Nov 082020
 
SEZIONE AUREA SEGMENTO
Dati LUNGHEZZA SEGMENTO 10cm o secondo indicazione del docente
CONSEGNE:
Consegna 1 Esegui la costruzione geometrica come spiegato nel tutorial
Digit Esegui le consegne in digitale utilizzando il CAD
DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

Prima di iniziare, pulisci il piano di lavoro e gli strumenti da disegno. Usando un foglio F4 liscio, effettua la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne.

DEFINIZIONE DI SEZIONE AUREA O NUMERO DIVINO

Prima di procedere alla costruzione, bisogna fare chiarezza su cosa sia la sezione aurea. Fin dai tempi più antichi, dagli egiziani, ci si è resi conto che esiste una proporzione divina o sezione aurea tra le misure, capaci di far ottenere oggetti le cui misure siano armoniche tra di loro. Questa proporzione, studiata fin dall’antichità è applicata all’architettura, alla pittura, alla musica, corrisponde ad un rapporto pari a 1,618 chiamato anche il numero d’oro. In tanti hanno utilizzato questa proporzione per creare oggetti e immagini armoniche. La piramide egizia di Cheope, i megaliti di Stonehenge, il Partenone di Atene, la cattedrale di Notre Dame nonché opere pittoriche come la Gioconda di Leonardo o la Venere del Botticelli, sono costruite su questa proporzione utilizzando il numero d’oro.

L’utilizzo di questa proporzione continua anche ai giorni nostri basti pensare che oggetti d’uso comune come le carte di credito, o le sim dei cellulari, sono tutti dei rettangoli aurei con rapporto tra base altezza pari a 1,618.

In pratica dato un segmento A-C, si ottiene la sua sezione aurea quando il suo tratto più corto B-C sta al tratto più lungo A-B, come questo sta al segmento intero A-C. Questo rapporto viene espresso attraverso la seguente proporzione:

BC : AB = AB : AC = 1,618

Costruiamo adesso geometricamente la sezione aurea di una segmento.

FIGURA DI RIFERIMENTO:

Clicca per ingrandire

PROCEDURA OPERATIVA

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

Step #1 – tracciamo una retta r e individuiamo su di essa un segmento A-B di dimensione data. Indichiamo inoltre sul segmento A-B il suo punto medio M (vedi: PERPENDICOLARE AL PUNTO MEDIO DI UN SEGMENTO);

Step #2 – tracciamo adesso da B la perpendicolare al segmento A-B utilizzando il metodo già appreso (vedi: PERPENDICOLARE ALL’ESTREMO DI UN SEGMENTO);

Step #3 – puntiamo il compasso in B e con apertura B-M tracciamo un arco che intersecherà la perpendicolare ad A-B in un punto che chiameremo C;

Step #4 – con un righello, uniamo il punto A con il punto C;

Step #5 – puntiamo adesso il compasso in C e con apertura C-B tracciamo un arco che intersecherà la congiungente A-C in un punto che chiameremo D;

Step #6 –infine, puntiamo il compasso in A e con apertura A-D, tracciamo un arco che intersecherà il segmento A-B in un punto A’;

Step #7 – la distanza A-A’ rappresenta la sezione aurea del segmento A-B.

Ricordo che le linee colorate di rosso e verde sono quelle che vanno rinforzate nel disegno.

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Mar 292020
 
PARALLELA PER UN PUNTO
Dati DIREZIONE della retta e POSIZIONE del punto a piacere
CONSEGNE:
Consegna 1 Esegui la costruzione geometrica come spiegato nel tutorial
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DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

Prima di iniziare, pulisci il piano di lavoro e gli strumenti da disegno. Usando un foglio F4 liscio, effettua la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne.

PROCEDURA OPERATIVA

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

Step #1 – individuiamo sul foglio un punto P qualunque e con il righello, tracciamo una retta r anch’essa qualunque non passante per P;

Step #2 – puntiamo il compasso in P e con apertura qualunque, abbastanza grande, tracciamo un arco che intersecherà la retta r in un punto 1;

Step #3 – spostiamo poi il compasso sul punto 1 e con la stessa apertura tracciamo un altro arco passante per P che intersecherà la retta r in un altro punto che chiameremo 2;

Step #4 – adesso, apriamo il compasso con apertura 2-P e puntandolo in 1, tracciamo un altro archetto che intersecherà quello realizzato precedentemente in un punto che chiameremo 3;

Step #5 – per finire, con il righello, uniamo il punto 3 con il punto P. La retta passante per questi due punti, sarà la parallela alla retta r e passante per il punto P.

Ricordo che le linee colorate di rosso sono quelle che vanno rinforzate nel disegno.

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Mar 252020
 
OVOLO DATO ASSE MINORE
Dati LUNGHEZZA ASSE MINORE pari a 8 cm o secondo indicazione del docente
CONSEGNE:
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DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
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Prima di iniziare, pulisci il piano di lavoro e gli strumenti da disegno. Usando un foglio F4 liscio, effettua la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne.

FIGURA DI RIFERIMENTO:

PROCEDURA OPERATIVA

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

Step #1 – con la riga o la squadretta, tracciamo la retta orizzontale r a metà del foglio;

Step #2 – allo stesso modo, tracciamo la retta verticale s leggermente a sinistra rispetto al punto medio della retta r. Le due rette si intersecheranno in un punto che chiameremo O;

Step #3 – puntiamo adesso il compasso nel punto e con apertura pari alla metà della lunghezza dell’asse minore dato, tracciamo una circonferenza che intersecherà l’asse r nei punti A e B e l’asse s in quelli C e D;

Step #4 – sempre con la riga o la squadretta, tracciamo la semiretta passante per i punti D e B;

Step #5 – allo stesso modo tracciamo l’altra semiretta passante per C e B;

Step #6 – puntiamo il compasso in C con apertura C-D pari alla lunghezza dell’asse minore dato e tracciamo un arco dal punto D fino alla semiretta passante per C e B;

Step #7 – con la stessa apertura, puntiamo il compasso in D e tracciamo un altro arco opposto al primo dal punto C alla semiretta passante per C e B;

Step #8 – puntiamo adesso il compasso in B con apertura B-1 o B-2 e uniamo i punti 1 e 2;

Step #9 – spostiamo, infine, il compasso di nuovo all’intersezione delle rette r e s, cioè in O e con apertura O-D o O-C tracciamo un arco di circonferenza tra D e C ripassando metà della circonferenza tracciata precedentemente.

Ricordo che le linee colorate di rosso sono quelle che vanno rinforzate nel disegno.

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Mar 012020
 
QUADRATO INSCRITTO
Dati RAGGIO CIRCONFERENZA pari a 8 cm o secondo indicazione del docente
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FIGURA DI RIFERIMENTO:

PROCEDURA OPERATIVA

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

Step #1 – dopo aver costruito gli assi orizzontale r e verticale s che si intersecano in un punto O, puntiamo il compasso in questa intersezione e con apertura pari al raggio della circonferenza data, tracciamo un cerchio che intersecherà l’asse r nei punti 1 e 2 e l’asse s nei punti 3 e 4;

Step #2 – con la stessa apertura, puntiamo il compasso su 1 e tracciamo un archetto all’esterno della circonferenza;

Step #3 – ripetiamo l’operazione puntando il compasso sul punto 4 e tracciamo un archetto che interseca quello disegnato precedentemente;

Step #4 – prima di spostare il compasso, tracciamo un altro archetto fuori dalla circonferenza dal lato opposto;

Step #5 – infine puntiamo il compasso sul punto 2 e tracciamo un altro archetto che interseca quello tracciato precedentemente;

Step #6 – con il righello uniamo i punti 6 e O e proseguiamo la retta fino al lato opposto della circonferenza;

Step #7 – allo stesso modo, tracciamo la retta passante per i punti 7 e O;

Step #8 – queste rette intersecano la circonferenza nei punti che chiameremo A, B, C e D; con il righello uniamo i punti A e B;

Step #9 – analogamente uniamo i punti D e C;

Step #10 – #11 – allo stesso modo uniamo i punti B e C e poi A con D, completando così la costruzione del quadrato inscritto in una circonferenza data.

Ricordo che le linee colorate di rosso sono quelle che vanno rinforzate nel disegno.

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Feb 242020
 
ENNAGONO DATO IL LATO
Dati LATO pari a 6 cm o secondo indicazione del docente
CONSEGNE:
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FIGURA DI RIFERIMENTO:

PROCEDURA OPERATIVA

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

Step #1 – tracciamo una retta orizzontale r in basso nel nostro foglio da disegno e individuiamo sopra di essa il segmento A-B la cui lunghezza è pari al lato dell’ennagono;

Step #2 – puntiamo il compasso in A con apertura A-B, pari al lato dell’ennagono e tracciamo un arco nella parte superiore del foglio;

Step #3 – con la stessa apertura, puntiamo il compasso in B e tracciamo l’arco opposto fino ad incontrare il precedente nel punto 1;

Step #4 – con la riga, adesso, tracciamo la retta perpendicolare a r passante per il punto 1. Questa intersecherà il segmento A-B nel suo punto medio che chiameremo M;

Step #5 – misuriamo adesso con il compasso la distanza A-M, pari a metà del lato dell’ennagono e puntandolo in 1, tracciamo un archetto sulla retta perpendicolare che la intersecherà in un punto che chiameremo O;

Step #6 – puntiamo il compasso in O e con apertura O-A, tracciamo la circonferenza passante per A e per B;

Step #7 – apriamo il compasso con apertura A-B pari al lato dell’ennagono e puntandolo in A tracciamo un archetto sulla circonferenza;

Step #8 – #9 – ripetiamo la stessa cosa da questo punto e poi da quello successivo individuando così sulla circonferenza, in sequenza, i punti C, D, E, ed F;

Step #10 – #12 – ripetiamo questa operazione dal lato opposto a partire dal punto B, determinando così i punti G, H e I;

Step #13 – #20 – per finire, uniamo a due a due i punti determinati sulla circonferenza. Uniamo A con C, C con D, D con E, E con F, F con I, I con H, H con G e infine G con B.

Ricordo che le linee colorate di rosso sono quelle che vanno rinforzate nel disegno.

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Feb 152020
 
TRIANGOLO ISOSCELE
Dati ALTEZZA pari a 12 cm, LATI pari a 15cm o secondo indicazione del docente
CONSEGNE:
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DIFFICOLTA’ e CLASSE:
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STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

Prima di iniziare, pulisci il piano di lavoro e gli strumenti da disegno. Usando un foglio F4 liscio, effettua la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne.

FIGURA DI RIFERIMENTO:

PROCEDURA OPERATIVA

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

Step #1 – tracciamo una retta orizzontale r minuscolo nella parte bassa del foglio;

Step #2 – usando una squadretta, posizioniamola al centro della retta r e tracciamo la sua perpendicolare dal punto che chiameremo A;

Step #3 – adesso puntiamo il compasso in A e con apertura pari all’altezza data del triangolo tracciamo un archetto che la intersecherà in un punto che chiameremo B;

Step #4 – spostiamo il compasso sul punto B e con apertura pari alla misura data dei lati del triangolo, tracciamo un arco che intersecherà la retta r nei punti C e D;

Step #5 e #6 – uniamo adesso, il punto B con il punto C e subito dopo, il punto B con il punto D;

Step #7 – rinforziamo, infine, il tratto di linea che va dal punto C al punto D;

Ricordo che le linee colorate di rosso sono quelle che vanno rinforzate nel disegno.

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Feb 202019
 
CERCHI NEL CERCHIO
Dati CERCHI concentrici distanti 2 quadretti o quanto indicato dal docente
CONSEGNE:
Consegna 1 CERCHI NEL CERCHIO
Digit ESEGUI LE CONSEGNE 1 E 2 IN DIGITALE USANDO IL CAD
DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

usando un foglio a quadri dal quadernone, effettuiamo la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne richieste sopra.

CERCHI NEL CERCHIO

posizionando il foglio in verticale (ossia con il lato corto verso di noi) e i fori a sinistra, procediamo nel seguente modo:

per prima cosa, dovremo individuare un’area perfettamente quadrata:

  • contiamo in orizzontale il numero di quadretti dell’area da disegno, come in figura.
  • dovremo considerare il numero massimo di quadretti pari; quindi, se per caso il foglio avrà 47 quadretti, dovremo fermarci a 46, il numero pari più grande possibile.

  • stabilito il numero di quadretti massimo orizzontali, riportiamoli in verticale come in figura.

  • adesso tracciamo l’area quadrata composta in orizzontale e verticale dallo stesso numero di quadretti.

  • una volta tracciata l’area quadrata, disegniamo le linee mediane.

  • a partire dal centro, tracciamo un cerchio di raggio 4 quadretti.

  • sempre con il compasso al centro degli assi, tracciamo un secondo cerchio con raggio 6 quadretti.

  • continuiamo la sequenza di cerchi concentrici fino ai bordi dell’area quadrata aumentando il raggio dei cerchi di due quadretti ogni volta.

  • allo stesso modo, puntando il compasso nel quadrante in basso, tracciamo un’altra sequenza di cerchi ricordando che il primo ha raggio 4 e i seguenti 2 quadretti in più ogni volta. E’ importante che ogni cerchio resti confinato entro il cerchio più grande prima tracciato (vedi figura sotto).

  • ripetiamo la stessa operazione puntando il compasso sul quadrante in alto.

  • identica operazione puntando il compasso sul quadrante a destra (vedi figura sotto).

  • infine ripetiamo ancora una volta l’operazione posizionando il compasso sul quadrante a sinistra.

ESERCIZI CORRELATI:
Gen 302019
 
TRAPEZIO ISOSCELE DATA LA CIRCONFERENZA
Dati RAGGIO DELLA CIRCONFERENZA 8 cm o secondo indicazione del docente
CONSEGNE:
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DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

Prima di iniziare, pulisci il piano di lavoro e gli strumenti da disegno. Usando un foglio F4 liscio, effettua la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne.

FIGURA DI RIFERIMENTO:

PROCEDURA OPERATIVA

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

STEP #01 – tracciamo l’asse orizzontale r e quello verticale s che si intersecano in un punto O; puntiamo il compasso in O e con apertura data, tracciamo la circonferenza che interseca la retta r nei punti A e B e la retta s nei punti C e D;

STEP #02 – puntiamo adesso il compasso nel punto A e con apertura a piacere, ma sufficientemente grande, tracciamo un archetto che interseca la circonferenza in un punto E;

STEP #03 – con la stessa apertura, puntiamo adesso il compasso in B e tracciamo un altro archetto che intersecherà la circonferenza in un punto che chiameremo F;

STEP #04 – con un righello uniamo i punti E ed F. Questo segmento rappresenta la base minore del trapezio isoscele;

STEP #05 – allo stesso modo uniamo i punti A e B. Questo segmento rappresenta la base maggiore del trapezio isoscele;

STEP #06 – sempre con il righello uniamo adesso i punti A ed E;

STEP #07 – infine, allo stesso modo, uniamo i punti B con F.

Ricordo che le linee colorate di rosso sono quelle che vanno rinforzate nel disegno.

VIDEO

Dic 102018
 
ROMBO
Dati DIAGONALE MAGGIORE 12cm – DIAGONALE MINORE 8cm
Consegne Descrizione
Consegna 1 COSTRUISCI IL ROMBO DATE LE MISURE DELLE DIAGONALI
Consegna 2 COMING SOON
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DESCRIZIONE:

Strumenti da Disegno: foglio F4 liscio gr.220, matita 3H, squadrette, riga, compassonormografo.

Livello: classi seconde.

Difficoltà: bassa.

Descrizione: usando un foglio a quadri dal quadernone, effettuiamo la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le esercitazioni indicate nelle “consegne“.

PROCEDURA OPERATIVA:

posizionando il foglio in orizzontale (ossia con il lato lungo verso di noi), procediamo nel seguente modo:

  • tracciamo la retta “r” orizzontale che divide in due parti uguali l’area da disegno.

  • tracciamo al suo interno un segmento AB di lunghezza pari alla diagonale minore.

  • puntando il compasso in B, con apertura AB, tracciamo un arco come in figura.

  • facciamo la stessa cosa puntando il compasso in A sempre con apertura AB.

  • tracciamo la retta passante per i punti 1 e 2 intersezione dei due archi precedenti.

  • puntiamo il compasso al centro degli assi e con apertura pari alla diagonale maggiore tracciamo una circonferenza completa che intersecherà l’asse verticale nei punti C e D.

  • uniamo i punti A, B, C e D tracciando così il rombo di diagonali AB e CD.

  • se si vuole si può riempire con una campitura regolare o con un retino adesivo la figura appena disegnata.

ESERCIZI CORRELATI:
Gen 182013
 
GRIGLIA DI CERCHI
Dati CERCHI di raggio 4 quadretti
CONSEGNE:
Consegna 1 GRIGLIA DI CERCHI
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DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

usando un foglio a quadri dal quadernone, effettuiamo la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne richieste sopra.

GRIGLIA DI CERCHI

posizionando il foglio in verticale (ossia con il lato corto verso di noi) e i fori a sinistra, procediamo nel seguente modo:

  • partendo dallo spigolo in alto a sinistra dell’area da disegno, segniamo con la matita un punto distante 5 quadretti dal bordo superiore e da quello sinistro. Poi con il compasso con apertura di 4 quadretti tracciamo una circonferenza.

  • allo stesso modo, segniamo un punto ogni 4 quadretti verso destra (vedi figura sotto).

  • Tracciamo per ciascuno dei punti segnati una circonferenza. Si realizzerà una sequenza di cerchi orizzontali. L’ultimo cerchio a destra potrebbe essere parziale.

  • Le successive sequenze orizzontali andranno tracciate posizionando i centri dei cerchi 4 quadretti più in basso.

  • Terminata la seconda sequenza, iniziamo la terza. Scendiamo ancora una volta di 4 quadratini e ripetiamo come in figura sotto.

  • Ripetiamo la sequenza fino alla fine del foglio in basso.
ESERCIZI CORRELATI:
Gen 132013
 
SEQUENZA DI CERCHI
Dati CERCHI di raggio 4 quadretti
CONSEGNE:
Consegna 1 SEQUENZA CERCHI ORIZZONTALE
Consegna 2 SEQUENZA CERCHI VERTICALE
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DIFFICOLTA’ e CLASSE:
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

usando un foglio a quadri dal quadernone, effettuiamo la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne richieste sopra.

SEQUENZA CERCHI ORIZZONTALE

posizionando il foglio in verticale (ossia con il lato corto verso di noi) e i fori a sinistra, procediamo nel seguente modo:

  • partendo dallo spigolo in alto a sinistra dell’area da disegno, segniamo con la matita un punto distante 5 quadretti dal bordo superiore e da quello sinistro. Poi con il compasso con apertura di 4 quadretti tracciamo una circonferenza.

  • allo stesso modo, segniamo un punto ogni 4 quadretti verso destra (vedi figura sotto).

  • Tracciamo per ciascuno dei punti segnati una circonferenza. Si realizzerà una sequenza di cerchi orizzontali. L’ultimo cerchio a destra potrebbe essere parziale.

  • Le successive sequenze orizzontali andranno tracciate posizionando i centri dei cerchi 9 quadretti più in basso.

  • Ripetiamo la sequenza fino alla fine del foglio in basso.
SEQUENZA CERCHI VERTICALE

Ripeti lo stesso disegno posizionando, questa volta, le sequenze di cerchi in verticale.

ESERCIZI CORRELATI:
Gen 052013
 
CERCHI CONCENTRICI
Dati CERCHI distanti 2 quadretti o 1 quadretto
CONSEGNE:
Consegna 1 CERCHI CONCENTRICI 1
Consegna 2 CERCHI CONCENTRICI 2
Digit ESEGUI LE CONSEGNE 1 E 2 IN DIGITALE USANDO IL CAD
Livello Classe
STRUMENTI NECESSARI:
DESCRIZIONE:

usando un foglio a quadri dal quadernone, effettuiamo la sua squadratura secondo lo schema appreso (vedi SQUADRATURA). Utilizzeremo l’area da disegno (quella gialla) per realizzare le consegne richieste sopra.

CERCHI CONCENTRICI 1

posizionando il foglio in verticale (ossia con il lato corto verso di noi) e i fori a sinistra, procediamo nel seguente modo:

prima di procedere, dovendo usare per questa esercitazione il compasso, al fine di evitare di fare dei fori troppo grossi sul foglio, è consigliabile mettere dei pezzettini di scotch sul retro del foglio in corrispondenza di dove si punterà il compasso; oppure si potrà disporre il foglio sopra un quaderno/album in modo che il compasso si fissi su di una superficie più rigida.

  • per iniziare, puntiamo il compasso nel punto in alto a sinistra (punto 1) della nostra area di disegno e realizziamo un primo semicerchio con apertura 8 quadratini;
  • lasciando fisso il compasso nello stesso punto, allarghiamolo ogni volta di 2 quadretti tracciando cerchi concentrici fino al bordo destro del foglio (FINE);

  • allo stesso modo puntiamo il compasso nell’angolo in alto a destra (punto 2) e realizziamo lo stesso lavoro in direzione opposta, ossia da destra verso sinistra fino alla striscia plastificata del foglio (FINE);

  • allo stesso modo tracciamo dei cerchi concentrici dallo spigolo in basso a destra (punto 3) e da quello in basso a sinistra (punto 4).

CERCHI CONCENTRICI 2

Ripeti la stessa procedura distanziando, questa volta, i cerchi di 1 quadratino. Otterrai una sequenza con il doppio dei cerchi rispetto alla consegna precedente.

ESERCIZI CORRELATI:
Feb 012012
 

Con il termine Curvilineo, si intende uno strumento di forma irregolare adatto a tracciare curve ellittiche, paraboliche o libere.

Curvilinei in legno Stanley

La loro comparsa è da far risalire al ‘600 come accessorio da disegno ed erano realizzati in legno duro o avorio. Solo nell‘800 i curvilinei acquisirono un carattere industriale; i primi furono realizzati dalla Stanley nel 1860 in legno, in alluminio e poi in celluloide. Solo nel secolo scorso, i curvilinei furono realizzati in acrilico, materiale plastico avente la caratteristica quella di essere trasparente. L’industria, per venire incontro alle esigenze del mercato, ha prodotto anche curvilinei flessibili un tempo ottenuti da un sottilissimo listello di legno e dal 1925 in poi realizzati con una striscia di gomma con anima di piombo. Con il tempo, la famiglia dei curvilinei si è arricchita sempre più di strumenti complessi con i quali era possibile realizzare curve regolari come ellissi, parabole, iperboli, spirali, ecc.

Curvilineo flessibile

Compasso di Leonardo

Fanno parte di questa famiglia strumenti antichi per la realizzazione di curve regolari utilizzate soprattutto in campo nautico. Tra questi troviamo gli ellissografi, consistenti in una cordicella fissata in due punti, messa in tensione da una punta tracciante, normalmente una matita che, muovendosi sul piano da disegno tracciava un’ellissi (metodo del giardiniere). Evolvendo, la tecnica ha consentito di realizzare strumenti sempre più sofisticati e complessi, ma la tempo stesso precisi ed affidabili. Il tramaglio ellittico risalente al 1540 consisteva in due aste perpendicolari sulle quali si muove una terza asta poggiata su due punti liberamente scelti sulle prime due; l’asta mobile porta in una sua estremità la punta tracciante. Ellissografi in metallo sostituirono quelli in legno e furono commercializzati nel XIX secolo. Tra gli altri meccanismi che meritano mensione possiamo citare, il compasso parabolico di Leonardo del 1514.

Curvilinei

Oggi, nonostante l’avvento dei computer che, con la loro assoluta precisione hanno soppiantato molti di questi strumenti,  i curvilinei continuano ad esercitare un fascino particolare e vengono tuttora prodotti e venduti.

Cerchiografo

Ellissografo

 

 

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Gen 222012
 

La riga è uno strumento antico, utilizzato sin dall’albore dei tempi per la tracciatura di linee rette e per la misurazione. Fu proprio in Mesopotamia che, per la prima volta la superficie della riga fu dotata di divisioni regolari per la misura di lunghezze. E’ diventato lo strumento basilare nel disegno tecnico utilizzato da professionisti quali architetti, designer e progettisti. La riga poteva essere libera o fissata al supporto da disegno, ma in ogni caso era lo strumento di riferimento per l’allineamento del foglio e delle squadrette.

UN PO DI STORIA

Riga a T

Già dal ‘500 apparvero le prime righe provviste di una battuta ad angolo retto, le cosiddette righe a T; la finalità era quella di poter poggiare una parte della riga sul bordo del tavolo, per ottenere uno scorrevole sul quale far scivolare la riga; in questo modo è possibile tracciare linee parallele con estrema precisione.

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Nel ‘600 le righe a T furono dotate di articolazione, cioè le due parti che prima erano fisse a 90° divennero ruotabili attraverso un meccanismo a vite. Un goniometro fissato su una delle due parti, consentiva di ruotare l’altra secondo un angolo preciso. In questo modo era possibile realizzare linee parallele anche non perpendicolari al supporto. Data la loro versatilità, le righe a T divennero presto un prezioso strumento di lavoro per disegnatori e architetti. La loro conseguente evoluzione si ebbe intorno alla metà del ‘900 quando il Tecnigrafo, soppiantò definitivamente la riga snodabile. Il tecnigrafo ha continuato ad essere lo strumento fondamentale per ogni studio di progettazione, fino a quando i computer hanno reso assolutamente inutile il loro utilizzo. Oggi infatti, li troviamo fieramente esposti come testimonianza del passato e come elementi di arredo data la loro scenica presenza.

I materiali più impiegati per tutti i tipi di riga nel mondo antico erano il legno, il metallo (ferro o bronzo), l’avorio e l’osso; dalla fine dell’800 si impiegarono anche la celluloide, successivamente l’alluminio e, dalla metà del ‘900, l’acrilico (sostanza sintetica e trasparente).

Sono state prodotte diverse varianti della riga, sempre in funzione delle necessità o del tipo di impiego. Passiamo così dalla classica riga da 50 o 60 cm, al righello che di centimetri ne misura non più di 30, alla riga che monta sopra la sua superficie una piccola calcolatrice per agevolare il progettista nei calcoli durante il lavoro senza interrompere il tracciamento. Esiste anche una riga detta “con scale di misura“, la quale riporta sulle sue superfici differenti sistemi di misurazione, utili per chi lavorando si trovava a dover convertire dimensioni provenienti da differenti sistemi di misurazione.

Righello quadrato

Righello con calcolatrice

 

 

 

 

Righello con scale di misura

 

 

 

 

 

 

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Ott 092011
 
Squadretta 30-60°

Squadretta 30-60°

Squadretta 45°

Squadretta 45°

Hanno forma triangolare e vengono utilizzate normalmente in coppia. Abbiamo così:

▪   Una squadretta detta scalena, nella quale l’ipotenusa forma con i cateti angoli di 30° e 60°;

▪   Una squadretta isoscele, nella quale l’ipotenusa forma con i cateti due angoli uguali di 45°.

Il materiale utilizzato è normalmente plastica (acrilico proprio per le sue caratteristiche di trasparenza), ma se ne possono trovare anche in metallo o legno. Su uno dei cateti, chiamato ala, è sovrimpressa una striscia graduata per la misurazione dei tratti che si realizzano. Le squadrette, vengono utilizzate normalmente assieme alla riga per poter tracciare segmenti perpendicolari o incidenti oppure utilizzando gli angoli di uso comune.

UN PO DI STORIA

La prima comparsa delle squadrette per uso tecnico si può far risalire al periodo greco e romano. Si trattava di due bracci fissati tra loro usati in modo diffuso nelle officine e nei cantieri. Solo dal ‘600 acquisì una forma a triangolo pieno con tre asticelle unite come nelle attuali, inclinate con angoli da 30°, 45° e 60°. Dal 1930, l’uso della squadra, lasciò il posto ad uno strumento che entrò a far parte di tutti gli studi di progettazione e disegno tecnico: il TECNIGRAFO.

All’attuale acrilico, come materiale da costruzione, si arrivò attraverso l’uso di differenti materiali, tra cui per primi il legno, il metallo (ferro o bronzo), l’avorio e l’osso. Dall’800 si impiegò anche la celluloide e successivamente l’alluminio per la sua leggerezza e lavorabilità. Solo nel ‘900 si approdò all’attuale acrilico (sostanza sintetica e trasparente) come materiale da costruzione.

squadretta zoppa2

Squadretta zoppa

Esistono anche altre versioni di squadrette tecniche utilizzate in officina dette squadre zoppe. In queste, un lato è assente (normalmente l’ipotenusa) ed il cateto più corto è utilizzato a martello in modo da poter essere appoggiato ad un bordo come guida per tracciare linee parallele o perpendicolari.

USO DELLE SQUADRETTE

Di seguito illustro brevemente alcuni possibili usi delle squadrate per tracciare linee perpendicolari e parallele, ortogonali e inclinate.

 

 

Uso delle squadrette per realizzare linee parallele.

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Set 142011
 

compass

Il compasso è uno strumento geometrico da disegno antichissimo. E’ lo strumento più adoperato assieme al righello e alle squadre, utile a realizzare circonferenze e archi.

Il compasso è formato da due aste, solitamente di uguale lunghezza, articolate nella parte alta tramite un semplice sistema a vite. Alla base delle due aste, qualche volta allungabili, sono fissati strumenti tecnici diversi in funzione di quello che bisogna realizzare. Le parti, comunque, sempre presenti sono:

  • sistema fissante (ago o ventosa);
  • sistema scrivente (mina di grafite, gessetto, pennino di china).

In alcuni compassi, specie in quelli professionali, esiste la possibilità di mutare l’attrezzo scrivente a seconda del materiale di supporto scelto. ]

TIPI DI COMPASSO

Nel tempo, i compassi si sono evoluti sempre più, adeguandosi alle richieste e alle necessità dei tecnici sia in campo progettuale che, navale, militare e aeronautico. A seconda delle caratteristiche avremo, quindi:

  • Compasso da disegno con ago fissante, aste regolabili o no, sistema scrivente con mina o pennino e strumenti aggiuntivi sostituibili;
  • Balaustroni, se hanno un ago come attrezzo fissante, una mina o un pennino come sistema scrivente ed una rotellina nel centro per la regolazione dell’apertura;
  • Balaustrini, quando presentano le stesse peculiarità dei balaustroni ma mancano di rotellina regolatrice (il compasso è mantenuto nell’angolazione prescelta unicamente grazie alla durezza degli ingranaggi di giunzione tra le aste, che vanno dunque regolarmente stretti);
  • Compassi da lavagna, se posseggono come attrezzo fissante una ventosa e come sistema scrivente un gessetto o un pennarello da lavagna; tipicamente, essi sono fatti di legno o leghe metalliche a base di alluminio (onde renderli più leggeri viste le grandi dimensioni).
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