Feb 142018
 

Non un drone qualunque, ma un super drone quello sviluppato da un team di 60 ex diplomati del Massachusetts Institute of Technology, il famosissimo MIT di Boston. Insieme questi ingegneri, hanno fondato nel 2014 una società nominata Skydio, una startup finanziata con 70 milioni da due società americane, la Andreessen Horowitz e Nvidia. Un investimento importante che consentirà alla società di produrre, anche se in quantità limitate, i primi pezzi del loro prodotto. Ma di cosa si tratta?

Il nome è R1, ma anche se il nome evoca alla memoria un robot di Guerre Stellari, si tratta di qualcosa di completamente diverso, un nuovo ed evolutissimo concetto di drone. 4 anni di studio e sperimentazione a Redwood City, in California. Un quadricottero dotato di telecamere in altissima risoluzione, 4K, capace di volare in assoluta autonomia in ambienti complessi come i boschi.

Ma il super gadget tecnologico non è solo questo. Oltre ad essere il primo drone in grado di spostarsi autonomamente, dotato dell’intelligenza artificiale fornitagli da un computer Nvidia Jetson TX1 montato al suo interno, è equipaggiato da 4 sistemi di sollevamento da ben 13 telecamere integrate con qualità video 4K.

Le telecamere appunto, sono capaci di effettuare una mappatura completa dell’ambiente circostante che viene in tempo reale interpretato e rielaborato dal potente processore matematico di cui R1 è dotato. Questo gli consente di superare gli ostacoli e muoversi agevolmente ed in totale autonomia all’interno di ambienti anche molto complessi.

Un’altra delle cose eccezionali che riesce a compiere questo incredibile oggetto volante è il riconoscimento dei volti o il colore dei vestiti, cosa che lo rende in grado di seguire un soggetto durante tutti i suoi spostamenti indipendentemente dalla loro natura.

Il volo è quasi esclusivamente autonomo, a tal punto che il drone non può in nessun modo scontrarsi con oggetti o persone durante il suo percorso. Esiste anche una versione di volo manuale, ma è volutamente limitata al massimo. Infatti, durante il controllo manuale, tutte le funzioni di sicurezza autonoma, restano sempre attive in modo da impedire che volutamente il pilota lo possa spingere a schiantarsi contro qualsivoglia oggetto.

Il volo pilotato avviene attraverso un’app da utilizzare su smartphone o tablet, capace per di fornire al manovratore solo poche opzioni di movimento e per visualizzare le anteprime dei video realizzati durante il volo.

Questa meraviglia, presenta però anche dei limiti. Innanzitutto il costo, non certo alla portata di chiunque; 2,499 dollari, rispondono però all’incredibile dotazione di questo gadget di lusso (13 videocamere 4K, un processore, sistemi di rilevamento). Ma bisogna anche dire che la società si rivolge in questo momento ad una clientela molto specializzata, fatta di filmaker, sportivi e aziende per video pubblicitari di alta qualità. L’altro limite sta nell’autonomia. Ancora, a piena carica, il drone può volare solo per 16 minuti. Vedremo cosa ci riserverà in futuro, questa creativa startup.

Feb 132018
 

Non tutti ricorderanno Jeeg Robot D’Acciaio, il robottone giapponese che si assemblava magneticamente richiamato dalla testa, il protagonista Hiroshi Shiba, che aveva il potere di trasformarsi nell’enorme automa guerriero. Forse sarà stato proprio Jeeg a venire in mente ai ricercatori dell’Università della Pennsylvania, forse no, fatto sta che la loro ultima creazione lo ricorda proprio da vicino.

Si tratta di ModQuad, un nugolo di droni capaci di assemblarsi in volo attraverso potenti magneti, proprio come faceva Jeeg nel cartone animato. Questo consente loro di creare strutture complesse in grado di collaborare per sollevare e spostare oggetti anche pesanti. Ogni modulo è composto da quattro rotori ed è racchiuso all’interno di una gabbia di fibra di carbonio che monta sugli spigoli dei magneti che consentono ai diversi moduli, quando sono vicini di unirsi a formare strutture complesse simmetriche o asimmetriche, mantenendo perfettamente la stabilità di volo.

Il progetto è ancora allo stato iniziale, ma promette già bene. Secondo il capo ricerca Mark Yim, ModQuad, potrebbe essere utilizzato in diverse applicazioni. Ad esempio li dove la forza di un unico elemento non è in grado di spostare l’oggetto, o per arrivare in zone inaccessibili per un unico grande drone, così che tanti piccoli possano diventare un’unico più grande per poi scomporsi e svolgere lavori individuali.

Anche l’affidabilità del sistema dovrebbe essere garantita, perché il danneggiamento o il malfunzionamento di uno dei moduli non dovrebbe pregiudicare il funzionamento dell’insieme. Vedremo quali saranno i futuri sviluppi di questa ingegnosa invenzione.

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Feb 102017
 

Vahana01

Si chiamerà Vahana, nome che in lingua sanscrita significa “mezzo di locomozione degli dei” e nell’immaginario di quelle popolazioni identificava la divinità con il mezzo di trasporto. Si tratta in questo caso dell’ultimo avveniristico progetto di Airbus la grande compagnia aerea che compete per il primato nei cieli con l’americana Boeing.

L’idea è quella di voler intervenire sul traffico sempre più congestionato delle megalopoli con un sistema di trasporti avveniristico. Mentre si parla sempre più di auto a guida autonoma, campo nel quale si stanno sfidando i grandi big dell’economia, Airbus propone un sistema, a metà tra un grande drone e un piccolo elicottero che dovrebbe essere in grado di trasportare un passeggero per volta in aria su tragitti brevi all’interno delle città, superando il caos e la congestione del traffico a terra.

Vahana02

Qual’è la particolarità di questo sistema? Dovrebbe decollare in verticale, dato il poco spazio a disposizione, e volare autonomamente senza pilota.

L’idea, pazzesca di per se, è presa molto seriamente da Airbus che prevede di lanciare tale sistema già tra 4 anni nel 2020 presentando a breve i primi prototipi funzionanti.

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Lavorano al progetto gli ingegneri di A3, società di proprietà di Airbus, i quali hanno deciso di lanciarsi nel 2016 in questa avventura ideando questo incredibile sistema di volo autonomo.

Ciò che ha dato loro fiducia nella realizzazione di un progetto così avanzato sono stati diversi fattori; tra questi, lo stato dell’arte dei sistemi di intelligenza artificiale nei sistemi di guida oggi particolarmente avanzati ed affidabili, l’uso di materiali ultraleggeri ma estremamente resistenti e la possibilità di utilizzare batterie la cui tecnologia consente di ottenere sufficiente energia e durata.

La realizzazione del prototipo completamente funzionante è già prevista per la fine di questo 2017 e la speranza di veder volare Vahana per la fine del 2020.

Vahana03

Rodin Lyasoff, amministratore delegato di Airbus Group ha commentato il progetto affermando che l’aerodinamica di questo mezzo innovativo è già in fase di avanzata realizzazione, avendo ottenuto un mezzo capace di volare con un solo motore e con un software in grado di controllarlo e guidarlo con una sicurezza del 100%. Vahana dovrà essere in grado di volare da un punto ad un altro con assoluta certezza evitando tutti i possibili ostacoli che potrebbero frapporsi tra i due luoghi da congiungere.

Inoltre, Lyasoff, ha affermato che Airbus rilascerà i codici di questo nuovo sistema di volo in modo che tutti ne possano trarre beneficio.

Non ci resta che aspettare e sperare che questo progetto possa diventare realtà. A quel punto ci si porrà un’ulteriore domanda: chi supererà la propria reticenza e si proporrà come passeggero per un volo sui cieli della propria città su un mezzo privo di pilota?

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Ago 052016
 

HUBO2

L’uso dei robot in sostituzione dell’uomo soprattutto per quelle situazioni pericolose è sempre stato un obiettivo che in diversi hanno perseguito. Negli ultimi anni, la robotica e l’intelligenza artificiale hanno fatto enormi passi avanti e la realizzazione di un robot capace di sostituire in tutto e per tutto le persone è sempre più vicino.

HUBO3

Nel 2015 in California è stato protagonista per la prima volta Hubo, un prototipo di robot tuttofare creato dalla coreana Kaist e dall’istituto di ricerca Daejeon. Si tratta di una unità cibernetica molto somigliante ad un essere umano: alto un metro e 70 per 80chilogrammi di peso, Hubo è realizzato totalmente in alluminio.

HUBO1

Nel 2015 in California ha vinto il prestigioso premio Darpa Robots Challenge dove ha sbaragliato la concorrenza. Riesce agevolmente ha compiere la maggior parte delle azioni umane, come guidare un autoveicolo, salire e scendere le scale, correre, camminare su pendii scoscesi e accidentati, inginocchiandosi sui suoi cingoli o camminando sulle gambe metalliche.

HUBO5

Ancora qualche problema di gioventù persiste, infatti Hubo, non è in grado di rialzarsi da solo da una caduta e non riesce a decidere autonomamente sulla sequenza delle operazioni da effettuare. Ma a questo si può ovviamente rimediare: alle cadute serve comunque un operatore umano, ma lui riesce ad attutire il colpo e evitare danni catastrofici, mentre per la sequenza di azioni è comanda bile in remoto da un operatore umano che lo indirizza a svolgere l’azione prioritaria.

Hubo è già in vendita alla modica cifra di 500mila dollari e le sue vendite procedono speditamente. Già 25 modelli consegnati.

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//www.youtube.com/watch?v=BGOUSvaQcBs
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Gen 132016
 
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Malloy Aeronautics, ha applicato il concetto di drone alla mobilità sostenibile. L’idea della compagnia inglese è quella di un nuovo concetto di bicicletta capace di spostarsi molto rapidamente e in maniera assolutamente autonoma rispetto al sistema stradale esistente. La sfida è quella di realizzare a partire dal prototipo attualmente esistente, un ibrido tra le attuali biciclette e i droni radiocomandati.

HOVERBIKE02

Da questa idea è nato Hoverbike, il primo drone ciclistico il cui progetto è in avanzata fase di sviluppo e che attende solo la certificazione delle autorità aeronautiche, visto che al posto delle tradizionali ruote, è dotato di un sistema di 4 eliche orizzontali che gli consentono di restare sospeso in aria.

Perché 4 eliche? A detta dei produttori per aumentare las stabilità e la sicurezza in volo.

Si tratta in pratica di un robot volante pensato per il trasporto umano, ecosostenibile, leggero e smart.

HOVERBIKE03

Il progetto è stato sviluppato attraverso una raccolta di fondi con la classica campagna su Kickstarter, ma anche attraverso il lancio sul mercato di un prototipo tre volte più piccolo di quello reale, telecomandato. Si tratta di un vero e proprio drone capace di montare anche una videocamera GoPro per le riprese in FullHD aeree.

HOVERBIKE01

L’Hoverbike dovrebbe essere commercializzato a partire dal 2017 non appena completato lo sviluppo e ottenuto le necessarie certificazioni. Presto quindi vedremo persone viaggiare su questi originalissimi mezzi di trasporto. Ma chi regolerà il traffico di questi mezzi volanti che sfrecceranno a mezz’aria negli spazi urbani delle nostre città?

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Set 202012
 

Uno studente di ingegneria francese, Elie Ahovi, non nuovo a questo genere di imprese (ha infatti progettato la prima lavatrice a secco per ambito domestico), ha presentato il progetto di VEOLIA, un drone sommergibile la cui funzione è aspirare l’immondizia presente nei nostri mari. Il drone sottomarino si presenta con la forma che potete vedere nella foto accanto; una bocca di carico enorme, in grado di aspirare al suo interno tonnellate di spazzatura che vagano libere nelle vastità marine.

[ Drone è un termine di origine inglese indica un robot con limitate capacità decisionali ma che può anche essere comandato a distanza come ad esempio gli APR velivoli senza pilota utilizzati dagli USA in Iraq e Afghanistan. ]

Questo robot, è in grado di localizzare e aspirare nel suo mega-sifone ogni oggetto che vaga nel mare e che con il mare non ha nulla a che vedere. L’immondizia, viene intrappolata in una grossa rete sospesa fra due grandi boe circolari e svuotata all’occorrenza. L’autonomia del Marine Drone è di due settimane. Può anche interfacciarsi con altri droni dello stesso tipo per creare una rete, attraverso un sonar. L’emissione di ultrasuoni spaventa i pesci che allontanandosi non corrono il pericolo di essere aspirati nel drone marino.

Questo progetto è frutto dello studente Elie, all’interno di un programma di bonifica ambientale, proposto dalla socieltà Veolia, la quale aveva chiesto agli studenti universitari di trovare una soluzione per ripulire gli oceani dalla montagna di spazzatura. Questa idea, è realizzabile e può essere la risposta ad un problema gravissimo, oltre a riuscire nell’intento, attraverso la raccolta della plastica, di favorire il riciclo dei materiali riducendo i costi di produzione degli stessi. Una nave appoggio, poi, raccoglie il carico e provvede al ripristino del Marine Drone per la missione successiva.

Galleria

//www.youtube.com/watch?v=VExyml-HGi0