Nov 122012
 

L’involucro edilizio è un elemento architettonico che delimita l’organismo costruttivo e strutturale, come fosse una scatola la cui funzione è di separare l’interno dall’esterno.

Delimita una porzione di spazio, creando all’interno un micro-clima il cui scopo è quello di garantire sempre condizioni ottimali per chi soggiorna all’interno. Serve funzionalmente a isolare ciò che sta all’interno da ciò che sta all’esterno; ad esempio isolare dall’azione degli agenti atmosferici (pioggia, freddo, caldo, vento, ecc.) o di altri fattori che possano perturbare la quiete necessaria allo svolgimento delle attività svolte al suo interno, ad esempio il rumore.

L’utilizzo del termine involucro in edilizia, è piuttosto recente e nasce come evoluzione del concetto di chiusura, e indica differenti elementi disposti verticalmente (muri) o orizzontalmente (solai) e possono essere sia opachi che trasparenti (finestre, porte, lucernai, ecc).

Ne risulta che, la scatola edilizia (involucro) può essere scomposta in elementi funzionalmente e morfologicamente diversi:

  1. STRUTTURE
  2. CHIUSURE ESTERNE
  3. PARTIZIONI INTERNE
  4. DISTRIBUTORI (esterni e interni)
STRUTTURE:

(vedi LE STRUTTURE ELEMENTARI – trilite, arco, capriata, telaio) rappresentano gli elementi portanti dell’edificio e possono essere:

  • ORIZZONTALI (solai, travi, travature, ecc.)
  • VERTICALI (pilastri, colonne, ecc.)
  • DI FONDAZIONE (continue e discontinue) (vedi LE FONDAZIONI).
CHIUSURE ESTERNE:

sono gli elementi che realizzano la separazione tra lo spazio interno dell’edificio e quello esterno. Sono gli elementi che garantiscono il rendimento termico e acustico degli impianti garantendo all’interno dell’organismo edilizio condizioni climatiche e ambientali ideali per vivere e lavorare. Possono essere, a seconda della loro collocazione:

  • VERTICALI
  • ORIZZONTALI (inferiori o superiori)
  • INCLINATE (tetti)

CHIUSURE VERTICALI

Le chiusure verticali esterne costituiscono lo schermo verticale esterno dell’organismo architettonico. Possono essere:

portanti: assolvono anche le funzioni statiche e in tutto o in larga misura quelle relative al comfort;

portate: assolvono il solo comfort, possono essere opache (tamponamenti o muri) o trasparenti (serramenti – porte e finestre).

Agli effetti della funzione protettiva le chiusure verticali esterne devono assicurare sia un sufficiente grado di difesa igro-termica e acustica allo spazio interno sia presentare caratteristiche di inalterabilità, resistenza agli agenti atmosferici e resistenza gli urti, per quanto riguarda la durevolezza.


CHIUSURE ORIZZONTALI

Si definiscono anche solai e fanno parte delle più generali “chiusure orizzontali”. Possono essere:

superiori: come i solai delle terrazze (o lastrici solari);

inferiori: come i solai che realizzano la separazione dell’edificio dal terreno garantendo un adeguato isolamento dall’umidità.

La struttura portante del solaio può essere realizzata in legno, in calcestruzzo armato o in acciaio con la presenza o meno di altri materiali, quali elementi in laterizio, pani di polistirolo, ecc., con funzione prevalente di alleggerimento.


CHIUSURE INCLINATE

Normalmente sono rappresentate dai tetti a falde inclinate e rappresentano la chiusura superiore dell’edificio al posto di quelle orizzontali. Possono essere anch’esse opache ricoperte di tegole o altri elementi funzionali o trasparenti come abbaini o lucernai.

PARTIZIONI:

Il termine partizione viene usato in senso generico con il significato di separazione in più parti. In edilizia, rappresenta tutti quegli elementi che consentono la separazione dello spazio interno di un organismo edilizio in più spazi funzionalmente diversi. È un elemento architettonico con il compito di separare in stanze (orizzontalmente) e piani (verticalmente) lo spazio interno dell’edificio. Proprio per questo si differenziano in:

  • VERTICALI
  • ORIZZONTALI

PARTIZIONI VERTICALI

Le partizioni verticali consentono la suddivisione dello spazio interno dell’organismo architettonico. Questa è ottenuta mediante elementi portanti o portati (tramezzi) che non devono assolvere i compiti di protezione delle chiusure verticali esterne ma sostanzialmente provvedere solo agli effetti della migliore fruibilità, all’isolamento acustico tra vano e vano.

Sono partizioni verticali interne anche le porte di separazione tra i vani.


PARTIZIONI ORIZZONTALI

Una partizione orizzontale interna portante che interessa una porzione di vano, si considera un solaio e determina quindi un ulteriore piano.

DISTRIBUTORI:

In edilizia il significato di distributore, coincide con quegli elementi che consentono lo smistamento e la distribuzione di persone e oggetti all’interno degli spazi dell’edificio. Essendo lo spazio diviso sia verticalmente (piani) che orizzontalmente (partizioni), i distributori dovranno essere sia orizzontali che verticali.

DISTRIBUTORI ORIZZONTALI

Si tratta di uno spazio solitamente stretto, e comunque sempre molto più lungo che largo, e serve per consentire il passaggio da una parte all’altra ed è presente praticamente in tutte le case, oltre che in altri luoghi. Può essere interno o esterno all’edificio. Nel primo caso coincide con i corridoi, mentre nel secondo caso prende il nome di ballatoio. Consiste in un passaggio accostato a una parete di un edificio, in genere sul lato esterno con una ringhiera, un parapetto o una balaustra di protezione. La casa a ballatoio spazi comuni per accedere alle diverse stanze o, nel caso di un condominio, alle singole unità abitative.

DISTRIBUTORI VERTICALI

Sono tutti quegli elementi funzionali che consentono il collegamento tra differenti piani di un edificio, ad esempio le scale, gli ascensori, i montacarichi, ecc.

La scala in architettura è una costruzione edilizia che va a definirsi come struttura di collegamento verticale fra i diversi piani di un edificio.

La scala è formata da un insieme di strutture orizzontali posizionate a quote differenti chiamate gradini. La parte orizzontale del gradino è chiamata pedata, mentre la parte verticale tra due elementi successivi è chiamata alzata.

Un insieme di gradini compone una rampa, mentre la rampa stessa collega tra di loro due pianerottoli. I pianerottoli possono essere di arrivo o di partenza se permettono lo smistamento verso altre zone dell’edificio oppure di riposo se servono solo a collegare più rampe. L’interpiano è la differenza di quota tra due pianerottoli di arrivo.

PUOI LEGGERE ANCHE:
  1. LA STATICA DELLE STRUTTURE – VINCOLI e GRADI DI LIBERTA’
  2. LE STRUTTURE ELEMENTARI
  3. LE FONDAZIONI
  4. MURI E PARETI
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