Nov 122016
 

Cerotto01Indossare dispositivi smart, in grado di consentirci di restare connessi e interagire con il mondo esterno e con i social cui siamo iscritti e contemporaneamente prestare attenzione al nostro stato fisico monitorandone le funzioni principali stanno diventando abitudini non più remote nel comportamento delle persone.

Il problema sorge quando è necessaria leggerezza e soprattutto autonomia. Come fare ad avere queste caratteristiche su un oggetto da indossare quotidianamente?

Scienziati e centri di ricerca sono costantemente all’opera consapevoli dell’enorme fetta di mercato che questi dispositivi trascinano con se. E le soluzioni ipotizzate sono tante anche se tra le molte, una si sta affermando proponendosi come la soluzione definitiva al problema.

Dalla ricerca del National Science Foundation Nanosystems Engineering Research Center condotta per conto dell’Advanced Self-Powered Systems of Integrated Sensors and Technologies (ASSIST) dell’Università del North Carolina, è stato sviluppato un sistema in grado di ottenere energia sfruttando il sudore o il calore che il corpo emette durante l’attività fisica.

Cerotto smart

Il sistema prevede una sorta di cerotto di circa 2mm di spessore, flessibile e di dimensioni contenute che una volta indossato impedisce al calore di dissiparsi. Lo strato adesivo sulla pelle è conduttivo e agisce in modo di far passare questo calore prima attraverso uno strato in cui è disposto un generatore termoelettrico, per poi disperdersi nell’aria. Contiene all’interno di una lamina flessibile, un generatore termoelettrico in grado di produrre elettricità quando la differenza di temperatura è di almeno 3 Celsius tra la pelle e l’aria circostante.

La piastrina, occupa una superficie di circa 7 cm quadrati ed è in grado di generare corrente per 40-50 μW (microwatt), ma nel caso in cui il soggetto che la indossa stia effettuando attività fisica, l’energia prodotta viene triplicata.

Questa quantità di energia consente di far funzionare un processore a basso consumo, sensori di pressione e temperatura e monitorare anche lo stato di idratazione della pelle. Potrà esservi inserito in seguito anche un sistema di trasmissione dati wireless o Bluetooth a basso consumo capace di far comunicare il cerotto con uno smartphone per la raccolta e elaborazione delle informazioni.

I ricercatori sono molto ottimisti in merito ai primi risultati ottenuti con questa soluzione e trovano che il sistema sia l’ideale per poter utilizzare dei dispositivi per il monitoraggio a lungo termine. Pensano, inoltre, che se la sperimentazione continuerà a dare questi risultati, molto presto vedremo questa tecnologia applicata su indossabili posti in commercio.

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