Nov 272014
 
Alunni Articolo scritto:  ALESSANDRO MARCELLINO
Classe: 3D – Anno: 2014-15

Prefazione a cura del prof. Betto

Scritto per scienze, l’interessante articolo di Alessandro trova ottimamente posto tra le nostre pagine. Un approfondimento su un grande scienziato e un grande uomo, colui che in qualche modo ha cambiato nel bene e nel male il corso della storia. Molti di noi conoscono le sue vicende, ma è un piacere rileggere quanto rielaborato da questo alunno di terza proprio nel momento in cui stiamo affrontando l’energia nucleare come argomento di studio. Ancora una volta buona lettura a tutti.


Einstein 00001ALBERT EINSTEIN

Einstein, Albert Fisico tedesco naturalizzato svizzero e statunitense (Ulma 1879 – Princeton, New Jersey, 1955). Padre della teoria della relatività, nel 1921 ottenne il premio Nobel per la fisica per la teoria dell’effetto fotoelettrico.

Albert Einstein, nasce il 14 marzo del 1879 da genitori ebrei non praticanti. Un anno dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Monaco di Baviera, dove suo padre Hermann apre, col fratello Jacob, una piccola officina elettrotecnica. L’infanzia di Einstein si svolge nella Germania di Bismarck, un paese in via di massiccia industrializzazione, ma anche retto con forme di dispotismo che si fanno sentire a vari livelli e in vari ambienti della struttura sociale. Il piccolo Albert era per istinto un solitario ed impara a parlare molto tardi. L’incontro con la scuola è da subito difficile: Albert, infatti, trovava le sue consolazioni a casa, dove la madre lo avvia allo studio del violino, e lo zio Jacob a quello dell’algebra. Da bambino, legge libri di divulgazione scientifica con quella che definì “un’attenzione senza respiro”. Non a caso, in seguito con amarezza dei primi corsi scolastici. Odiava i sistemi severi che rendevano la scuola, a quei tempi, simile ad una caserma. Nel 1894 la famiglia si trasferisce in Italia per cercarvi miglior fortuna con una fabbrica a Pavia, vicino a Milano. Albert rimase solo a Monaco affinché terminasse l’anno scolastico al ginnasio, poi raggiunse la famiglia.

Gli affari della fabbrica cominciarono ad andare male e Hermann esortò il figlio a iscriversi al famoso Istituto Federale di Tecnologia, noto come Politecnico di Zurigo. Non avendo però conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, nel 1895 dovette affrontare un esame di ammissione e fu bocciato per insufficienze nelle materie letterarie. Ma ci fu di più il direttore del Politecnico, impressionato dalle non comuni capacità mostrate nelle materie scientifiche, esortò il ragazzo a non rinunciare alle speranze e a ottenere un diploma abilitante per l’iscrizione al Politecnico nella scuola cantonale svizzera progressiva di Aargau. Qui Einstein trovò un’atmosfera ben diversa da quella del ginnasio di Monaco. Nel 1896 può finalmente iscriversi al Politecnico. Lì prende una prima decisione non farà l’ingegnere ma l’insegnante.

In una sua dichiarazione dell’epoca dirà, infatti, “Se avrò fortuna nel passare l’esame, andrò a Zurigo. Lì starò per quattro anni per studiare matematica e fisica. Immagino di diventare un insegnante in quei rami delle scienze naturali, scegliendo la parte teorica di esse. Queste sono le ragioni che mi hanno portato a fare questo piano. Soprattutto, è la mia disposizione all’astrazione e al pensiero matematico, e la mia mancanza di immaginazione e di abilità pratica”.

Nel corso dei suoi studi a Zurigo matura la sua scelta: si dedicherà alla fisica piuttosto che alla matematica.

Si laurea nel 1900. Prende dunque la cittadinanza svizzera per assumere un impiego all’Ufficio Brevetti di Berna. Il modesto lavoro gli consente però di dedicare gran parte del suo tempo allo studio della fisica.

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Brevetto per Refrigeratore di Einstein-Szilard

Nel 1905 pubblica tre studi teorici. Il primo e più importante studio contiene la prima esposizione completa della teoria della relatività ristretta. Il secondo studio, sull’interpretazione dell’effetto fotoelettrico, conteneva un’ipotesi rivoluzionaria sulla natura della luce; egli affermò che in determinate circostanze la radiazione elettromagnetica ha natura corpuscolare, ipotizzando che l’energia trasportata da ogni particella che costituiva il raggio luminoso, denominata fotone, fosse proporzionale alla frequenza della radiazione. Quest’affermazione, in base alla quale l’energia contenuta in un fascio luminoso viene trasferita in unità individuali o quanti, dieci anni dopo fu confermata sperimentalmente da Robert Andrews Millikan. Il terzo e più importante studio è del 1905, e reca il titolo “Elettrodinamica dei corpi in movimento”: conteneva la prima esposizione completa della teoria della relatività ristretta, frutto di un lungo e attento studio della meccanica classica di Isaac Newton, delle modalità dell’interazione fra radiazione e materia, e delle caratteristiche dei fenomeni fisici osservati in sistemi in moto relativo l’uno rispetto all’altro. E’ proprio quest’ultimo studio che gli valse in seguito il premio Nobel per la Fisica nel 1921.

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Nel 1916 pubblica la memoria: “I fondamenti della teoria della Relatività generale”, frutto di oltre dieci anni di studio. Questo lavoro è considerato dal fisico stesso il suo maggior contributo scientifico e si inserisce nella sua ricerca rivolta alla geometrizzazione della fisica.

Intanto, nel mondo i conflitti fra le nazioni avevano preso fuoco, tanto da scatenare la prima guerra mondiale. Durante questo periodo fu tra i pochi accademici tedeschi a criticare pubblicamente il coinvolgimento della Germania nella guerra. Tale presa di posizione lo rese vittima di gravi attacchi da parte di gruppi di destra; persino le sue teorie scientifiche vennero messe in ridicolo, in particolare appunto la teoria della relatività.

Con l’avvento al potere di Hitler, Einstein fu costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove gli venne offerta una cattedra presso l’Institute for Advanced Study di Princeton, nel New Jersey. Di fronte alla minaccia rappresentata dal regime nazista egli rinunciò alle posizioni pacifiste e nel 1939 scrisse assieme a molti altri fisici una famosa lettera indirizzata al presidente Roosevelt, nella quale veniva sottolineata la possibilità di realizzare una bomba atomica. La lettera segnò l’inizio dei piani per la costruzione dell’arma nucleare.

Einstein ovviamente disprezzava profondamente la violenza e, conclusi quei terribili anni, s’impegnò attivamente contro la guerra e le persecuzioni razziste, compilando una dichiarazione pacifista contro le armi nucleari.

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Più volte, poi, ribadì la necessità che gli intellettuali di ogni paese dovessero essere disposti a tutti i sacrifici necessari per preservare la libertà politica e per impiegare le conoscenze scientifiche a scopi pacifici.

Morì, a Princeton, il 18 aprile 1955, circondato dai più grandi onori.

CRONOLOGIA

1879 Nasce a Ulma

1902-09 Lavora all’Ufficio brevetti di Berna

1905 Consegue il dottorato in fisica all’univ. di Zurigo. Pubblica i lavori sul moto browniano, sui quanti di luce e sulla relatività speciale

1909 Ottiene il primo incarico accademico all’univ. di Zurigo

1914 Si trasferisce a Berlino come membro dell’Accademia prussiana delle scienze e direttore dell’Istituto imperiale di fisica

1915 Viene pubblicata la teoria della relatività generale

1921 Riceve il premio Nobel per la fisica per la teoria dell’effetto fotoelettrico

1933 Abbandona la Germania e si trasferisce a Princeton negli Stati Uniti

1935 Insieme a B. Podolski e N. Rosen pubblica un importante articolo sulle conseguenze, apparentemente paradossali, della meccanica quantistica

1955 Muore a Princeton il 18 aprile

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