Mar 052015
 
Alunni Articolo scritto da: ALESSANDRO MARCELLINO
Classe: 3D – Anno: 2014-15

Prefazione a cura del prof. Betto

Ancora un articolo interessantissimo di Alessandro, scritto per Storia, ma adattissimo alla pubblicazione sul nostro sito nella categoria Costruzioni. Ancora una volta traspare la passione, l’amore e l’interesse verso gli argomenti trattati e studiati a scuola, una passione che non si esaurisce nel semplice studio, ma si sviluppa nella ricerca e nell’approfondimento, raggiungendo risultati ragguardevoli. Buona lettura a tutti.


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LA STATUA DELLA LIBERTA’

La Statua della Libertà (Statue of Liberty) è un monumento simbolo di New York e degli interi Stati Uniti d’America. Svetta all’entrata del porto sul fiume Hudson al centro della baia di Manhattan, sulla rocciosa Liberty Island. Il nome dell’opera è La Libertà che illumina il mondo (Liberty Enligtening the World in inglese, La Liberté éclairant le monde in francese).

Fu progettata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi; è costituita da una struttura reticolare interna in acciaio rivestita da 300 fogli di rame sagomati e rivettati insieme, che poggia su un basamento granitico grigio-rosa che si è a lungo pensato fosse di provenienza sarda, benché recenti ricerche abbiano smentito la provenienza della roccia dall’isola della Maddalena e l’abbiano ricondotta alla cava di Stony Creecy nel Connecticut.

Con i suoi 93 metri d’altezza, che dominano l’intera baia di New York, essa risulta perfettamente visibile fino a 40 chilometri di distanza. Raffigura una donna che indossa una lunga toga e sorregge fieramente in una mano una fiaccola (simbolo del fuoco eterno della libertà), mentre nell’altra tiene un libro recante la data del giorno dell’Indipendenza americana (4 luglio 1776); ai piedi vi sono delle catene spezzate (simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico) e in testa vi è una corona, le cui sette punte rappresentano i sette mari o i sette continenti.

La statua è ispirata da un altro monumento, la “Dea Romana della Libertà”.

Bartholdi si interessò al progetto, mentre l’architetto francese Eugène Viollet-le-Duc, progettò per la statua un sostegno in mattoni, al quale il rivestimento sarebbe stato ancorato. Tuttavia Le Duc morì subito dopo senza lasciare istruzioni su come connettere sostegno e rivestimento. La realizzazione del sostegno venne quindi affidata a Gustave Eiffel (il creatore dell’omonima torre), che abbandonò l’idea della struttura in mattoni, optando per una a capriate in ferro.

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Eiffel decise di non utilizzare una struttura rigida, che avrebbe indotto tensioni nel rivestimento conducendo la statua infine al collasso. Per consentire alla statua piccoli movimenti sotto i venti del porto di New York e la dilatazione metallica nelle calde estati, egli collegò la struttura di sostegno al rivestimento in modo non rigido, usando un’armatura, una struttura metallica che consisteva in una mescolanza di nastri metallici, note come selle, che vennero rivettate al rivestimento, fornendogli un buon sostegno. Con un procedimento d’intenso lavoro manuale, ogni sella doveva essere formata individualmente. Per prevenire la corrosione galvanica dovuta al contatto di metalli diversi, Eiffel isolò il rivestimento con amianto impregnato di gommalacca. Il cambiamento nella struttura del materiale dalla muratura al metallo permise a Bartholdi di modificare i suoi piani per l’assemblaggio della statua: egli pensava inizialmente di installare in loco il rivestimento non appena la struttura in mattoni fosse stata pronta, decise quindi di far costruire la Statua in Francia, smontarla successivamente per il trasporto e riassemblarla negli Stati Uniti a Bedloe’s Island (oggi Liberty Island).

Il progetto di Eiffel rese la statua uno dei primi esempi di costruzione a facciata continua nella quale la struttura non è autoportante ma è sostenuta da un’altra che sta all’interno. Egli incluse due scale a chiocciola interne per rendere più facile l’accesso ai visitatori che potevano così recarsi sul punto di osservazione nella corona. L’accesso invece alla piattaforma che circondava la torcia venne sì previsto, ma lo spazio limitato intorno al braccio consentì la costruzione di una sola scala lunga 12 metri.

Man mano che la struttura cresceva, Eiffel e Bartholdi coordinavano il loro lavoro accuratamente in modo che i segmenti del rivestimento si adattassero perfettamente alla struttura di sostegno.

La statua fu donata dai francesi agli Stati Uniti d’America, racchiusa in 1883 casse trasportate a New York per mezzo di una piccola nave (che dovette effettuare numerosi viaggi) e ivi assemblata, in segno di amicizia tra i due popoli e in commemorazione della dichiarazione d’Indipendenza di un secolo prima (1776). La statua venne trasportata via mare naturalmente senza basamento. In mancanza di fondi per costruire quest’ultimo (oltre un milione di dollari dell’epoca), il New York Times lanciò una sottoscrizione pubblica. La gente rispose prontamente e la somma necessaria all’inizio del lavori fu depositata in pochi giorni.

La prima pietra della statua della Libertà viene posata su Bedloe’s Island, a New York il 5 agosto 1884, fu completata entro il 1885 e inaugurata il 28 ottobre 1886, dieci anni dopo la ricorrenza per la quale era stata progettata. Nel 1886, durante l’inaugurazione, furono distribuite alcune miniature della statua, fabbricate dalla società francese Gaget, Gauthier & Co. il volto della statua ebbe come modello quello della madre di Bartholdi.

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Vecchia torcia

L’accesso al pubblico al balcone che circonda la torcia è stato chiuso per ragioni di sicurezza nel 1916. Nel 1984 la statua venne chiusa al pubblico per due anni e ristrutturata in occasione del 100 anniversario e la sua torcia originale, ormai vecchia e corrosa venne sostituita da una nuova placcata in oro a 24 carati, in seguito la vecchia torcia venne anch’essa restaurata ed esposta nell’entrata principale del basamento. La cerimonia di riapertura della statua fu il 4 luglio 1986 (giorno ricorrente alle celebrazioni dell’Indipendenza americana) e in tale occasione vi fu la presenza dell’allora Presidente degli Stati Uniti d’America, Ronald Reagan. A seguito degli attentati dell’11 settembre 2001, la statua e Liberty Island sono state immediatamente chiuse al pubblico. L’isola e l’accesso al basamento sono stati riaperti solo agli inizi di dicembre 2001 in occasione del periodo prenatalizio, mentre l’accesso al piedistallo e alla corona della statua sono rimasti chiusi. Il piedistallo venne riaperto ufficialmente il 3 agosto del 2004, su diretta approvazione dell’amministrazione di George W. Bush. Il 17 maggio 2009, il presidente Barack ha annunciato che come “dono speciale” per l’America, la statua sarebbe stata riaperta al pubblico a partire dal 4 luglio (giorno di indipendenza americana), ma che solo un numero limitato di persone sarebbe potuto salire fino alla corona ogni giorno, prenotando con largo anticipo il proprio biglietto.

Nel 1984, la Statua della Libertà fu dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’UNESCO.

I PROGETTISTI

BartholdiFrédéric Auguste Bartholdi (Colmar, 1834 – Parigi, 1904) scultore e pittore francese nacque a Colmar, una piccola città dell’Alsazia vicina al confine tedesco, da una famiglia agiata che in seguito si trasferì a Parigi per meglio amministrare le proprietà.

Le tristi vicende della terra di origine – ceduta all’impero germanico da Napoleone III – stimolarono nello scultore un particolare interesse al tema della libertà.

Al ritorno da un viaggio in Egitto (1856), colpito dalle sculture colossali che quella civiltà scomparsa era riuscita ad erigere, Bartholdi progettò di costruire una statua-faro (ispirandosi al leggendario Colosso di Rodi), a Suez, dove un canale artificiale progettato da ingegneri francesi stava per unire il Mediterraneo al Mar Rosso; purtroppo il suo progetto restò incompiuto.

Incaricato di ideare la Statua della Libertà, Bartholdi ne realizzò il modello modificando la sua idea per Suez e scegliendo per il pegno di amicizia franco-americano le fattezze di una dea greco-romana. Nel 1871 lo scultore si recò in America per individuare il luogo adatto ad accogliere l’opera: scelse la piccola isola di Bedloe. Tornato in Francia, diede inizio alla costruzione del colosso; per raccogliere i fondi necessari al trasporto dell’opera, fu esposta la gigantesca testa della Statua all’Esposizione Universale di Parigi del 1878.

EiffelGustave Eiffel fu colui che progettò e realizzò due delle maggiori meraviglie del mondo simboli imperituri della democrazia e della libertà. Stiamo parlando rispettivamente della torre Eiffel e della Statua della Libertà. Nato a Digione il 15 dicembre 1832 iniziò la sua attività lavorando dapprima con diverse imprese di costruzione e in un secondo tempo in proprio, come ingegnere consulente.

Verso la metà del secolo cominciò a occuparsi di costruzioni in ferro, in relazione ai problemi suscitati dalla costruzione delle nuove ferrovie. Dal 1858 diresse i cantieri della compagnia di Bordeaux e costruì il viadotto sulla Garonna a Levallois-Perret. Nel 1867 costruì una propria azienda per la costruzione di laminati in acciaio diventando presto un tecnico di fama internazionale nell’impiego di questo materiale.

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