AIRBUS VAHANA: L’AEREO CHE VOLA DA SOLO

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Feb 102017
 

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Si chiamerà Vahana, nome che in lingua sanscrita significa “mezzo di locomozione degli dei” e nell’immaginario di quelle popolazioni identificava la divinità con il mezzo di trasporto. Si tratta in questo caso dell’ultimo avveniristico progetto di Airbus la grande compagnia aerea che compete per il primato nei cieli con l’americana Boeing.

L’idea è quella di voler intervenire sul traffico sempre più congestionato delle megalopoli con un sistema di trasporti avveniristico. Mentre si parla sempre più di auto a guida autonoma, campo nel quale si stanno sfidando i grandi big dell’economia, Airbus propone un sistema, a metà tra un grande drone e un piccolo elicottero che dovrebbe essere in grado di trasportare un passeggero per volta in aria su tragitti brevi all’interno delle città, superando il caos e la congestione del traffico a terra.

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Qual’è la particolarità di questo sistema? Dovrebbe decollare in verticale, dato il poco spazio a disposizione, e volare autonomamente senza pilota.

L’idea, pazzesca di per se, è presa molto seriamente da Airbus che prevede di lanciare tale sistema già tra 4 anni nel 2020 presentando a breve i primi prototipi funzionanti.

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Lavorano al progetto gli ingegneri di A3, società di proprietà di Airbus, i quali hanno deciso di lanciarsi nel 2016 in questa avventura ideando questo incredibile sistema di volo autonomo.

Ciò che ha dato loro fiducia nella realizzazione di un progetto così avanzato sono stati diversi fattori; tra questi, lo stato dell’arte dei sistemi di intelligenza artificiale nei sistemi di guida oggi particolarmente avanzati ed affidabili, l’uso di materiali ultraleggeri ma estremamente resistenti e la possibilità di utilizzare batterie la cui tecnologia consente di ottenere sufficiente energia e durata.

La realizzazione del prototipo completamente funzionante è già prevista per la fine di questo 2017 e la speranza di veder volare Vahana per la fine del 2020.

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Rodin Lyasoff, amministratore delegato di Airbus Group ha commentato il progetto affermando che l’aerodinamica di questo mezzo innovativo è già in fase di avanzata realizzazione, avendo ottenuto un mezzo capace di volare con un solo motore e con un software in grado di controllarlo e guidarlo con una sicurezza del 100%. Vahana dovrà essere in grado di volare da un punto ad un altro con assoluta certezza evitando tutti i possibili ostacoli che potrebbero frapporsi tra i due luoghi da congiungere.

Inoltre, Lyasoff, ha affermato che Airbus rilascerà i codici di questo nuovo sistema di volo in modo che tutti ne possano trarre beneficio.

Non ci resta che aspettare e sperare che questo progetto possa diventare realtà. A quel punto ci si porrà un’ulteriore domanda: chi supererà la propria reticenza e si proporrà come passeggero per un volo sui cieli della propria città su un mezzo privo di pilota?

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HUBO IL ROBOT CHE IMITA L’UOMO

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Ago 052016
 

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L’uso dei robot in sostituzione dell’uomo soprattutto per quelle situazioni pericolose è sempre stato un obiettivo che in diversi hanno perseguito. Negli ultimi anni, la robotica e l’intelligenza artificiale hanno fatto enormi passi avanti e la realizzazione di un robot capace di sostituire in tutto e per tutto le persone è sempre più vicino.

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Nel 2015 in California è stato protagonista per la prima volta Hubo, un prototipo di robot tuttofare creato dalla coreana Kaist e dall’istituto di ricerca Daejeon. Si tratta di una unità cibernetica molto somigliante ad un essere umano: alto un metro e 70 per 80chilogrammi di peso, Hubo è realizzato totalmente in alluminio.

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Nel 2015 in California ha vinto il prestigioso premio Darpa Robots Challenge dove ha sbaragliato la concorrenza. Riesce agevolmente ha compiere la maggior parte delle azioni umane, come guidare un autoveicolo, salire e scendere le scale, correre, camminare su pendii scoscesi e accidentati, inginocchiandosi sui suoi cingoli o camminando sulle gambe metalliche.

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Ancora qualche problema di gioventù persiste, infatti Hubo, non è in grado di rialzarsi da solo da una caduta e non riesce a decidere autonomamente sulla sequenza delle operazioni da effettuare. Ma a questo si può ovviamente rimediare: alle cadute serve comunque un operatore umano, ma lui riesce ad attutire il colpo e evitare danni catastrofici, mentre per la sequenza di azioni è comanda bile in remoto da un operatore umano che lo indirizza a svolgere l’azione prioritaria.

Hubo è già in vendita alla modica cifra di 500mila dollari e le sue vendite procedono speditamente. Già 25 modelli consegnati.

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LA BICI DIVENTA DRONE: HOVERBIKE

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Gen 132016
 
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Malloy Aeronautics, ha applicato il concetto di drone alla mobilità sostenibile. L’idea della compagnia inglese è quella di un nuovo concetto di bicicletta capace di spostarsi molto rapidamente e in maniera assolutamente autonoma rispetto al sistema stradale esistente. La sfida è quella di realizzare a partire dal prototipo attualmente esistente, un ibrido tra le attuali biciclette e i droni radiocomandati.

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Da questa idea è nato Hoverbike, il primo drone ciclistico il cui progetto è in avanzata fase di sviluppo e che attende solo la certificazione delle autorità aeronautiche, visto che al posto delle tradizionali ruote, è dotato di un sistema di 4 eliche orizzontali che gli consentono di restare sospeso in aria.

Perché 4 eliche? A detta dei produttori per aumentare las stabilità e la sicurezza in volo.

Si tratta in pratica di un robot volante pensato per il trasporto umano, ecosostenibile, leggero e smart.

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Il progetto è stato sviluppato attraverso una raccolta di fondi con la classica campagna su Kickstarter, ma anche attraverso il lancio sul mercato di un prototipo tre volte più piccolo di quello reale, telecomandato. Si tratta di un vero e proprio drone capace di montare anche una videocamera GoPro per le riprese in FullHD aeree.

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L’Hoverbike dovrebbe essere commercializzato a partire dal 2017 non appena completato lo sviluppo e ottenuto le necessarie certificazioni. Presto quindi vedremo persone viaggiare su questi originalissimi mezzi di trasporto. Ma chi regolerà il traffico di questi mezzi volanti che sfrecceranno a mezz’aria negli spazi urbani delle nostre città?

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VEOLIA lo spazzino dei mari

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Set 202012
 

Uno studente di ingegneria francese, Elie Ahovi, non nuovo a questo genere di imprese (ha infatti progettato la prima lavatrice a secco per ambito domestico), ha presentato il progetto di VEOLIA, un drone sommergibile la cui funzione è aspirare l’immondizia presente nei nostri mari. Il drone sottomarino si presenta con la forma che potete vedere nella foto accanto; una bocca di carico enorme, in grado di aspirare al suo interno tonnellate di spazzatura che vagano libere nelle vastità marine.

[ Drone è un termine di origine inglese indica un robot con limitate capacità decisionali ma che può anche essere comandato a distanza come ad esempio gli APR velivoli senza pilota utilizzati dagli USA in Iraq e Afghanistan. ]

Questo robot, è in grado di localizzare e aspirare nel suo mega-sifone ogni oggetto che vaga nel mare e che con il mare non ha nulla a che vedere. L’immondizia, viene intrappolata in una grossa rete sospesa fra due grandi boe circolari e svuotata all’occorrenza. L’autonomia del Marine Drone è di due settimane. Può anche interfacciarsi con altri droni dello stesso tipo per creare una rete, attraverso un sonar. L’emissione di ultrasuoni spaventa i pesci che allontanandosi non corrono il pericolo di essere aspirati nel drone marino.

Questo progetto è frutto dello studente Elie, all’interno di un programma di bonifica ambientale, proposto dalla socieltà Veolia, la quale aveva chiesto agli studenti universitari di trovare una soluzione per ripulire gli oceani dalla montagna di spazzatura. Questa idea, è realizzabile e può essere la risposta ad un problema gravissimo, oltre a riuscire nell’intento, attraverso la raccolta della plastica, di favorire il riciclo dei materiali riducendo i costi di produzione degli stessi. Una nave appoggio, poi, raccoglie il carico e provvede al ripristino del Marine Drone per la missione successiva.

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