Nov 062016
 

Superare l’insuperabile? C’è un luogo in cui si può.

Realizzare un grattacielo alto 200 metri oltre il  chilometro? Li è possibile.

Dove, il petrolio e il denaro vengono spesi per realizzare bellezza? A Dubai, ovviamente.

LA TORRE DEI RECORD: THE TOWER DUBAI

Lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, sovrano dell’Emirato di Dubai ha posto il 10 ottobre la prima pietra per la costruzione di quello che diverrà, da qui a 3 anni, il più alto edificio del pianeta superando abbondantemente l’altra torre dei records, il Burj Khalifa.

calatravaA progettarlo, una archistar di fama internazionale, l’architetto dei ponti e delle tensiostrutture, lo spagnolo Santiago Calatrava, vincitore pochi mesi fa del concorso per la realizzazione della torre di osservazione prevista nell’area di prossima edificazione di Dubai Creek Harbour per l’Expo del 2020.

Ed entro quella data la Emaar Properties, il colosso mondiale del settore immobiliare, ha previsto la fine dei lavori per la realizzazione dell’intera area del Creek Harbour il cui gioiello sarà la nuova torre The Tower appunto.

 

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L’incredibile grattacielo dovrebbe superare abbondantemente l’altezza del Khalifa, ma il riserbo in tal senso è massimo per evitare che il preannunciato record possa essere vanificato da qualche altra costruzione sul pianeta, presumibilmente in Cina.

Il nuovo quartiere e la mega torre diverranno i nuovi simboli di una città oramai iconica, piena zeppa di edifici e opere architettoniche uniche, biglietto da visita della città degli eccessi per il prossimo Expo mondiale.

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Il progetto vincitore, vede le classiche nervature di Calatrava sposarsi con simboli ed elementi tipici della cultura islamica.

Un minareto sospeso ad un’altezza vertiginosa, con un impianto che richiama il fiore del giglio, collegato al terreno da una struttura esile circondata da una complessa rete di cavi strutturali che ne assicurano la stabilità. Questo sistema consente di dare alla torre una forma slanciata, esile, e leggera; una freccia pronta ad essere scagliata contro il cielo le cui curve disegnate dai cavi, tracciano nell’aria le forme stilizzare delle foglie del giglio.

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Architettura, avanguardia ma soprattutto sostenibilità, nelle soluzioni e nei materiali. La cima sarà completata con la Pinnacle Room, un enorme spazio aperto a 360° per una visione della città senza limiti giorno e notte.

Un grandioso giardino a 1.000 metri di altezza sopra il deserto, apribile come le finestre intarsiate di un minareto e dotato di balconate girevoli per creare punti di osservazione unici e sorprendenti.

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Le nervature non avranno solo la funzione strutturale, ma diventeranno l’elemento più appariscente della città. Un sistema di illuminazione dinamico farà letteralmente vivere l’opera sia di giorno che di notte creando giochi di luce incredibili e personalizzabili per ogni occasione.

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Sostenibilità garantita dalle innovative soluzioni studiate dal team di Calatrava. L’edificio sarà dotato di un innovativo sistema di raccolta delle acque per il raffreddamento ad alta efficienza e usato per la pulizia delle facciate.

Sistemi di protezione all’irraggiamento solare consentiranno di regolare la temperatura durante l’arco di tutta la giornata e di migliorare l’efficienza energetica dell’intero complesso.

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