Dic 162012
 

Oggi pubblico con piacere una notizia comunicatami dalla professoressa Brancati. Pare infatti che IBM, il colosso dell’elettronica mondiale, abbia trovato un nuovo modo per trasmettere le informazioni attraverso l’uso della luce anziché  i segnali elettrici. questomapre scenari nuovi per i computer del futuro, capaci in questo modo di trasmettere una quantità di dati maggiore in minor tempo. Questa nuova tecnologia, chiamata “nanofotonica in silicio”, consentirà di integrare in un unico chip, costruito con una maggiore miniaturizzazione rispetto al passato, sia componenti ottici che componenti elettrici ed elettronici.

questa nuova tecnologia, consentirà enormi progressi, perché sfruttando gli impulsi luminosi per trasmettere dati, consentirà di implementare enormemente la quantità di questi, collegando al volo diversi computer e scavalcando il problema classico della saturazione di banda e della limitazione del trasferimento dati nelle interconnessioni tradizionali.

Il responsabile di questa ricerca, il dottor John E. Kelly, Senior Vice President e Director di IBM Research, orgogliosamente ha affermato “che questa scoperta è una grande rivoluzione ed è frutto di dieci anni di ricerca e sperimentazione e consentirà di trasferire la tecnologia della nanofotonica in silicio nell’ambiente di produzione reale, con un impatto su una vasta gamma di applicazioni”. La nanofotonica, ormai matura per la commercializzazione e l’uso in ambito aziendale si pone come la soluzione più idonea alla sempre maggiore richiesta di velocità per la trasmissione in tempo reale delle informazioni e per il collegamento di sempre maggiori quantità di terminali indipendentemente dalla loro distanza fisica. Sarà, infatti, possibile trasferire terabyte di dati in pochi istanti da una parte all’altra del pianeta grazie agli impulsi luminosi delle fibre ottiche.

IBM è riuscita in questo miracolo elettronico aggiungendo alcuni moduli specifici ad una linea di fabbricazione di CMOS da 90 nm ad alte prestazioni. Di conseguenza, è possibile fabbricare, in una normale linea di produzione, singoli chip contenenti anche ricetrasmettitori per comunicazioni ottiche, con una significativa riduzione di costi rispetto agli approcci tradizionali. La tecnologia della nanofotonica CMOS, dimostra la possibilità di costruire ricetrasmettitori in grado di superare una velocità di trasmissione dati di 25 Gbps per canale Riuscendo, inoltre, ad implementare una serie di flussi di dati ottici paralleli su di un’unica fibra, utilizzando dispositivi WDM “on-chip” compatti. Tutto questo, ossia la capacità di scambiare simultaneamente grandi flussi di dati in parallelo e di scambiarli a velocità di trasmissione elevate, consentirà la scalabilità delle comunicazioni ottiche del futuro, che saranno in grado di scambiare terabyte di dati tra parti distanti dei sistemi informatici a costi notevolmente contenuti.

Ringraziando ancora una volta la prof.ssa Brancati per questa comunicazione, noi di educazionetecnica.com restiamo sempre ad osservare come il mondo della tecnologie evolve, pronti a raccontarvelo e restiamo sempre aperti ogni possibile contributo da parte di ciascuno di voi.