta accadendo regolarmente in Italia, però il risultato è comunque di straordinaria importanza.

Vedremo quale altro edificio della Terra si spingerà oltre.

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FREEDOM TOWER NEW YORK: rinasce il WTC

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Mag 012012
 
La forza di un popolo si vede dalla capacità di rialzarsi dopo una grande sconfitta, e gli Stati Uniti sono proprio l’emblema di questa rinascita. Distrutti dalla più grave sciagura di tutti i tempi, questo popolo e questa città hanno saputo rialzarsi e reagire a ciò che li ha travolti. A quasi undici anni da quel giorno, un nuovo emblema tecnologico svetta, modificando profondamente lo skyline di New York City. Ebbene si, questa notte il cantiere della Freedom Tower, il progetto per realizzare un grattacielo alto 1776 piedi, ha superato l’Empire State Building, rimasto suo malgrado l’edificio più alto di NYC fino ad oggi, diventando il grattacielo più alto di Manhattan. L’1 World Trade Center, questo il nome ufficiale della torre, con la realizzazione di uno dei pilastri d’acciaio al centesimo piano, ha raggiunto quota 387,4 metri, sei in più dell’Empire. A questo ritmo di crescita, in un paio di mesi, la torre raggiungerà i 416,96 metri, l’altezza delle Twin Towers, distrutte dagli attentati dell’11 settembre 2001, per poi superarle fino ad arrivare alla quota finale di 541,32 metri. L’edificio, che presto diverrà il più alto degli Stati uniti superando anche la Sears Tower di Chicago, aveva già da tempo superato gli altri giganti della città, ossia  la Bank of America Tower e il Chrysler BuildingL’altezza finale di 1776 piedi, pari a 541 metri non è casuale; tale altezza è stata scelta poiché nel 1776 l’America raggiunse l’indipendenza; questo aggiunge un altro significato simbolico ai già tanti che circondano la costruzione di questo edificio in quest’area di Manhattan.

I lavori dovrebbero concludersi nel 2014 e costeranno circa 4 miliardi di dollari 2 in più di quelli inizialmente stanziati.

 

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ROTATING TOWER. L’architettura dinamica di David Fisher

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Gen 212012
 

Rotating Tower (rendering)Dopo il grande successo dell’articolo sul Burj Khalifa, che è di gran lunga l’articolo più letto su questo blog e quello maggiormente votato nel sondaggio di novembre, vi propongo un altro spaccato sull’architettura contemporanea. Una visione, una illuminazione progettuale che ha portato l’arch. David Fisher a progettare un’edificio che, apre una nuova era nell’architettura. Fisher immagina un’architettura non più statica ma dinamica, capace di cambiare continuamente.

Un’architettura contemporanea, legata al dinamismo e alla velocità del nostro tempo; un’architettura che oltrepassi i limiti dell’attuale costruire, capace di aprire nuove prospettive e un nuovo modo di concepire gli edifici. Un sogno, una visione come la chiama lui che, ha trovato un grande riscontro internazionale. I suoi edifici, previsti a Dubai, Mosca, New York e Milano per cominciare, hanno subito momentaneamente una battuta d’arresto a causa della crisi economica, ma l’idea di un’architettura viva ed eco-sostenibile è solo rinviata.

Per ora non mi resta che invitarvi a vivere insieme questo sogno visionario leggendo l’articolo e guardando le immagini e i video che lo completano. Come sempre buon viaggio.

ROTATING TOWER – Un edificio, infinite forme

La creatività italiana debutta a Dubai prima di raggiungere altre 11 capitali economiche nel mondo. Uso dinamico dello spazio ed efficienza energetica sono i due principi ispiratori del progetto di Fisher. La Rotating Tower sarà infatti la prima costruzione interamente girevole al mondo.

Rotating Tower (schema di assemblaggio)

Grazie ad un meccanismo che consente ad ogni piano di ruotare in modo autonomo, in ogni momento si potrà scegliere il panorama che si desidera, decidere come sfruttare la luce del giorno o lasciare che sia una lenta rotazione ad offrire un panorama sempre diverso della natura circostante. Il risultato sarà dal punto di vista scenico un continuo apparire di forme diverse, dettate dal fluire del tempo.

Gli spostamenti, spiega Fisher, avranno una velocità molto lenta, così da non risultare fastidiosi per gli inquilini della torre, che non percepiranno il movimento”.

L’architetto fiorentino ha dunque inaugurato un nuovo modo di concepire l’architettura, che cessa di essere fissa e immutabile, per celebrare il trionfo della dinamicità. Non solo spettacolarità scenica. La torre girevole di Dubai sarà inoltre esempio di sostenibilità ambientale.

Rotating Tower (pale eoliche)

pale eoliche

Rotating Tower (pannelli solari)

pannelli solari

Grazie allo sfruttamento dell’energia del sole e del vento, il grattacielo sarà infatti autosufficiente dal punto di vista energetico. Il segreto, è nelle 48 turbine montate orizzontalmente tra un piano e l’altro. In più ci saranno i pannelli solari, che verranno posizionati sui tetti di ciascun piano e che durante la giornata, ruotando, rimarranno parzialmente esposti alla luce. In questo modo l’edificio non solo produrrà l’energia che gli è necessaria ma sarà anche in grado di venderla all’esterno. Secondo i calcoli in un anno la torre fornirà circa 190 milioni di kilowatt di energia, per un valore di oltre 7 milioni di euro.

Rotating Tower (villas)

Villa “Penthouse”

A conclusione dei lavori il grattacielo avrà 68 piani e sarà alto 313 metri. Costruito in associazione con imprenditori locali, la torre ospiterà al suo interno un albergo a sei stelle, uffici e appartamenti di varie metrature e, negli ultimi piani, cinque ville da 1.500 mq cadauna. Ognuna di queste avrà inoltre un parcheggio riservato sullo stesso piano e i veicoli saranno trasportati grazie a speciali ascensori. La villa “Penthouse” avrà sul tetto una piscina e un giardino.

Per consentire di raggiungere più velocemente la residenza, la Rotating Tower sarà inoltre dotata di un eliporto a scomparsa: “una piattaforma che, al livello del 64simo piano, uscirà dal ‘guscio’ dell’edificio al momento dell’atterraggio dell’elicottero, mantenendo così la totale dinamicità architettonica della Torre”. Questa innovativa procedura comporterà una serie di vantaggi significativi: prima di tutto l’applicazione delle tecniche industriali di controllo qualità del prodotto finito, poi la possibilità di valorizzare i singoli appartamenti, tempi e costi di produzione ridotti e, non ultima, la riduzione dei rischi di incidenti ed infortuni in cantiere.

Rotating Tower (planning di costruzione)Per la produzione e l’installazione è infatti richiesta in cantiere la presenza di soli 90 tra tecnici e operai contro gli oltre 2.000 di una comparabile costruzione tradizionale. Per rendere questo possibile, numerosi professionisti e società leader mondiali nei rispettivi settori sono stati chiamati a partecipare a questo progetto. Alcune di queste società, pur essendo globalmente riconosciute per la loro principale area di attività, stanno lavorando per la prima volta su un progetto di costruzione correlato, ed integrato, perché consapevoli del fatto che questa è l’architettura del futuro.

Il fascino del progetto, il riconoscimento della validità dei plus che ne derivano e, allo stesso tempo, il livello delle sfide tecniche e tecnologiche proposte hanno fatto si che nomi del calibro di Bosch, LERA, Viega, Kerakoll, Kri- ston e Bovis Lendlease, Barker Mohandas, IV Industrie, siano entrati a far parte del “Club” creato appositamente per sviluppare gli edifici del futuro; altre importanti candidature sono già pervenute all’architetto Fisher. Alcuni dei membri del “Club” sono già presenti a Dubai e stanno già lavorando come costruttori o appaltatori di progetti, quali la Metropolitana di Dubai e il Burj al Water-front. Il progetto ha suscitato il più vivo interesse da parte di investitori istituzionali e privati. I primi appartamenti potranno essere consegnati agli acquirenti dieci mesi prima rispetto ai tempi di consegna tradizionali.

“L’architettura dinamica, dichiara David Fisher, stabilisce nuovi paradigmi estetici e, perchè no, culturali; una rivoluzione totale nella storia dell’arte del costruire. Questa architettura è unica in quanto riunisce in un edificio la capacità di adattarsi alla vita ed alla natura, di generare energia pulita e garantire standards di qualità a livello industriale.

Il concetto è nato a Firenze, la città del Rinascimento, ed ora verrà realizzato per la prima volta a Dubai, la città del futuro”.

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Rotating Tower (rendering)

Rotating Tower di Mosca

Un edificio che continua a muoversi, i cui piani ruotano in modo indipendente l’uno dall’altro cambiando continuamente la forma esterna della costruzione, per adattarsi e seguire le esigenze dei suoi “abitanti”. Destinata a sfidare buona parte delle tradizioni nel campo dell’edilizia, la Rotating Tower sarà il simbolo di una nuova filosofia urbanistica già battezzata con il nome di Architettura Dinamica. D’ora in avanti gli edifici non saranno più rappresentati dalle tre dimensioni tradizionali (lunghezza, larghezza e altezza): se ne aggiungerà una quarta, il tempo, che supererà i limiti tradizionali dell’arte del costruire introducendo nuovi parametri formali e applicando nuove tecnologie che fino a oggi erano rimaste ai margini dei processi costruttivi. Ed è proprio questa nuova “Quarta Dimensione” a rappresentare il cuore dell’invenzione dell’architetto fiorentino David Fisher, aprendo una nuova era da quando l’uomo ha cominciato a costruire le proprie abitazioni. Prepariamoci quindi a vedere cambiare le nostre città, più rapidamente di quanto non immaginiamo: il progetto della Rotating Tower sta infatti concentrando su di sé molta attenzione anche da parte dei sindaci di molte città del mondo. Come cambieranno i nostri palazzi? Le forme non resteranno più fossilizzate nell’istantanea immaginata dal progettista, ma si evolveranno, come esseri viventi, dando alla città una nuova capacità di innovarsi. Non più immagine fissa, ma forma quasi vivente, scolpita dal tempo e disegnata dalla vita e dalle esigenze dei suoi stessi occupanti. Cambia anche la filosofia stessa dell’abitare: non più costretti a subire l’ambiente così come imposto dalla matita del progettista e dalle esigenze strutturali e urbanistiche, ciascuno sarà protagonista. Oltre alla capacità di modificare continuamente la sua forma, la Rotating Tower rappresenta una novità assoluta nel mondo dell’edilizia anche per altre due ragioni: da una parte l’innovativo sistema di costruzione, dall’altra la capacità di provvedere da sola al proprio mantenimento energetico. La Rotating Tower vanta un contenuto di innovazione tecnologica che fino ad oggi non era nemmeno stata considerata: la componente rotante che permette il movimento dei piani, la completa industrializzazione, le tur- bine per la produzione di energia. Tutto ciò senza considerare i vari sistemi di controllo elettronico necessari per una struttura così complessa nonché le rifiniture, ai massimi livelli in fatto di lusso e design. Un oggetto unico e peculiare. A conti fatti, nonostante l’altissima qualita dell’edificio ed il contenuto di innovazione e di tecnologia modernissima, la Rotating Tower costerà solo il 10% in più rispetto a un grattacielo tradizionale “non-rotante”, questo grazie alla sua industrializazzione e produzione in una sede diversa dal cantiere stesso.

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DAVID FISHER

Arch, David Fisher

David Fisher ha iniziato la sua carriera a Firenze dopo la laurea con lode in Architettura; in seguito ha insegnato Architettura presso la facoltà della stessa città. Nello stesso tempo, l’arch. Fisher si è anche occupato di restauro di monumenti antichi e di progettazione di edifici pubblici. Negli ultimi 30 anni ha focalizzato la sua attività sulla progettazione di edifici con una particolare relazione con la natura; attraverso l’ufficio di New York della Fiteco Ltd è stato coinvolto in progetti di ricerca sulla tecnologia della costruzione e della prefabbricazione. “Infinity design” è il nome del suo studio di architettura a Firenze, città in cui l’Arch. Fisher vive con la sua famiglia.

Il Dr. Fisher non può essere considerato un architetto nel senso tradizionale della parola. Nella sua carriera ha avuto un’esperienza a 360° nel mondo della costruzione: da insegnante a progettista, dalla preparazione di studi di fattibilità al finanziamento di grandi progetti, dal project management al THE DYNAMIC ARCHITECTURE. Considera l’architettura una combinazione di fattibilità, funzionalità e ingegneria. In realtà ha avuto l’opportunità di sperimentare tutti gli aspetti dell’architettura. L’insieme di tante esperienze gli ha dato una vastissima conoscenza nel campo, preparandolo a rivoluzionare le tecniche edilizie tradizionali con l’architettura del futuro. La sua attività professionale è ora concentrata su due temi: un approccio industriale con lo sviluppo di unità prefabbricate e la Dynamic Architecture, secondo la quale il design tridimensionale incontra una quarta dimen- sione, il Tempo. Secondo l’arch. Fisher, il tempo è la dimensione più importante della vita poiché strettamente legato alla relatività.

Per la realizzazione di questo articolo debbo ringraziare gli alunni della classe 3E dell’anno 2008/09.

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BURJ KHALIFA l’uomo ha toccato il cielo

 Costruzioni  Commenti disabilitati su BURJ KHALIFA l’uomo ha toccato il cielo
Set 222011
 

  • Visibile da 60 miglia di distanza;
  • Costato 4,1 miliardi di dollari;
  • 230.000m3 di cemento usato durante la costruzione;
  • 22 milioni di ore lavoro per la realizzazione;
  • 26.000 pannelli di vetro di rivestimento;
  • 10° di differenza di temperatura tra la base e la sommità;
  • 160 stanze nell’Armani Hotel;
  • 3.000 gradini dal terreno alla cima;
  • 217 milioni di dollari per la costruzione delle fontane esterne;
  • 160 piani;
  • la mosche più alta del mondo al 158° piano;
  • la discoteca più alta del mondo al 148° piano;
  • 308 metri più alto del Taipei 101 a Taiwan;
  • la più alta piscina al mondo 76° piano.

Questi alcuni dei numeri dell’ottava meraviglia del mondo moderno, l’edificio più alto del pianeta che, alla data della sua inaugurazione ha raggiunto quota 828 metri superando di ben 308,8 metri l’edificio fino a quel momento più alto al mondo, il Taipei 101.

Opera architettonica destinata a diventare il simbolo di un’epoca, rappresentazione di un nuovo traguardo umano, destinata a travalicare il tempo rappresentando nell’immaginario collettivo l’ingegno e la capacità umana.

Il 4 gennaio 2010 resterà una data storica, quella in cui è stato inaugurato il più alto grattacielo al mondo nonché la più alta struttura mai realizzata dall’uomo. 1325 giorni di lavoro hanno visto coinvolti nell’opera faraonica migliaia di operai e tecnici.

Il 4 gennaio 2010 è nato il BURJ KHALIFA, la meraviglia architettonica che ha consacrato definitivamente l’Emirato di Dubai come la mecca dell’architettura contemporanea, il luogo in cui ogni sogno può diventare realtà. Inizialmente la torre si sarebbe dovuta chiamare BURJ DUBAI (burj in arabo significa torre, quindi la Torre di Dubai), ma la crisi economica ha colpito duramente anche quest’Emirato che non basa la sua ricchezza sul petrolio come gli altri. L’intervento dell’Emiro Khalifa bin Zayed Al Nahayan, attuale presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha scongiurato il crack finanziario di Dubai, salvandone l’immagine e il prestigio. Il principe emiro Mohammed bin Rashid Al Maktum, attuale presidente dell’Emirato di Dubai, nonché vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, per ringraziare l’amico ha cambiato all’ultimo momento il nome in Burj Khalifa ossia la Torre di Khalifa.

Per rendersi conto dell’immensità dell’opera realizzata, basti pensare che l’edifico più alto fino al 4 gennaio 2010 era il Taipei 101 di Taiwan “solo” 509 metri e che l’Empire State Building, l’edificio più alto della città dei grattacieli, New York, è solo 381 metri.

Tanti sono stati i progetti e le idee che hanno infiammato il mondo, per la realizzazione di edifici che superassero le leggi stesse della fisica, ma per ora solo lui, Burj Khalifa, ha concretizzato i sogni dell’umanità, dei suoi progettisti e della società che lo ha realizzato. Record che probabilmente per le difficoltà tecniche e costruttive, è destinato a resistere per molto tempo.

La EMAAR (in collaborazione con la Samsung C&T e la Arabtec), società che ha finanziato l’opera ha mantenuto il segreto sulle tecniche costruttive e sulle soluzioni da adottare per la sua realizzazione. Le difficoltà sono state tante, soprattutto per le temperature estive che, di giorno possono raggiungere con facilità anche i 50° C e i venti fortissimi che, ad alta quota, insistono con violenza sulle superfici esposte dell’edificio.

L’inaugurazione, come tutto in questa parte del mondo, è stata grandiosa. Fuochi d’artificio sincronizzati con la musica, fontane d’acqua realizzate dagli stessi realizzatori del Bellagio a Las Vegas, mega-screen che proiettavano immagini epiche e suggestive, cannoni di luci e oltre 100.000 persone ad assistere all’evento. Riprese in mondovisione e festeggiamenti da Mille e una Notte. Alla base della Torre è stato anche inaugurato il Mall of Dubai, ovviamente il più grande centro commerciale al mondo.

L’evento è stato particolarmente seguito per una serie di colpi di scena creati ad arte per aumentare nell’opinione pubblica l’attesa e lo stupore. Infatti, fino al momento dell’inaugurazione sono stati tenuti segreti l’altezza e il nome.

700 appartamenti, dal 45° al 108° piano venduti in otto ore al prezzo modico di 35.000$ al metro quadrato. Il primo Armani Hotel al mondo fino all’ottavo piano, con le suite al 38° e 39° piano. Centosessanta stanze, cinque ristoranti, una spa, l’Armani Privè e gli spazi Armani Fiori, Armani Dolci e Armani Galleria al costo di 600€ a notte.

Al 124° piano, il 5 gennaio 2010 è stato inaugurato l’Osservatorio, la più alta piattaforma di osservazione al mondo. Qui, migliaia di turisti possono osservare l’intera città (con una visione a 360°), attraverso l’uso di un sofisticato cannocchiale dotato di schermo LCD anziché il classico oculare. Ingresso al costo non economico di 20€ con prenotazione obbligatoria e limite di orario oppure 80€ per l’ingresso VIP senza le limitazioni precedenti.

Nel regno dell’eccesso non poteva mancare lo shopping che qui assume proporzioni gigantesche. Mall of Dubai ossia il più grande centro commerciale del mondo 420.000 m2, 1300 negozi, 16.000 posti auto. All’interno di un’area così vasta e rappresentativa, non potevano mancare le attrazioni: un cinema Multiplex con 22 sale e il “Dubai Aquarium & Underwater Zoo” anche esso nel Guinness dei primati per innumerevoli records infranti.

All’esterno del Dubai Mall è presente la più grande ed alta fontana luminosa con getti d’acqua servo-controllati al mondo. Pilotata da un sofisticatissimo sistema informatico con centinaia di valvole elettromeccaniche, la fontana luminosa crea ogni 20 minuti uno spettacolo serale fantasmagorico di luci e colori. Questa, spara l’acqua ad un’altezza di 150 metri in modo sincrono con il brano musicale che viene eseguito. La lunghezza è di circa 275 metri e si trova all’interno del lago artificiale di fronte al Burj Khalifa ed al Mall of Dubai.