Lug 302012
 

Visto che ci occupiamo di tecnologia non possiamo, noi di educazionetecnica.com, non raccontare questo passo tecnologico verso la fantascienza. E ancora meglio se questo incredibile passo viene compiuto grazie a studiosi italiani e sviluppato in una sede universitaria del nostro paese.

Infatti, all’interno del progetto europeo Patchycolloids finanziato dall’European Research Council, un team di ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma, guidati dal professor Francesco Sciortino, docente di Struttura della Materia, ha individuato il modo in cui si “disegnano” le caratteristiche del materiale agendo sulle proprietà superficiali delle particelle colloidali.

[ le particelle colloidali sono piccolissime particelle disciolte in un solvente e dotate di dimensioni comprese fra le decine di nanometri e il micron, quindi paragonabili alla lunghezza d’onda della luce ]

La scoperta apre scenari nuovi e incredibili. Sarà infatti un cristallo a costituire il cuore dei computer del futuro, definiti appunto fotonici che, useranno la luce per trasmettere le informazioni. La tecnica messa a punto dagli studiosi dell’ateneo romano, consentirà attraverso l’uso di cristalli simili all’opale, di trasmettere in maniera ordinata informazioni di ogni genere. Il prof. Sciortino, spiega che i cristalli, a differenza dell’opale, debbono essere puri cioè formati da particelle tutte orientate nella stessa direzione. Per creare questo minerale “perfetto”, si è pensato di agire sulle proprietà superficiali delle particelle colloidali. In particolare, hanno disegnato sulla loro superficie delle zone triangolari con proprietà attrattive, riuscendo così a imporre la geometria con cui le particelle interagiscono e si auto-assemblano nel cristallo.

La scoperta è di quelle epocali; infatti, grazie a questa tecnologia si potranno assemblare e creare materiali nuovi con caratteristiche fisiche diverse a seconda della direzione in cui vengono sollecitati. Un materiale, potrà ad esempio reagire in maniera diversa a seconda del tipo di forza a cui e sottoposta, ad esempio se di trazione o di compressione.

Spiega, infine, il prof. Sciortino che: “il risultato di questa ricerca è stato raggiunto grazie all’intuizione del giovane ricercatore Flavio Romano che lavora oggi per l’Università di Oxford. Dopo mesi di analisi di modelli che cristallizzavano in strutture polimorfiche, Romano ha verificato la possibilità di ‘assemblare’ un cristallo perfetto agendo sulle proprietà superficiali delle particelle colloidali”.

La speranza del prof. Sciortino, ma non solo sua è che questa scoperta possa presto essere utilizzata a livello industriale.